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Avventisti del settimo giorno: “GLI ULTIMI EVENTI – IL DRAGONE, LA BESTIA, IL FALSO PROFETA E IL MARCHIO DELLA BESTIA”

22 maggio 2011

Avventisti del settimo giorno: “GLI ULTIMI EVENTI – IL DRAGONE, LA BESTIA, IL FALSO PROFETA E IL MARCHIO DELLA BESTIA

La dottrina avventista

Il dragone rappresenta la Roma pagana, la bestia che sale dal mare è il papato, la bestia che sale dalla terra è l’America protestante, il marchio della bestia è l’osservanza della domenica che sarà imposta in futuro.

La Chiesa Avventista del Settimo giorno a riguardo del dragone, della bestia, del falso profeta e del marchio della bestia insegna quanto segue.

Il dragone mentre rappresenta anzi tutto Satana ‘è in un senso secondario anche il simbolo della Roma pagana’.[1]

La bestia simile ad un leopardo che Giovanni vide salire dal mare,[2] alla quale il dragone diede la propria potenza e il proprio trono e grande potestà ‘rappresenta il papato che riuscì a impa­dronirsi della potenza, del trono e dell’autorità che un tempo erano appartenuti all’impero romano’.[3] I quarantadue mesi o milleduecentosessanta giorni dati alla bestia, durante i quali “le fu dato di fare guerra ai santi e di vincerli”[4] è un periodo di tempo durante il quale il potere papale doveva opprimere il popolo di Dio e che ‘ebbe inizio con la supremazia di Roma nel 538 d.C. e finì nel 1798, quando il papa fu fatto prigioniero dalle truppe francesi e il potere papale subì una ferita mortale’.[5]

La bestia, che Giovanni vide salire dalla terra, la quale aveva due corna come quelle di un’agnello, ma parlava come un dragone è l’America protestante. ‘Una nazione, una nazione sola ha i requisiti indicati dalla profezia: gli Stati Uniti d’America (…) L’affermazione che la bestia con due corna “faceva sì che la terra e quelli che abitano in essa adoras­sero la prima bestia” rivela che questa nazione eserciterà la propria autorità per imporre certe pratiche religiose come atto di omaggio al papato (…) L’immagine della bestia rappresenta quella forma di protestantesimo apostata che si andrà gradatamen­te sviluppando quando le chiese protestanti cercheranno l’aiuto del potere civile per imporre i loro dogmi’.[6]

Per quanto riguarda infine il marchio della bestia che il falso profeta faceva sì che fosse posto sulla mano destra o sulla fronte delle persone esso è l’osservanza della domenica che l’America protestante in ossequio alla chiesa cattolica romana cercherà di imporre sugli adoratori di Dio. Per gli Avventisti infatti, siccome la chiesa cattolica romana ha sostituito il quarto comandamento con il suo che dice: ‘Ricor­dati di santificare le feste’ e tra queste feste da santificare c’è la domenica, il che contrasta la santificazione del sabato ordinata da Dio; e siccome i Protestanti osservano la domeni­ca invece che il sabato, ‘l’osservanza della domenica da parte dei protestanti è un omaggio che essi tributano all’autorità della chiesa cattolica’.[7] Quindi, afferma Ellen G. White: ‘Che cos’è, perciò, il cambiamento del sabato se non il segno, o marchio, dell’autorità della chiesa cattolica: il marchio della bestia? (…) L’imposizione dell’osservanza della domenica da parte delle chiese protestanti in fondo è l’obbligo di adorare il papato, la bestia’.[8] E sempre lei prosegue dicendo: ‘Quando l’osservanza della domenica verrà imposta per legge, e il mondo sarà illuminato sull’obbligatorietà del vero sabato, allora chiunque trasgredirà il comandamento di Dio per ubbidire a un precetto che trae autorità da Roma, onorerà il papato al di sopra di Dio, perché si piegherà a Roma e alla potenza che ne impone l’istituzione; adorerà la bestia e la sua immagine (…) chi persisterà nella trasgressione riceverà il marchio della bestia’.[9]

Da tutto questo ragionamento che cosa ne consegue? Che per gli Avventisti, se qualcuno in quel tempo – ormai molto vicino – osserverà la domenica anziché il sabato, egli non farà altro che adorare la bestia e la sua immagine e prenderne il marchio per cui sarà condannato secondo che è scritto: “Se qualcuno adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla fronte o sulla mano, beverà anch’egli del vino dell’ira di Dio mesciuto puro nel calice della sua ira”.[10] E’ chiara quest’implicazione dato che la Scrittura dice che fine faranno coloro che adoreranno la bestia e prenderanno il marchio della bestia.

‘Non si possono quindi lasciare gli uomini all’oscuro su una questione così importante; e l’avverti­mento contro questo peccato deve esser dato al mondo prima che si manifestino i giudizi di Dio, affinché tutti possano sapere perché questi vengono inflitti e abbiano l’opportunità di sot­trarvisi’.[11] Per questo gli Avventisti del settimo giorno fanno del sabato il fulcro del loro messaggio, perché ritengono che il rispetto del quarto comandamento del decalogo sia indispensabile per evitare i giudizi che Dio river­serà su coloro che persevereranno ad osservare la domenica invece che il sabato dopo che sarà reso manifesto in che cosa consiste il marchio della bestia e l’adorazione della bestia.

Si tenga presente quindi, quando si fa riferimento a questa loro peculiare dottrina, che gli Avventisti dicono che ‘ancora nessuno ha ricevuto il marchio della bestia. Il periodo della prova non è ancora venuto’.[12]

Confutazione

Quello che insegna la Scrittura sul dragone, la bestia che sale dal mare, la bestia che sale dalla terra, e il marchio della bestia

Come potete vedere ci troviamo davanti a delle interpretazioni arbitrarie sul dragone, sulla bestia che sale dal mare e sulla bestia che sale dalla terra e sul marchio della bestia. Perché da quello che si evince chiaramente dalle parole di Giovanni il dragone è unicamente Satana, e non può rappresentare l’impero romano, difatti esso è “il serpente antico, che è chiamato Diavo­lo e Satana, il seduttore di tutto il mondo”;[13] la bestia che sale dal mare è una persona perché più avanti Giovanni dice: “E vidi la bestia e i re della terra e i loro eserciti radunati per muover guerra a colui che cavalcava il cavallo e all’esercito suo. E la bestia fu presa …”;[14] ed anche la bestia che sale dalla terra è una persona infatti è chiamato falso profeta, ed è detto che “operava grandi segni, fino a far scendere del fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini”.[15]

Per quanto riguarda infine il marchio della bestia Giovanni dice che esso è “il nome della bestia o il numero del suo nome”[16] e che il suo numero è 666. Quindi esso non può essere costituito in nessuna maniera dall’osservanza della domenica, come dicono invece gli Avventisti.

Ma il marchio della bestia così come lo intendono gli Avventisti del settimo giorno ci induce a dovere parlare della salvezza. Perché? Perché secondo il discorso degli Avventisti viene il tempo in cui coloro che rifiuteranno di osservare il quarto comandamento se ne andranno in perdizione, e quindi la salvezza in quel tempo non si potrà ottenere soltanto mediante la fede. La fede in Cristo non sarà sufficiente per la salvezza, non basterà invocare il nome del Signore per essere salvati; occorrerà innanzi tutto osservare il sabato giudaico. Allora, dobbiamo dedurre, verrà il tempo in cui la parola della fede non avrà più valore perché basterà osservare il sabato per scampare all’ira di Dio, mentre chi ha creduto se continuerà a tenere il culto di domenica se ne andrà in perdizione! Ma questo non può essere vero perché la Scrittura attesta che per essere salva­ti dall’ira a venire occorre credere in Cristo Gesù e non osser­vare il quarto comandamento del decalogo. “Credi nel Signor Gesù, e sarai salvato…”,[17] dissero Paolo e Sila al carceriere di Filippi; “Chiunque avrà invocato il nome del Signore, sarà salvato”,[18] dice Paolo ai Romani; quindi quello che dicono gli Avventisti sull’im­portanza di osservare il sabato per scampare all’ira di Dio è falso. La salvezza rimarrà sempre per grazia fino a quando Dio deciderà di salvare gli uomini; mai potrà essere per opere, nemmeno quando sarà manifestato l’uomo del peccato. A questo punto viene da domandarsi: ‘Se in quel tempo chi non osserverà il sabato – e quindi chi non presterà ascolto al mes­saggio del Movimento Avventista – se ne andrà in perdizione, come mai oggi coloro che non osservano il sabato perché hanno riguardo alla domenica e non entrano a fare parte del Movimento Avventista sono salvati lo stesso? In altre parole come mai oggi la tras­gressione del quarto comandamento da parte di molti credenti non costituisce per loro causa di perdizione eterna come invece lo sarà nel tempo a venire? La ragione che adducono gli Avventisti è perché essi stanno trasgredendo questo comandamento nella loro ignoranza e non hanno ancora ricevuto la luce necessaria per discernere l’importanza del sabato. Strano davvero questo ragio­namento degli Avventisti; da un lato essi dicono che fuori dal loro movimento ci sono credenti che pur trasgredendo il quarto comandamento sono salvati, e dall’altro annunciano che l’osservanza del sabato poco prima del ritorno del Cristo sarà una questione di salvezza o perdizione![19] Non si capisce allora perché cercano di portarci dalla loro parte facendoci tutti i loro discorsi sull’importanza di osservare il sabato se alla fin fine oggi si può essere salvati anche trasgredendo il più grande ed importante comandamento del decalogo!! Ma allora perché non ci lasciano in pace se pensano che si può essere salvati senza osservare il sabato nella propria ignoranza? Ma io vorrei domandare a costoro: per quanto sta in me, io non sono per nulla nell’ignoranza riguardo a ciò che voi insegnate sul sabato perché conosco bene la vostra dottrina sul sabato. Ma rifiuto di osservare questa vostra dottrina perché la giudico tenebre e non luce. Che sorte mi riserba allora Dio secondo voi? Posso essere lo stesso salvato anche se rifiuto di osservare il sabato ben conoscendo il vostro messaggio? Rispondetemi!

Abbiamo visto quale sarebbe per gli Avventisti la sorte che Dio riserba a coloro che pur avendo creduto in Gesù non osservano il sabato nella loro ignoranza; ma qual è invece la sorte che attende coloro che dopo avere accettato l’osservanza del sabato l’abbandonano non ritenendola giusta? La perdizione: ecco infatti quello che ebbe a dire Ellen White: ‘E se uno credette ed osservò il Sabato e ricevette la benedizione nel prestarci attenzione (attending it) e poi lo abbandonò e trasgredì il quarto comandamento, essi chiuderebbero le porte della Santa città contro loro stessi, come è vero che c’era un Dio che governa in cielo’.[20] Questa risposta non ci pare proprio in armonia con la precedente affermazione che un credente può essere salvato anche trasgredendo il quarto comandamento nella sua ignoranza, perché non si riesce a capire come si possa definire ancora nell’ignoranza del quarto comandamento un credente dopo che ha sentito il messaggio avventista sul sabato ed ha deciso di non accettarlo. Ma se uno che ha creduto e ha accettato il sabato e dopo lo abbandona non può salvarsi, come fa a salvarsi un credente che viene a sentire dagli Avventisti che il quarto comandamento è il più eccellente dei dieci comandamenti e non accetta questo loro messaggio? Se non si può dire del credente che abbandona il sabato che egli trasgredisce il sabato nella sua ignoranza come si fa a dire di un credente che ha sentito il messaggio avventista sul sabato e continua a ‘trasgredire’ il sabato che egli è salvato lo stesso perché non osserva il sabato nella sua ignoranza? C’è dunque grande ambiguità nel parlare degli Avventisti a riguardo di questa questione.

Fratelli, anche se gli Avventisti dicono che ancora nessuno ha ricevuto il marchio della bestia che per loro è l’osservanza della domenica (‘il falso sabato’), questa loro dottrina sul marchio della bestia ha delle ripercussioni negative molto serie. Innanzi tutto fa loro credere di avere tra tutti i credenti un particolare messaggio per l’umanità ossia l’osservanza del sabato che è il comandamento che permetterà agli uomini di scampare negli ultimi giorni all’ira ardente di Dio e perciò li fa sentire in un certo senso superiori agli altri, e li porta per forza di cose a giudicarci perché noi non ci conformiamo a questo loro precetto; e poi intacca la salvezza per grazia perché uno che ha creduto, dopo essere stato evangelizzato da loro, comincia a pensare che osservare il sabato sia necessario per piacere a Dio ed essere salvati dall’ira di Dio, e che smettere di osservare il sabato significa andare in perdizione. Insomma l’abbandono del quarto comandamento per un credente costituirebbe un peccato imperdonabile perché equivarrebbe ad abbandonare la fede in Cristo, equivarrebbe ad apostatare. Giudicate da voi stessi fratelli quello che vi dico. Ecco perché gli Avventisti non convincono affatto quando dicono: ‘Gli Avventisti del Settimo giorno non si appoggiano sulla loro osservanza del Sabato come se fosse un mezzo di salvezza o tramite cui si guadagna il favore di Dio. Noi siamo salvati per grazia soltanto’.[21] Perché l’enfasi da loro posta sul sabato è tale che oscura la salvezza per grazia. Le parole della White sul sabato sono tali che dopo averle lette non si può dire che ella credeva ed insegnava che la salvezza fosse soltanto per grazia. Avrà pure gustato la bontà di Dio nella sua giovinezza, ed il perdono divino, questa donna; ma certamente in seguito ella è caduta vittima dello stesso inganno di cui caddero vittime i credenti della Galazia al tempo di Paolo, cioè dopo avere cominciato con lo Spirito voleva raggiungere la perfezione con la carne, appoggiandosi all’osservanza del sabato. Errore da cui tutti i credenti si devono del continuo guardare per non annullare la grazia di Dio nella loro vita. Badate a voi stessi fratelli, e ricordatevi che noi figliuoli di Dio ci dobbiamo studiare di fare quello che faceva Paolo, cioè farci trovare da Cristo aventi non una giustizia nostra, derivante dalla legge, ma quella che si ha mediante la fede in Cristo, la giustizia che viene da Dio basata sulla fede.[22] A Dio che mediante la fede ci ha fatto giustizia di Dio in Cristo, sia la gloria in eterno. Amen.


[1] Ellen G. White, Il gran conflitto, pag. 321

[2] Cfr. Ap. 13:1-10

[3] Ellen G. White, op. cit., pag. 321

[4] Ap. 13:7

[5] Ibid., pag. 321

[6] Ibid., pag. 322, 323, 325

[7] Ibid., pag. 328

[8] Ibid., pag. 327, 328

[9] Ibid., pag. 328

[10] Ap. 14:9-10

[11] Ibid., pag. 328

[12] Questions on Doctrine, pag. 183

[13] Ap. 12:9

[14] Ap. 19:19-20. Vorrei far notare alcune contraddizioni a proposito della bestia che saliva dal mare che gli Avventisti dicono essere il papato. Gli Avventisti dicono che i quarantadue mesi durante i quali le fu data potestà di agire sono 1260 anni che vanno dal 538 al 1798, anno in cui il generale Berthier fece prigioniero il papa infliggendogli una ferita mortale. Ma da quello che dice Giovanni, la bestia fu ferita mortalmente e sanata dalla sua ferita prima che iniziassero i, o appena iniziati i, quarantadue mesi (leggi attentamente Apocalisse 13:1-5), e non alla fine dei quarantadue mesi come dicono gli Avventisti. Ma poi anche ammesso e non concesso che il papato ricevette questa ferita mortale nel 1798, come mai questa ferita mortale permise al papato di continuare a vivere? Giovanni dice che la bestia che aveva ricevuta la ferita della spada era tornata in vita (cfr. Ap. 13:14), e per questo gli abitanti della terra meravigliati andarono dietro la bestia (cfr. Ap. 13:3), ma da quello che dicono gli Avventisti questa bestia non fu veramente ferita mortalmente. E poi, a proposito della guarigione della ferita mortale; gli Avventisti la fanno cominciare nel 1929 (quando furono stipulati i Patti Lateranensi tra il Vaticano e il Governo di Benito Mussolini) e dicono che si compirà in futuro, ma anche qui ammesso e non concesso che la bestia sia il papato e il periodo di tempo di 42 mesi vada dal 538 al 1798, anno in cui ricevette la ferita mortale, il papato avrebbe dovuto essere risanato subito dopo aver ricevuto la ferita mortale e non dopo circa 130 anni. Rimarrebbe comunque sempre il fatto che alla bestia fu data potestà di agire solo per quarantadue mesi, per cui se la bestia fosse il papato e il tempo quello che va dal 538 al 1798 il papato avrebbe dovuto non esistere già da 200 anni, mentre è ancora vivo, arrogante, e potente più che mai. In realtà quella che ricevette il papato nel 1798 fu un graffietto e non una ferita mortale!

[15] Ap. 13:13. Come abbiamo visto in precedenza per gli Avventisti il fatto che il movimento pentecostale e quello neopentecostale siano sorti in America ha un chiaro significato profetico. Perché dato che la bestia che saliva dalla terra è l’America protestante e di questa bestia viene detto che faceva scendere del fuoco sulla terra per sedurre gli uomini e indurli ad adorare la prima bestia che era stata ferita mortalmente e tornata in vita (il papato), e i pentecostali e i neopentecostali quando parlano del battesimo con lo Spirito Santo ne parlano come di fuoco che discende dal cielo, il battesimo con lo Spirito Santo (ossia ‘il fuoco che discende dal cielo’) di cui essi parlano è uno dei segni bugiardi operati dall’America protestante per sedurre gli uomini. Quello che gli Avventisti ignorano o fanno finta di ignorare è che, a prescindere che il battesimo con lo Spirito Santo di cui si sente molto parlare in seno al movimento pentecostale non è qualcosa sorto o sperimentato per la prima volta in America perché è un’esperienza che risale alle origini della chiesa e precisamente al giorno della Pentecoste in Gerusalemme quando tutti i credenti riuniti furono ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, il vero battesimo con lo Spirito Santo spinge chi lo riceve ad onorare Gesù, a glorificarlo, a testimoniare della sua morte e della risurrezione, ad avere il proprio diletto nella sacra Scrittura, a confutare le menzogne, e di conseguenza lo spinge a detestare anche le dottrine papiste e a non rendere nessuna ‘adorazione’ al papato. E difatti, guarda caso, i pentecostali (quelli che hanno veramente ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo e non hanno accettato sino a questo momento nessun compromesso) preoccupano non poco il papato per la loro ‘aggressività’ manifestata nell’evangelizzazione dei cattolici romani per indurli a lasciare la chiesa cattolica romana. Dunque gli Avventisti quando identificano questo fuoco ingannatore che faceva scendere dal cielo la bestia che saliva dalla terra con il battesimo con lo Spirito Santo che si manifesta con il segno iniziale delle lingue, ingannano loro stessi. In verità costoro non sanno quello che dicono, in verità costoro per difendere la White dicono per l’ennesima volta cose assurde. Guardatevi da loro fratelli.

[16] Ap. 13:17

[17] Atti 16:31

[18] Rom. 10:13

[19] Un’altra stranezza è dire che i credenti che ‘osservano’ la domenica ancora non hanno ricevuto la luce necessaria sull’importanza del sabato. Come mai, diciamo noi? Non è sufficiente la lettura del quarto comandamento del decalogo per capire l’importanza del sabato per la legge di Mosè? O forse la Bibbia non emana sufficiente luce sull’importanza del sabato? A noi pare che dietro questo discorso si nasconda un insidioso attacco contro la Scrittura, contro la sua completezza e sufficienza, perché in realtà questa luce per gli Avventisti si può ricevere solo leggendo le parole della White sull’importanza del sabato; come quelle magari in cui lei dice di aver visto il quarto comandamento circondato di un aureola di gloria. Come dire insomma che la Bibbia non è sufficiente per capire l’importanza del sabato anche sotto la grazia! La realtà invece è che la Scrittura ci insegna chiaramente che in Cristo noi non siamo obbligati ad osservare il sabato, mentre gli scritti della White insegnano il contrario. Da qui il fatto che le persone, affinché ricevano la luce necessaria sul sabato, vengono indirizzate agli scritti della White e non alle Scritture! Ma siccome che noi credenti ci rivolgiamo solo alle Scritture per ricevere luce su tutte le cose, e siccome che questa ‘luce’ sul sabato non emana dalla lettura delle Scritture del Nuovo Patto, di conseguenza siamo considerati privi di questa ‘luce’. Che luce non è perché come abbiamo dimostrato il sabato è ombra di ciò che doveva avvenire; non la realtà stessa della cosa, ma l’ombra. La ‘luce’ sul sabato di cui parlano gli Avventisti non è altro che uno dei tanti vani ragionamenti fatti dalla White che i suoi seguaci vorrebbero farci passare per luce divina! Attenzione dunque fratelli a questa luce sul sabato di cui parlano gli Avventisti.

[20] Lettera a Joseph Bates, 7 aprile 1847, in A Word to the ‘Little Flock’ [Una Parola al ‘Piccolo Gregge’] –1847, pag. 18-19: citato da Hoekema, op. cit., pag. 400

[21] Questions on Doctrine, pag. 153

[22] Cfr. Fil. 3:9


[Tratto dal libro “Gli Avventisti del settimo giorno“, di Giacinto Butindaro V.D.M.]

2 commenti leave one →
  1. tamara permalink
    25 novembre 2011 19:19

    il sabato si osserva perche sia recunosciutto Dio il Creatore.

    "Mi piace"

  2. 25 novembre 2011 19:55

    Pace a te, il sabato, cioé il giorno del Signore, è la figura di Gesù Cristo, è un’ombra delle cose che dovevano venire, e venuta la realtà, cioé Gesù Cristo, le ombra sono passate e non servono più.
    Il sabato rappresenta per i credenti l’entrare nel riposo del Signore, infatti in Ebrei dove cita il risposo di sabato, parla di entrare nel riposo del Signore e non di OSSERVARLO, leggi cosa sta scritto: “Resta dunque un riposo di sabato per il popolo di Dio; poiché chi entra nel riposo di Lui si riposa anch’egli dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle sue. Studiamoci dunque d’entrare in quel riposo, onde nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza.” (Ebrei 4:9-11)
    Lo scrittore agli Ebrei non termina il suo discorso dicendo che dobbiamo osservare il giorno di riposo di sabato, ma che vi dobbiamo entrare; questo ci fa intendere che il sabato non va osservato come è prescritto nella legge di Mosè, ma bisogna entrarvi, cioè quando i credenti muiono in Cristo, entrano nel riposo del Signore, infatti da quel momento non si affaticano più.

    Poi un’altra cosa, chi vuole osservare il sabato della legge di Mosè, lo deve fare come prescrive tale legge, altrimenti non sta osservano quel comandamento ma una sua propria tradizione. Quindi, chi vuole osservare la legge di Mosè non deve fare niente in quel giorno, non deve cucinare, non deve fare alcun lavoro, non deve neppure percorrere senon circa un chilometro, e tante altre cose.
    Per andare al culto, chi è più lontano di un chilometro dal locale di culto, dovrebbe andare il giorno prima e aspettare lì vicino.

    In definitiva, coloro che dicono che bisogna osservare il sabato, non possono assolutamente osservarlo, quindi sono i primi trasgressori.
    Questo accade se si seguono le ombre anziché la realtà delle cose.

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