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Avventisti del settimo giorno: “L’autorità degli scritti di Ellen G. White”

27 maggio 2011

Avventisti del settimo giorno: “L’autorità degli scritti di Ellen G. White”

La dottrina avventista

Gli scritti di Ellen G. White sono ispirati.

Il diciassettesimo articolo di fede della Chiesa Avventista afferma: ‘Uno dei doni dello Spirito Santo è la profezia. Questo dono è un segno d’identificazione della chiesa del rima­nente e fu manifestato nel ministerio di Ellen G. White. In qualità di messaggera del Signore, i suoi scritti sono una continua e autorevole fonte di verità e provvedono al conforto della chiesa, alla sua guida, alla sua istruzione e alla sua correzione….’.[1] Ma come sono considerati i suoi scritti in rapporto alla Bibbia di cui gli Avventisti dicono: ‘Gli Avventi­sti del Settimo Giorno sostengono la posizione Protestante che la Bibbia e solo la Bibbia è l’unica regola di fede e di pratica per i Cristiani. Noi crediamo che tutte le credenze teologiche devono essere misurate mediante la parola vivente, giudicate dalla sua verità, e qualsiasi cosa non passi questo test, o non è trovato in armo­nia con il suo messaggio deve essere rigettato’?[2] Vengono o non vengono i suoi scritti considerati alla stessa stregua della sacra Scrittura? La risposta la troviamo in Questions on Doctrine: ‘1…Noi non consideriamo gli scritti di Ellen G. White come un’aggiunta al sacro canone della Scrittura. 2… Noi non riteniamo che essi debbano avere un’applicazione universale, quale è quella della Bibbia, ma un’applicazione particolare per la Chiesa Avventista del Settimo giorno. 3… Noi non li conside­riamo in alcun senso come le Sacre Scritture, le quali sole ed uniche costituiscono lo standard per mezzo del quale tutti gli altri scritti devono essere giudicati. Gli Avventisti del Settimo giorno credono uniformemente che il canone della Scrittura sia stato chiuso con il libro della Rivelazione. Noi sosteniamo che tutti gli altri scritti e insegnamenti, di qualsiasi fonte, debbano essere giudicati dalla, e sono soggetti alla, Bibbia che è la fonte e la norma della fede Cristiana. Noi esaminiamo gli scritti di Ellen G. White per mezzo della Bibbia, ma in nessun senso noi esaminiamo la Bibbia per mezzo dei suoi scritti (…) Gli scritti di Ellen G. White pur essendo considerati dagli Avventisti con la più alta stima, non costituiscono la fonte delle nostre predicazioni. Noi fondiamo i nostri insegna­menti sulle Scritture, la sola base di tutta la vera dottrina Cristiana. Tuttavia, noi crediamo che lo Spirito Santo le aprì la mente su importanti eventi e la chiamò a trasmettere certe istruzioni per questi ultimi giorni. Nella misura, in cui queste istruzioni, nel nostro intendimento, sono in armonia con la Parola di Dio, che sola è capace di renderci savi a salvezza, noi come denominazione le accettiamo come consigli ispirati dal Signore’.[3]

Confutazione

Gli scritti di Ellen G. White sono un miscuglio di verità e menzogne per cui in nessuna maniera le sue istruzioni si possono considerare dei consigli ispirati da Dio

Ora noi vogliamo fare notare le contraddizioni in cui gli Avventisti sono caduti rispondendo in questa maniera. Dopo avere detto che essi non considerano gli scritti di Ellen G. White alla stessa stregua della Scrittura, dicono che essi esaminano i suoi scritti per mezzo della Bibbia ma nello stesso tempo dicono che accettano le sue istruzioni come consigli ispirati dal Signore. Come si fa a conciliare tutto ciò? E’ impossibile perché è assurdo dire che si esaminano o si provano gli scritti di qualcuno con la Bibbia quando nella pratica si considerano in partenza questi scritti già parola ispirata da Dio. Con questo vogliamo dire che è una contraddizione dire da parte degli Avventisti che essi esaminano gli scritti di Ellen G. White con la Parola di Dio quando essi sono convinti che essi sono Parola di Dio perché l’hanno accettata come tale. Notate infatti che le istruzioni di Ellen G. White vengono accettate dagli Avventisti come istruzioni ispirate dal Signore.

La verità è che gli Avventisti non esaminano gli scritti di Ellen G. White tramite le Scritture perché se lo facessero dovrebbero rigettare le eresie contenute nei suoi libri e di conseguenza rinnegare la loro affermazione che lo spirito di profezia si manifestò tramite lei; ma piutto­sto esaminano le Scritture con i suoi scritti. In altre parole gli Avventisti non si servono della Bibbia per esaminare alla sua luce gli scritti di questa donna, ma piuttosto degli scritti di Ellen G. White per esaminare la Bibbia. E quando la Bibbia è da lei spiegata arbitrariamente essi ritengono la spiegazione arbi­traria data da Ellen G. White invece che rigettarla come si deve fare. E di esempi comprovanti ciò ne abbiamo visti tanti nel corso della nostra confutazione.

A proposito dell’affermazione avventista che le istruzioni di Ellen G. White sono ispirate, vogliamo dire le seguenti cose. Se le sue istruzioni sono ispirate, procedono dallo stesso Spirito di Dio che ha so­spinto i profeti e gli apostoli a scrivere le Scritture e perciò sono vere e se sono vere devono essere accettate senza discutere da tutti. Strano per davvero dunque che gli Avventisti dicano che le istruzioni ispirate di questa donna non sono di applicazione universale! O Avventisti, ma io vorrei domandarvi: ‘Perché mai le istruzioni della White non dovrebbero essere di applicazione universale se sono ispirate?’, ‘Se esse procedono dallo Spirito di Dio non dovrebbero essere per forza di cose buone e utili a tutti e non solo alla Chiesa Avven­tista?’, ‘Se esse sono ispirate perché non ritenerle parte del canone delle Scritture sacre?’ So già come rispondete: voi dite che non è vero che a parità di ispirazione corrisponde sempre parità di autorità normativa ‘infatti, come tutti sappiamo molto bene, la Bibbia parla di profeti di Dio che hanno scritto libri i quali non sono stati inclusi nel canone biblico. Erano libri ispirati, però non avevano la stessa autorità normativa dei libri biblici per il semplice fatto che non sono stati inclusi nel canone e noi non ne conosciamo nemmeno il contenuto. Se Dio avesse voluto che tali libri ispirati avessero eguale autorità normativa come gli altri libri canonici, avrebbe provveduto a farli includere nel canone e a farli tramandare sino a noi’.[4] Al che vi dico quanto segue: innanzi tutto è tutto da vedere se quei libri non avevano la stessa autorità normativa; chi lo dice che non avevano questa autorità? Voi? E perché dovremmo crederci? E poi vi faccio notare  che i libri della White sono stati tramandati, non sono andati perduti, come i libri di quei profeti che non ‘avevano’ la medesima autorità normativa. Per cui sarebbe logico pensare che quello degli scritti della White sia un caso diverso, in altre parole sarebbe logico pensare che il fatto che questi libri ‘ispirati’ siano stati conservati vuol dire che hanno la stessa autorità normativa di quelli della Bibbia.

In effetti gli Avventisti per essere coerenti dovrebbero includere nel canone delle Scritture gli scritti della White, dovrebbero fare insomma quello che hanno fatto i Mormoni con gli scritti di Joseph Smith. Lo ribadiamo: se le istruzioni della White procedettero dallo Spirito Santo dovrebbero avere un’applicazione universale, cioè dovrebbero essere per tutti i credenti e non solo per una parte di essi. Lo Spirito Santo infatti concede la sua ispirazione per l’utile comune, per l’utile di tutti, non solo per l’utile di alcuni. Comunque, si può dire che praticamente gli Avventisti hanno incluso gli scritti della White nel canone, anche se essi non sono stati posti materialmente nella Bibbia (il che peraltro avrebbe costituito un problema non piccolo a causa del grosso numero di scritti della White, che ha scritto molto più di Joseph Smith). Quando nelle loro riviste, nei loro libri, la White viene citata nella stessa maniera in cui vengono citati i profeti antichi e gli apostoli (se non di più in alcuni casi) come si fa a pensare o a dire che i suoi scritti non sono reputati dagli Avventisti come aventi la ‘medesima autorità normativa’ dei profeti e degli apostoli? Che senso ha affermare – come fanno loro – che il canone delle Scritture è completo e poi di fatto citano le parole della White come se fossero parte del canone? Riteniamo dunque che le parole degli Avventisti sull’autorità degli scritti della White non sono coerenti con il loro comportamento. I fatti parlano chiaro fratelli, la White viene citata dagli Avventisti come Joseph Smith viene citato dai Mormoni; i suoi scritti nella pratica vengono considerati dagli Avventisti come un’altra Bibbia, come il Libro di Mormon è considerato un’altra Bibbia dai Mormoni. Non sorprende affatto dunque sentire un ex-Avventista, come Canright, affermare: ‘Così essi [gli Avventisti] hanno un’altra Bibbia, nella stessa maniera che ce l’hanno i Mormoni. Essi devono leggere la nostra vecchia Bibbia alla luce di questa nuova Bibbia’.[5] Lo ripeto: non sorprende affatto.

Ma veniamo ora alla questione principale: Ma sono veramente ispirate le istruzioni o le dottrine date da Ellen G. White? Ora, dopo avere letto molte pagine dei suoi libri devo dire che questa donna ‘insegnò’ oltre a delle cose giuste che sono verità, tante dottrine che non procedono dallo Spirito della verità ma dallo spirito dell’errore; tra queste la negazione dell’immortalità dell’anima e del tormento eterno per i peccatori, l’osservanza del sabato come precetto impositivo, la dottrina che dice che l’osservanza della domenica è o sarà il marchio della bestia, il giudizio investigativo, l’ordine di astenersi dalla carne, dal tè e dal caffè, ed altre (che abbiamo già confutato). Quindi non è vero che lo Spirito di Dio chiamò questa donna a trasmettere alcune istruzioni per questi ultimi tempi. Se queste dottrine da lei proclamate nei suoi scritti fossero in armonia con l’insegnamento biblico allora sì che noi le accetteremmo ma esse contrastano nettamente la Bibbia e questo lo abbiamo dimostrato ampiamente nel corso della nostra confutazione. Sono quindi da rigettare senza esitazione perché costituiscono lievito da cui noi ci dobbiamo guardare per il bene dell’anima nostra.[6] I credenti di Berea quando cominciarono a sentire parlare Paolo si misero ad esaminare tutti i giorni le Scritture per vedere se le cose stavano così; questo è quello che ciascuno di noi deve fare con gli scritti o con le predicazioni di chicchessia per non cadere nell’errore.

Abbiamo accennato nel corso della nostra confutazione che Ellen G. White ebbe anche delle visioni – che si trovano nei suoi scritti – che conferma­vano queste sue dottrine false; pure esse devono essere rigettate perché imposture che confermano altre imposture. Noi riteniamo che questa donna se le sia inventate queste visioni perché esse annullano la Parola di Dio.

Vediamo infine di vedere se chi entra a fare parte della chiesa avventista è obbligato ad accettare i suoi scritti. Alla domanda: ‘…E’ la fede in questi scritti (di Ellen G. White) fatta un test di comunione (test of fellowship) nella Chiesa Avventista del Settimo giorno?’ viene data la seguente risposta: ‘..Noi diciamo che mentre riveriamo gli scritti di Ellen G. White, e ci attendiamo che tutti coloro che si uniscono alla chiesa accettino la dottrina dei doni spirituali come manifestata nella sua espe­rienza, noi non facciamo dell’accettazione dei suoi scritti una questione di disciplina ecclesiastica. Ella stessa fu esplicita su questo punto.[7] Parlando di coloro che non comprendevano appieno il dono, ella disse: ‘Costoro non dovrebbero essere privati dei benefici e dei privilegi della chiesa, se la loro esperienza Cristiana è corretta ed hanno formato un buon carattere cristia­no’ (…) Se tuttavia un membro di chiesa perde fiducia in questi consigli e provoca inimicizie fra i fedeli, ci riserviamo il diritto di espellerlo dalla chiesa…’.[8] In altre parole se un Avventista del Settimo giorno comincia a credere che Ellen G. White abbia detto il falso sulla purifica­zione del santuario, sul giudizio investigativo, sull’anima, sul tormento eterno, sull’osservanza del sabato, sull’astensione dalla carne, dal te e dal caffè, perché Dio gli apre la mente per intendere rettamente le Scritture, e comincia a dimostrare con le Scritture che Ellen G. White aveva torto in queste cose, allora secondo loro egli si mette a combattere contro Dio ed a provoca­re inimicizie tra i fratelli. Lo aspetta dunque l’espulsione dalla chiesa Avventista; è un ribelle e non può più rimanere nel mezzo del movimento perché potrebbe danneggiare gli altri.[9] Questo comportamento della Chiesa Avventista ci fa capire come a nessuno è permesso di mettere in dubbio le cose (quelle storte naturalmente) dette da Ellen G. White se non vuole perdere il posto nella Chiesa Avven­tista. Ma esso ci mostra anche come in effetti loro hanno due Bibbie, la prima è quella che noi tutti conosciamo, la seconda è quella di Ellen G. White. Quest’ultima è considerata quella che decide le dispute e le controversie; la prima invece è solo una base d’appoggio della seconda. Questo è grave perché in questa maniera la Bibbia, cioè la Parola di Dio, viene spogliata dell’autorità e del suo valore dinanzi agli occhi degli aderenti a questo movimento religioso. Non hanno ragione dunque gli Avventisti nel dire che essi si sottomettono completamente alle Scritture. Perché in realtà essi si sottomettono più agli scritti della White che agli scritti dei profeti e degli apostoli. Volete accertarvi di ciò? Parlate con degli Avventisti o leggete Il Manuale di Chiesa o Questions on Doctrine o qualche altro loro libro di dottrina e lo constaterete da voi stessi che loro non spiegano le Scritture con le Scritture ma con gli scritti della White che di fatto vengono anteposti alle Scritture. E si badi bene che anche quando in un discorso di un avventista o in un libro avventista non è presente una citazione o dichiarazione diretta della White, c’è sempre e in ogni caso la White dietro il tutto. Ho potuto accertarmi di ciò leggendo il Dizionario di dottrine bibliche dove in diversi casi anche se la White non viene citata apertamente nella realtà il discorso attinge a piene mani dai libri della White.


[1] G. De Meo, op. cit., pag. 234

[2] Questions on Doctrine, pag. 28

[3] Ibid., pag. 89-90, 93

[4] Rolando Rizzo, Stretti sentieri di libertà, pag. 168-169

[5] Dudley M. Canright, Seventh-day Adventism Renounced, pag. 136: citato da Hoekema, op. cit., pag. 108

[6] Gli Avventisti usano l’astuzia quando presentano gli scritti della White. Rolando Rizzo per esempio dopo avere citato le seguenti parole della White ‘Le Testimonianze non devono portare una nuova luce, ma imprimere nel cuore le verità già rivelate… Se aveste utilizzato al meglio le Scritture… Non ci sarebbe stato bisogno di me’ (E. G. White, Colporteur Ministry, pag. 125; Testimonies, vol. V, pag. 665), dice: ‘La sorella White afferma, in parole povere, che i suoi messaggi, almeno in embrione sono già contenuti nelle Scritture e che nulla di veramente nuovo ella è venuta a portare’ (Rolando Rizzo, op. cit., pag. 14). No, non è così. Molti messaggi della White non sono presenti nelle Scritture neppure in embrione perché nella Scrittura non ci sono embrioni di menzogne. Per fare degli esempi, nella Bibbia non c’è l’embrione del divieto di bere il vino, o l’embrione della dottrina che dice che quando l’uomo muore finisce tutto, o l’embrione della dottrina dell’annichilimento dei malvagi, o l’embrione delle speciali risurrezioni che avranno luogo poco prima del ritorno di Cristo dal cielo, o quella della purificazione del santuario celeste cominciata il 22 ottobre 1844 o quella del giudizio investigativo, o quella ancora della risurrezione di Mosè avvenuta prima di quella di Cristo. Perché queste dottrine non esistono per nulla nella Bibbia, sono menzogne. Come sono menzogne le dottrine papiste della transustanziazione, dell’immacolata concezione, della messa, del primato di Pietro e dei suoi successori, ecc. che guarda caso vengono anch’esse fatte passare come dottrine non nuove ma semplicemente in embrione nella Bibbia. Attenzione dunque al ragionamento fatto degli Avventisti per farvi accettare gli scritti della White.

[7] Rolando Rizzo nel suo libro appena citato dedica un intero capitolo all’accettazione del ministerio della White da parte di chi aderisce alla Chiesa Avventista e lo ha intitolato significativamente ‘E. G. White: non è un ‘optional’, e tra le altre cose dice: ‘Accettare l’avventismo, il suo messaggio, la sua missione specifica rifiutando E. G. White o anche semplicemente evitando di occuparsene non è un errore, è un non senso. Sarebbe come accettare l’ebraismo e la sua missione rifiutando Mosè, o come accettare il cristianesimo e il suo ruolo nel piano di Dio negando il ministero di Paolo’ (pag. 158). Ritengo che queste poche parole fanno capire bene che cosa costituisce (o deve costituire in questo caso per i ricalcitranti) il ministerio della White per gli Avventisti.

[8] Questions on Doctrine, pag. 96-97

[9] E’ interessante leggere quanto dice Rolando Rizzo nel suo libro a riguardo di una dichiarazione della White che è la seguente: ‘Se le Testimonianze non parlano secondo la Parola di Dio, respingetele’ (E. G. White, Testimonies, vol. II, pag. 302). Egli dice: ‘Attenti a utilizzare male la dichiarazione secondo cui: ‘Se le Testimonianze non sono in accordo con la Parola di Dio, rifiutatele!’. Esse certo affermano il primato della coscienza individuale su tutto e tutti ma non vogliono certamente dire che l’avventista fedele rifiuta delle testimonianze tutto ciò che secondo lui è in contrasto con la Bibbia’ (pag. 171). Come dire insomma ‘Vietato mettere minimamente in discussione le parole della White che vanno contro la Bibbia’. Il primato della coscienza viene dunque annullato o contrastato, perché essa attesta per lo Spirito che molte cose dette dalla White sono menzogne. La mia coscienza me lo attesta e sono sicuro che ci sono degli uomini e delle donne tra gli Avventisti che essendo un giorno nati da Dio hanno la medesima testimonianza della coscienza. A costoro dico: ritiratevi dalla Chiesa Avventista perché vi insegna diverse eresie.


[Tratto dal libro “Gli Avventisti del settimo giorno“, di Giacinto Butindaro V.D.M.]

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