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Testimoni di Geova: Le lingue

25 giugno 2011

Testimoni di Geova: Le lingue

La dottrina dei Testimoni di Geova.

‘Il dono delle lingue fu molto utile ai cristiani del I secolo per predicare a persone che parlavano altre lingue’;[1] ‘Poiché l’apostolo ispirato disse che questo dono sarebbe cessato, la pratica moderna di parlare in lingue non potrebbe venire dalla stessa fonte da cui vennero le lingue dei primi cristiani’.[2] Ecco cosa dicono i Testimoni di Geova a riguardo delle lingue.

Confutazione.

Innanzi tutto vogliamo far notare che essi errano nel dire che il dono delle lingue fu dato ai primi cristiani per predicare a persone di altra lingua e questo perché secondo la Scrittura “chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno l’intende, ma in ispirito proferisce misteri”.[3] In altre parole i credenti che parlavano in lingue non predicavano agli uomini ma parlavano a Dio, rendendogli grazie, benedicendolo e pregandolo per i santi.[4]

Inoltre non è affatto vero che le lingue sono cessate perché Paolo dice ai Corinzi: “Quanto alle lingue, esse cesseranno”[5] riferendosi a qualcosa che deve ancora avvenire e non a qual­cosa di già avvenuto.

Ma quando cesseranno? Quando sarà venuta la perfezione; questo lo dice lo stesso Paolo. Ed assieme alle lingue cesseranno pure la conoscenza e le profezie.[6]Ma fino a quando non sarà venuta la perfezione le lingue continueranno ad esistere e con esse anche la conoscenza e le profezie.


[1]Perspicacia nello studio delle Scritture, vol. I, pag. 721

[2]Svegliatevi!, 22 agosto 1978, pag. 28

[3]1 Cor. 14:2

[4]Cfr. Rom. 8:26-27; 1 Cor. 14:14-18; Ef. 6:18

[5]1 Cor. 13:8

[6]Cfr. 1 Cor. 13:8-10. A proposito dell’abolizione della conoscenza di cui parla Paolo, i Testimoni di Geova dicono quanto segue: ‘Esaminando il contesto si capisce che l’apostolo Paolo volle dire che la conoscenza soprannaturale, la quale era un miracoloso dono dello spirito santo, a suo tempo sarebbe cessata. (…) In modo coerente, quindi, la ‘conoscenza’ menzionata non era la comune conoscenza che si ottiene dall’esperienza, dall’osservazione o dallo studio di libri, sia pure la Bibbia. Era conoscenza soprannaturale provveduta per mezzo dello spirito santo. (…) Poteva esserci una domanda o un problema, e Dio provvedeva la soluzione per mezzo di uno che aveva il dono della ‘parola della conoscenza’ (…) Questa soprannaturale conoscenza sarebbe sempre esistita fra i cristiani? No. Infatti, non tutti l’avevano nel primo secolo. (…) Quindi il bisogno dei doni miracolosi, compresa la ‘conoscenza’, sarebbe cessato’ (La Torre di Guardia, 15 maggio 1969, pag. 605). Questa è la scappatoia a cui hanno ricorso i Testimoni di Geova davanti all’affermazione di Paolo sull’abolizione della conoscenza. Ed essi per l’ennesima volta, non tagliando rettamente la parola di verità, rimangono confusi. Innanzi tutto va detto che il dono di parola di conoscenza non è stato da Dio ancora abolito perché Egli lo distribuisce ancora in seno alla sua Chiesa per l’edificazione di essa, e poi va detto che la conoscenza di cui parla Paolo è la conoscenza di tutto ciò che concerne Dio. In altre parole, mentre noi ora abbiamo nell’insieme una conoscenza parziale delle cose che dice e fa Dio e questo perché le sue vie sono incomprensibili e i suoi giudizi inscrutabili, e la sua sapienza e la sua conoscenza sono infinite, allora, cioè quando sarà giunta la perfezione, avremo una conoscenza piena. Stando così le cose è chiaro che quando sarà giunta la perfezione sarà abolita pure la parola di conoscenza, che è la rivelazione soprannaturale di un fatto che è avvenuto o che sta avvenendo. Dico quando sarà giunta la perfezione perché essa non è ancora giunta. E qui è bene che sappiate che un altro errore che fanno i Testimoni di Geova è quello di dire che la perfezione di cui Paolo parla in questa circostanza è già giunta (erano obbligati a dire ciò perché altrimenti non avrebbero potuto dire che ciò che è in parte è stato abolito). Ecco quello che dicono: ‘Per di più, col tempo il cristianesimo si sarebbe fermamente stabilito e organizzato. Quindi il bisogno dei doni miracolosi, compresa la ‘conoscenza’, sarebbe cessato. (…) Oggi la Bibbia è disponibile in tutto il mondo in centinaia di lingue. A differenza delle primissime congregazioni cristiane, abbiamo ora le Scritture Greche Cristiane complete, contenenti profezie di cui possiamo vedere l’adempimento nonché informazioni sull’applicazione di profezie delle Scritture Ebraiche. I veri adoratori hanno a disposizione numerosi libri e riviste con materiale scritturale preparato dalla classe dello ‘schiavo fedele e discreto’ di unti cristiani’ (La Torre di Guardia, 15 maggio 1969, pag. 605). Anche questo discorso non regge affatto davanti all’insegnamento della Scrittura perché Paolo parlando della perfezione che doveva ancora venire non si riferiva alla ‘perfezione’ della Torre di Guardia, ma a tutt’altra perfezione, cioè a quella che i santi otterranno alla risurrezione quando saranno risuscitati e mutati, ottenendo un corpo incorruttibile, immortale e glorioso. Quindi Paolo si riferiva al giorno del Signore e non al tempo in cui il canone della Bibbia sarebbe stato completo e la conoscenza della Parola di Dio sarebbe aumentata. In verità i Testimoni di Geova sono lontani dalla verità.


[Tratto dal libro confutatorio: “I Testimoni di Geova”, scritto da Giacinto Butindaro V.D.M.]

Leggi tutto il libro: “I Testimoni di Geova

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