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Visioni, sogni e rivelazioni: «La testa del giovenco»

27 novembre 2010

Visioni, sogni e rivelazioni: «La testa del giovenco»

Rivelazioni, sogni e visioniNell’anno 1900, quando Isacco aveva otto anni e la sua sorella più giovane, Hamas, aveva quattro anni, arrivò la notizia che un centinaio di Cristiani Russi stavano arrivando sui loro carri coperti. Tutti erano contenti. Era usanza in Kara Kala di tenere una festa per i Cristiani visitatori ogniqualvolta essi arrivavano. Nonostante il fatto che egli non era d’accordo con il ‘pieno Vangelo’ predicato dai Russi, mio nonno considerava le loro visite come dei periodi di tempo contraddistinti per Dio, e insistette che la festa di benvenuto fosse tenuta sul grosso appezzamento di terreno livellato che era davanti alla sua propria casa.

Ora, mio nonno andava fiero del suo bel bestiame. Avendo avuto la notizia che i Russi stavano arrivando, egli andò ad ispezionare la sua mandria. Egli, per questo pasto speciale, avrebbe scelto il giovenco più bello e più grasso.

Sfortunatamente, però, dall’ispezione risultò che il giovenco più grasso nella mandria aveva un difetto. L’animale era cieco da un occhio. Che doveva fare? Mio nonno conosceva bene la sua Bibbia: Egli sapeva che non doveva offrire un animale imperfetto al Signore: non era forse detto nel ventiduesimo capitolo del Levitico, al verso 20: “Non offrirete nulla che abbia qualche difetto, perché non sarebbe gradito”?

Che dilemma! Nessun altro animale nella mandria era abbastanza grosso per cibare un centinaio di ospiti. Mio nonno si guardò intorno. Nessuno stava guardando. E se avesse macellato il grosso giovenco e poi avesse semplicemente nascosto la testa sfigurata? Sì, questo è quello che avrebbe fatto! Mio nonno portò il giovenco mezzo cieco nel granaio, lo macellò lui stesso, e pose velocemente la testa in un sacco che lui nascose sotto un mucchio di grano trebbiato in un angolo buio.

Mio nonno era appena appena in tempo, perché come ebbe finito di preparare la carne di manzo, egli sentì il rimbombo dei carri che entravano in Kara Kala. Che veduta gradita! Dalla polverosa strada stava scendendo la familiare carovana di carri, ogni carro era trainato da quattro cavalli che trasudavano. Accanto al conducente del primo gruppo, fermo e imponente come sempre, stava seduto il patriarca con la barba bianca che era il capo e il profeta del gruppo. Mio nonno e il piccolo Isacco corsero sulla strada per salutare i loro ospiti.

In ogni parte della città i preparativi per la festa erano ben avviati. Presto il grosso giovenco stava arrostendosi su uno spiedo posto sopra un enorme strato di carbone. Quella sera tutti si riunirono in attesa e affamati attorno ai lunghi tavoloni. Però prima che il pasto potesse cominciare, il cibo doveva essere benedetto.

Quei vecchi Cristiani Russi non dicevano nessuna preghiera – neppure il ringraziamento prima dei pasti – fino a che essi non ricevevano quella che essi chiamavano l’unzione. Essi aspettavano il Signore fino a che, secondo il loro modo di dire, lo Spirito non cadeva sopra loro. Essi sostenevano (cosa che faceva un po’ ridere a mio nonno), che essi potevano letteralmente sentire scendere la Sua Presenza. Quando questo accadeva essi alzavano le loro braccia e danzavano con gioia.

In quell’occasione, come sempre, i Russi aspettarono l’unzione dello Spirito. Effettivamente, mentre tutti guardavano, prima uno e poi un altro si misero a danzare sul posto. Tutto procedeva come di solito. Presto sarebbe venuta la benedizione del cibo, e la festa avrebbe potuto iniziare.

Ma per la costernazione di mio nonno, il patriarca improvvisamente alzò la sua mano – non in segno di benedizione – ma come un segnale che tutto si doveva fermare. Dando a mio nonno uno strano sguardo penetrante, l’alto uomo dai capelli bianchi lasciò il tavolo senza dire una parola.

Gli occhi di mio nonno seguirono tutti i movimenti del vecchio uomo perché il profeta camminò a grandi passi attraverso il cortile e andò dentro il granaio. Dopo un momento egli riapparve. Nella sua mano egli teneva il sacco che mio nonno aveva nascosto sotto il mucchio di grano.

Mio nonno cominciò a tremare. Come aveva potuto quell’uomo saperlo? Nessuno lo aveva visto. I Russi non avevano neppure raggiunto il villaggio quando lui aveva nascosto quella testa. Ora il patriarca piazzò la sacca rivelatrice davanti a mio nonno e la fece cadere aperta, rivelando a tutti la testa con l’occhio bianco come il latte.

‘Hai qualcosa da confessare, Fratello Demos?’ domandò il Russo.

‘Sì, ho qualcosa da confessare’, disse mio nonno, ancora tremante. ‘Ma come lo hai saputo?’

‘Me l’ho ha detto Dio’, disse semplicemente l’uomo anziano. ‘Tu non credi ancora che Egli oggi parla al suo popolo come nel passato. Lo Spirito mi ha dato questa parola di conoscenza (n.d.r. vgs 1 Corinzi 12:8) per una ragione speciale; affinché tu e la tua famiglia crediate. Tu ti sei opposto alla potenza dello Spirito. Oggi è il giorno in cui tu non ti opporrai più’.

Davanti ai suoi vicini e ai suoi ospiti quella sera mio nonno confessò l’inganno che lui aveva tentato. Con le lacrime che gli scendevano dalla faccia nella sua barba ruvida, egli chiese il loro perdono. ‘Mostrami’, egli disse al profeta, ‘come anch’io posso ricevere lo Spirito di Dio’.

Mio nonno si inginocchiò e l’anziano Russo impose le sue mani segnate da duro lavoro sulla sua testa. Mio nonno immediatamente scoppiò in una gioiosa preghiera in una lingua che né lui né i presenti potevano capire. I Russi chiamavano questo tipo di espressione estatica ‘lingue’ e la consideravano come un segno che lo Spirito Santo era presente con colui che parlava. Quella notte anche mia nonna ricevette questo ‘Battesimo nello Spirito’.

Tratto da: The Happiest People on Earth. The long-awaited personal story of Demos Shakarian as told to John and Elizabeth Sherrill [Le persone più felici sulla terra. La tanto attesa storia personale di Demos Shakarian come raccontata a John ed Elizabeth Sherrill], U.S.A. 1975, pag. 16-19

[Dal sito: “La Nuova Via“, curata dal fratello Giacinto Butindaro, dottore della Parola di Dio]

8 commenti leave one →
  1. Gennaro permalink
    25 marzo 2013 19:46

    fratello ti volevo domandare: come fai a dire che la parola di conoscenza è una rivelazione di una cosa che è avvenuta o che sta avvenendo?

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  2. 25 marzo 2013 20:36

    Pace a te. Prima di tutto c’è da considerare che i doni di parola di sapienza e parola di conosccenza siano MANIFESTAZIONI DELLO SPIRITO SANTO, in modo estemporaneo, e non meditato, ma lo SPirito santo si manifesta in modo potente in quel momento, in un determinato momento rivelando cose nascoste, passate o future, ai credenti.
    Sta scritto in Daniele:
    «Mentre io parlavo ancora, pregando e confessando il mio peccato e il peccato del mio popolo d’Israele, e presentavo la mia supplicazione all’Eterno, al mio Dio, per il monte santo del mio Dio, mentre stavo ancora parlando in preghiera, quell’uomo, Gabriele, che avevo visto nella visione da principio, mandato con rapido volo, s’avvicinò a me, verso l’ora dell’oblazione della sera.
    E mi ammaestrò, mi parlò, e disse: “Daniele, io son venuto ora per darti intendimento.
    Al principio delle tue supplicazioni, una parola è uscita; e io son venuto a comunicartela, poiché tu sei grandemente amato. Fa’ dunque attenzione alla parola, e intendi la visione!» (Daniele 9:20-23)

    L’angelo rivela cose future, e quella rivelazione particolare l’angelo la chiama “PAROLA”, che in quel caso è una parola di SAPIENZA, riferita a cose future che devono avvenire.
    Le Rivelazioni di Dio nascoste agli uomini sono anche chiamate UNA PAROLA, e possono riguardare eventi futuri o eventi già accaduti o in accadimento in quel momento. Mettendo insieme questo passo, ed i passi che riguardano i doni spirituali, che dicono che i doni spirituali di 1 corinzi capitolo 12 sono delle MANIFESTAZIONI DELLO SPIRITO SANTO, quindi sono cose che tutti possono riconoscere che provengono solo dallo Spirito e non preparati in alcun modo dall’uomo. I doni di PAROLA DI SAPIENZA E PAROLA DI CONOSCENZA sono doni di rivelazione di cose nascoste, mentre la profezia è un parlare agli uomini un linguaggio di edficazione, esortazione e consolazione.
    Benché in effetti ci siano dei punti che possono sembrare oscuri, pure ci sono dei punti fermi comprensibili, che riguardano il fatto che certe rivelazioni di cose nascoste che provengono da Dio sono definite appunto PAROLA DI CONOSCENZA E PAROLA DI SAPIENZA.

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  3. 25 marzo 2013 21:16

    In che cosa consiste il dono di parola di sapienza?
    Il dono di parola di sapienza (cfr. 1 Cor. 12:8) consiste nella predizione di un evento che deve ancora avvenire. Nella Scrittura ci sono molti esempi di parola di sapienza; uno di questi è la predizione di una carestia fatta dal profeta Agabo secondo che è scritto “levatosi, predisse per lo Spirito che ci sarebbe stata una gran carestia per tutta la terra” (Atti 11:28).

    [Dal sito “La Nuova Via”, dalla sezione “Domande e Risposte”]

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  4. 25 marzo 2013 21:18

    In che cosa consiste il dono di parola di conoscenza?
    Consiste nella rivelazione da parte dello Spirito Santo di un fatto che è avvenuto o sta avvenendo e di cui è all’oscuro chi riceve la rivelazione. Questa rivelazione può essere data in visione o in sogno o mediante una voce udibile. Alcuni esempi biblici in cui troviamo la manifestazione di questo dono sono i seguenti.

    Gesù disse alla donna samaritana: “Va’ a chiamar tuo marito e vieni qua. La donna gli rispose: Non ho marito. E Gesù: Hai detto bene: Non ho marito; perché hai avuto cinque mariti; e quello che hai ora, non è tuo marito; in questo hai detto il vero. La donna gli disse: Signore, io vedo che tu sei un profeta” (Giov. 4:16-19). In questo caso Gesù, mediante una parola di conoscenza, seppe che quella donna aveva avuto cinque mariti e che quello che aveva in quel momento non era suo marito. La donna comprese da questo che chi le parlava era un profeta.

    Negli Atti è scritto: “Un certo uomo, chiamato Anania, con Saffira sua moglie, vendé un possesso, e tenne per sé parte del prezzo, essendone consapevole anche la moglie; e portatane una parte, la pose ai piedi degli apostoli. Ma Pietro disse: Anania, perché ha Satana così riempito il cuor tuo da farti mentire allo Spirito Santo e ritener parte del prezzo del podere? Se questo restava invenduto, non restava tuo? E una volta venduto, non ne era il prezzo in tuo potere? Perché ti sei messa in cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini ma a Dio. E Anania, udendo queste parole, cadde e spirò. E gran paura prese tutti coloro che udiron queste cose. E i giovani, levatisi, avvolsero il corpo, e portatolo fuori, lo seppellirono” (Atti 5:1-6). Pietro mediante una parola di conoscenza poté sapere che Anania e Saffira non avevano ricavato dalla vendita di quel loro possesso quanto Anania aveva messo ai piedi degli apostoli ma di più e poté riprendere Anania per aver mentito allo Spirito Santo.

    Il profeta Eliseo mediante il dono di parola di conoscenza poté far sapere per diverse volte al re d’Israele dove il re di Siria avrebbe posto il suo campo: “Ora il re di Siria faceva guerra contro Israele; e in un consiglio che tenne coi suoi servi, disse: ‘Io porrò il mio campo nel tale e tal luogo’. E l’uomo di Dio mandò a dire al re d’Israele: ‘Guardati dal trascurare quel tal luogo, perché vi stan calando i Sirî’. E il re d’Israele mandò gente verso il luogo che l’uomo di Dio gli aveva detto, e circa il quale l’avea premunito; e quivi si mise in guardia. Il fatto avvenne non una né due ma più volte. Questa cosa turbò molto il cuore del re di Siria, che chiamò i suoi servi, e disse loro: ‘Non mi farete dunque sapere chi dei nostri è per il re d’Israele?’ Uno de’ suoi servi rispose: ‘Nessuno, o re, mio signore! ma Eliseo, il profeta ch’è in Israele, fa sapere al re d’Israele perfino le parole che tu dici nella camera ove dormi” (2 Re 6:8-12). Non bisogna pensare però che Eliseo poteva sapere mediante questo dono tutto quello che accadeva o che era accaduto, tanto è vero che nel caso della morte del figlio della Shunamita lui non sapeva che il suo figlio era morto difatti è scritto: “Ella dunque partì, e giunse dall’uomo di Dio, sul monte Carmel. E come l’uomo di Dio l’ebbe scorta di lontano, disse a Ghehazi, suo servo: ‘Ecco la Shunamita che viene! Ti prego, corri ad incontrarla, e dille: – Stai bene? Sta bene tuo marito? E il bimbo sta bene?’ – Ella rispose: ‘Stanno bene’. E come fu giunta dall’uomo di Dio, sul monte, gli abbracciò i piedi. Ghehazi si appressò per respingerla; ma l’uomo di Dio disse: ‘Lasciala stare, poiché l’anima sua è in amarezza, e l’Eterno me l’ha nascosto, e non me l’ha rivelato” (2 Re 4:25-27).

    [Dal sito “La Nuova Via”, dalla sezione “Domande e Risposte”]

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  5. Gennaro permalink
    26 marzo 2013 13:17

    capito. Ho un’altra domanda: chi ancora non è stato battezzato con lo Spirito, può ricevere questi due doni? Saulo ebbe una visione di un avvenimento futuro quando vide Anania imporgli le mani, sebbene non fosse ancora convertito. Se la risposta alla mia domanda è si, allora perchè altri doni non si possono ricevere se uno non è stato acora battezzato con lo Spirito , come la diversità delle lingue, interpretazione ecc.? La pace sia con te

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  6. 26 marzo 2013 19:50

    Pace, la Scrittura ci fa capire che i doni spirituali sono diventati operanti solo dopo il battesimo con lo Spirito santo, ma questo non preclude la possibilità che sporadicamente Iddio conceda dei sogni e delle visioni ai credenti anche non battezzati con lo Spirito santo, come pure può dare rivelazioni e sogni anche agli increduli, infatti Cornelio quando vide e parlà con l’angelo mandatigli da Dio non era ancora convertito (Atti 10).
    Lo Spirito santo si manifesta più frequentemente per mezzo di coloro che hanno ricevuto i doni spirituali, ma questo non esclude il fatto che anche altri possano ricevere rivelazioni. Facciamo un esempio, Pietro aveva i doni delle guarigioni, e quando pregava per i malati guarivano. Ma è vero anche che chi non aveva ricevuto i doni, poteva ugualmente pregare per sè o per altri infermi affinché Iddio li guarisse.
    Forse i tuoi dubbi, come anche quelli di molti altri, sia quello di sapere a cosa serve il battesimo con lo Spirito santo. Ebbene, tutti i credenti hanno una certa misura di Spirito santo che hanno ricevuto nel momento in cui sono nati di nuovo, e i loro peccati sono stati perdonatiò. La Pienezza dello Spirito santo, definito anche il battesimo con lo Spirito santo, consiste nel riempire il credente di Spirito, e questo lo rende più forte spiritualmente e più efficace nel compiere il servizio di credente in mezzo alla Chiesa e in mezzo al mondo.
    Certo, devono servire il Signore Iddio nella Chiesa tutti i credenti, indipendentemente se sono battezzati o no con lo Spirito santo, ma bisogna sapere anche che se il credente è RIPIENO di Spirito santo, questi servirà il Signore molto più efficacemente, per mezzo della potenza dello Spirito santo.

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  7. Gennaro permalink
    27 marzo 2013 16:25

    no, il mio dubbio non era riguardo al battesimo con lo Spirito, ma un altro, ossia: se per ricevere gli altri doni bisogna essere battezzati con lo Spirito, perchè con la parola di sapienza e con quella di conoscienza non bisogna esserlo? In altre parole io non posso ricevere il dono di potenti operazioni senza essere ancora ripieno di Spirito, ma invece posso ricevere quello di parola di sapienza. Perchè? Se uno che non è ancora ripieno di Spirito riceve una visione di un evento futuro, ha ricevuto il dono di parola di sapienza, quindi il Signore, dato che gli ha dato quel dono, quel credente quando pregherà per una rivelazione di un evento futuro ( per sè o per altri non importa) Dio gliela concederà (siamo sempre sottomessi al volere di Dio naturalmente). Praticamente dato che quel credente ha quel dono riceverà spesso rivelazioni di eventi futuri, proprio come uno che ha il dono di profezia profetizzerà spesso, ora la questione sta in questo: perchè i doni di parola di sapienza e di conoscenza li possono ricevere credenti non battezzati con lo Spirito, mentre non possono ricevere gli altri doni?

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  8. 15 aprile 2013 20:37

    Certo, ribadisco, con qualche eccezione per quanto riguarda le rivelazioni di Dio, ma rimangono eccezioni, pure la maggior parte dei doni si ricevono soltanto dopo il battesimo con lo Spirito santo.

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