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’Fuoco estraneo’ nell’evangelizzazione!

17 settembre 2009

’Fuoco estraneo’ nell’evangelizzazione!

Questo è intrattenimento! Questo è spettacolo! Evangelizzare è ben altra cosa. I credenti sono chiamati ad evangelizzare, cioé ad annunziare ai perduti che si ravvedano e credano nell’evangelo; invece costoro li fanno divertire i pagani, li intrattengono. Ma non pare anche a voi che il messaggio dell’evangelo presentato in quella maniera ‘mondana’ perda tutto il suo sale e la sua luce?

L’evangelizzazione è un momento drammatico, nel quale si può dire che una persona o può essere salvato o perduto, e questi, invece, li intrattengono. Come faranno i pagani ad essere compunti nel cuore dal proprio peccato quando i santi li fanno ridere e divertire?
Basti al discepolo essere come il suo Maestro, Gesù non intratteneva i peccatori con spettacoli di questo tipo.
Il popolo d’Israele uscì dall’Egitto, ma non entrarono tutti nella terra promessa. La stessa cosa vale per la chiesa, bisogna evangelizzare secondo come insegnano le Scritture e far crescere le anime portandoli fino ad entrare alla città celeste.
Facciamo un esempio: se voi doveste essere operati al cuore, vi fareste operare da un medico che trovate in piazza a fare tali cose? La salvezza dell’anima è più di una operazione al cuore! È una cosa molto seria! (Giuseppe Piredda)


Eccovi anche il commento di G. Butindaro:

‘Scegli Gesù’ è una delle attività della Chiesa Evangelica Internazionale Ministero Sabaoth di Milano, di cui è ‘pastore’ Roselen Boerner Faccio.
Guardate a cosa ricorrono nelle loro ‘evangelizzazioni’!

Che dire? Quando la Chiesa fa propria la diabolica massima ‘facciamo il male affinché ne venga il bene’, non possono che essere fomentati e incoraggiati comportamenti sbagliati di svariato genere!

Fino a quando vi corromperete? “Così dice l’Eterno: Fermatevi sulle vie, e guardate, e domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona strada, e incamminatevi per essa; e voi troverete riposo alle anime vostre!” (Geremia 6:16) Giacinto Butindaro

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4 commenti leave one →
  1. Luppolo Giovanni permalink
    21 settembre 2009 23:49

    Esortazione alla tolleranza

    Colui che mangia di tutto non disprezzi colui che non mangia tutto.
    Chi sei tu che giudichi il domestico altrui ? Se sta in piedi o se cade è cosa che riguarda il suo padrone; ma egli sarà tenuto inpiedi, perchè il Signore è potente da farlo stare in piedi. ……..ma tu, perchè giudichi tuo fratello? E anche tu, perchè disprezzi tuo fratello? ……. Smettiamo dunque di giudicarci gli uni gli altri, decidetevi pittosto a non porre inciampo sulla viadel fratello, nè a essere per lui un’occasione di caduta. ….Il regno di Dio non consiste in vivanda ne in bevanda ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo. cerchiamo dunque di conseguire le cose che contribuiscono alla pace e alla reciproca edificazione.

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  2. 3 ottobre 2009 09:36
    Esortazione a studiare le sacre Scritture nella loro totalità.

    Altresì stanno scritti questi passi:
    Gesù ha detto queste parole (Giovanni 7:24) “Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate con giusto giudizio.”;

    L’apostolo Paolo ha scritto: (1 Corinzi 6:2,3) “Non sapete voi che i santi giudicheranno il mondo? E se il mondo è giudicato da voi, siete voi indegni di giudicar delle cose minime? Non sapete voi che giudicheremo gli angeli? Quanto più possiamo giudicare delle cose di questa vita!“;

    E ancora Paolo scrive: (1 Corinzi 14:29) “Parlino due o tre profeti, e gli altri giudichino;“;

    Gesù dice ancora: (Apocalisse 2:2) “Io conosco le tue opere e la tua fatica e la tua costanza e che non puoi sopportare i malvagi e hai messo alla prova quelli che si chiamano apostoli e non lo sono, e li hai trovati mendaci;“.

    Alla luce dei passi sopracitati, la Parola di Dio ci insegna che i santi devono GIUDICARE, solo che devono farlo con GIUSTO GIUDIZIO, non basandosi sull’apparenza.

    Infatti sta anche scritto: (Matteo 7:1,3) “Non giudicate acciocché non siate giudicati; perché col giudicio col quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura onde misurate, sarà misurato a voi. E perché guardi tu il bruscolo che è nell’occhio del tuo fratello, mentre non iscorgi la trave che è nell’occhio tuo?

    E ancora: (Romani 2:1,3) “Perciò, o uomo, chiunque tu sii che giudichi, sei inescusabile; poiché nel giudicare gli altri, tu condanni te stesso; poiché tu che giudichi, fai le medesime cose. …
    E pensi tu, o uomo che giudichi quelli che fanno tali cose e le fai tu stesso, di scampare al giudizio di Dio?

    Quindi, coloro che giudicano le false dottrine e le opere infruttuose delle tenebre, non devono commetterli a loro volta, altrimenti mentre si giudicano gli altri si sta condannando sè stessi, perché fanno le medesime cose che riprendono negli altri.

    Tra gli insegnamenti più DEVASTANTI e DANNOSI per la chiesa c’è appunto quello del NON GIUDICARE MAI PER NESSUNA RAGIONE, perché i falsi dottori, i falsi profeti e i cattivi operai non desiderano altro che essere creduti senza che le loro parole vengano messe in discussione.
    Un vero servitore di Dio non avrebbe problemi ad essere messo alla prova e che le sue parole vengano analizzate alla luce della Parola di Dio; mentre i falsi dottori, non hanno assolutamente piacere che le loro parole e i loro insegnamenti vengano passati per il fuoco della Parola di Dio.

    Vedete quanti danni possono provocare le false dottrine? Nel nostro caso non permettono alla chiesa di difendersi, ma devono assorbire ogni cosa le viene annunziato, e Gesù non vuole questo, infatti ha detto: badatte dunque come ascoltate.

    Per quanto riguarda la tolleranza, leggiamo cosa dice Gesù: (Apocalisse 2:20) “Ma ho questo contro a te: che tu tolleri quella donna Jezabel, che si dice profetessa e insegna e seduce i miei servitori perché commettano fornicazione e mangino cose sacrificate agl’idoli.
    Gesù era contro al pastore della chiesa di Tiatiri perché TOLLERAVA il peccato!

    Ora, spieghiamo il significato dei passi da te citati di Romani 14.
    L’apostolo Paolo parla dei deboli nella fede, di coloro che non mangiano di tutto, che evitano di mangiare carne, o solo carne di maiale, perché sono debolit nella fede. Infatti, basta pensare che se si converte un mussulmano che per tanti anni non ha mangiato carne di maiale, potrebbe rimanergli questa abitudine di non mangiare tale tipo di carne.
    In tal caso, l’apostolo Paolo dice che il debole nella fede, nel nostro esempio l’ex mussulmano, NON DEVE GIUDICARE coloro che mangiano di tutto, mentre coloro che mangiano di tutto, NON DEVONO DISPREZZARE coloro che non mangiano di tutto.
    In quel capitolo, in definitiva, Paolo dice che siamo liberi di avere delle opinioni riguardo al mangiare e ai giorni, ma si ferma a queste cose, il non giudicare non si può da quel caso specifico, ben spiegato da Paolo, trasportarlo a tutte le cose.
    Non si può fare anche perché abbiamo letto altri passi della Scrittura sacra che insegnano che i credenti devono giudicare, con l’unica condizione di farlo CON GIUSTO GIUDIZIO, attraverso non i propri pensieri, ma bensì per mezzo delle sacre Scritture.

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  3. giovanni permalink
    3 ottobre 2009 14:33

    pace giovanni!!! come stai??? hai fatto bene a rispondere così, almeno quelli che avrebbero voluto rispondere in questo senso hanno già la risposta senza neanche dover scrivere!! giuseppe ha scritto rettamente.

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  4. giovanni permalink
    3 ottobre 2009 14:34

    gli spettacoli pirotecnici lasciamoli al circo…

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