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L’esperienza nelle ADI (Assemblee di Dio in Italia) di Nunzia Sasso di Brusciano

20 agosto 2009

Logo delle ADIIntroduzione

Ecco la testimonianza della sorella Nunzia Sasso, che, dopo essere stata salvata da Dio in seno ad una comunità ADI del napoletano, ha dovuto subire da parte di credenti di questa comunità offese ed ingiustizie, per amore della verità, o meglio per amore di quelle parti del consiglio di Dio che le ADI calpestano e annullano con ragionamenti vani di ogni genere.Ella infatti ha cercato, per quanto le è stato possibile, di far riflettere i fratelli e le sorelle della comunità ADI che frequentava sui vari errori dottrinali delle ADI e sui loro vari comportamenti antibiblici da essi praticati e difesi, nella speranza che rientrassero in loro stessi e riconoscessero la verità, e per avere fatto ciò si è attirata una persecuzione contro di lei che mai avrebbe immaginato di dover subire. E le cose sono arrivate a tal punto che non le è rimasto altro che andarsene da quella comunità, perché rigettata e accusata di portare un altro Vangelo!!Spero vivamente che anche questo documento, scritto da questa sorella e da noi pubblicato, induca i fratelli e le sorelle nelle ADI a prendere atto della presenza in mezzo a loro di false dottrine e di comportamenti e atteggiamenti sconvenienti che sono d’intoppo sia ai santi che a quelli di fuori, e a rigettarli con ogni franchezza, per purificarsi da questo lievito, e camminare così in maniera degna del Signore che ci ha amati e ha dato sé stesso per riscattarci con il suo sangue da questo presente secolo malvagio.

Giacinto Butindaro

L’esperienza di Nunzia Sasso nelle ADI:

“Pace a tutti voi.

Mi chiamo Nunzia Sasso, sono nata nel 1976 e vivo a Brusciano, un paese in provincia di Napoli.

La mia conversione a Cristo è avvenuta in una sera d’inverno, esattamente il 26 novembre del 2005, durante un culto di evangelizzazione svoltosi nella comunità evangelica A.D.I. del mio paese.

La sala era affollata e tra i presenti c’erano anche mia madre, mia sorella Enza, mio fratello Giuseppe e mia cognata Rossella, allora in attesa di due mesi.

Con entusiasmo ed un gran senso di liberazione, avevo lasciato la religione cattolica ed il Cammino Neocatecumenale circa un anno prima, fortemente convinta dagli studi dottrinali delle Sacre Scritture che avevo trovato attraverso Internet, nel sito cristiano evangelico “Il Cammino Cristiano” ed in particolare in quello dal titolo “La nuova Via”, da cui ho tratto la maggior parte degli insegnamenti che mi hanno aiutato nella conoscenza della Parola.

Fin prima della mia conversione, nella comunità che avevo iniziato a frequentare avevo notato che alcune cose attestate nelle Sacre Scritture che avevo imparate attraverso quel sito elettronico, venivano ignorate dai fratelli, altre non praticate, così come alcuni comportamenti da loro adottati non erano conformi alla Parola.

Pertanto, nella speranza di potere essere di qualche utilità, ho iniziato a parlarne coi fratelli e poi a diffondere scritti di argomenti vari, su alcune parti del consiglio di Dio.

Ho portato alla loro attenzione scritti che riguardavano:

  • il proponimento dell’elezione di Dio (da loro fortemente osteggiato);
  • la santificazione dei credenti (non si facevano scrupolo di andare al mare in estate );
  • il velo (le donne non lo indossavano al di fuori del locale di culto, quando pregavano);
  • il passaggio del cestino per le offerte (non provato dalle Scritture);
  • l’organizzazione antibiblica che si erano dati (con uno statuto fatto di precetti umani e tutta una gerarchia tipo quella della chiesa cattolica romana);
  • i cantici rivolti allo Spirito Santo, di cui non esiste traccia nella Bibbia;
  • l’errata convinzione che Dio ha fatto patto con noi quando siamo stati battezzati in acqua (quando invece ciò avvenuto quando abbiamo creduto);

la messa in vendita di materiale cristiano (Bibbie, innari, cd audio…);

  • i doni dello Spirito Santo (non conoscevano né il significato né tantomeno l’utilità per la Chiesa di Dio) ed altro.

Inoltre, le loro prediche erano spesso vaghe, condite con parole di sapienza umana, allegorizzate ed accompagnate da battute di spirito per divertire l’uditorio; il messaggio dato ai perduti risultava annacquato, e il ravvedimento, predicato prima da Gesù e poi dagli apostoli, quasi non esisteva nelle evangelizzazioni; i credenti non ricercavano con bramosia i doni dello Spirito Santo (per loro era una sorta di fanatismo); non credevano all’esistenza del fuoco nell’Inferno; non credevano che Dio potesse ancora parlare attraverso sogni, visioni e rivelazioni, ma solo attraverso la Sua Parola; confondevano il dono di profezia con quello dell’interpretazione delle lingue; alle donne veniva permesso di insegnare ai ragazzi nelle scuole domenicali; facevano uso di scene teatrali per i bambini; chiamavano il locale di culto “casa di Dio”; pregavano lo Spirito Santo per ricevere il battesimo con lo Spirito Santo; ai credenti era permesso di partecipare alla messa funebre per i loro parenti morti e alle cerimonie religiose di matrimoni nelle chiese cattoliche romane; cantavano alcuni cantici cristiani le cui parole non erano Scritturali, come “Il tempio di Dio voglio esser anch’io”; credevano che il Signore Gesù sarebbe potuto tornare da un momento all’altro per rapire la sua chiesa.

Da parte loro ho trovato resistenze e diffidenze; ogni cosa che ho portato alla loro attenzione veniva riportata al pastore o ad un ministro per fargliela esaminare, per poi rigettarla, ed io venivo ammonita di conseguenza, come quando ho fatto notare ad una sorella che non era Scritturale rivolgere preghiere e cantici allo Spirito Santo, sebbene Egli sia Dio.

Volendo obbedire al comando del Signore, avevo chiesto alcuni giorni dopo la mia conversione al pastore d’essere battezzata in acqua; ho aspettato (per alcuni mesi in verità) che iniziassero gli ammaestramenti per i battesimi (è loro usanza attendere la stagione calda ed un certo numero di aspiranti al battesimo) e poi finalmente li ho seguiti; ciononostante, il battesimo mi è stato negato per ben due volte, poiché non condividendo le loro convinzioni, secondo il loro parere, non potevo far parte della “loro famiglia”, e nessuno si sarebbe assunto la responsabilità di ministrarmelo.

L’argomento che ha riscontrato maggiore opposizione sia dal pastore che dai credenti in generale, è stato quello riguardante l’elezione dei credenti avanti la fondazione del mondo (tema ampiamente confermato dalla Parola di Dio), dal momento che le A.D.I. non credono nella predestinazione, rigettando il fatto che Dio abbia destinato alcuni alla salvezza e altri alla perdizione, secondo il Suo proposito prima della creazione del mondo. Sono stata accusata di volere insegnare, di annunciare un altro Evangelo, di idolatria (perché i miei ragionamenti erano tratti da studi sulla Parola estrapolati dal sito elettronico dei fratelli Butindaro, a cui facevo spesso riferimento), addirittura il pastore mi disse che avrei fatto naufragio quanto alla fede se avessi continuato a credere in quella dottrina, che secondo lui non era Biblica perché dedotta da un’errata interpretazione delle Scritture; allo stesso tempo sono stati dati dei giudizi iniqui anche sul fratello Giacinto, definito un falso dottore, “Satana” travestito da angelo di luce, e un credente cacciato dalle A.D.I. (perché in alcuni scritti varie volte si scagliava contro le falsità insegnate all’interno delle A.D.I.). A tal proposito, mi furono dati dei fogli con annotazioni di versi tratti dalle Scritture per confermare ciò.

Di conseguenza, facevano predicazioni mirate allo scopo di ‘confutarmi’ e ‘riportare l’ordine’ in comunità in quanto alla dottrina dell’elezione dei credenti.

Ad un certo punto, il pastore ed alcuni altri credenti, contrariati ed infastiditi, mi ingiunsero di tenere per me le mie convinzioni e di non divulgarle alla comunità. Inoltre, ero stata gentilmente invitata dal pastore a trovarmi un’altra comunità evangelica, che condividesse le mie “idee”.

Nel frattempo essi avrebbero continuato a pregare per me affinché il Signore mi facesse ‘ritornare sulla retta via’.

Non riscontrando da parte mia la reazione desiderata, per il bene della comunità, stabilirono di comunicare all’adunanza alcune loro decisioni che mi riguardavano, con lo scopo di mettere fine al “disordine” e alla “confusione” che si stavano ingenerando a causa del mio comportamento da disubbidiente e ribelle, dato che avevo continuato a parlare con fratelli e sorelle delle cose che avevo compreso (per grazia di Dio) e a passare loro fogli con approfondimenti di parti del consiglio di Dio.

Deliberarono dunque di imporre ai credenti di tenermi alla larga, per non “partecipare alle mie opere malvagie”(2 Gv1:9-11). Mi fu imposto di sedere all’ultimo posto all’interno del locale di culto dove venivo isolata dalle sorelle; mi venne fatto divieto di pregare, testimoniare, ringraziare il Signore durante il culto e mi fu ordinato di lasciarlo immediatamente dopo, evitando di salutare i fratelli, fino a che non mi “fossi ravveduta”. Nonostante la situazione stesse diventando insostenibile e pesante, continuavo a frequentare la comunità con la speranza che le cose potessero migliorare.

Dopo qualche tempo, nel mese di settembre 2007, venne convocato un altro incontro per valutare nuovamente la mia posizione all’interno della chiesa; questa volta però chiesi a mio fratello di presenziare, perché non mi sentivo in grado di affrontare da sola quella riunione, dopo una logorante giornata di lavoro.

Per ‘confutarmi’, citarono porzioni della Scrittura e fecero dei ragionamenti che rasentavano quasi l’assurdo, e dopo una lunga ed estenuante discussione di carattere dottrinale su parti della Parola sulle quali dissentivamo oltremodo, si giunse alla rottura definitiva.

In particolare, la discussione si incentrò sul fatto che la santificazione non venisse da loro procacciata e che l’elezione dei credenti, che dipende dalla volontà di Dio e non da quella dell’uomo, non venisse da loro accettata quale sana ed edificante dottrina da insegnare ai credenti.

Con una gran pena nel cuore, decisi dunque di lasciare quella comunità, dal momento che i rapporti tra noi si erano guastati, non essendo più ben accetta in mezzo a loro. Altrettanto fecero mia sorella, mia madre e mio fratello.

Dio vi benedica

Nunzia Sasso

Per contattare direttamente la sorella Nunzia Sasso:

mail: /nunzia1976@libero.it/

skype: nunzia.skype1″

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7 commenti leave one →
  1. loreana permalink
    23 settembre 2009 09:33

    pace ,sono una sorella facente parte di una chiesa pentecostale adi ,in base a quello che racconti mi vengono tanti dubbi sul comportamento del singolo, fratello o sorella c,he sia la bibbia e una e cio che e scritto e molto chiaro .si parla del battesimo alle acque nella bibbia si parla del battesimo di gesu’ esempio piu’ corretto quindi noi lo facciamo come manifestazione e accettazione di morire e vivere in cristo ,parli del cestino una vola si portavano le offerte adesso ci sono le chiese e tutte le spese mi sembra anche giusto partecipare poi non ti obblicano a partecipare infatti e un offerta libera ci sarebbe tanto da scrivere ma spero che adesso hai trovato cio che tu ritieni giusto pace che Dio TI BENEDICA

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  2. Nunzia permalink
    23 settembre 2009 23:19

    Pace a te.
    Il battesimo in acqua è un comandamento di Gesù verso quelli che hanno creduto nel Suo nome e la richiesta di una buona coscienza nel cospetto di Dio.
    Nelle ADI, come anche in altre denominazioni evangeliche, si fa l’errore di dire che col battesimo in acqua un credente fa patto con Dio, di servirlo “per vita e per morte”. Ti faccio presente che un credente al momento della nuova nascita riceve la circoncisione del cuore da Dio, un segno, non visibile agli altri, con cui egli fa patto con Dio. Pertanto, col battesimo in acqua il credente non fa altro che manifestare a gli altri questo patto che ha GIA’ fatto con Dio; inoltre col battesimo si viene sepolti con Cristo. Ma non è che col battesimo si diventa nuove creature o il nostro nome viene scritto nel libro della vita o si diventa membri della chiesa di Dio.
    Si è già salvati quando si viene battezzati in acqua. Il battesimo è un comandamento da osservare subito da parte di coloro che hanno creduto col cuore in Gesù e non va rimandato. Non c’è nessun motivo di aspettare mesi o anni prima di decidersi a farsi battezzare in acqua, se la nuova nascita è avvenuta per davvero in un’anima. Tutte le motivazioni addotte a posticipare il battesimo non hanno nulla di Scritturale. Nel mio caso, mi è stato rifiutato per due sessioni battesimali consecutive per il fatto che io non condividessi alcuni modi di fare e pensare della comunità che frequentavo. Per esempio, io non condividevo la loro idea di aver raggiunto prima un certo livello di santificazione per poter fare poi il battesimo in acqua (guarda caso, proprio loro, battezzati, che se ne andavano al mare in estate mezzi nudi sulle spiagge asserivano queste cose…), dal momento che la santificazione è un processo che avviene gradualmente nella vita di un credente. Ma del resto, l’ostacolo maggiore è stata la dottrina dell’elezione dei credenti avanti la fondazione del mondo a tenermi lontana dal battesimo, perchè, secondo loro, io annunciavo un altro Evangelo e dovevo ravvedermi dalle mie eresie.
    Per quanto riguarda le offerte, ti faccio presente che noi credenti dobbiamo darle, con animo gioioso, secondo le nostre possibilità e secondo quanto il Signore ci mette in cuore; quello che io contestavo nelle ADI era il MODO con cui esse venivano percepite dai fratelli, attraverso un sistema (il cestino fatto passare tra i fratelli) per niente confermato dalle Scritture, che assomigliava più ad una forma di “accattonaggio”. Per non parlare poi della decima, che nell’ambiente ADI è ancora praticata, quando noi siamo sotto la grazia e non più sotto la legge.
    Spero di esserti stata utile
    Pace

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  3. samuel permalink
    24 settembre 2009 08:57

    http://www.lanuovavia.org/video-adi-film.html

    Mi piace

  4. NICA permalink
    6 ottobre 2009 08:59

    PACE SORELLA… HO LETTO LA TUA TESTIMONIANZA… POSSO DIRE CHE SU DEI PUNTI HAI RAGIONE, COME PER IL VELO, IL MARE, E FORSE ANCHE PER LA PREGHIERA RIVOLTA ALLO SPIRITO SANTO… MA ASCOLTA… SECONDO ME UNA RELIGIONE O MEGLIO UNA CHIESA CHE SI ATTIENE ALLA PAROLA DI DIO (PAROLA PER PAROLA) NON ESISTE, QUESTI NON SONO PECCATI I PECCATI SONO BEN ALTRI, QUESTE COSE SERVONO SOLO A PORTARE DIVISIONE, TU FACCI CASO, QUANTI FEDELI CREDONO DIO E LO ADORANO IN DIVERSI MODI SONO LONTANI E TANTE VOLTE NEANCHE SI SALUTANO… NON è BELLO NOI NON DOBBIAMO GIUDICARE NESSUNO… LA PAROLA DI DIO E’ CHIARA DOBBIAMO AMARCI E PREGARE GLIUNI PER GLI ALTRI… AL DI LA’ DI TUTTO PERCHè SE DIO HA APERTO I TUOI OKKI ANCORA PUO’ FARLO CON GLI ALTRI… UN CONSIGLIO??? NON STARE A GUARDARE QST COSE CREDI IN DIO E ADORALO COME TI SENTI DI FARE… SE TRA CREDENTI STIAMO A FARCI GUERRA COME POSSIAMO SPERARE CHE GLI ALTRI SI CONVERTANO A CRISTO… PS: NELLA MIA COMUNITA’ E MI SONO BATTEZZATA L’ALTRO IERI IL BATTESIMO è UN ATTO “SIMBOLICO” UN COMANDAMENTO… MA SAPPIAMO BENISSIMO CHE NON SALVA… IO SPERO DAVVERO KE TU HAI TROVATO UN LUOGO DI CULTO KE SI ATTIENE ALLA PAROLA DI DIO… TI CHIEDO NELL’AMORE DEL SIGNORE DI DIRMI DOVE SI TROVA… PERCHè ANCHE IO COME TE VOGLIO RISPETTARE APPIENO LA SANTA E BUONA DOTTRINA…
    TI AUGURO TANTA FELICITA’ E KE DIO TI BENEDICA…

    PACE

    TUA SORELLA IN CRISTO

    NICA

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  5. simonetta permalink
    6 ottobre 2009 12:28

    Cosa dire…
    Nella mia comunità si organizzano uscite di gruppo per classi di scuola domenicale (adolescenti) al mare e al parco giochi in acqua da parte dei monitori.
    E’ giusto secondo voi?

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  6. 6 ottobre 2009 12:36

    No, sorella, non è giusto davanti a Dio portare gli adolescenti al mare o ai parchi acquatici.
    Le scuole domenicali delle comunità hanno sempre lo scopo di insegnare la Parola di Dio, quali sono i comportamenti giusti e quali sbagliati ai giovani; non devono passare per sistemi di intrattenimento e di divertimento per i giovani. Inculca al fanciullo la condotta che deve tenere, e non se ne allontanerà neanche quando è vecchio, così dice la Scrittura.

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  7. Nunzia permalink
    7 ottobre 2009 01:12

    Pace e te Nica. Nelle Scritture sta scritto di badare a come si edifica sul fondamento, ed infatti la questione del velo, il mare, il rapimento segreto della chiesa e tutto il resto che ho citato nella mia testimonianza (che vanno in contrasto con le Scritture), rappresentano paglia, fieno e legno, tutte cose che verranno bruciate dal fuoco nel giorno di Cristo. Certamente che è peccato quando una donna prega senza il capo coperto, o quando un credente va al mare per prendere la tintarella, perchè noi siamo il tempio di Dio e il tempio di Dio è SANTO. Infatti, senza la santificazione nessuno vedrà Dio. Le cose che facevo presenti ai fratelli erano importanti ed io lo facevo per amore dei fratelli, desiderando il loro bene. Noi credenti siamo chiamati a giudicare con giusto giudizio, non è affatto vero che non possiamo giudicare di nulla, anzi; noi dobbiamo giudicare quelli di dentro perchè quelli di fuori, che non conoscono Iddio, li giudicherà Dio. Naturalmente dobbiamo anche pregare il Signore affinchè conceda a quelli che sbagliano di ravvedersi e riconoscere la verità. Ma questo non esclude il fatto che dobbiamo ammonirci a vicenda (Colossesi 3:16). Noi non possiamo comportarci come ci pare; Cristo ci ha chiamati a libertà, ma non per vivere secondo la carne.
    Attualmente frequento una comunità pentecostale libera: in questa comunità vengono insegnate cose buone ma anche cose false, che di certo non condivido.
    Penso che non esista una comunità infallibile dove venga insegnato tutto il consiglio di Dio e la sana dottrina; tuttavia noi dobbiamo essere vigili, esaminare ogni cosa e riprovare le opere infruttuose delle tenebre. Preghiamo che il Signore conceda sapienza e discernimento ai conduttori delle comunità e che Dio mandi un risveglio spirituale ai credenti affinchè procaccino la santificazione ed il vero amore fraterno.
    Dio ti benedica
    Nunzia

    Mi piace

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