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Testimoni di Geova: “I Sacramenti”

2 Mag 2011

Testimoni di Geova: “I Sacramenti”

La dottrina dei Testimoni di Geova

Il battesimo.

A coloro che si convertono alla Torre di Guardia è richiesto che si facciano battezzare per immersione. Il significato del battesimo per loro è questo: ‘L’essere messo sott’acqua simbolizza la morte della volontà personale di un individuo, e l’esserne tirato fuori simbolizza d’esser risuscitato e reso vivente per fare la volontà di Dio’.[1] Questo battesimo viene loro ministrato nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, il che significa che essi devono riconoscere Dio come Essere Supremo, devono riconoscere la parte che il Figlio compie nel proposito di Dio e cosa egli ha fatto per loro, e devono anche riconoscere lo Spirito Santo come forza attiva di Dio che li aiuterà a portare avanti la loro dedicazio­ne. I Testimoni di Geova rigettano il battesimo degli infanti. Questo battesimo in acqua è per tutti i Testimoni di Geova; ma per la ‘classe unta’ oltre ad esso c’è un battesimo che è loro amministrato da Cristo; questo battesimo è chiamato ‘battesimo dello spirito santo’ e talvolta ‘battesimo con lo spirito santo’. Esso indica che la persona è stata battezzata nel corpo di Cristo ed è stata battezzata nella morte di Cristo; è infatti chiamato anche battesimo nella sua morte. Essi dicono: ‘I fedeli apostoli di Gesù Cristo erano stati tutti battezzati in acqua (…). Ma non erano ancora stati battezzati con lo spirito santo quando Gesù fece notare che anch’essi dovevano essere battezzati con un battesimo simbolico come il suo, un battesimo nella morte. Quindi il battesimo nella sua morte è una cosa ben diversa dal battesimo in acqua’.[2] Questo battesimo non è per ‘le altre pecore’; esse ne sono esclu­se perché esse non fanno parte del corpo di Cristo secondo i Testimoni di Geova; esse non fanno parte del Regno di Dio essendo che sono solo sudditi sui quali regneranno per sempre Cristo assieme ai 144.000.[3]

La cena del Signore.

La cena del Signore è dai Testimoni di Geova chiamata Commemora­zione o Pasto serale del Signore. Essa viene celebrata una volta sola all’anno, il 14 del mese di Abib o Nisan; ossia nel giorno in cui ricorre la Pasqua giudaica. Essa è servita con pane non lievitato e vino fermentato e serve a fare ricordare il sacrifi­cio di Cristo. Va detto che essi rigettano sia la dottrina della transustanziazione che quella della consustanziazione. Ma alla Commemorazione non possono partecipare tutti i Testimoni di Geova, ossia gli emblemi non possono essere presi da tutti ma solo dal rimanente dei 144.000 che si trova tra loro che ammonta ad alcune migliaia solamente. E questo perché secondo la Torre di Guardia Gesù ‘parlò di due patti conclusi con i suoi discepoli e correlati fra loro, ‘il nuovo patto’ e ‘un patto per un regno’. Entrambi i patti avevano a che vedere con il fatto che i partecipanti avrebbero avuto l’opportunità di essere sacerdoti e re insieme a Cristo Gesù’.[4] Gli altri (cioè ‘le altre pecore’), e sono milioni in tutto il mondo, possono solo osservare ma non partecipare. ‘Ora, è in vita solo un rimanente di figli spirituali e sono questi a prendere giustamente gli emblemi. Questo, pertanto, spiega il motivo per cui la stragrande maggioranza dei testimoni di Geova sono osservatori e non partecipanti’.[5]

Come potete di nuovo vedere questa dei 144.000 è una dottrina che ha avuto delle serie ripercussioni anche sulla cena del Signore. Ma come fanno a confermare che Cristo ha istituito la cena solo per i 144.000? Oltre ad affermare che per prendere gli emblemi bisogna essere sicuri di essere dei figli di Dio, e che questi figli di Dio sono solo 144.000 dal giorno della Pentecoste in poi fino a quest’oggi, essi dicono che per comprendere se si è figli di Dio bisogna esaminare se stessi; se lo Spirito di Dio attesta che si è figli di Dio allora si possono prendere. E’ dunque una questione strettamente personale.[6]

Confutazione

Il battesimo in acqua va ministrato a persone che sono già nate di nuovo e nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo, per cui riconoscendo la Trinità; questo non avviene nel caso del battesimo dei Testimoni di Geova per cui esso è nullo

Innanzi tutto diciamo che quantunque il battesimo dei Testimoni di Geova sia per immersione, e sia amministrato nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, esso non è valido perché la persona che si lascia battezzare deve riconoscere per farsi battezzare che Gesù Cristo non è Dio e che lo Spirito Santo non è una persona ma solo una forza imperso­nale che aiuta i servi di Dio a fare la sua volontà. In altre parole esso non può essere considerato il battesimo in acqua che Gesù comandò ai suoi discepoli di amministrare[7] perché sia da parte di chi lo ministra che dalla parte di chi lo riceve c’è il disconoscimento della Trinità, cioè della dottrina che dice che la Divinità è composta da Dio Padre, il suo Figliuolo, e lo Spirito Santo. Si tenga poi presente che in base alla loro dottrina il battesimo in acqua precede sempre la nuova nascita, perché – come abbiamo prima visto – secondo loro chi lo riceve si mette in condizione di nascere di nuovo se questa è la volontà di Dio (e chi nasce di nuovo diventa membro dei 144.000). Il che fa chiaramente capire che chi lo riceve non è ancora nato di nuovo (sia che poi diventerà uno dei 144.000 o che non lo diventerà mai), e perciò egli non ha ancora creduto col cuore in Gesù Cristo (mentre loro dicono che ha creduto) perché la Scrittura dice che “chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio”.[8] Mentre noi sappiamo da quello che insegna la Scrittura che il battesimo va ministrato solo a persone che avendo realmente creduto col loro cuore sono (già) nate da Dio, e perciò sono dei figliuoli di Dio per la loro fede in Gesù Cristo.[9] Non ci può essere quindi vero battesimo in acqua prima che uno nasce di nuovo. E perciò non si può accettare questo loro battesimo in acqua ministrato in nome della Divinità da persone e a persone che non conoscono ancora Dio (perché appunto non nate da Dio). Queste sono le ragioni per cui i Testimoni di Geova che si convertono a Cristo devono ricevere il vero battesimo, perché quello che queste persone hanno ricevuto in quell’organizzazione religiosa è un battesimo falso.

Inoltre è falso affermare che dopo avere creduto ed essere stati battezzati è necessario il battesimo con lo Spirito Santo per essere battezzati nella morte di Cristo; perché la Scrittura dice: “O ignorate voi che quanti siamo stati battezzati in Cri­sto Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Noi siam dunque stati con lui seppelliti mediante il battesimo nella sua morte…”;[10] il che significa che quando si viene battezzati nel nome di Cristo di conseguenza si viene seppelliti con Cristo. Ma per loro non è così, perché secondo loro non tutti coloro che credono e vengono battezzati entrano a fare parte del corpo di Cristo; perché l’entrata nel corpo di Cristo è riservata solo ai 144.000. Solo loro dopo il battesimo vengono generati come figli spirituali da Dio aventi il diritto alla vita eterna, e questo appunto mediante questo battesimo dello o con lo Spirito Santo che li fa diventare parte degli ‘unti’ che rimangono sulla terra. Secondo loro infatti il giorno della Pentecoste quando i discepoli furono battezzati con lo Spirito Santo furono generati come figli spirituali e entrarono a fare parte dei 144.000[11] (per questo Abramo, Isacco e Giacobbe e Davide ed altri giusti del passato che sono morti prima della Pentecoste non possono andare in cielo neppure loro perché non fanno parte dei 144.000) Secondo loro fu in quel giorno che i discepoli nacquero di nuovo! Ma questo è falso perché i discepoli che ricevettero il battesimo con lo Spirito Santo il giorno della Pentecoste erano di già dei figli di Dio ancora prima di essere battezzati con lo Spirito Santo. Infatti Gesù li chiamò “fratel­li”[12] dopo essere risorto dai morti; come avrebbe potuto chiamarli fratelli se essi non fossero stati dei figliuoli di Dio? Non è forse Gesù il primogenito fra molti fratelli, cioè il primogenito tra tutti i figliuoli di Dio? E poi ancora, ma non è forse scritto che “chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio”,[13] e quindi è un figlio di Dio? Perciò se accettiamo il fatto che i discepoli di Gesù avevano creduto che lui era il Cristo dobbiamo accettare di conseguenza il fatto che essi erano già nati di nuovo prima di essere battezzati con lo Spirito Santo nel giorno della Pentecoste. Ma allora che cosa avvenne ai discepoli il giorno della Pentecoste quando essi furono battezzati con lo Spirito Santo? Avvenne che essi furono rivestiti di potenza dall’alto perché questo il Signore aveva loro detto sarebbe successo quando lo Spirito Santo sarebbe venuto su di loro secondo che è scritto: “Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e mi sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra”.[14] E si tenga inoltre presente che quando essi ricevettero questo battesimo essi si misero a parlare in altre lingue secondo che è scritto: “E tutti furon ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d’esprimersi”.[15] Quello del parlare in altre lingue fu quindi il segno esteriore dell’avvenuta ricezione del battesimo con lo Spirito Santo. E questo è tuttora il segno esteriore che attesta che un credente ha ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo. Ma non per i Testimoni di Geova perché essi negano che lo Spirito Santo ancora oggi dia di parlare in altre lingue ai credenti che ricevono il battesimo con lo Spirito Santo come fece con i discepoli a Pentecoste perché le lingue sono cessate. Quindi quelli dei loro che dicono di essere parte dei 144.000 perché hanno ‘ricevuto’ il battesimo con lo Spirito Santo non parlano in altre lingue. E quindi? Quindi, questo conferma ulteriormente che costoro non hanno per nulla ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo di cui parla la Scrittura.

Alla luce della Scrittura quindi cade anche questa dottrina dei Testimoni di Geova secondo la quale solo coloro che ricevono il battesimo con lo Spirito Santo dopo il battesimo in acqua nascono di nuovo ed entrano a fare parte del corpo di Cristo.

Una cosa ancora va detta: la distinzione tra i 144.000 e le altre pecore ha avuto una nefasta conseguenza anche sulla dottri­na del battesimo; difatti l’annulla.

La cena del Signore è stata istituita per tutti i credenti senza distinzione

Cominciamo col dire che non è vero che Dio fece due patti, ossia il Nuovo Patto e un ‘patto per un regno’ solo con i dodici discepoli di Cristo perché questi erano parte dei 144.000 (e naturalmente anche con coloro che in avvenire sarebbero entrati a far parte di questo gruppo); mentre coloro che non sarebbero stati dei 144.000, ossia ‘le altre pecore’, non sarebbero entrati né nel Nuovo Patto e né in questo ‘patto per un regno’. E questo lo diciamo perché il patto è uno solo, è chia­mato Nuovo Patto nel sangue di Cristo, ed è stato fatto da Dio con tutti i credenti e non solo con una parte di essi. E il mediatore di questo Nuovo Patto è Cristo Gesù perché è lui l’eterno sommo sacerdote, secondo l’ordine di Melchisedec, costituito da Dio a pro degli uomini, che nella pienezza dei tempi, offrì il suo sangue per fare la propiziazione dei nostri peccati. Infatti quando Gesù, nella notte che fu tradito, diede il calice disse ai suoi discepoli: “Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, il quale è sparso per voi”.[16] Dunque, se Cristo ha chiamato quell’unico calice il Nuovo Patto nel suo sangue ed il suo sangue è stato sparso anche per tutti noi che ancora non esistevamo a quel tempo (secondo Matteo infatti Gesù disse che il suo sangue era “sparso per molti per la remissione dei peccati”),[17] da dove spunta fuori adesso che c’è un altro patto, cioè un ‘patto per un regno’, contratto solo con i 144.000? Non è forse scritto agli Ebrei che se il “primo patto fosse stato senza difetto, non si sarebbe cercato luogo per un secondo”?[18] Il Nuovo Patto è dunque chiamato il secondo. Ora, se il ‘patto per un regno’ fosse un altro patto concluso con il suo popolo, certamente lo scrittore agli Ebrei ne parlerebbe di questo terzo patto, ma in tutta questa epistola che tratta ampiamente la differenza tra l’Antico Patto e il Nuovo, di quest’altro patto non c’è il benché minimo accenno. Perché? Perché Dio ha fatto con il suo popolo un solo patto oltre a quello che fece ai giorni di Mosè; il Nuovo Patto, che è il secondo e che è eterno. E coloro che mediante Cristo sono entrati in questo Nuovo Patto sono stati costituiti da Cristo eredi del Regno.

Ma andiamo avanti con la nostra confutazione. Noi domandiamo: ‘Se non si può dire che il corpo di Cristo fu dato solo per quei dodici discepoli e che il sangue di Cristo fu sparso solo per quei dodici discepoli che erano presenti in quella stanza con Gesù, quantunque Gesù disse solo a loro (quando diede loro il pane): “Questo è il mio corpo il quale è dato per voi”;[19] e (quando diede loro il calice): “Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, il quale è sparso per voi”,[20] come si può dire che il pane e il calice del Signore si debbano dare solo ad una parte dei credenti solo perché in quella notte i discepoli a cui furono dati quegli elementi erano solo dodici? Ed infine diciamo che è veramente arbitrario affermare che quei discepoli del Signore a cui Gesù diede il pane ed il calice erano parte dei 144.000! Ma ammettiamo anche che i discepoli del Signo­re presenti in quella stanza facessero parte dei 144.000; ma con quale autorità scritturale si potrebbe affermare che ‘le altre pecore’ non possono partecipare alla cena del Signore perché non fanno parte dei 144.000? La risposta è nessuna. Non è forse vero che il calice della benedizione che noi benediciamo è la comunione con il sangue di Cristo? Non è forse vero che il pane che noi rompiamo è la comunione con il corpo di Cristo? Perché dunque, se Cristo ha dato il suo sangue e il suo corpo per ciascuno di noi, si dovrebbero negare gli elementi che rappresentano il suo sangue e il suo corpo ad una parte di coloro per i quali Cristo ha dato sia il suo corpo che il suo sangue? Perché impedirgli di avere comunione con il sangue ed il corpo di Cristo?

Da qualsiasi lato dunque si analizza l’istituzione della cena del Signore emerge che ad essa possono e devono partecipare tutti (e non solo una parte) coloro che hanno creduto nel nome di Cristo Gesù, perché essi sono, in virtù della loro fede, tutti dei figliuoli di Dio, con cui Dio ha fatto il Nuovo Patto nel sangue del suo Figliuolo. Ed in virtù di questo patto essi sono eredi del Regno di Dio.


[1]Sia Dio riconosciuto verace, pag. 294-295

[2]Perspicacia nello studio delle Scritture, vol. I, pag. 301-302

[3]Questo battesimo – secondo loro – è quello con lo Spirito Santo che ricevettero i discepoli a Gerusalemme il giorno della Pentecoste; per cui si tenga presente che i Testimoni di Geova quando parlano di battesimo con lo Spirito Santo intendono un battesimo che fa nascere di nuovo e fa entrare nel corpo di Cristo: ‘La persona ‘nasce di spirito’ al tempo del suo battesimo con tale spirito’ (Ragioniamo facendo uso delle Scritture, pag. 51), un battesimo con lo Spirito Santo però senza il segno delle lingue perché per loro, come vedremo, le lingue sono cessate.

[4]La Torre di Guardia, 15 febbraio 1985, pag. 18. ‘I contraenti di quel patto sono Geova Dio e i suoi figli spirituali, i quali collettivamente formano l’Israele spirituale (…) Questi sono gli stessi che Gesù introduce in un ‘patto per un regno’, e che quindi saranno infine impiegati, insieme al loro Re Gesù Cristo, per trasmettere le vivificanti benedizioni di Geova a tutte le famiglie della terra’ (Ibid., pag. 13) Come vedremo dopo, il Corpo Direttivo per sostenere questo ‘patto per un regno’ fatto da Dio solo con i discepoli di Cristo ha manipolato delle parole di Gesù.

[5]La Torre di Guardia, 15 febbraio 1985, pag. 17. Forse qualcuno vorrà sapere come rispondono i dirigenti dei Testimoni di Geova alla domanda come mai i loro ‘unti’ prendono parte alla cena del Signore quando, secondo le parole di Paolo, chi vi partecipa annuncia la morte del Signore “finch’egli venga” (1 Cor. 11:26). In altre parole, se come dicono loro Gesù è venuto nel 1914 come mai i 144.000 prendono parte ancora alla cena del Signore? Ebbene, essi rispondono dicendo che quel “finch’egli venga” significa ‘finché egli porti gli ultimi d’essi da questa terra e dimora a sé nell’invisibile dimora e regno celeste. Questo spiega perché i ‘rimanenti’ ancora sulla terra continuano a celebrare il pasto serale del Signore’ (Vita eterna nella libertà dei figli di Dio, USA 1967, pag. 137). Come potete vedere, queste persone hanno una astuta risposta anche per spiegare questa loro palese contraddizione. In verità la Bibbia nelle loro mani è come argilla che essi modellano a loro piacimento per fargli dire quello che vogliono. Guai a loro; ne porteranno la pena. Badate fratelli a voi stessi, studiatevi di tagliare rettamente la parola di verità per non cadere in contraddizione ed essere costretti poi a dire un’assurdità dopo l’altra a sostegno di dottrine non bibliche! Che quello che fanno i Testimoni di Geova vi serva di lezione e di ammonimento. Temete Dio.

[6]A proposito della santa cena i Testimoni di Geova asseriscono pure che quando Gesù la istituì non era presente Giuda Iscariota infatti dicono che costui ‘se ne andò prima che Cristo istituisse la commemorazione della sua morte’ (La Torre di Guardia, 15 maggio 1969, pag. 319). Ma anche questo è falso perché Luca dice che quando Gesù, dopo aver cenato, diede il calice agli apostoli dicendo: “Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, il quale è sparso per voi” (Luca 22:20) disse pure: “Del resto, ecco, la mano di colui che mi tradisce è meco a tavola” (Luca 22:21). Come potete vedere quel “è con me a tavola” conferma in maniera chiara che anche Giuda Iscariota mangiò il pane e bevve il calice in quella notte. Egli quindi se ne andò dalla stanza dopo che Gesù istituì la santa cena.

[7]Cfr. Matt. 28:19

[8]1 Giov. 5:1

[9]Tenete sempre presente che siccome quando una persona crede col cuore in Gesù Cristo nasce da Dio e diventa un figliuol di Dio (cfr. 1 Giov. 5:1; Giov. 1:12-13), viene giustificato da Dio (cfr. Rom. 3:21-24,26; 5:1; Gal. 2:16; 3:24,26), viene affrancato dal peccato (cfr. Rom. 6:17-18), ottiene la remissione dei suoi peccati (cfr. Atti 10:43), e la vita eterna (cfr. Giov. 6:48), il battesimo non può in alcun modo precedere l’ottenimento della autorità di essere chiamato un figlio di Dio, l’ottenimento della remissione dei peccati, della giustificazione, dell’affrancamento dal peccato e la vita eterna. Per un ulteriore approfondimento su questo argomento si vedano nel mio libro La chiesa cattolica romana il primo capitolo (dove ho trattato in maniera approfondita la dottrina della salvezza per sola fede) e il secondo (dove ho confutato la dottrina cattolica sul battesimo)

[10]Rom. 6:3-4

[11]Cfr. Sia Dio riconosciuto verace, pag. 297-298. Faccio notare di passaggio che siccome nell’Apocalisse viene detto che i 144.000 sono vergini perché non si sono contaminati con donne (cfr. Ap. 14:4) l’apostolo Pietro e gli altri apostoli che come lui erano sposati non possono essere parte dei 144.000.

[12]Matt. 28:10

[13]1 Giov. 5:1

[14]Atti 1:8

[15]Atti 2:4

[16]Luca 22:20

[17]Matt. 26:28

[18]Ebr. 8:7

[19]Luca 22:19

[20]Luca 22:20


[Tratto dal libro confutatorio: “I Testimoni di Geova”, scritto da Giacinto Butindaro V.D.M.]

Leggi tutto il libro: “I Testimoni di Geova

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