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ADI: L’elemosina non fa parte delle opere buone che la Chiesa deve fare

28 febbraio 2011

ADI: L’elemosina non fa parte delle opere buone che la Chiesa deve fare

Logo delle ADIIl 13 Ottobre 2007, ad Acireale (Catania), in occasione delle celebrazioni del Centenario del Movimento Pentecostale, Felice Antonio Loria, attuale presidente delle ADI, ha affermato: ‘Vi sono delle opere che Dio ha preparato per tutti, prima della fondazione del mondo, e prima che noi ci convertissimo Dio ha preparato delle buone opere, e le buone opere che la Chiesa deve fare non è l’elemosina, le buone opere che la Chiesa deve fare sapete che cosa sono ? sono i piani che Dio ha per ogni credente che contribuiscono per il piano di Dio che ha per il mondo, la salvezza dell’umanità, la salvezza dell’umanità ….’

Ascoltate da voi stessi Felice Antonio Loria affermare queste cose.

Le ADI e l’elemosina from Giacinto Butindaro on Vimeo.

Il video integrale è: ‘Centenario del Movimento Pentecostale Italiano, Acireale CT – 13 ottobre 2007, Culto conclusivo, Predicatore: F. A. Loria (presidente delle A.D.I.), DVD 3 Cod. 2007/17’, presente qua: – la parte da me trascritta inizia da 1 ora e 28 e 30 secondi e termina a 1 ora e 29 e 6 secondi.

Secondo queste parole, quindi, l’elemosina non fa parte delle opere buone che Dio ha preparato innanzi per noi affinchè le pratichiamo.

Confutazione

Ora, Gesù Cristo, il Figlio di Dio, sapeva quali sono le buone opere innanzi preparate da Dio affinché le pratichiamo. Ha quindi forse detto o fatto capire che l’elemosina è da escludere dalle opere buone che noi suoi discepoli dobbiamo praticare? Nella maniera più assoluta no, anzi Gesù ha detto proprio il contrario ai suoi discepoli, cioè Egli ha comandato loro di fare elemosine.

Ecco le parole di Gesù: “Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete; né per il corpo di che vi vestirete; poiché la vita è più del nutrimento, e il corpo è più del vestito. Considerate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutrisce. Di quanto non siete voi da più degli uccelli? E chi di voi può con la sua sollecitudine aggiungere alla sua statura pure un cubito? Se dunque non potete far nemmeno ciò ch’è minimo, perché siete in ansiosa sollecitudine del rimanente? Considerate i gigli, come crescono; non faticano e non filano; eppure io vi dico che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu vestito come uno di loro. Or se Dio riveste così l’erba che oggi è nel campo e domani è gettata nel forno, quanto più vestirà voi, o gente di poca fede? Anche voi non cercate che mangerete e che berrete, e non ne state in sospeso; poiché tutte queste cose son le genti del mondo che le ricercano; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno sopraggiunte. Non temere, o piccol gregge; poiché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno. Vendete i vostri beni, e fatene elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro che non venga meno ne’ cieli, ove ladro non s’accosta e tignuola non guasta. Perché dov’è il vostro tesoro, quivi sarà anche il vostro cuore” (Luca 12:22-34). E i suoi discepoli misero in pratica queste parole, secondo che è scritto: “E tutti quelli che credevano erano insieme, ed aveano ogni cosa in comune; e vendevano le possessioni ed i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno” (Atti 2:44-45).

D’altronde pure il Figliolo di Dio soleva fare elemosine ai poveri, nei giorni della sua carne. Questo lo si deduce da queste parole scritte da Giovanni e che concernono fatti avvenuti nella notte in cui Egli fu tradito: “Dette queste cose, Gesù fu turbato nello spirito, e così apertamente si espresse: In verità, in verità vi dico che uno di voi mi tradirà. I discepoli si guardavano l’un l’altro, stando in dubbio di chi parlasse. Or, a tavola, inclinato sul seno di Gesù, stava uno de’ discepoli, quello che Gesù amava. Simon Pietro quindi gli fe’ cenno e gli disse: Di’, chi è quello del quale parla? Ed egli, chinatosi così sul petto di Gesù, gli domandò: Signore, chi è? Gesù rispose: È quello al quale darò il boccone dopo averlo intinto. E intinto un boccone, lo prese e lo diede a Giuda figlio di Simone Iscariota. E allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Per cui Gesù gli disse: Quel che fai, fallo presto. Ma nessuno de’ commensali intese perché gli avesse detto così. Difatti alcuni pensavano, siccome Giuda tenea la borsa, che Gesù gli avesse detto: Compra quel che ci abbisogna per la festa;ovvero che desse qualcosa ai poveri” (Giovanni 13:21-29).

E poi la Sapienza – che fu “stabilita ab eterno, dal principio, prima che la terra fosse” (Proverbi 8:23 – afferma: “Chi ha pietà del povero presta all’Eterno, che gli contraccambierà l’opera buona” (Proverbi 19:17). Dunque, fare elemosine ai poveri è una delle opere buone preparate da Dio prima della fondazione del mondo.

Affermare dunque che l’elemosina non è tra le opere buone innanzi preparate affinchè la Chiesa la pratichi, significa affermare qualcosa di assolutamente antibiblico.

Ma allora che significato ha l’affermazione di Loria ‘le buone opere che la Chiesa deve fare … sono i piani che Dio ha per ogni credente che contribuiscono per il piano di Dio che ha per il mondo, la salvezza dell’umanità, la salvezza dell’umanità’? Per spiegarlo citerò parte del paragrafo III del IX Convegno Pastorale, che si tenne a Napoli dal 12 al 15 Agosto 1950: ‘… Ogni fedele dovrebbe contribuire per la necessità dell’opera e per lo sviluppo dell’evangelizzazione e perciò ogni chiesa dovrebbe raccogliere e mandare regolarmente e continuamente le proprie offerte alla cassa generale affinchè col trascorrere dei mesi si possa realizzare un progresso che conduca velocemente l’opera ad una mèta di indipendenza cristiana’. In altre parole, ogni Chiesa locale ADI deve preoccuparsi di far giungere le sue offerte alla cassa centrale dell’Ente, che penserà con quei soldi a sviluppare l’evangelizzazione e a sovvenzionare i progetti dell’Opera.

Vorrei però far notare che, fermo restando l’importanza dell’evangelizzazione e che è giusto che la fratellanza contribuisca con i suoi beni materiali alla propagazione del Vangelo, l’unica colletta di cui si parla nel Nuovo Testamento ordinata da un ministro di Dio a delle Chiese, è quella per i poveri di mezzo ai santi, cioè si tratta della raccolta delle elemosine che diverse Chiese si erano compiaciute di raccogliere a pro dei poveri fra i santi della Giudea. Paolo ne parla ai santi di Corinto, chiamandola “opera di carità” (2 Corinzi 8:6,7,19). D’altronde, ricordo che quando Paolo salì a Gerusalemme, e Giacomo e Cefa e Giovanni dettero a lui e a Barnaba la mano d’associazione nella predicazione del Vangelo, Giacomo e Cefa e Giovanni raccomandarono a Paolo e Barnaba di ricordarsi dei poveri (cfr. Galati 2:10). Non si parla di collette per la costruzione di locali di culto, o per lo sviluppo dell’evangelizzazione, ma di collette per i poveri. Questa è un’ulteriore prova che l’elemosina per i poveri è una delle opere innanzi preparate da Dio affinché la pratichiamo, e che aveva la priorità nel ministerio degli apostoli.

Lo so che nelle ADI diranno subito: ma noi abbiamo l’8 per mille che devolviamo per scopi umanitari!! Sì, ma l’8 per mille non ha niente a che fare con la raccolta delle elemosine per i poveri fra i santi di cui si parla nella Bibbia, perché si tratta di un finanziamento indiretto dello Stato alle ADI, e poi le somme ottenute dalle ADI con l’8 per mille sono stabilite dallo Stato tramite un meccanismo che calcola l’8 per mille che le ADI devono prendere in base al totale del gettito fiscale IRPEF a livello nazionale, e in base alle firme apposte nella casella ‘Assemblee di Dio in Italia’. Per cui il credente che dà l’8 per mille finisce col dare non una ‘offerta’ in base alla prosperità concessagli, ma solo una firma a cui lo Stato darà un valore finanziario in base alla prosperità concessa a tutti quelli che fanno la dichiarazione dei redditi. Al fine comprendere meglio cosa voglio dire vi rimando al mio scritto ‘L’Intesa con lo Stato e l’8 per mille, ovvero quando la Chiesa fa il male per ricavarne del bene’.

Ho dunque dimostrato biblicamente che questo insegnamento delle ADI che esclude l’elemosina dalle opere buone innanzi preparate da Dio affinchè le pratichiamo è falso. Sull’elemosina le ADI insegnano una dottrina diversa e non si attengono alle sane parole del nostro Signore Gesù Cristo e alla dottrina che è secondo pietà. State molto attenti dunque e non vi lasciate sedurre dalle loro ciance.

Giacinto Butindaro

[Tratto dal blog “Chi ha orecchie da udire oda”, curato da Giacinto Butindaro v.d.m.]

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