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Pentecostali Zaccardiani: La storia del movimento

31 Mag 2011

Pentecostali Zaccardiani: La storia del movimento

Per comprendere bene chi sono i Pentecostali Zaccardiani occorre tracciare la storia del Movimento Pentecostale in Italia fino al 1945 circa. Vediamo dunque di tracciarla, sia pur brevemente.

In base a quello che dice Luigi Francescon (1866-1964) – uno dei primi credenti Italiani che ricevettero il battesimo con lo Spirito Santo in America, e che prima fu anziano dell’Assemblea Cristiana di Chicago, cioè della prima Chiesa Pentecostale Italiana negli Stati Uniti che era sorta nel 1907, e poi fu il conduttore della Congregazione Cristiana di Chicago da lui fondata nel 1925 – nel suo scritto ‘Fedele testimonianza’, nell’Aprile del 1908 quattro fratelli vennero dall’America in Italia per evangelizzare. Ma la loro missione non ebbe il successo da loro sperato, in quanto 3 di loro dopo avere evangelizzato i loro parenti e conoscenti non poterono vedere persone convertite, mentre il quarto, di nome Demetrio Cristiani, vide i suoi parenti convertiti, ma non lasciò dietro a sé nessun gruppo di credenti in quanto i suoi parenti ritornarono con lui in America.

Giacomo Lombardi e la nascita della Chiesa Pentecostale di Roma

Chi invece, sempre secondo il fratello Francescon, venuto in Italia in quello stesso anno, dopo aver evangelizzato, lasciò dei gruppi di credenti, fu il fratello Giacomo Lombardi. Infatti egli dice che il fratello Giacomo Lombardi nel 1908 venne in Italia ‘ove il Signore ne salvò parecchi, e furono da Lui (il Signore) piantati per essere suoi testimoni in quella nazione’. Vediamo quindi di parlare del suo primo viaggio in Italia e dei frutti che esso portò, non prima però di avere detto qualcosa sulla vita di questo fratello.

Lombardi nacque il 3 Ottobre 1862 a Prezza, un piccolo paese in provincia di L’Aquila. Giunse negli Stati Uniti nel 1892. Si convertì a Cristo nel 1894, e divenne membro della Prima Chiesa Presbiteriana Italiana di Chicago, dove fece conoscenza di Luigi Francescon, uno degli anziani, di Giuseppe Beretta, di Pietro Ottolini e del loro gruppo. Ma lui, quando nel 1903 questi fratelli uscirono da quella Chiesa per ragioni dottrinali, non li seguì. Si unì a loro però in seguito, precisamente nel 1907 quando nel locale di culto sito in Grand Avenue, dove si radunava la chiesa chiamata ‘la chiesa dei toscani’, molti furono battezzati con lo Spirito Santo e guariti da infermità (queste gloriose cose avvennero tra il 15 Settembre 1907 e la fine di Dicembre di quell’anno, e un’altra cosa che avvenne dopo che il Signore cominciò a manifestare la sua potenza il 15 Settembre in seno a quella Chiesa fu la rioccupazione dell’ufficio di anziano di quella Chiesa da parte di Luigi Francescon che si era separato assieme ad altri credenti da quel gruppo nell’ottobre 1904 per divergenze sul giorno della domenica). Lo stesso Lombardi fu guarito anche lui, secondo le parole di Francescon. Per quanto riguarda il battesimo con lo Spirito Santo, in base a delle parole dello stesso Lombardi, egli lo ricevette l’8 Dicembre 1907. Nel Gennaio del 1908 poi egli ubbidì al comando di farsi battezzare in acqua. Soltanto un mese dopo egli prese il posto del fratello A. Lencioni nell’ufficio di anziano della chiesa, in quanto il Lencioni era dovuto andare a Hulberton, N.Y. a ribattezzare i credenti di quel luogo, perché non erano stati immersi secondo la Parola di Dio. In quello stesso anno, nel mese di Marzo, il Signore fece sapere a Lombardi che doveva lasciare il suo lavoro per darsi completamente alla predicazione della Parola. Il 15 Luglio egli raggiunse Francescon a St. Louis, da dove andarono in California; secondo le parole di Pietro Ottolini ‘i due fratelli, Francescon e Lombardi, ebbero una breve missione in California, con successo’ (Pietro Ottolini, Storia dell’Opera Italiana, 1945, pag. 12). Nel principio di settembre, Lombardi fece ritorno a Chicago, e di là partì per l’Italia. E’ interessante il racconto che fa Lea Palma, figlia di Michele Palma (1884-1963), in relazione al viaggio che intraprese il fratello Lombardi alla volta dell’Italia: ‘Nel 1908 il fratello Giacomo Lombardi da Chicago fu mandato dal Signore in Italia. Mi ricordo quanto mio padre mi diceva: ‘Il fratello Giacomo Lombardi aveva sei figli. Venne in chiesa una domenica con un fazzoletto in mano, va davanti ai fratelli principali ed ha detto: ‘Il Signore mi manda in Italia, io ho cinquecento dollari conservati ve li do a voi, prendete cura della mia moglie e dei miei sei figli’. Il giorno appresso va al treno, senza soldi, cammina su e giù e dice: ‘Signore, se Tu mi mandi in Italia mi devi procurare il viaggio’. Un signore viene a lui con una busta e dice: ‘E’ lei il Signore Lombardi?’ ‘Sì’, e c’era abbastanza soldi per arrivare a New York. Era lì dove c’era la nave e non poteva entrare perché non aveva il biglietto e la stessa cosa successe, qualcuno gli dà una busta col denaro per portarlo a Napoli e poi a Roma. Si vede come il Signore l’ha mandato e veramente l’ha raccomandato’ (Lea Palma Remoli, Testimonianza resa nel culto di ringraziamento per il 90’ Anniversario del Risveglio Pentecostale Italiano, Caserta, 1997).

Giunto nella capitale verso la fine di ottobre o i primi giorni del novembre 1908, andò a fare visita ad un vecchio amico di nome Ignazio Rocchi, un facchino impiegato presso il vicino scalo merci ferroviario di Roma, San Lorenzo. Questo Ignazio Rocchi aveva fatto il militare assieme al Lombardi. I coniugi Rocchi gli dettero ospitalità. Il Lombardi allora oltre che ad annunziare il Vangelo a coloro che lo ospitavano, cominciò a frequentare le riunioni di alcune Chiese Protestanti dove si recò per annunciare a quei credenti il messaggio pentecostale. Ma i conduttori di quelle Chiese lo rigettarono. Ecco cosa dice Roberto Bracco: ‘Raggiunta la capitale, il fratello Lombardi cercò di introdursi nell’ambiente protestante nella convinzione che Iddio avrebbe manifestato il risveglio pentecostale primieramente fra coloro che possedevano la conoscenza dell’Evangelo. Questa sua aspettativa però fu, almeno in parte, delusa; ed anzi egli incontrò una sistematica e, qualche volta, scortese ostilità da parte dei conduttori delle comunità da lui visitate. Probabilmente alcuni pastori vedevano in questo servitore di Dio l’insidiatore del loro gregge, mentre altri, forse, vedevano nella sua pretesa di predicare il messaggio cristiano la presunzione dell’uomo che benché privo di una formazione teologica vuole ascendere il pulpito. Dopo mesi di tentativi il deluso servitore di Dio si vide violentemente scacciato da un ministro evangelico stanco di vederlo aggirarsi fra i membri della propria comunità. Forse Iddio aveva permesso quella prolungata e sterile fatica per insegnare una preziosa lezione al giovane missionario, ed infatti mentre egli s’intratteneva pensoso ed afflitto sulla soglia della chiesa dalla quale era stato espulso sentì chiaramente la voce del Signore risuonare nella sua coscienza: – Guarda – gli disse Iddio severamente – quel malvagio che esce ora da questa soglia; fra breve non lo vedrai più! Il Lombardi si voltò per osservare chi era l’uomo che si apprestava ad uscire e vide il pastore che poco prima lo aveva scacciato dal tempio. Una settimana dopo, quel troppo severo ministro, veniva tolto dal mezzo dei vivi. Questa testimonianza potrebbe forse sembrare negativa in relazione all’amore divino, ma è invece necessario considerarla alla luce della rivelazione che ci conferma insistentemente che Iddio opera amorevolmente anche nella manifestazione dei suoi severi e terribili giudizi’ (Roberto Bracco, Il Risveglio Pentecostale in Italia, citato in ‘Risveglio Pentecostale’, 1956, n° 11, pag. 5-6). Il pastore in questione – in base a degli indizi – era quello della Chiesa Battista che si riuniva a Piazza San Lorenzo in Lucina. Presso quella comunità il Lombardi, prima di essere cacciato, una volta aveva avuto l’opportunità di parlare, e la sua predicazione aveva colpito un avvocato di nome Mauro Paretti (1844-1926), il quale alla fine della riunione si era congratulato con lui per la sua ‘parola calda e vibrante’.

Afflitto e deluso, Giacomo Lombardi, stava camminando in Via del Corso quando il Signore gli parlò dicendogli: ‘Raggiungi quell’uomo che cammina davanti a te e parlagli del mio Nome’. Giacomo Lombardi ubbidì, raggiunse quell’uomo anziano e gli disse autorevolmente: ‘Dio mi manda per annunciarle un messaggio’. A quelle parole l’anziano signore rispose: ‘Io non caccerò mai chi viene a me nel nome del Signore’ (Roberto Bracco, Il Risveglio Pentecostale in Italia, Roma 1956, pag. 11). I due proseguirono fino a Piazza Cavour dove si fermarono a parlare lungamente del battesimo con lo Spirito Santo. Quest’uomo che di cognome faceva Sforza – che era un anziano predicatore evangelico – accettò il messaggio di Giacomo Lombardi, e qualche giorno dopo il Signore lo battezzò con lo Spirito Santo. Mentre due anni dopo il Signore lo prese con sé.

Intanto l’avvocato Paretti incontrò lo Sforza presso il locale di culto della Chiesa Battista da cui era stato cacciato il Lombardi, ed assieme andarono a visitare Giacomo Lombardi presso la famiglia Rocchi ed insieme fecero la richiesta ai padroni di casa di potersi incontrare presso la loro abitazione con qualcuno disposto ad ascoltare le loro conversazioni. Avendo ottenuta la loro disponibilità, lo Sforza invitò anche Michele Di Napoli (1859-1945), suo conoscente, che era diacono di una chiesa evangelica insoddisfatto per il basso livello spirituale della propria comunità. E così fu che si tenne la prima riunione alla quale parteciparono oltre a Lombardi, Sforza e Mauro Paretti, Michele di Napoli e sua moglie Rosa, e i padroni di casa.

Per quanto riguarda i coniugi Rocchi, occorre dire che la moglie di Ignazio si convertì quasi subito, mentre il marito dopo qualche tempo, precisamente alla fine di dicembre 1908 in coincidenza con il terribile terremoto di Messina e Reggio, terremoto che il Lombardi aveva predetto tempo prima al Rocchi. L’adempimento di quella predizione fu per il Rocchi il segno inequivocabile che il suo vecchio compagno parlava da parte di Dio. Oltre ai coniugi Rocchi e ai coniugi Paretti, altri si convertirono a Cristo, e assieme agli evangelici sopra citati formarono il primo nucleo di credenti pentecostali in Italia.

Di queste conversioni quella di Angela Gariglio (1876-1962 – nota meglio come Angelina Paretti), avvenuta nel novembre 1908, è particolare. Mauro, una volta convertito, la invitò a venire ad ascoltare il Lombardi che a lui gli ricordava gli antichi profeti, ed ella per compiacerlo si recò ad uno di quei incontri. Quando Lombardi l’incontrò egli l’apostrofò rivelandole particolari della sua vita privata, che non aveva mai rivelato ad alcuno. Dinnanzi a quella rivelazione Angelina scoppiò in un pianto dirotto, e tutto il trucco che aveva sul viso si sciolse trasformandosi in un mascherone, e come lei ripeteva spesso: ‘Quella fu l’ultima volta che mi truccai’. Lombardi proseguì dicendole che se lei avesse abbandonato la sua vita mondana, il Signore l’avrebbe perdonata di tutti i suoi peccati. E così quel giorno ella si convertì al Signore. E poco tempo dopo Mauro e Angela si unirono in matrimonio, in quanto fino ad allora avevano solo vissuto assieme.

Apriamo ora una breve parentesi per parlare di quel gruppo di credenti. Esso crebbe nel corso del tempo, tanto che non poteva più essere ospitato in casa della famiglia Rocchi, e allora nel 1910 scelsero come sede per le loro riunioni lo studio legale dell’avvocato Paretti. Poi nel 1919 presero in affitto un locale aperto al pubblico in Via Vittorio Amedeo, e la cura di quella Chiesa fu affidata a Michele di Napoli. Nel mese di Febbraio di quell’anno, durante dei battesimi, che si tenevano presso i bagni Cobianchi di via Ferruccio, dove solitamente la gente si recava per lavarsi, poiché la quasi totalità delle abitazioni era sprovvista di bagni propri, una donna che era tra i passanti, fu attratta da coloro che cantavano. Il suo nome era Teresa Nigido (1876-1957). Il fratello Lombardi le spiegò cosa stava accadendo, ed ella, nonostante le difficoltà mossele dal marito, iniziò a frequentare le riunioni in via Vittorio Amedeo, e prestò si convertì al Signore e divenne negli anni l’altro punto di riferimento della comunità di Roma insieme alla Paretti (che era diaconessa della Chiesa). Sempre in quell’anno si convertirono al Signore Ettore Strappaveccia, sua moglie Lidia e la sorella dello Strappaveccia; le prime però a convertirsi furono sua moglie e sua sorella, perché lui all’inizio si oppose all’Evangelo. Una volta convertitosi, e poco tempo dopo essere stato battezzato con lo Spirito Santo, lo Strappaveccia fu eletto pastore della comunità. Si convertì anche Luigi Arcangeli, che presto venne eletto vice-pastore. Ettore Strappaveccia (1886-1957), che era costruttore e imprenditore, la cui generosità nei confronti dei poveri venne perfino annotata nei primissimi resoconti degli ispettori del regime fascista, aiutò i fratelli bisognosi (per esempio attorno al 1925 egli comprò del terreno con una casa a Levane, in  Toscana, perché dei contadini che si erano convertiti a Cristo, avevano perso sia la casa che il lavoro in seguito alla loro conversione – perché allora era uno scandalo diventare Pentecostali, soprattutto nei paesi di campagna -, e allora Ettore Strappaveccia comprò da una contessa questa tenuta per dare lavoro e casa a quei fratelli), e oltre a ciò mise a disposizione della Chiesa la sua personale abitazione per tenere i culti, un villino sito in Via Adige numero 20, nel nuovo quartiere Savoia. Fu così che nel 1922 si cominciarono a tenere i culti nella sala sita in Via Adige. Durante il periodo nel quale i culti si terranno in questo locale di culto si convertiranno tra gli altri: Antonio Serlenga, Pantaleone Laudisa e le sue tre figlie, Domenico Zaccardi, Giuseppe Gorietti, suo nipote Gioacchino Toppi, Gina Gorietti, Umberto Gorietti, e Roberto Bracco. Il pastore della Chiesa Apostolica in Galles, D. P. Williams, fa riferimento a questa sala quando dice in un articolo del Marzo 1927 a proposito della sua visita in Italia in quel periodo: ‘Nella città stessa, dopo una ricerca, trovammo un luogo di raccolta del popolo pentecostale, in un grosso stanzone sotto la strada. Erano dapprima sospettosi degli stranieri apparsi tra loro, ma quando hanno saputo che eravamo mandati da Dio, siamo stati ricevuti con gioia, e lo Spirito Santo ha messo il Suo suggello sul culto. Ci hanno chiesto di ritornare…’ (Andrew Thomas, Breve storia del Risveglio del Galles e degli inizi della Chiesa Apostolica, Roma 2005, pag. 29), come anche il pastore Alfredo Del Rosso, che a quel tempo faceva parte della Chiesa Apostolica, quando in una lettera del 25 Settembre 1927 dice: ‘“Alcuni giorni fa ho visitato l’Assemblea Pentecostale di Roma, ed ho gioito con loro, pregando e testimoniando nel loro culto. Dio li ha benedetti; dieci anni fa li vidi, ed erano una piccola banda in una stanzetta; adesso sono molti di più, in una grande sala con duecento posti’ (Ibid., pag. 30)

Ma torniamo brevemente al primo viaggio in Italia di Giacomo Lombardi. Agli inizi del 1909, prima di ritornare a Chicago, mentre Giacomo Lombardi era ancora a Roma, seppe che un fratello aveva evangelizzato alcuni suoi parenti a La Spezia, i quali avevano cominciato a frequentare la locale Chiesa dei Fratelli. Però non avendo l’indirizzo, si mise in preghiera e chiese al Signore le indicazioni precise, e il Signore gli rivelò cognome, nome ed indirizzo di chi doveva visitare. E partito alla volta di La Spezia trovò la via, il numero e la persona indicatagli dal Signore. Fu accolto fraternamente, e il Signore li salvò e battezzò con lo Spirito Santo.

Lombardi fece altri viaggi in Italia: nel 1912, nel 1914, nel 1917, nel 1919, ed infine nel 1923. Morirà nel 1934.

Due cose importanti vanno dette a proposito di uno di questi suoi viaggi, cioè di quello che fece nel 1917.

La prima è che egli fu inviato dagli anziani dell’Assemblea Cristiana di Chicago per trasmettere alle comunità italiane una precisazione dottrinale molto importante che riguardava il battesimo con lo Spirito Santo in relazione alla salvezza, e questo perché alcuni insegnavano che senza il battesimo con lo Spirito Santo il credente non aveva la completezza della salvezza in Cristo, mentre la Parola insegna che la salvezza (o nuova nascita) si ottiene soltanto per fede in Cristo, mentre il battesimo con lo Spirito Santo e i doni dello Spirito Santo sono susseguenti all’esperienza della salvezza. Per cui un credente è pienamente salvato ancora prima di essere battezzato con lo Spirito Santo.

La seconda è che Lombardi scampò ad un naufragio in seguito ad una rivelazione ricevuta da Dio mentre si trovava nel porto di Palermo in procinto di imbarcarsi alla volta degli Stati Uniti. Ecco il racconto fatto da Teresa Nigido: ‘Avvisato dal Signore di partire per gli Stati Uniti, mentre era sulla passerella per salire sulla nave che doveva ricondurlo tra i suoi familiari, gli fu ordinato da Dio di scendere. Come sempre Lombardi ubbidì, rammaricandosi di questa ingiunzione divina, poi però comprese la ragione di questo divieto quando seppe che durante il viaggio quel piroscafo s’imbattè in una mina e colò a picco. Il Signore aveva voluto risparmiargli un naufragio’ (Intervista con Teresa Nigido, Roma 1951; tratta da ‘Cristiani Oggi’, 1988, Anno VII, n° 24, pag. 2-3).

Altri pionieri del Movimento Pentecostale in Italia e la nascita di altre Chiese

Nel 1910 Lucia Menna (1875-1961), dopo aver lavorato fra gli italiani in Argentina, venne in Italia per portare la testimonianza del Vangelo ai suoi amici e conoscenti. Lucia era di Casalanguida, provincia di Chieti, dove vivevano alcuni evangelici isolati. Venuta a conoscenza che esisteva un gruppo evangelico a Gissi, vi si recò per portare il messaggio pentecostale, e ben presto il Signore salvò delle anime e le battezzò con lo Spirito Santo. Essendo sorta una forte opposizione contro di lei, ella scrisse a Pietro Ottolini chiedendogli se era possibile di andare là perché c’era grande bisogno, ed egli vi andò. Ecco cosa dice Ottolini a tal riguardo: ‘Ella mi scrisse chiedendomi se era possibile di andare là perché v’era grande bisogno. Sentii che era la volontà di Dio … e veramente fu una missione di grande successo in pochi giorni l’impedimento fu tolto e tredici furono battezzati in acqua nel fiume Sinello. Questo avvenne il sabato, il giorno seguente il Signore battezzò Antonio Di Francesco con lo Spirito Santo ed egli divenne l’anziano di quella chiesa’ (Leonard Erutti, The Life and Mission of Peter Ottolini [La Vita e la Missione di Pietro Ottolini], St, Louis, Mo., pag. 16,17).

Nel 1910 Pietro Ottolini (1870-1962), arrivato in Italia, trovò un alloggio in Via Padova, 68, a Milano. Quivi si formò la piccola comunità. La prima coppia che si convertì fu: Dorcas e Francesca Ciesch, provenienti dalla chiesa Metodista. Nel 1911 Ottolini lasciò Milano alla volta delle Valli Valdesi. La prima località dove si recò fu la città di Pinerolo, dove ebbe l’opportunità di evangelizzare in varie località ed infine di fondare una comunità a Luserna San Giovanni (Torino).

Nel 1910 Vincenzo Castelli, lasciò St. Louis e raggiunse il suo paese natio Casalcermelli (Alessandria) per testimoniare del Signore; “alcuni suoi parenti accettarono il Signore, e tra loro Francesco Testa” (1899-1988), il quale sarà fino al 1935 uno dei predicatori più noti del Movimento Pentecostale in Italia. Il Castelli non avendo il ministerio della Predicazione invitò il fratello Ottolini a prendere cura della piccola comunità nascente.

Nel 1913 Giuseppina Zollo (1875-?) tornò al suo paese di Ginosa, in provincia di Taranto, e tramite la sua testimonianza diverse anime si convertirono a Cristo, non solo a Ginosa, ma anche a Palagianello e Matera. A riguardo di questa opera Pietro Ottolini ci fornisce le seguenti informazioni: “ … di tanto in tanto ero chiamato dove la mia presenza era necessaria e così raggiungevo il sud d’Italia. Uno di questi eventi avvenne verso la fine del 1913. Una sorella, Giuseppina Zollo, mentre era in visita in Italia, incontrò un uomo che conosceva la Bibbia. Ella prese l’occasione di questo e gli parlò dell’opera pentecostale. Egli fu interessato di questa nuova testimonianza e raggiungendo la sua famiglia a Ginosa cominciò a parlare ad altri riguardo alla manifestazione pentecostale. Da molti anni a Ginosa esisteva una Chiesa Valdese e l’opera di Dio si sparse rapidamente tra questo popolo. La sorella Giuseppina Zollo visitò questi nuovi credenti e mentre era là, il Signore usò questa sorella nella guarigione dei malati ed in altri miracoli potenti, come in casi di infermità mentali. Queste testimonianze raggiunsero altre località vicine come Palagianello e Matera. La sorella Zollo doveva però tornare negli Stati Uniti ed era molto preoccupata al pensiero di lasciare questi nuovi credenti senza guida spirituale, della quale c’era grande bisogno, perciò mi scrisse: ‘Fratello Ottolini, prega che il Signore ti ispiri a venire in questa zona della nazione con messaggio del Signore per nutrire queste anime, perché io debbo tornare in America’. Ricevuta tale richiesta non potei rimanere indifferente anche se esisteva un grande bisogno nel nord. Il Signore mi persuase ad andare. Stetti insieme alla sorella Zollo per circa due settimane e fui testimone di opere potenti come spiriti immondi scacciati nel nome di Gesù e guarigioni sia a Ginosa che a Palagianello. Dopo la partenza della sorella Zollo rimasi nella zona per qualche tempo ed il Signore continuò a manifestare la Sua potenza con segni e prodigi. Le seguenti tre chiese furono fondate: Matera, Ginosa e Palagianello, ma la più numerosa fu quella di Ginosa. La domenica delle Palme del 1914 trentotto persone furono battezzate in acqua, la maggioranza delle quali aveva già ricevuto lo Spirito Santo. Matera e Ginosa erano le due chiese più prosperose in Italia’ (Leonard Erutti, op. cit., pag. 17,18).

In merito alla nascita del Movimento Pentecostale a Matera, secondo altre fonti, apprendiamo che nel 1910 Antonio Plasmati venne da Chicago (dove aveva frequentato la comunità di cui faceva parte Francescon) a Matera, dove cominciò a frequentare la Chiesa Battista. Ma il suo messaggio non ottenne molti consensi e allora tornò deluso negli Stati Uniti. Nel 1914 però ritornò in Italia con Giuseppina Zollo ed un figlio di lei. Furono accolti dalla Chiesa Battista ma poco dopo furono scacciati in quanto la loro dottrina contrastava quella battista. Portarono con sé però circa quindici persone, che avevano accettato il messaggio pentecostale, e iniziarono a tenere delle riunioni in una trattoria con alloggio (chiamata ‘Albergo Lomonaco’), dove albergava Giuseppina e il figlio. Poi si spostarono in una casa privata di proprietà di una sorella di nome Angela Carone. E nel 1917 la comunità comprò un locale.

In merito alla nascita del Movimento Pentecostale a Ginosa, secondo altre fonti, veniamo a sapere che la Chiesa Valdese era sorta nel 1903 in un ambiente fortemente intaccato dallo spiritismo. E quella comunità aveva dedicato un locale di culto nel 1910, ma quando giunse nel 1913 Giuseppina Zollo l’opera dei pentecostali creò un notevole disagio nella chiesa valdese. Come abbiamo visto prima, secondo Ottolini, a Ginosa ci furono anche delle guarigioni da infermità mentali; ebbene questa notizia fu confermata da Leonardo di Natale, diacono della Chiesa Pentecostale di Ginosa, in una lettera del 30 Aprile 1929: ‘Il Signore mi chiamò nel 1913, nel mese di gennaio e mi salvò dalla mia malattia mentale, mi lavò col Suo sangue e mi battezzò con lo Spirito Santo’. La comunità di Ginosa fu inizialmente condotta da Carmelo Malvani.

In merito poi all’opera sorta a Palagianello nel 1913, da una intervista di Carmine Lamanna apprendiamo che Giuseppina Zollo fu invitata da una famiglia che ‘seppe di una donna esistente a Ginosa che aveva il potere di liberare da quei mali (forme di spiritismo) e la mandarono a chiamare … Una parente della malata attratta dalle parole e dalle preghiere parlò ad una vicina di casa e poi insieme interpellarono la Zollo’, che ‘andò qualche altra volta a Palagianello per evangelizzare alle su accennate signore che … accettarono Gesù. Queste furono le prime nel paese a credere’.

Allo scoppio della prima guerra mondiale esistevano in Italia una decina di comunità pentecostali, che erano tutte quante perseguitate dalle autorità locali e da molte persone professanti la religione cattolica romana appartenenti a svariati ceti sociali che venivano istigate contro di esse dal clero.

[Tratto dal libro: “I pentecostali zaccardiani“, storia, dottrine, regole e confutazioni dei loro errori; di Giacinto Butindaro V.D.M.]

[Ascolta e guarda i video in questa pagina sugli zaccardiani: I pentecostali zaccardiani: cenni storici, dottrine, regole e confutazione dei loro errori ]

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