Vai al contenuto

Avventisti del settimo giorno: “L’imposizione della decima”

26 aprile 2011

Avventisti del settimo giorno: “L’imposizione della decima”

L’IMPOSIZIONE DELLA DECIMA

La dottrina avventista

Anche sotto la grazia vige il precetto della decima.

Gli Avventisti del Settimo giorno ordinano di pagare la decima delle proprie entrate per l’opera di Dio. Ecco come essi sostengono il pagamento obbligato­rio della decima sotto la grazia: ‘Gli Atti ci informano (4:32) che la comunità di Gerusalemme ha praticato per i primi anni, un economato totale; tutti i beni venivano consacrati a Dio e usati per la comunità e l’evangelizzazione. Col passare degli anni però, a mano a mano che si approfondiva il ruolo e la funzione della chiesa rispetto ad Israele, si iniziò a riflettere sul significato delle leggi dell’AT per i cristiani e si arrivò a dare tutto il peso dovuto alla dichiarazione di Gesù in Mt 23:23 e a comprendere appieno la validità del principio della decima nel nuovo patto. D’altronde Gesù stesso (vedi Lc 10:7 e Mt 10:10) parlando dei discepoli e del loro sostentamento, aveva utilizzato l’espressione ‘l’operaio è degno della sua mercede’ che è ripresa (come concetto) da Num 18:31, dove si parla delle decime date ai Leviti in contraccambio del loro servizio nel Tempio. Questo detto viene ampiamente commentato da Paolo in 1 Cor 9:1-14 dove è chiara l’equivalenza tra coloro che predicano l’evangelo a pieno tempo e i Leviti (vedi vv 13,14) (…) Quindi, anche se eviden­temente i cristiani non ammettevano più la distinzione dell’AT tra ‘clero’ e ‘laicato’, ma accettavano il sacerdozio universale, tuttavia è chiaro che il principio della decima cominciò ben presto a venire applicato a beneficio di coloro che predicavano l’evangelo e si occupavano delle comunità (forse già in 1 Tim 5:17,18, che cita Lc 10:7!)…’.[1] Come potete vedere gli Avventisti ritengono che sia nelle parole di Gesù “l’operaio è degno della sua mercede” che in quelle di Paolo relativamente al diritto nell’Evangelo che hanno coloro che predicano l’Evangelo, è sottinteso il pagamento della decima da parte dei fedeli. Pagamento che facciamo presente, per gli Avventisti è tra le condizioni d’ingresso nella chiesa infatti chi decide di farsi battezzare nel loro mezzo deve promettere che pagherà un decimo su tutte le sue entrate.[2]

Naturalmente anche a proposito della decima essi si basano su quello che insegnava la White la quale disse: ‘Oltre alla decima, il Signore chiede le primizie di ogni nostra rendita’[3] ed ancora: ‘Egli mette le sue ricchezze nelle mani degli uomini, ma chiede che un decimo di esse sia messo fedelmente da parte, per la sua opera. Egli chiede che questa porzione sia deposta nel suo tesoro; gli deve essere restituita perché sua, è sacra e deve servire a scopi sacri…’.[4]

Confutazione

Sotto la grazia è sbagliato ordinare ai credenti di pagare la decima

Ora, facciamo una breve premessa prima di passare a dimostrare che gli Avventisti hanno torto nel parlare in questa maniera a proposito della decima. Noi non siamo contro il comandamento di pagare la decima che Dio diede ad Israele, perché esso è giusto; ma siamo contro l’applicazione di questo comandamento in seno alla Chiesa sotto la grazia. Siamo contro l’imposizione del pagamento della decima di tutte le entrate solo per questa ragione; perché Gesù prima, e poi gli apostoli, non ci hanno ordinato di pagarla come veniva pagata invece sotto la legge. Non siamo però contro il pagamento della decima da parte di un credente quando questo è frutto di un suo voto a Dio. Perché dunque errano gli Avventisti quando sostengono che dalle parole di Gesù e da quelle di Paolo relativamente alla mercede che è degno di ricevere l’operaio del Signore si evince che anche sotto il Nuovo Patto i credenti devono dare la decima per soste­nere coloro che annunziano l’Evangelo? Perché questo ragionamento non trova nessun riscontro nelle Scritture anzi trova una chiara smentita. Cominciamo a parlare di Gesù; ora il Signore Gesù quando lasciò il suo lavoro di falegname per darsi alla predica­zione del Vangelo di Dio cominciò a vivere del Vangelo; in che maniera? Egli secondo quello che dice Luca era assistito da molte donne mediante i loro beni.[5] Ma Gesù non impose mai ai suoi disce­poli Giudei di dargli la decima delle loro entrate; perché egli sapeva che secondo la legge erano i Leviti che avevano il diritto di riscuotere le decime del popolo in cambio del loro servizio nel tempio (e lui non era né Levita e non serviva neppure nel tempio). Avrebbe potuto prendere il comandamento relativo alla decima e farlo proprio per provvedere ai bisogni suoi e quelli dei suoi apostoli mandati da lui a predicare, ma egli si astenne dall’agire così perché sapeva che così facendo avrebbe agito disonestamente. Certo Gesù esortò a dare per l’opera di Dio ma non come fanno gli Avventisti tramite la decima, ma in un’altra maniera; egli disse: “Date, e vi sarà dato”,[6] quindi senza stabili­re nessuna percentuale. Anche per quanto riguarda Paolo bisogna dire che dalle sue parole sul diritto nel Vangelo e dall’esempio che egli stesso ci ha lasciato non emerge nella maniera più assoluta che egli applicas­se l’ordine di dare la decima delle entrate alle Chiese al fine di pagare i ministri di Dio. Nelle sue parole ai Corinzi, a proposito del diritto nel Vangelo che hanno coloro che annunziano l’Evangelo, egli ricorda ai santi che anche sotto la legge coloro che esplicavano il loro servizio nel tempio e presso l’altare viveva­no di ciò che veniva portato nel tempio, e quindi anche delle decime, e di ciò che veniva offerto sull’altare.[7] Ma questo Paolo lo ha fatto per spiegare che come sotto la legge Dio aveva ordinato agli Israeliti di sostenere i Leviti e i sacerdoti (i quali esplicavano un servigio sacro a pro del popolo) con i loro beni,[8] così anche sotto la grazia Dio ha ordinato ai membri della sua Chiesa di sostenere con i loro beni materiali i suoi ministri che annunziano l’Evangelo. E non per imporre il pagamento della decima ai santi perché non era affatto questo lo scopo del suo discorso. E che Paolo non impose mai il pagamento della decima per il sostentamento dei ministri di Dio emerge anche da quello che dice ai Galati; “Colui che viene ammaestrato nella Parola faccia parte di tutti i suoi beni a chi l’ammaestra”.[9] Notate infatti che i credenti sono chiamati a far parte di tutti i loro beni a coloro che li ammaestrano; quindi in una misura differente da come erano chiamati gli Israeliti sotto la legge nei confronti dei Leviti che li ammaestravano nella legge di Mosè. E badate che queste parole le scrisse un uomo che era stato un Fariseo, e quindi un Giudeo che conosceva bene il precetto sulla decima. Quindi Paolo ha sì ordinato ai credenti di dare una paga a coloro che li ammaestrano perché essi ne sono degni, ma non ha detto che la maniera per pagarli è quella di dare la decima. Anche in questo dunque egli imitò Gesù Cristo.

Ma ai conduttori di fra gli Avventisti non gli importa nulla di imitare Gesù e l’apostolo Paolo in questo infatti prendono il precetto sulla decima e lo impongono con insisten­za alle persone. Perché questo? I motivi sono diversi. Ci sono coloro che amano il denaro e che hanno trovato nella decima un espediente per estorcere il denaro sia ai poveri e sia ai ricchi. E per fare apparire l’estorsione un’esortazione a dare per l’opera di Dio fanno uso di quei versetti sulla decima che ci sono nell’Antico Patto, soprattutto con quelli molto noti di Malachia: “L’uomo dev’egli derubare Iddio? Eppure voi mi derubate. Ma voi dite: ‘In che t’abbiam noi derubato? Nelle decime e nelle offerte. Voi siete colpiti di maledizione, perché mi derubate, voi, tutta quanta la nazione”.[10] E molti, impauriti dalle parole di Malachia che essi ripetutamente gli citano per spingerli a dare la decima, si lasciano ingannare dalle loro parole e gli riempiono le casse di denaro. Essi usano anche i passi che parlano della decima esistenti nel Nuovo Patto soprattutto quello di Matteo: “Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta e dell’ane­to e del comino, e trascurate le cose più gravi della legge: il giudicio, e la misericordia, e la fede. Queste son le cose che bisognava fare, senza tralasciar le altre”;[11] non badando però al fatto che quelle parole Gesù le rivolse a dei Giudei che secondo la legge non dovevano solo pagare la decima delle loro entrate ma dovevano anche circoncidere i loro figli, osservare tutte le feste istituite da Dio, ed altre cose. Per loro però Gesù con quelle parole “senza tralasciare le altre” volle dire che bisognava non tralasciare solo la decima; e così essi tralasciano la circoncisione nella carne dei loro figli, tralasciano di celebra­re la Pasqua, la Pentecoste, la festa delle Capanne, la festa delle espiazioni come dice la legge, e tanti altri precetti della legge. Perché questo? Perché non osservano tutte queste altre cose? Perché la circoncisione e le feste giudaiche vengono da loro reputate (giustamente) ombre di cose che dovevano avveni­re, ma non così la decima. Anche il passo agli Ebrei: “E poi, qui, quelli che prendon le decime son degli uomini mortali; ma là le prende uno di cui si attesta che vive”;[12] viene preso dai conduttori avventisti per sostenere l’imposi­zione della decima. Ma come potrete accorgervi da voi stessi leggendo il contesto in cui esso si trova, esso non dice che i Cristiani d’allora pagavano la decima per sostenere i ministri di Dio che annunziavano il Vangelo, ma piuttosto che gli Ebrei pagavano le decime ai Leviti in base alla legge di Mosè; ossia che i figli di Levi che ricevevano il sacerdozio avevano l’ordine di prendere le decime dai loro fratelli.

Ma tra gli Avventisti ci sono pure coloro che impongono la decima non perché amano il denaro ma perché la decima è parte integrante della dottrina Avventista e perciò, anche se nutrono alcuni dubbi sulla legittimità della sua imposizione sotto la grazia, essi la devono insegnare per non passare da ribelli. Preferirebbero non imporla ma ricevono forti pressioni affinché la impongano.

Che cosa ha portato l’imposizione della decima nel seno degli Avventisti? Ha portato angoscia e preoccupazione in quelle anime che per attenersi scrupolosamente a questo comandamento e non essere colpiti dalla maledizione divina che gli viene prospettata in caso di mancato pagamento, si studiano di versare fino all’ul­timo centesimo ogni loro decima. E per fare questo si trovano costretti a registrare o tenere a mente ogni minima entrata. Il giogo per loro è veramente opprimente; non è più quel giogo dolce di cui ha parlato Gesù ma un giogo pesante. Diversi credenti che prima di unirsi ai santi erano in questa setta hanno raccontato che per loro il dover pagare l’esatta decima su ogni entrata era diventata un giogo troppo pesante da portare, una specie di incubo; da cui si sono sentiti liberi solo quando hanno abbando­nato gli Avventisti.


[1] Dizionario di dottrine bibliche, pag. 101-102

[2] Rolando Rizzo va fiero dell’imposizione della decima da parte della Chiesa Avventista perché è a motivo di essa che gli Avventisti risultano statisticamente i più generosi nel mondo religioso. Ecco quello che egli dice: ‘Tutte le chiese insegnano la generosità, ma la Chiesa Avventista è, crediamo, l’unica comunità delle sue dimensioni che pone la decima tra le condizioni d’ingresso e, sicuramente, nell’Avventismo si incontra statisticamente il più alto volume di generosità esistente nel mondo religioso: è uno dei fattori fondamentali della sua espansione e della solidità delle sue strutture’ (Rolando Rizzo, L’identità avventista, pag. 77). Naturalmente questo discorso non tiene minimamente conto della Parola di Dio che non impone la decima sotto la grazia, ma dice che ognuno deve dare secondo che ha deliberato in cuor suo, non per forza, né di malavoglia perché Dio ama un donatore allegro (cfr. 2 Cor. 9:7). Ed inoltre non tiene conto del fatto incontestabile che molti Avventisti danno la decima ‘mormorando’, cioè di malavoglia, il che significa che gran parte di questo alto volume di generosità di cui parla il Rizzo non proviene da un cuor allegro ma da un cuore scontento. Meglio ricevere poco da credenti contenti di dare per l’opera di Dio, che ricevere tanto da credenti che danno solo per forza, di malavoglia (perché minacciati di maledizione nel caso ‘deruberanno’ Dio della decima).

[3] Ellen G. White, I tesori delle testimonianze, Impruneta, Firenze 1988, Vol. III, pag. 21

[4] Ellen G. White, op. cit., pag. 22

[5] Cfr. Luca 8:1-3

[6] Luca 6:38

[7] Cfr. 1 Cor. 9:13

[8] Cfr. Num. cap. 18

[9] Gal. 6:6

[10] Mal. 3:8-9

[11] Matt. 23:23. La White commentando queste parole dice che ‘Gesù ha riconosciuto che il pagamento della decima è un dovere” (Ellen G. White, La speranza dell’uomo, Firenze 1990, pag. 439).

[12] Ebr. 7:8


[Tratto dal libro “Gli Avventisti del settimo giorno“, di Giacinto Butindaro V.D.M.]

10 commenti leave one →
  1. Deborah permalink
    2 novembre 2011 16:46

    Mi trovo perfettamente d’accordo. In famiglia abbiamo il caso di mio fratello il quale essendo disoccupato e studente é “generosamente” sostenuto dalla nostra famiglia. Tuttavia un decimo di tutte le sue entrate vengono destinate ad un Pastore della chiesa avv. Della riforma o non so cosa.. Preciso che mio fratello non è ancora stato “battezzato” a questa corrente religiosa che in quanto associazione chide denaro senza dover rendere conto a nessuno delle proprie entrate. Se ancora fosse possibile appellarsi al reato di plagio lo faremmo ma a quanto pare l’unica colpevole di una simile situazione è la stupidita umana. Mio frat ha 24 anni quindi libero di disporre dei suoi beni. Trovo la decima un retaggio culturale che riporta l’uomo indietro di millenni. Bisognerebbe tutelarsi in qualche modo dal punto di vista giuridico. Grazie

    "Mi piace"

  2. Mario permalink
    18 ottobre 2015 18:19

    Questi insegnanti della decima sono quelli che rubano a Dio. Non sono inferiori quando si tratta di torcere la Bibbia ai propri interessi. E’ una frode completa.Il focus della decima agricola e zootecnica, per tutte le parti del Vecchio Testamento, era il cibo! Portare la decima nella Casa dell’Eterno (=la Sinagoga) era portare il grano, la farina, l’agnello, il capretto, ecc… ma NON il denaro !!! Cibo per il levita, il cibo per lo straniero, il cibo per la vedova, l’orfano e cibo per Dio non cambia il soggetto presente in Malachia. Il tema è ancora “cibo nella mia casa.” Dio non vuole i nostri soldi! Dio non è un usuraio! Lui vuole solo i nostri cuori! Triste da dire oggi che molti cristiani non sono sufficientemente a conoscenza della storia della chiesa per scoprire che ha anche respinto il Signore, e mise i propri Re (= i pastori) su di lei per essere governata, al posto del Re , Sommo Sacerdote per eccellenza Gesù il Cristo (=il Messia) per eccellenza tranciato dalle spade delle loro congeniali forze con l’ insegnamento della decima.La vita stessa di Gesù la vita dovrebbe essere un esempio per noi. Se Lui prese delle decime, forse, un pastore avventista potrebbe avere un argomento ragionevole per raccogliere le decime, ma non lo fece. Se i pastori continuano a proclamare dai pulpiti che se non si porta la decima come tesoro nella Casa dell’Eterno (=la Sinagoga) si ruba a Dio, e’ logico che le chiese continueranno a svuotarsi sempre di più fino a chiudere definitivamente. Ai fedeli che ascoltano i suddetti pastori consiglierei di portare dei sacchi di grano o di farina e di svuotarli sugli altari ! Ecco la vera decima come la Legge Mosaica intendeva !

    "Mi piace"

  3. Nazareno permalink
    4 febbraio 2018 17:28

    Il suo commento è di una povertà d’informazione che è così raccapricciante da togliere la voglia di puntualizzare. È incredibile come si possa torcere la verità. Lei potrebbe anche non approvarla la “restituzione “ della decima, (è così che la chiamano gli avventisti e non pagamento), ma l’onesta d’informazione dovrebbe caratterizzare un figlio di Dio. Forse la chiesa avventista ritiene un precetto antico ancora valido e questo potrebbe essere un errore teologico, ma è sicuramente un’istituzione divina. Non ll’hanno Inventata gli avventisti, l’hanno semplicemente resa attuale. Ma il suo giudizio è di disprezzo verso la decima, a prescindere!! Quasi quasi lei gioisce che a noi non spetta restituirla mentre agli ebrei si!! Servire due padroni è veramente difficile. Comunque da qualche parte sta scritto: non attestare il falso contro il tuo prossimo. Il suo articolo calpesta questo comandamento! Con forza!! Questo comandamento dovrebbe dare a tutti quelli come lei, quella saggezza di approfondimento degli argomenti, tale da poter esprimere il proprio pensiero nel rispetto dei fatti altrimenti ad attestare il falso contro il tuo prossimo si fa più un danno che un bene a se stessi. Comunque lei fa una serie di informazioni senza spiegarle. Melchisedek non era Israelita, perché Abramo restituisce la decima? Perché Melchisedek la prende? Quando è stata istituita la decima? Abramo la dà ma la Scrittura non ci dice quando è stata istituita. Nel sistema Levitico Dio assegna la decima ai Leviti perchè a loro non era stata data parte nella ripartizione dei territori, ma dire che la decima è stata istituita nel sistema levitico significa ignorare la Bibbia. L’apostolo Paolo, agli Ebrei ricorda come Abramo abbia restituito la decima a uno che non era dei suoi lombi. Quindi? Con quale diritto lei afferma che era per i Leviti? Che non si possa derubare Dio, non lo dicono gli avventisti, ma lo dice Dio stesso. Adesso chiedilo a Lui!!

    "Mi piace"

  4. 5 febbraio 2018 20:35

    Mi pare che sia stato messa la parte con cui gli avventisti dicono di PAGARE la decima (e se si dice di RESTITUIRLA obbligatoriamente si dice la medesima cosa, solo che vi è in essa il riconoscimento implicito che la cosa non è biblica, quindi è sorta la necessità di nasconderla cambiandone la parola con connotazioen negativa “PAGARE”, con la parola più positiva “RESTITUIRE”), dicevo che la parte in cui gli avventisti dicono da loro stessi ciò che riguarda la decima è stata citata, quindi il lettore attento e intelligente e privo di pregiudizi può farsi tranquillamente da solo una idea corretta sulla questione.
    Per quanto riguarda la decima, ciò che è sbagliato non è il donarla liberamente senza che gli sia chiesta, come fece appunto Abramo, ma l’errore sta nell’imporla ai santi sotto la grazia, non essendoci leviti, e non essendoci le 11 tribù che la devono pagare, o RESTITUIRE se lei lo preferisce, per il servizio al Tempio. Ma la decima non è l’unico precetto preso dalla legge per imporlo sotto la grazia, e come vi erano di queste persone ai tempi degli apostoli che cercano di imporre di nuovo la legge, così ancora oggi vi sono di queli che cercano di imporre precetti della legge ai santi sotto la grazia, tra cui ci sono gli avventisti (vgs sabato, non magiare cibi impuri come il maiale, la decima e altre cose).
    Per essere brevi, gli avventisti sono lontani dalla verità, e tutti i santi farebbero bene a guardarsi da tutti coloro che cercano di imporre loro di nuovo i precetti della legge, da cui siamo stati liberati da Gesù Cristo.
    Ognuno può donare quello che vuole, anche la decima se vuole, ma lo deve fare liberamente, senza che nessuno glielo imponga e senza che nessuno LO MALEDICA CON LA LEGGE se non dona la decima, ma quello che è SBAGLIATO, ripeto che non è conforme alle Scritture del NUOVO PATTO, è che la decima non può essere imposta ai santi sotto la grazia. Come sono liberi i dottori avventisti di IMPORRE LA DECIMA, così siamo anche noi liberi di dire che sotto la grazia non può essere imposta, che vi piaccia oppure no.
    È pericoloso per i santi ricadere sotto il giogo della legge, che non è stata in grado di salvare, perché nessuno verrà salvato per l’osservanza della legge, ed è perfettamente inutile oggi, visto il fallimento del popolo di Israele, riproporre di nuovo l’imposizione dei precetti della legge che legano e rendono schiavi, quando invece Gesù è venuto per liberarci.
    Anche sotto la grazia si deve dare ai poveri e ai servitori di Dio, ma senza alcuna imposizione e secondo quanto uno VUOLE E PUO’ DARE. Così stanno le cose, che piaccia o no agli avventisti.
    Voglio anche far notare che non si adempie nessuna giustizia oggi nel donare la decima, perché un povero che guadagna 500 euro e dona 50 euro della decima si priva del necessario, mentre il ricco che guadagna 5.000 euro, e RESTITUISCE 500 euro non fa che donare del suo superfluo. Ecco perché la decima non è nata per un senso di giustizia, come il principio dell’uguaglianza che vige sotto la grazia, ma è nata semplicemente per fornire ai leviti il necessario per vivere senza dover lavorare, come Dio ordinò loro.
    Per terminare,
    Quindi, non si sta attestando il falso, anzi, si sta attestando che quanto insegnato dagli avventisti È FASLO, che è un’altra cosa. Chi impone la decima non pratica la giustizia di Dio e non promuove la giustizia di Dio, ma L’INGIUSTIZIA, come ho dimostrato prima con l’esempio, e con la imposizione della decima non si fa che venire incontro ai ricchi e danneggiare fortemente i poveri. Le cose stanno così, e lo AFFERMO CON FORZA!!
    Ah, dimenticavo un’altra cosa, mettetelo il nome per intero, in modo da assumervi la responsabilità di quello che dite ed essere riconoscibili, è troppo facile fare commenti dicendo quello che vi pare senza esporvi con nome e cognome. Anche questo dimostra che parlate ma non siete sicuri di quello che dite, non ne siete sicuri neppure voi delle cose che dite, figuriamoci se ci dobbiamo credere noi.

    "Mi piace"

  5. Secci Nicola permalink
    3 aprile 2018 11:49


    https://polldaddy.com/js/rating/rating.jsIl suo articolo èdi una tale superficialità e bassa conoscenza che mi viene difficile da commentare. Per non parlare poi dell’obbligo perfino per i non battezzati. Guardi si vede che Lei non conosce minimamente gli avventisti, prima entri in una chiesa, parli con le persone e poi si renderà conto di quante sciocchezze ha scritto. Sarà sempre il benvenuto e stia tranquillo, se avrà piacere condivideremo insieme il pranzo (promesso non le chiederemo niente in cambio) e poi tornerà a casa e magari rifletterà un po’ di più prima di scrivere falsità. Un abbraccio fraterno da un’avventista

    "Mi piace"

  6. 3 aprile 2018 18:40

    Tutto qua quello che ha da dire a difesa della sua dottrina avventista? Bene, e che poteva dire, infatti nell’articolo viene esposta sia la falsa dottrina avventista per poi confutarla, quindi l’articolo è ben completo di tutto, e il suo commento conferma pienamente che tutto corrisponde al vero per quanto riguarda l’insegnamento avventista, e di conseguenza la dimostrazione successiva della sua falsità è pienamente verace.
    Lei ha fatto solo chicchiere, perché i suoi discorsi non c’entrano niente con il mangiare e altre cose varie, qui quello che conta è che voi avventisti siete nella menzogna, e tutti veri santi del Signore devono guardarsi da voi. Qualcuno l’ho conosciuto di voi avventisti e non sono riusciti a difendere per niente le loro false dottrine, appunto perché SONO FALSE. Si tenga per lei i suoi abbracci finti e ipocriti. La saluto con la pace del Signore e la mia richeista a Dio è che Egli la faccia ravvedere di tutte le falsità che crede e la faccia uscire dagli avventisti per unirsi con i veri credenti che seguono realmente la Parola di Dio.

    "Mi piace"

  7. Camelus permalink
    19 aprile 2019 19:53

    Sono ortodosso di nascita ho lavorato tanto tempo con persone adventiste., sono stato trattato bene, mi hanno portato rispetto, è non mai obligato cambiare religione., mi hanno aiutato molto., è tengono menzongniare che si aiutano molto fra di loro.

    "Mi piace"

  8. 19 aprile 2019 23:52

    Sì, hai raccontato alcune cose che hai vissuto, ma qui la questione è che imporre la decima non è consentito sotto la grazia, dalla venuta del Signore Gesù Cristo, quindi chi la impone fa un grave errore e mette sopra le persone il peso della legge che è difficile da portare.

    "Mi piace"

  9. Domenico permalink
    30 agosto 2019 07:26

    Nella prima parte dell’ articolo si parla di obbligo, ma verso la fine dell’ articolo si parla di promessa di restituzione della decima…quindi non è un obbligazione imposta ma una scelta di chi decide di battezzarsi…..A me nessuno ha obbligato a fare niente e oltretutto la chiesa avventista ti rilascia anche una ricevuta, e se si vuole si può scaricare nel modello 730.Credo che le scelte religiose vadino rispettate sempre se non imposte o obbligate.

    "Mi piace"

  10. 30 agosto 2019 10:01

    La decima viene imposta da tante comunità, eo fanno o direttamente ordinandolo o facendo credere che Dio benedica i suoi figli perché danno la decima.
    Nulla da dire a coloro che deliberatamente in cuor loro decidono di dare la decima, ma tutti devono sapere che sotto la grazia nessuno è obbligato a dare la decima, nessuno viene maledetto perché non la da, e la benedizione di Dio non è legata al dare la decima. L’importante è conoscere queste cose, sapendo anche che dando la decima non si esaurisce l’obbligo di dare, perché se uno ha dato la decima ed ha vicino a sé un.povero, deve aiutarlo. Nel momento in cui uno pensa che dando la decima ha soddisfatto la necessità del dare, ebbene si sbaglia di grosso. Su quest’ultima questione Gesù ha parlato, sulla offerta corban.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

No Temas Sino Habla

Entonces él Señor dijo de noche en visión á Pablo: No temas, sino habla, y no calles: Porque yo estoy contigo, y ninguno te podrá hacer mal (Hechos 18:9-10)

Blog di Aldo Prendi

Per la diffusione e la difesa delle dottrine bibliche

Acordai-vos

Tocai a trombeta em Sião, e dai o alarma no meu santo monte.

Egli è altresì scritto...

Blog di Nicola Iannazzo

Destatevi

"Suonate la tromba in Sion e date l'allarme sul mio santo monte" (Gioele 2:1)

Il Buon Deposito

Dottrine della Bibbia

Listen to the sound of the sword

«Stand in the ways and see, and ask for the old paths, where the good way is, and walk in it» (Jeremiah 6:16)

Sana Dottrina

Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d'udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole.(2Timoteo 4:3-4)

La Buona Strada

Blog di Giuseppe Piredda, cristiano evangelico pentecostale trinitariano fondamentalista

He who has ears let him hear

A voice crying in the wilderness

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: