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Castighi di Dio: Il re Achab e sua moglie, per la loro malvagità

17 luglio 2011

Castighi di Dio: Il re Achab e sua moglie, per la loro malvagità

La Bibbia dice di Achab, re d’Israele: “Achab, figliuolo di Omri, cominciò a regnare sopra Israele l’anno trentottesimo di Asa, re di Giuda; e regnò in Samaria sopra Israele per ventidue anni. Achab, figliuolo di Omri, fece ciò ch’è male agli occhi dell’Eterno più di tutti quelli che l’aveano preceduto. E, come se fosse stata per lui poca cosa lo abbandonarsi ai peccati di Geroboamo figliuolo di Nebat, prese per moglie Izebel, figliuola di Ethbaal, re dei Sidonî, andò a servire Baal, a prostrarsi dinanzi a lui, ed eresse un altare a Baal, nel tempio di Baal, che edificò a Samaria. Achab fece anche l’idolo d’Astarte. Achab fece più, per provocare a sdegno l’Eterno, l’Iddio d’Israele, di quello che non avean fatto tutti i re d’Israele che l’avean preceduto …. E veramente non v’è mai stato alcuno che, come Achab, si sia venduto a far ciò ch’è male agli occhi dell’Eterno, perché v’era istigato da sua moglie Izebel. E si condusse in modo abominevole, andando dietro agl’idoli, come avean fatto gli Amorei che l’Eterno avea cacciati d’innanzi ai figliuoli d’Israele. – ”  (1 Re 16:29-33; 21:25-26). Sua moglie era una donna molto malvagia, che lo istigava al male, ed oltre a ciò fece sterminare i profeti di Dio (1 Re 18:4). E fu sua moglie che fece uccidere Naboth – dietro una falsa accusa contro quest’uomo – per fare avere ad Achab la vigna di Naboth, secondo che è scritto: “Or dopo queste cose avvenne che Naboth d’Izreel aveva in Izreel una vigna presso il palazzo di Achab, re di Samaria. Ed Achab parlò a Naboth, e gli disse: ‘Dammi la tua vigna, di cui vo’ farmi un orto di erbaggi, perché è contigua alla mia casa; e in sua vece ti darò una vigna migliore; o, se meglio ti conviene, te ne pagherò il valore in danaro’. Ma Naboth rispose ad Achab: ‘Mi guardi l’Eterno dal darti l’eredità dei miei padri!’ E Achab se ne tornò a casa sua triste ed irritato per quella parola dettagli da Naboth d’Izreel: ‘Io non ti darò l’eredità dei miei padri!’ Si gettò sul suo letto, voltò la faccia verso il muro, e non prese cibo. Allora Izebel, sua moglie, venne da lui e gli disse: ‘Perché hai lo spirito così contristato, e non mangi?’ Quegli le rispose: ‘Perché ho parlato a Naboth d’Izreel e gli ho detto: – Dammi la tua vigna pel danaro che vale; o, se più ti piace, ti darò un’altra vigna invece di quella’; ed egli m’ha risposto: Io non ti darò la mia vigna!’ – E Izebel, sua moglie gli disse: ‘Sei tu, sì o no, che eserciti la sovranità sopra Israele? Alzati, prendi cibo, e stà di buon animo; la vigna di Naboth d’Izreel te la farò aver io’. E scrisse delle lettere a nome di Achab, le sigillò col sigillo di lui, e le mandò agli anziani ed ai notabili della città di Naboth che abitavano insieme con lui. E in quelle lettere scrisse così: ‘Bandite un digiuno, e fate sedere Naboth in prima fila davanti al popolo; e mettetegli a fronte due scellerati, i quali depongano contro di lui, dicendo: ‘Tu hai maledetto Iddio ed il re’; poi menatelo fuor di città, lapidatelo, e così muoia’. La gente della città di Naboth, gli anziani e i notabili che abitavano nella città, fecero come Izebel avea loro fatto dire, secondo ch’era scritto nelle lettere ch’ella avea loro mandate. Bandirono il digiuno, e fecero sedere Naboth davanti al popolo; i due scellerati, vennero a metterglisi a fronte; e questi scellerati deposero così contro di lui, dinanzi al popolo: ‘Naboth ha maledetto Iddio ed il re’. Per la qual cosa lo menarono fuori della città, lo lapidarono, sì ch’egli morì. Poi mandarono a dire a Izebel: ‘Naboth è stato lapidato ed è morto’. Quando Izebel ebbe udito che Naboth era stato lapidato ed era morto, disse ad Achab: ‘Lèvati, prendi possesso della vigna di Naboth d’Izreel, ch’egli rifiutò di darti per danaro; giacché Naboth non vive più, è morto’. E come Achab ebbe udito che Naboth era morto, si levò per scendere alla vigna di Naboth d’Izreel, e prenderne possesso” (1 Re 21:1-16).

Dio predisse dunque i suoi giudizi ad Achab tramite il profeta Elia, secondo che è scritto: “Allora la parola dell’Eterno fu rivolta ad Elia, il Tishbita, in questi termini: ‘Lèvati, scendi incontro ad Achab, re d’Israele, che sta in Samaria; ecco, egli è nella vigna di Naboth, dov’è sceso per prenderne possesso. E gli parlerai in questo modo: – Così dice l’Eterno: Dopo aver commesso un omicidio, vieni a prender possesso! – E gli dirai: – Così dice l’Eterno: Nello stesso luogo dove i cani hanno leccato il sangue di Naboth, i cani leccheranno pure il tuo proprio sangue’. – Achab disse ad Elia: ‘M’hai tu trovato, nemico mio?’ Elia rispose: ‘Sì t’ho trovato, perché ti sei venduto a far ciò ch’è male agli occhi dell’Eterno. Ecco, io ti farò venire addosso la sciagura, ti spazzerò via, e sterminerò della casa di Achab ogni maschio, schiavo o libero che sia, in Israele; e ridurrò la tua casa come la casa di Geroboamo, figliuolo di Nebat, e come la casa di Baasa, figliuolo d’Ahija, perché tu m’hai provocato ad ira, ed hai fatto peccare Israele. Anche riguardo a Izebel l’Eterno parla e dice: I cani divoreranno Izebel sotto le mura d’Izreel. – Quei d’Achab che morranno in città saran divorati dai cani, e quei che morranno nei campi saran mangiati dagli uccelli del cielo” (1 Re 21:17-24).

Dio eseguì i suoi giudizi in questa maniera:

Mise uno spirito di menzogna nella bocca dei profeti di Achab, affinchè egli si recasse in battaglia contro i Siri e vi perisse, secondo che gli disse il profeta Micaiah: ” ‘Perciò ascolta la parola dell’Eterno. Io ho veduto l’Eterno che sedeva sul suo trono, e tutto l’esercito del cielo che gli stava dappresso a destra e a sinistra. E l’Eterno disse: – Chi sedurrà Achab affinché salga a Ramoth di Galaad e vi perisca? – E uno rispose in un modo e l’altro in un altro. Allora si fece avanti uno spirito, il quale si presentò dinanzi all’Eterno, e disse: – Lo sedurrò io. – L’Eterno gli disse: – E come? – Quegli rispose: – Io uscirò, e sarò spirito di menzogna in bocca a tutti i suoi profeti. – L’Eterno gli disse: – Sì, riuscirai a sedurlo; esci, e fa’ così. – Ed ora ecco che l’Eterno ha posto uno spirito di menzogna in bocca a tutti questi tuoi profeti; ma l’Eterno ha pronunziato del male contro di te” (1 Re 22:19-23), e difatti durante la battaglia che poi ci fu a  Ramoth di Galaad avvenne che “qualcuno scoccò a caso la freccia del suo arco, e ferì il re d’Israele tra la corazza e le falde; onde il re disse al suo cocchiere: ‘Vòlta, menami fuori del campo, perché son ferito’. Ma la battaglia fu così accanita quel giorno, che il re fu trattenuto sul suo carro in faccia ai Sirî, e morì verso sera; il sangue della sua ferita era colato nel fondo del carro. E come il sole tramontava, un grido corse per tutto il campo: ‘Ognuno alla sua città! Ognuno al suo paese!’ Così il re morì, fu portato a Samaria, e in Samaria fu sepolto. E quando si lavò il carro presso allo stagno di Samaria – in quell’acqua si lavavano le prostitute – i cani leccarono il sangue di Achab, secondo la parola che l’Eterno avea pronunziata” (1 Re 22:34-38).

Fece sì che Izebel fosse gettata giù dalla finestra e calpestata dai cavalli secondo che è scritto: “Poi Jehu giunse ad Izreel. Izebel, che lo seppe, si diede il belletto agli occhi, si acconciò il capo, e si mise alla finestra a guardare. E come Jehu entrava per la porta di città, ella gli disse: ‘Rechi pace, novello Zimri, uccisore del tuo signore?’ Jehu alzò gli occhi verso la finestra, e disse: ‘Chi è per me? chi?’ E due o tre eunuchi, affacciatisi, volsero lo sguardo verso di lui. Egli disse: ‘Buttatela giù!’ Quelli la buttarono; e il suo sangue schizzò contro il muro e contro i cavalli. Jehu le passò sopra, calpestandola; poi entrò, mangiò e bevve, quindi disse: ‘Andate a vedere di quella maledetta donna e sotterratela, giacché è figliuola di re’. Andaron dunque per sotterrarla, ma non trovarono di lei altro che il cranio, i piedi e le palme delle mani. E tornarono a riferir la cosa a Jehu, il quale disse: ‘Questa è la parola dell’Eterno pronunziata per mezzo del suo servo Elia il Tishbita, quando disse: ‘I cani divoreranno la carne di Izebel nel campo d’Izreel; e il cadavere di Izebel sarà, nel campo d’Izreel, come letame sulla superficie del suolo, in guisa che non si potrà dire: – Questa è Izebel’ ” (2 Re 9:30-37).

Suscitò Jehu per sterminare la casa di Achab, opera che egli compì: “Or v’erano a Samaria settanta figliuoli d’Achab. Jehu scrisse delle lettere, e le mandò a Samaria ai capi della città, agli anziani, e agli educatori dei figliuoli d’Achab; in esse diceva: ‘Subito che avrete ricevuto questa lettera, giacché avete con voi i figliuoli del vostro signore e avete a vostra disposizione carri e cavalli, nonché una città fortificata e delle armi, scegliete il migliore e il più adatto tra i figliuoli del vostro signore, mettetelo sul trono di suo padre, e combattete per la casa del vostro signore’. Ma quelli ebbero gran paura, e dissero: ‘Ecco, due re non gli han potuto resistere; come potremo resistergli noi?’ E il prefetto del palazzo, il governatore della città, gli anziani e gli educatori dei figliuoli di Achab mandarono a dire a Jehu: ‘Noi siamo tuoi servi, e faremo tutto quello che ci ordinerai; non eleggeremo alcuno come re; fa’ tu quel che ti piace’. Allora Jehu scrisse loro una seconda lettera, nella quale diceva: ‘Se voi siete per me e volete ubbidire alla mia voce, prendete le teste di quegli uomini, de’ figliuoli del vostro signore, e venite da me, domani a quest’ora, a Izreel’. – Or i figliuoli del re, in numero di settanta, stavano dai magnati della città, che li educavano. E come questi ebbero ricevuta la lettera, presero i figliuoli del re, li scannarono tutti e settanta; poi misero le loro teste in ceste, e le mandarono a Jehu a Izreel. E un messo venne a Jehu a recargli la notizia, dicendo: ‘Hanno portato le teste dei figliuoli del re’. Jehu rispose: ‘Mettetele in due mucchi all’entrata della porta, fino a domattina’. La mattina dopo, egli uscì fuori; e fermatosi, disse a tutto il popolo: ‘Voi siete giusti; ecco, io congiurai contro il mio signore, e l’uccisi; ma chi ha uccisi tutti questi? Riconoscete dunque che non cade a terra una parola di quelle che l’Eterno pronunziò contro la casa di Achab; l’Eterno ha fatto quello che predisse per mezzo del suo servo Elia’. E Jehu fece morire tutti quelli ch’erano rimasti della casa di Achab a Izreel, tutti i suoi grandi, i suoi amici e i suoi consiglieri, senza che ne scampasse uno. Poi si levò, e partì per andare a Samaria. Cammin facendo, giunto che fu alla casa di ritrovo dei pastori, Jehu s’imbatté nei fratelli di Achazia, re di Giuda, e disse: ‘Chi siete voi?’ Quelli risposero: ‘Siamo i fratelli di Achazia, e scendiamo a salutare i figliuoli del re e i figliuoli della regina’. Jehu disse ai suoi: ‘Pigliateli vivi!’ e quelli li presero vivi, e li scannarono presso la cisterna della casa di ritrovo. Erano quarantadue, e non ne scampò uno. Partitosi di là, trovò Jehonadab, figliuolo di Recab, che gli veniva incontro; lo salutò, e gli disse: ‘Il tuo cuore è egli retto verso il mio, come il mio verso il tuo?’ Jehonadab rispose: ‘Lo è’. ‘Se è così’, disse Jehu, ‘dammi la mano’. Jehonadab gli dette la mano; Jehu se lo fe’ salire vicino sul carro, e gli disse: ‘Vieni meco, e vedrai il mio zelo per l’Eterno!’ e lo menò via nel suo carro. E, giunto che fu a Samaria, Jehu colpì tutti quelli che rimanevano della casa di Achab a Samaria, finché l’ebbe distrutta, secondo la parola che l’Eterno avea pronunziata per mezzo di Elia” (2 Re 10:1-17).

[Tratto dal libro: “Dio castiga, eccome se castiga“,  scritto da Giacinto Butindaro V.D.M.]

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