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Dare qualcuno in mano di Satana

9 luglio 2010

Dare qualcuno in mano di Satana

Notte oscuraPaolo dice a Timoteo: “Io t’affido quest’incarico, o figliuol mio Timoteo, in armonia con le profezie che sono state innanzi fatte a tuo riguardo, affinché tu guerreggi in virtù d’esse la buona guerra, avendo fede e buona coscienza; della quale alcuni avendo fatto getto, hanno naufragato quanto alla fede. Fra questi sono Imeneo ed Alessandro, i quali ho dati in man di Satana affinché imparino a non bestemmiare” (1 Timoteo 1:18-20), ed ai santi di Corinto: “Si ode addirittura affermare che v’è tra voi fornicazione; e tale fornicazione, che non si trova neppure fra i Gentili; al punto che uno di voi si tiene la moglie di suo padre. E siete gonfi, e non avete invece fatto cordoglio perché colui che ha commesso quell’azione fosse tolto di mezzo a voi! Quanto a me, assente di persona ma presente in ispirito, ho già giudicato, come se fossi presente, colui che ha perpetrato un tale atto. Nel nome del Signor Gesù, essendo insieme adunati voi e lo spirito mio, con la potestà del Signor nostro Gesù, ho deciso che quel tale sia dato in man di Satana, a perdizione della carne, onde lo spirito sia salvo nel giorno del Signor Gesù” (1 Corinzi 5:1-5).

L’espressione di Paolo ‘ho dato in mano di Satana’, usata sia nel caso di Imeneo e Alessandro che avendo fatto getto della buona coscienza avevano naufragato quanto alla fede, che nel caso di quel credente della Chiesa di Corinto che si teneva la moglie di suo padre, significa che l’apostolo Paolo nel nome del Signor Gesù e con la potestà del Signor nostro Gesù, decise nei confronti di questi tre credenti di allora di darli in potere di Satana o consegnarli a lui affinchè Satana li distruggesse con una grave malattia, quindi affinchè distruggesse la loro carne.

Noi sappiamo che Satana non può fare altro che distruggere un credente quando ciò gli viene permesso da Dio, ne abbiamo un esempio chiaro in Giobbe che fu colpito da Satana con il permesso di Dio (in questo caso però Dio consegnò Giobbe in man di Satana non perché egli avesse abbandonato la giustizia o si fosse reso colpevole di qualche particolare iniquità, ma solo per provarlo, la cosa quindi è un pò differente) con una ulcera maligna dalla pianta dei piedi al sommo del capo (cfr. Giob. 2:7), e Giobbe si ridusse ad una larva umana, ad un essere deformato nel corpo e distrutto tanto che lui ad un certo punto pensò di non avere più alcuna speranza di guarigione, che il sepolcro lo stava aspettando.

Ma veniamo allo scopo per cui Paolo diede quei credenti in mano di Satana; ho detto che fu affinchè Satana li distruggesse fisicamente, li umiliasse profondamente quindi. Ma ciò sempre in vista del loro bene, ossia in vista del loro ravvedimento, infatti nel primo caso Paolo dice che aveva dato Imeneo e Alessandro in mano di Satana affinchè essi imparassero a non bestemmiare; lo so che sembra strano e inverosimile che dei credenti si fossero messi a bestemmiare il nome santo di Dio, ma ciò è quello che era successo in quel caso. Ma Paolo con l’autorità divina li umiliò dandoli a Satana con la speranza che quella grave afflizione fisica li avrebbe indotti a rientrare in loro stessi e a pentirsi del loro peccato e smettere di proferire bestemmie. Nel secondo caso invece fu affinchè lo spirito fosse salvo nel giorno del Signor Gesù. Ora, in questo caso parrebbe che quel credente sarebbe stato automaticamente salvato dopo essere stato consegnato da Paolo in mano di Satana, ma è evidente che questa salvezza sarebbe stata possibile solo nel caso quel credente fosse rientrato in se stesso e si fosse pentito del suo peccato di fornicazione perché i fornicatori non erediteranno il regno di Dio (cfr. 1 Cor. 6:9-10). Quindi, anche in questo caso Paolo diede quel tale in mano di Satana affinchè sotto la pressione di quella grave malattia egli fosse indotto a ravvedersi ed essere così salvato.

Da questi due esempi di credenti dati in man di Satana, si evince che i servitori di Dio con l’autorità di Dio possono ‘usarsi’ di Satana al fine di indurre al ravvedimento certi credenti che si sono resi colpevoli di particolari iniquità. Ovviamente il diavolo è ben contento di colpire un credente con una grave malattia e di distruggerlo fisicamente, ma Dio è in grado di convertire il male che egli fa ad un credente in bene usandosi di quella sua malvagità per portare il credente traviato sulla retta via. O profondità della sapienza di Dio!
In questi casi appena visti, Dio si usa del diavolo al fine di porre fine a dei peccati, dando il ravvedimento ai diretti interessati. Ma ci sono dei casi in cui Dio si usa del diavolo per prevenire che un suo figliuolo cada in qualche peccato. Ne abbiamo un esempio in Paolo, a cui Dio, affinchè egli non si insuperbisse a motivo della eccellenza delle rivelazioni che aveva ricevuto dal Signore, pose un angelo di Satana per schiaffeggiarlo. In questa maniera, Paolo, umiliato fisicamente da Dio sarebbe stato impedito di inorgoglirsi (2 Corinzi 12:7).

Giacinto Butindaro

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