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Introduzione al libro: “La Santificazione”, di Giacinto Butindaro V.D.M.

16 aprile 2011

Introduzione al libro: “La Santificazione”, di Giacinto Butindaro V.D.M.

“Procacciate pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore;” (Ebrei 12:14)

Cari fratelli nel Signore, in questo mio scritto tratterò la santificazione, un tema che ritengo molto importante per noi figliuoli di Dio. Innanzi tutto, tenete bene a mente che voi quando siete nati di nuovo (cioè quando siete stati rigenerati da Dio) siete anche stati santificati, cioè siete stati resi santi. Le seguenti Scritture lo attestano: “Non v’illudete; né i fornicatori, né gl’idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erederanno il regno di Dio. E tali eravate alcuni; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signor Gesù Cristo, e mediante lo Spirito dell’Iddio nostro” (1 Cor. 6:9-11); “Ma noi siamo in obbligo di render del continuo grazie di voi a Dio, fratelli amati dal Signore, perché Iddio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità” (2 Tess. 2:13); “Pietro, apostolo di Gesù Cristo, agli eletti che vivono come forestieri nella dispersione del Ponto, della Galazia, della Cappadocia, dell’Asia e della Bitinia, eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, ad ubbidire e ad esser cosparsi del sangue di Gesù Cristo…” (1 Piet. 1:1-2).

Questa è la ragione per cui gli apostoli quando scrivevano le loro epistole ai credenti li chiamavano anche santi. Alcuni esempi; Paolo ai Corinzi dice: “Alla chiesa di Dio che è in Corinto, ai santificati in Cristo Gesù,…” (1 Cor. 1:2); ai Filippesi: “A tutti i santi in Cristo Gesù che sono in Filippi…” (Fil. 1:1); ai Colossesi: “Ai santi e fedeli fratelli in Cristo che sono in Colosse…” (Col. 1:2); Pietro nella sua prima epistola dice ai credenti: “Ma voi siete una generazione eletta, un real sacerdozio, una gente santa…” (1 Piet. 2:9); lo scrittore agli Ebrei dice: “Perciò, fratelli santi, che siete partecipi d’una celeste vocazione….” (Ebr. 3:1).

Voi diletti siete santi in virtù dell’ubbidienza mostrata da Gesù Cristo poiché è stato in virtù del suo sacrificio espiatorio che siete stati santificati secondo che è scritto: “In virtù di questa ‘volontà’ noi siamo stati santificati, mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre” (Ebr. 10:10). Per questo non avete nulla di che gloriarvi davanti a Dio infatti Paolo dice che Cristo ci è stato fatto da Dio anche santificazione (cfr. 1 Cor. 1:30). Voglio precisare che quando dico che voi siete stati santificati in Cristo Gesù mi riferisco a queste cose:

La perfezione quanto alla coscienza che avete ottenuto mediante il sangue di Cristo secondo che è scritto: “Perché con un’unica offerta egli ha per sempre resi perfetti quelli che son santificati” (Ebr. 10:14). Perfezione quanto alla coscienza che sotto l’Antico Patto non si poteva ottenere perché i doni e i sacrifici offerti secondo la legge erano l’ombra di ciò che doveva venire e in essi era rinnovato ogni anno il ricordo dei peccati commessi (cfr. Ebr. 9:9-10; 10:1-4): mentre sotto il Nuovo essa si può ottenere perché Cristo ha offerto se stesso qual sacrificio per i nostri peccati una volta per sempre ed il suo sangue rende perfetti coloro che credono in lui (cfr. Ebr. 9:13-14).

• La vostra separazione dal mondo operata da Dio per farvi servire la giustizia. Con questo intendo dire che Dio vi ha separati da coloro che vivono nelle tenebre affinché voi gli foste consacrati per il resto della vostra vita. Dio anticamente si scelse il popolo d’Israele secondo la carne affinché esso lo servisse infatti è scritto: “Tu sei un popolo consacrato all’Eterno, ch’è l’Iddio tuo; l’Eterno, l’Iddio tuo, ti ha scelto per essere il suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra” (Deut. 7:6), ed ancora: “L’Eterno ti ha scelto perché tu gli fossi un popolo specialmente suo, fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra” (Deut. 14:2). Ora, con la venuta di Cristo, Dio si è appartato un popolo sulla terra (la sua Chiesa), composto da tutti quei Giudei e Gentili che Egli ha strappato da questo presente secolo malvagio affinché lo servano. Questo concetto è espresso da Paolo nell’epistola a Tito quando dice che Cristo Gesù “ha dato se stesso per noi affin di riscattarci da ogni iniquità e di purificarsi un popolo suo proprio, zelante nelle opere buone” (Tito 2:14).

Quindi voi fratelli siete stati messi da parte da Dio per compiere qualcosa di particolare; ma che cosa? La vostra santificazione. Queste Scritture lo attestano: Paolo dice ai santi di Roma: “Ma ora, essendo stati affrancati dal peccato e fatti servi a Dio, voi avete per frutto la vostra santificazione…” (Rom. 6:22); ed ai santi di Tessalonica dice: “Perché questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate….” (1 Tess. 4:3), ed anche: “Poiché Iddio ci ha chiamati non a impurità, ma a santificazione” (1 Tess. 4:7); e lo scrittore agli Ebrei dice: “Procacciate pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore” (Ebr. 12:14); Pietro dice agli eletti (chiamati da lui gente santa): “Ma come Colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta; poiché sta scritto: Siate santi, perché io son santo” (1 Piet. 1:15-16). Come potete vedere ci sono diverse Scritture che attestano che noi siamo stati chiamati ad essere santi, cioè a santificarci nel cospetto di Dio. Santificarsi dunque è un ordine di Dio ed è così importante che è detto che senza la santificazione nessuno vedrà il Signore; dico tutto ciò perché oggi in seno a molte Chiese della santificazione se ne sente parlare come se fosse qualcosa di facoltativo e di non così grande importanza. Ora, fratelli, noi abbiamo per frutto la nostra santificazione; ma come possiamo portare questo frutto? Questo frutto lo si può portare solo dimorando in Cristo secondo che disse Gesù: “Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto” (Giov. 15:5), il che significa osservando i comandamenti di Dio perché Giovanni dice: “Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Lui, ed Egli in esso” (1 Giov. 3:24). Noi dunque dobbiamo osservare i comandamenti di Dio per avere una santa condotta nel cospetto di Dio e degli uomini. E naturalmente osservare i comandamenti di Dio significa non dovere fare alcune cose e farne delle altre. Vediamo dunque ora da quali cose noi credenti dobbiamo astenerci per santificarci.

[Tratto dal libro: “La Santificazione“, di Giacinto Butindaro V.D.M.]

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