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La fiaba dei “tre diavoli” raccontata da Davide Di Iorio, pastore della Chiesa ADI di Reggio Calabria

18 agosto 2009

La fiaba dei “tre diavoli” raccontata da Davide Di Iorio, pastore della Chiesa ADI di Reggio Calabria

Logo delle ADI

Sono veramente stomacato da tutti questi comportamenti sconvenienti, intrisi di parole false e ingannevoli, ma voi riuscite ad avvertire la pericolosità in certe parole e in certi modi di parlare?
Per entrare nel merito, nel mondo sono molti quelli che non credono che Dio esista; come sono molti anche coloro che non credono che esista l’inferno, e tutto ciò viene dal diavolo. Notate che dice: “il diavolo disse solo a questo (l’ultimo) tu ne sedurrai sicuramente molti”.> ” />
Quindi, cari fratelli, non solo le fiabe devono essere bandite dalle nostre bocche, ma questa addirittura trasmette cose false e ingannevoli.
Ora, diletti nel Signore, se queste cose erano nascoste in qualche soffitta o in qualche cassetto, io non le considererei neppure, ma visto che sono pubbliche su internet e molti dei santi, così come anche molti increduli, hanno accesso a quel documento multimediale, siamo stati costretti a comunicarvi che noi non siamo d’accordo né nella forma nè nel suo contenuto, il quale quest’ultimo è persino sbagliato e molto ingannevole.
Peccato pubblico? Falsità pubblica? Allora bisogna usare la riprensione pubblica!
Se non le facciamo notare noi queste cose riprovevoli, chi ve le farà notare fratelli? Chi vi guiderà alla riflessione su certe cose che sono o sconvenienti o addirittura errate biblicamente? Qualcuno deve pur farlo il lavoro ‘sporco’ di pulizia nella Chiesa! Quelli che vi sono preposti non lo fanno, ma qualcuno lo deve pur fare.
Quello che facciamo, lo facciamo forse per noi stessi o per destare dal sonno i fratelli che dormono? Noi non abbiamo nessun beneficio da queste cose, senon quello di obbedire al comando del Signore di annunziare tutto il consiglio di Dio, compresa la parte che riguarda la riprensione e l’ammonimento.
Qualcuno potrebbe sollevare la giusta obiezione e domandarci: “Chi vi ha dato l’autorità di riprendere i servitori di Dio?”
Ebbene, vi risponderò alla vostra domanda quando voi risponderete alla mia che segue: “Chi è che dà l’autorità ai servitori di Dio di dire tutte le falsità che dicono contrarie a ciò che insegna la Bibbia?”

Noi ci prendiamo le male parole da molti, che ci chiamano diavoli, stolti, e in tanti altri modi irripetibili, ma noi quello che facciamo, lo facciamo per amor vostro, per amore della verità, per amore di coloro che sbagliano affinché si ravvedano e rientrino in sè stessi; lo facciamo per amore della Parola di Dio, che deve essere l’unica ad essere glorificata, l’unica a dover essere presa come guida spirituale e pratica; l’unica fonte dove attingere i nostri insegnamenti e le figure da usare.Sopportatemi, fratelli, sopportate i miei modi, sono forse diventato vostro nemico dicendovi la verità? Sopportatemi anche quando vi faccio soffrire, appesantendo le vostre coscienze presentandovi queste sconcerie di video, le quali penso siano già appesantite abbastanza da quello che vedete e udite da voi stessi.
Giuseppe PireddaVi riporto anche il commento del fratello Giacinto Butindaro:

Il 17 Novembre 2005, durante la sua predicazione dal titolo ‘L’annuncio del ritorno di Cristo’ – presente in video su questo sito http://www.abbiatefedeindio.it/ – Davide Di Iorio, pastore della Chiesa ADI di Reggio Calabria ha raccontato ai santi la fiaba dei tre diavoli, sì proprio una favola. In questo video potete ascoltarla da voi medesimi! Per ascoltare tutta la predicazione andate sul suddetto sito (la fiaba è al 24 minuto e qualche secondo del relativo video)

Ascoltate, fratelli, sappiate che la Scrittura condanna le favole profane e da vecchie, esortandoci a schivarle (cfr. I Timoteo 4:7), in quanto tutto ciò che è menzogna non ha nulla a che fare con la verità. Dice infatti il Signore tramite il profeta Geremia: “Che ha da fare la paglia con il frumento? (Geremia 23:28)

Un ultima cosa: quando dal pulpito di un locale di culto si arrivano a raccontare le fiabe all’assemblea dei santi – quand’anche lo scopo fosse quello di confermare magari un concetto biblico o conforme a verità – vuol dire che la situazione è veramente drammatica in quanto si ricorre alla menzogna, perché le fiabe sono delle menzogne, per confermare la verità; come se la verità avesse bisogno delle menzogne per essere confermata.

Che dire? Dopo avere sentito da un pulpito ADI che l’elemosina non è tra le opere buone preparate da Dio prima della fondazione del mondo per noi affinchè le praticassimo, dopo avere sentito da un altro pulpito ADI che Dio è ‘un matto, cioè proprio un sognatore’, adesso ci tocca sentire pure una fiaba!! Quali altre menzogne dovremo sentire ancora?

E’ ora che voi fratelli che siete nelle ADI alziate anche voi la voce, e cominciate anche a voi a riprovare sia privatamente che pubblicamente queste falsità che si sentono dai vostri pulpiti: non fate finta di niente, non giratevi dall’altra parte, per non essere trovati colpevoli nel cospetto di Dio. Vi attirerete giudizi ingiusti, insulti e offese di ogni genere nel fare questo perché oramai nelle ADI vige la difesa ad oltranza dell’organizzazione, anche a costo di andare contro la Parola di Dio. Ma ne vale la pena, perché vale sempre la pena difendere la verità.

[aggiornamento del 03/09/2009
Vi comunico che Davide Di Iorio ha tolto, finalmente, il video dal suo sito. Io lo lascio in memoria per i posteri. In seguito a questo, sorge spontanea la domanda: se non c’era niente di male in ciò che è stato detto, per quale motivo è stato tolto? Rispondetevi da voi stessi, fratelli.]

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7 commenti leave one →
  1. giovanni permalink
    18 agosto 2009 19:15

    adesso anche le fiabe si mettono a raccontare..siamo messi proprio male. da queste cose apprendo una cosa molto importante,ho appreso che il signore a tanta pazienza! è di una longanimità indescrivibile. caro Loria dovresti raccontare la verità ai fedeli! cioè che satana e l’inferno non sono fiabe ma realtà! per questo dico a voi cantastorie ravvedetevi!

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  2. gio1976 permalink
    19 agosto 2009 10:53

    mi correggo sul nome da me citato. ho scritto Loria,ma in realtà è Di Iorio.

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  3. gio1976 permalink
    19 agosto 2009 10:57

    2Timoteo 4:4 e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle
    favole.

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  4. porfirio.malcho@gmail.com permalink
    3 ottobre 2009 11:38

    Esprimerò quanto penso a proposito di questa pagina. Premetto di non essere credente e di non appartenere a nessuna organizzazione religiosa.
    Il sig. Giuseppe Piredda evoca una “riprensione pubblica”, ma forse dimentica quanto insegna la Scrittura sulla riprensione, ovvero che essa deve essere prima privata, poi, se non accettata fatta con testimoni e poi davanti alla chiesa, così ha insegnato, mi sembra di ricordare, Gesù: “«Se tuo fratello ha peccato contro di te, va’e convincilo fra te e lui solo. Se ti ascolta, avrai guadagnato tuo fratello; ma, se non ti ascolta, prendi con te ancora una o due persone, affinché ogni parola sia confermata per bocca di due o tre testimoni. Se rifiuta d’ascoltarli, dillo alla chiesa; e, se rifiuta d’ascoltare anche la chiesa, sia per te come il pagano e il pubblicano.” (Matteo 18,15-17). I toni usati non sono affatto amorevoli come quelli che dovrebbero essere di un pastore che vuole recuperare una pecora che si sta smarrendo, ma quelli di un accusatore; accusare non è forse prerogativa di satana? Si dimentica forse che prerogativa di ogni credente, invece, deve essere quella dell’amore? Ogni credente, infatti, è esortato ad avere “amore intenso gli uni per gli altri, perché l’amore copre una gran quantità di peccati” (1Pt 4,8) laddove la traduzione italiana del verbo “coprire” non rende il senso dell’originale greco (kalupto) che è “nascondere” e, originariamente, “seppellire”.
    Non si preoccupi il sig. Giuseppe Piredda quando “paolineggiando” sembra di essere in ansia perché sente di diventare “nemico” di chissà chi o di appesantire le coscienze dicendo la sua verità.
    Caro sig. Giuseppe Piredda, lei dovrebbe preoccuparsi di altro. Innanzitutto del grande controsenso di questa storia. Infatti, se da una parte, in maniera al quanto nobile, mi verrebbe da dire, Davide Di Iorio ritira il video posto sotto accusa, lei continua ad osteggiarlo, adducendo un “monito per i posteri”. L’impressione che si ha è quella di vedere un bambino che avendo scoperto un segreto lo sbandiera a tutti e che trionfo della sua scoperta vuole manifestare a tutti quanto è stato bravo. Cosa ci guadagna? Forse lei, sig. Giuseppe Piredda prova gusto e anche intelligente scandalizzare quelle persone che potrebbero leggere dal suo blog questi fatti?
    Ma veniamo ai “fatti”. Intanto visto che non c’è più il video completo di Di Iorio e abbiamo solo il suo spezzone, a noi anime interessate non sarà più possibile ricostruire un contesto e allora come faremo a darle ragione o torto?
    Lei si è soffermato e, forse scandalizzato, perché il Di Iorio proferisce dal pulpito una ‘fiaba’. A tal proposito cita 1Tm 4,7 forse ignorando il contesto e le motivazioni che hanno spinto la stesura di quel verso. L’uso della parola “mito”, sempre al plurale nel N.T., tratta le speculazioni cosmologiche, genealogiche e angeologiche di una gnosi ellenistico-giudaica che si avvertiva come pericolo delle comunità (fra l’altro tenga presente l’”eresia colossese” Col. 2,8). Su questa direzione gnostica, rimandano Ireneo (Haer. 1,1) e Tertulliano (Praescr. Haer. 7,33), altri (Teodoro di Mopsuestia, Teodoreto, Agostino) pensano alla haggada giudaica (cfr. l’Ambrosiaster a 1Tm 1,4 dice:- “fabulae, quas narrare consueti sunt Iudaei de generazione suarum originum”).
    Seppure non è più possibile verificarlo (Di Iorio ha ritirato il video, quello suo non è completo), non mi sembra che il discorso del Di Iorio, da lei tagliato, abbia a che fare con lo gnosticismo oppure con genealogie, piuttosto sembra di intuire che Di Iorio voglia usare quel discorso alla stessa stregua di una parabola. Ora, come saprà, in una parabola agisce il cosiddetto “tertium comparationis”, ovvero un terzo elemento al di fuori di quanto è confrontato che agisce come orizzonte direttivo della comparazione. Questo elemento non è deducibile dagli oggetti del confronto, ma dalla precomprensione e dall’interesse dell’interprete. Secondo Dupont, il tertium comparationis è “la ‘punta’ della parabola: il tratto decisivo sul quale l’ascoltatore è chiamato ad esprime un giudizio e a partire da quale si opera il passaggio all’applicazione” (Dupont, Il metodo parabolico di Gesù, Paideia)
    Sottende alla storia raccontata dal Di Iorio, anche se l’ho ascoltata parzialmente, questo è quanto capisco, l’avvento della parousia (seconda venuta del Cristo) e l’idea che agisce nella chiesa una forza seduttrice che tenta di assopire l’attesa del credente rendendolo apatico. Al dire il vero quest’analisi non è affatto una favola, purtroppo.
    Un ultimo consiglio, caro Sig. Piredda, si lavi le mani. Il “lavoro sporco” che pensa di dover compiere, dalle sue analisi in questa pagina e in altre, mi sembra non competerle.

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  5. 3 ottobre 2009 13:59

    A leggere la tua filosofia mi è venuto mal di testa, poi quando citi le lingue ancora di più, perché io non sono amante dei discorsi di sapienza umana e tanto meno di quei discorsi infarciti del “greek bombing”.

    A riguardo della riprensione, l’apostolo Paolo riferendosi agli anziani, dice queste parole: (1 Timoteo 5:20) “Quelli che peccano, riprendili in presenza di tutti, onde anche gli altri abbian timore.”

    E ancora l’apostolo Paolo dice: (Galati 2:14) “Ma quando vidi che non procedevano con dirittura rispetto alla verità del Vangelo, io dissi a Cefa in presenza di tutti: se tu, che sei Giudeo, vivi alla Gentile e non alla giudaica, come mai costringi i Gentili a giudaizzare?
    (Galati 2:11) “Ma quando Cefa fu venuto ad Antiochia, io gli resistei in faccia perch’egli era da condannare.”

    Questo per dimostrare che quando a sbagliare è un insegnante, dottore, pastore o anziano della chiesa, la riprensione deve essere pubblica; se aggiungiamo il fatto che il peccato è pubblico, anche la riprensione deve essere pubblica.
    (per ulteriori disquisizioni su questa argomento specifico, rimando alla lettura della pagina “Scopo del blog”)

    Per entrare nel merito della fiaba, non solo è sbagliato fare uso delle fiabe nell’insegnamento della Parola di Dio, ma persino il significato intrinseco che contiene è sbagliato.
    A conclusione di chi abbia ragione o meno, il fatto che sia stato ritirato da Di Iorio, dimostra che avevo ragione, perché se avevo torto che scopo c’era toglierlo? Se ha capito la lezione, come penso, Dio gli renderà merito.

    Per quanto riguarda il significato intrinseco della fiaba, la stessa presenta 3 diavoli, di cui il primo seduce gli uomini facendo credere loro che “Dio non esiste”. E dalla realtà sappiamo che sono moltissimi quelli che non credono che Dio esista.
    Poi c’è il secondo che dice che seduce gli uomini facendo credere loro che l’inferno non esiste, e anche qui sappiamo che sono molti quelli che sono stati sedotti.
    Alla fine viene quello che dice che il ritorno di Cristo è lontano. Quest’ultimo presuppone che gli uomini sedotti credano che Gesù ritornerà, solo che dicono che credono che il ritorno è lontano, ma costoro, al confronto con la realtà rapprensentano un numero di molto inferiore a quegli altri due, pertanto la conclusione a cui giunge Di Iorio, è sbagliata, quando afferma che il diavolo “ha detto SOLO A QUEST’ULTIMO, vai tu ne sedurrai SICURAMENTE molti”. Ha sbagliato perché il diavolo ne ha sedotti molti di più negli altri casi, e poi dicendo SOLO A QUEST’ULTIMO esclude la seduzione degli altri due, mentre il diavolo è in azione in tutti i modi.

    Ora mi domando, ma se non hai compreso il significato della fiaba, la sua conclusione, la sua pericolosità, e bada bene non sto parlando delle sacre Scritture, ma di una semplice fiaba, dico, se non hai compreso questa cosa così semplice, come comprenderai le sacre Scritture che danno vita a chi crede in esse?
    A cosa ti serve tutta la tua filosofia, la tua sapienza umana e carnale, se non comprendi il significato di una semplice fiaba?

    Facciamo una cosa, tieniti la tua sapienza carnale e la tua filosofia, e vai a gonfiare la testa di altre persone, vai ad esporre la tua presunta “grande conoscenza” ad altri, che qui ho ben altro da fare che dare spiegazioni ai bambini su “una fiaba”, a bambini che presumono persino di essere sapienti.

    Se veramente vuoi ricevere sapienza, quella vera, vai a Cristo, convertiti a Lui, abbandona tutta la tua filosofia e studia soltanto le sacre Scritture, comprendendole non con la tua mente, ma attraverso lo Spirito di Cristo.

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  6. Sinistrati permalink
    3 ottobre 2009 22:35

    Strano che sia stato publicato il commento di porfirio, i miei che invitano a non “mordersi ” a vicenda vengono sempre ignorati……mi ripeto …….. questo strumento deve essere usato a scopo evangelistico……chi sa se il moderatore avra il coraggio di pubblicare il mio commento.
    Nell’ora che non pensate il Figliuol dell’uomo verra……vigiliamo.
    Mauro

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  7. Albano Giuseppe permalink
    4 aprile 2010 23:22

    Pace, Giuseppe, questa volta non mi è piaciuto il tono con cui hai replicato al commento di porfirio, in particolare nella conclusione. Sono daccordo sull’uso improprio delle fiabe per esporre un messaggio,sarebbe opportuno o meglio indispensabile chiedere la guida dello Spirito Santo prima di qualsiasi esposizine dal pulpito, che prbabilmente non porterebbe ad usare una fiaba per raggiungere i cuori. Poi quelle di Gesù non erano favole ma per la maggior parte allegorie tratte da possibili situazioni di vita reale,mi fermo non volendo entrare nei particolari e nei contesti di esse, ma di sicuro non erano favole quelle di Gesù.
    Ho usato il condizionale per non cadere nella presunzione di conoscere i pensieri dello Spirito Santo. Il SIgnore ci perdoni se impropriamente usiamo il Suo Nome. Mi rendo conto di non essere all’altezza dei commenti precednti ma ho voluto comunque esprimermi.
    Iddio ci Benedica pace. Giuseppe

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