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… Ma tu guarda solo a Gesù

29 aprile 2011

… Ma tu guarda solo a Gesù

«Siate miei imitatori, fratelli, e RIGUARDATE A COLORO che camminano secondo l’esempio che avete in noi.» (Filippesi 3:17)

Fratelli nel Signore, quante volte dopo che avete visto qualcuno che vi ha scandalizzato e l’avete fatto notare al pastore, questi vi ha rivolto queste parole: “Tu devi guardare solo a Gesù, non devi guardare al fratello o alla sorella!

E così, le opere scandalose o le parole insensate di colui che vi ha scandalizzato è passato nel dimenticatoio senza subire nessuna conseguenza, senza essere né ripreso né disciplinato in alcun modo.

Talvolta ciò è avvenuto anche per opere scandalose compiute dal pastore, o ha pronunciato parole insensate, e allora, dopo che tu l’hai fatto notare, la voce contro di te è divenuta più forte: “Guarda SOLO a Gesù; gli uomini sbagliano, solo Gesù non ha sbagliato mai”.

Ciò è vero, tuttavia è necessario fare determinate considerazioni a tal riguardo, al fine di capire bene come ci si debba comportare in certe occasioni.

Vero è che dobbiamo guardare a Gesù Cristo, che è la PAROLA DI DIO; quindi, noi dobbiamo guardare alle sacre Scritture per conoscere come si è comportato Gesù, affinché noi gli rassomigliamo e cerchiamo di fare le medesime cose che Lui ha fatto e detto.

È appunto guardando a Gesù Cristo, che è la Parola di Dio, che vediamo che Egli ha confutato gli errori dei farisei, tra le cui cose sbagliate che facevano c’era quella di annullare i comandamenti di Dio e li sostituivano con le loro tradizioni e i precetti d’uomini (cfr Marco 7:6-13).

Poi ha confutato gli errori dottrinali dei sadducei (cfr Matteo 22.23), degli erodiani (cfr Marco 12:13-17) e di altri.

Dunque, se Gesù ha confutato gli errori dottrinali di coloro che sbagliavano, allora, io che devo GUARDARE SOLO A GESU’, per cercare di assomigliargli e fare ciò che Lui ha fatto, quando mi avvedo che taluni sbagliano la predica e gli insegnamenti, devo pure io confutarli. Tali cose s’imparano GURDANDO SOLO A GESU’.

È scritto:

«Siate dunque imitatori di Dio, come figliuoli suoi diletti;» (Efesini 5:1)

Gesù è Dio, quindi devo essere imitatore di Dio imitando Gesù, e siccome Gesù ha confutato coloro che insegnavano delle false dottrine, allora devo anch’io provvedere alla confutazione di tutti quei fratelli che predicano degli insegnamenti eretici, sbagliati, non dottrinali, dannosi per i santi.

Siccome Gesù era pieno d’amore ed ha confutato chi sbagliava, anche chi confuta oggi per IMITARE Gesù lo fa per amore, prima verso la Verità della Parola di Dio; secondo per amore dei santi, perché le false dottrine danneggiano spiritualmente i fratelli ed io non voglio assolutamente che i fratelli siano danneggiati da insegnamenti eretici e sbagliati.

Voi, fratelli, se volete che i santi subiscano dei danni spirituali, state pure zitti e non dite niente, ma facendo così sappiate che non state facendo come ha fatto Gesù, e non state neanche manifestando amore verso i fratelli. Guardate sì a Gesù, ma non fate quello che Gesù ha fatto, quindi è del tutto inutile RIGUARDARE al nostro duce e perfetto esempio di fede e poi non agire e non parlare come Lui ha fatto.

Un’altra cosa che vediamo guardando a Gesù è che quando c’è stato da sgridare qualcuno lo ha fatto senza timore. Infatti, quando Pietro ha sbagliato a parlare e non ha parlato secondo il senso delle cose di Dio, Gesù lo ha ripreso severamente, infatti sta scritto:

«Ma Gesù, rivoltosi, disse a Pietro: Vattene via da me, Satana; tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini.» (Matteo 16:23)

Come avete letto, Gesù ha ripreso Pietro, ma per questo era privo d’amore? Così non sia, perché è appunto per amore verso di lui che lo ha ripreso.

E ancora, Gesù non ci ha pensato tante volte, per amore della verità e per lo zelo della casa di Suo Padre, a sgridare e cacciare via i trafficanti del Tempio:

«Or la Pasqua de’ Giudei era vicina, e Gesù salì a Gerusalemme. E trovò nel tempio quelli che vendevano buoi e pecore e colombi, e i cambiamonete seduti. E fatta una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio, pecore e buoi; e sparpagliò il danaro dei cambiamonete, e rovesciò le tavole; e a quelli che vendeano i colombi, disse: Portate via di qui queste cose; non fate della casa del Padre mio una casa di mercato. E i suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo della tua casa mi consuma.» (Giovanni 2:13-17)

Oggi, invece, secondo taluni sviati quanto alla fede e alla verità di Dio, vedendo che nel seno della Chiesa si fa commercio di tante cose, vendendo libri inutili e talvolta anche ANTI-CRISTIANI, oggetti di vario genere, noi dovremmo starcene zitti senza opporci a tale commercio? Ma se stiamo zitti non assomiglieremo a Gesù, quindi sarebbe del tutto inutile che noi guardassimo SOLO A GESU’ e poi non facessimo ciò che ha fatto Gesù.

In mezzo al seno della Chiesa di Cristo si fa del commercio, infatti, come lo chiamereste voi questa operazione: “si acquistano prodotti vari ad un prezzo SCONTATO, per poi RIVENDERLO ai credenti della comunità a PREZZO PIENO?” Come si chiama questa operazione? Non è forse COMMERCIO?

Chiedete un po’ ai commercianti del mondo per sapere come si fa commercio e vedrete che nella Chiesa di Dio ciò che avviene non differisce per nulla dalle operazioni commerciali dei pagani.

Anche se il PREZZO viene indicato nelle etichette con il NOME: “CONTRIBUTO”, non ne fa cambiare la sostanza, sempre PREZZO rimane, con la differenza che in questo caso si sta prendendo in giro i santi e si disprezzano, perché li si prende come degli allocconi creduloni, credendo di ingannarli cambiando la parola “PREZZO” con la parola “CONTRIBUTO”.

Considerato tutto ciò, allora, come dobbiamo comportarci per assomigliare a Gesù Cristo e GUARDARE SOLO A LUI?

Per rassomigliare a Gesù noi dobbiamo denunciare in mezzo alla Chiesa queste cose e mostrare il nostro dissenso, nientemeno come fece Gesù, con amore, ma anche con fermezza.

Ora gettiamo uno sguardo anche sugli apostoli, perché essi sapevano che dovevano imitare Gesù in ogni cosa e dovevano GUARDARE SOLO A LUI, pertanto, avendo imparato da Lui hanno praticato gli insegnamenti che hanno ricevuto e così hanno insegnato nelle chiese, oltre che averli scritti nelle loro epistole ispirate dallo Spirito santo.

Non solo Gesù sgridò Pietro, ma pure Paolo lo sgridò, lo dice nella lettera ai Galati, e lo ha ripreso DAVANTI A TUTTI, e lo fece per amore verso lui e soprattutto verso la fratellanza e la verità della Parola di Dio.

Sta scritto:

«Ma quando Cefa fu venuto ad Antiochia, io gli resistei in faccia perch’egli era da condannare. Difatti, prima che fossero venuti certuni provenienti da Giacomo, egli mangiava coi Gentili; ma quando costoro furono arrivati, egli prese a ritrarsi e a separarsi per timor di quelli della circoncisione. E gli altri Giudei si misero a simulare anch’essi con lui; talché perfino Barnaba fu trascinato dalla loro simulazione. Ma quando vidi che non procedevano con dirittura rispetto alla verità del Vangelo, io dissi a Cefa in presenza di tutti: se tu, che sei Giudeo, vivi alla Gentile e non alla giudaica, come mai costringi i Gentili a giudaizzare?» (Galati 2:11-14)

L’apostolo Paolo avendo scritto queste parole: «Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo.» (1 Corinzi 11:1), ci fa comprendere che anche gli apostoli sono da imitare, perché a loro volta hanno imitato Cristo, nella stessa maniera anche noi imitando la loro condotta e credendo nei loro insegnamenti diventiamo imitatori di Gesù Cristo.

Diletti nel Signore, se avete letto le Scritture del Nuovo Testamento, in particolare le epistole degli apostoli, avrete certamente letto che gli apostoli hanno imitato Gesù Cristo, la sua condotta e il suo parlare, avrete sicuramente letto che essi continuamente hanno sgridato, esortato, ripreso, insegnato, ammonito e persino messo nelle mani di Satana certi disubbidienti; di conseguenza, anche noi, per essere imitatori degli apostoli, i quali sono stati imitatori di Gesù, possiamo, anzi dobbiamo: ‘riprendere, sgridare ed esortare i santi’, con amore, perché così dicono le Scritture.

Infatti è scritto che i santi si devono esortare a vicenda, gli uni gli altri, e tra essi sono compresi anche i pastori, perché anche i pastori vanno esortati, consolati e edificati, ma badate bene, se sono disubbidienti e indolenti vanno esortati alla verità e alla sana dottrina e ad un maggiore impegno, altrimenti che cambino MESTIERE.

A tal proposito sta scritto:

«E facciamo attenzione gli uni agli altri per incitarci a carità e a buone opere, non abbandonando la nostra comune adunanza come alcuni son usi di fare, ma esortandoci a vicenda; e tanto più, che vedete avvicinarsi il gran giorno.» (Ebrei 10:24,25)

Questo è un passo molto conosciuto, ma ne vengono citate solo alcune parole, quelle che fanno comodo, ma quelle che parlano CHE I SANTI DEVONO ESORTARSI A VICENDA non vengono quasi mai citate, perché sono parole SCOMODE PER I PASTORI, i quali non vogliono essere RIPRESI NE’ ESORTATI da nessuno. E molti di voi, fratelli, non vi siete PREMURATI DI ANDARE A LEGGERLE NELLE SCRITTURE, quindi, siete caduti in errore e vi siete fatti trascinare per una via che non è quella che il Signore vuole per i suoi figlioli.

Per concludere, fratelli nel Signore, è conforme alla volontà di Dio che i santi GUARDINO SOLO A GESU’, ma è importante ricordare che non dobbiamo essere solo degli ascoltatori o persone che RIGUARDANO ALLA PAROLA DI GESU’ ma poi non la mettono in pratica.

Vi esorto, quindi, cari nel Signore, attraverso le parole dell’apostolo Giacomo, ad essere non solo uditori della Parola, a non guardare soltanto a Gesù, ma DI ESSERE FACITORI DELLA PAROLA e a fare le medesime cose che ha fatto il Signore nostro Gesù Cristo.

Giacomo lo ha detto con queste parole:

«Ma siate facitori della Parola e non soltanto uditori, illudendo voi stessi. Perché, se uno è uditore della Parola e non facitore, è simile a un uomo che mira la sua natural faccia in uno specchio; e quando s’è mirato se ne va, e subito dimentica qual era. Ma chi riguarda bene addentro nella legge perfetta, che è la legge della libertà, e persevera, questi, non essendo un uditore dimentichevole ma facitore dell’opera, sarà beato nel suo operare.» (Giacomo 1:22-25)

Sarete beati, fratelli, nel caso in cui non soltanto guardate a Gesù e gli apostoli, ma se voi diventate imitatori di Gesù e degli apostoli, perché questa è la volontà di Dio.

Quando vi dicono di guardare solo a Gesù, non alzate i vostri occhi al cielo, ma gettateli sul tavolo sulla Bibbia, che è la Parola di Dio, e studiatela, studiatela e ancora STUDIATELA, perché in essa è presente tutto ciò che i santi devono sapere e che devono praticare per piacere al Signore.

Che Dio apra la mente e i cuori di tutti i santi, affinché diventino dei VERI IMITATORI di Cristo Gesù. A Dio sia la gloria, l’onore e la lode nei secoli dei secoli. Amen!

Salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù: Giuseppe Piredda

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