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Errori dei Pentecostali Zaccardiani: Sottomissione e ubbidienza assoluta ed incondizionata ai conduttori

17 giugno 2011

Errori dei Pentecostali Zaccardiani: Sottomissione e ubbidienza assoluta ed incondizionata ai conduttori

Gli Zaccardiani sono stati istruiti ad ubbidire a tutto quello che dice l’anziano di chiesa, perché egli è stato unto di Spirito Santo e non può quindi insegnare qualcosa contraria alla Parola di Dio. Se gli si fa notare che alcuni loro insegnamenti sono sbagliati, e li si invita a pregare Dio affinchè gli mostri l’errore, essi si rifiutano di chiedere a Dio una simile cosa, perché questo equivale per loro a tentare Dio in quanto Dio non può dire una cosa diversa da quella che insegna l’anziano o il capo. Quello che insegna l’anziano è dottrina e non può essere messo in discussione, neppure Bibbia alla mano.

Faccio presente però che secondo l’insegnamento biblico la sottomissione e l’ubbidienza ai propri conduttori è nel Signore, in quanto nel momento in cui i propri conduttori invitano a trasgredire la Parola di Dio o insegnano qualcosa che contrasta la Scrittura essi non vanno ubbiditi. E’ come la sottomissione a cui è sottoposta una donna nei confronti di suo marito, che è il suo capo per volere di Dio, o quella dei cittadini nei confronti delle autorità civili, che sono ordinate da Dio, o l’ubbidienza che devono rendere i figli ai genitori, anch’essa è nel Signore, per cui nel momento in cui chi è degno della mia sottomissione o ubbidienza mi dice di fare una cosa contraria alla volontà di Dio, io non sono chiamato ad ubbidirgli, perché devo innanzi tutto ubbidire a Dio. Nel caso degli Zaccardiani, per esempio, la Parola comanda di evangelizzare, ma i loro conduttori vietano l’evangelizzazione, e questo va contro la Parola di Dio, per cui esorto ogni Zaccardiano a disubbidire ai suoi anziani per fare quello che vuole Dio.

Nel caso poi sulla possibilità che persino un anziano di Chiesa si metta ad insegnare una falsa dottrina, essa esiste. Abbiamo un esempio di questa possibilità nell’apostolo Pietro, che oltre ad essere apostolo era anche un anziano, il quale ad Antiochia si mise a costringere i Gentili a giudaizzare, e quindi ad insegnare che si viene giustificati per le opere della legge, e per questo fu ripreso dinnanzi a tutti dall’apostolo Paolo. Ecco quanto ci ha lasciato scritto l’apostolo Paolo a proposito di quei fatti: “Ma quando Cefa fu venuto ad Antiochia, io gli resistei in faccia perch’egli era da condannare. Difatti, prima che fossero venuti certuni provenienti da Giacomo, egli mangiava coi Gentili; ma quando costoro furono arrivati, egli prese a ritrarsi e a separarsi per timor di quelli della circoncisione. E gli altri Giudei si misero a simulare anch’essi con lui; talché perfino Barnaba fu trascinato dalla loro simulazione. Ma quando vidi che non procedevano con dirittura rispetto alla verità del Vangelo, io dissi a Cefa in presenza di tutti: Se tu, che sei Giudeo, vivi alla Gentile e non alla giudaica, come mai costringi i Gentili a giudaizzare? Noi che siam Giudei di nascita e non peccatori di fra i Gentili, avendo pur nondimeno riconosciuto che l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma lo è soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesù affin d’esser giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della legge; poiché per le opere della legge nessuna carne sarà giustificata. Ma se nel cercare d’esser giustificati in Cristo, siamo anche noi trovati peccatori, Cristo è egli un ministro di peccato? Così non sia. Perché se io riedifico le cose che ho distrutte, mi dimostro trasgressore. Poiché per mezzo della legge io son morto alla legge per vivere a Dio. Sono stato crocifisso con Cristo, e non son più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e la vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figliuol di Dio il quale m’ha amato, e ha dato se stesso per me. Io non annullo la grazia di Dio; perché se la giustizia si ottiene per mezzo della legge, Cristo è dunque morto inutilmente” (Galati 2:11-21).

Gli Zaccardiani purtroppo, sono caduti vittime di conduttori, che per tenere soggiogate le anime e fare di loro quello che vogliono presentano la sottomissione e l’ubbidienza dovuta dai credenti ai loro conduttori come un qualcosa di incondizionato, che è il tipico modo di ragionare presente nelle sette o in quelle Chiese che hanno uno spirito settario. E sono così terrorizzati dall’essere ammoniti, che a molti anche se gli si mostra che la Bibbia dice una cosa e i loro anziani dicono una cosa opposta, preferiscono ascoltare gli anziani perché si fidano ciecamente di essi, ritenendo che essendo unti di Spirito Santo essi non possono fuorviarli dalla sana dottrina. Che tristezza vedere tutto ciò!

[Tratto dal libro: “I pentecostali zaccardiani“, storia, dottrine, regole e confutazioni dei loro errori; di Giacinto Butindaro V.D.M.]

[Ascolta e guarda i video in questa pagina sugli zaccardiani: I pentecostali zaccardiani: cenni storici, dottrine, regole e confutazione dei loro errori ]

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2 commenti leave one →
  1. giuseppe permalink
    18 giugno 2011 10:38

    E la tristezza aumenta al pensiero che non è una realtà che si trova solo tra i zaccardi.
    Nella mia ex comunità (prima comunità libera, oggi comunità adi), il Pastore era il Pastore e tutto era ed è sotto il suo controllo.
    Volendo generalizzare, tutto questo succede perchè la fratellanza e gli stessi anziani nelle comunità, non sono attaccati alla parola della giustizia e quindi non hanno i sensi esercitati a discernere il bene e il male.
    Ma grazie siano rese al Signore per tutti quei Suoi figliuoli che sono attaccati alla parola di Dio (tra questi ci sei tu fratello Giuseppe) e per tutti quelli in cui il Signore stà mettendo nel cuore il desiderio di farlo.

    Giuseppe De Ieso

    Mi piace

  2. 18 giugno 2011 13:53

    Amen! Speriamo che il Signore risvegli sempre più fratelli affinché difendano la verità e diano la gloria solo al Signore.

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