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Francesco Toppi e il servire Mammona

12 ottobre 2011

Francesco Toppi e il servire Mammona

Francesco Toppi nel rispondere alla domanda ‘Ho sentito ripetere che Gesù ama i poveri e odia i ricchi. E’ vero? Cosa afferma la Bibbia?’ dopo avere detto che Dio no n ha riguardo alla qualità delle persone e che Gesù non caccia via nessuno di coloro che vanno a lui, prosegue dicendo: ‘Quando Gesù afferma: “Niuno può servire a due padroni; perché o odierà l’uno ed amerà l’altro, o si atterrà all’uno e sprezzerà l’altro. Voi non potete servire Dio ed a Mammona” (Matteo 6:24), si riferisce ai sentimenti dell’individuo. Mettere le capacità, le forze, gli interessi totalmente al servizio di Mammona (una parola aramaica che significa ‘ricchezza’), vuol dire essere schiavi delle ricchezze. ‘… l’amor del danaro è radice di ogni sorta di mali….’ (1 Timoteo 6:10). Questo intento è condannato dalla Scrittura’. (Francesco Toppi, A Domanda Risponde, ADI-Media, 2004 Seconda Edizione, Vol. II, pag. 8).

Confesso che quando ho letto per la prima volta queste parole, mi pareva di avere letto male, per cui le ho rilette e rilette, per accertarmi che avessi letto correttamente. Purtroppo avevo letto bene, ed allora non ho potuto non indignarmi, perché queste parole sovvertono le parole di Cristo, sono un duro attacco alle parole di Cristo Gesù. Forse voi ancora non vi siete accorti dove sta l’errore, e allora ve lo faccio notare io.
Nel momento in cui Toppi afferma che essere schiavi delle ricchezze significa mettere le capacità, le forze e gli interessi TOTALMENTE al servizio di Mammona, fa dire a Cristo una menzogna, perché il dire TOTALMENTE (che vi ricordo significa ‘In modo totale, interamente, completamente, del tutto’) implica che se le nostre capacità, forze e interessi vengono messe SOLO PARZIALMENTE al servizio di Mammona, allora noi non siamo schiavi delle ricchezze!!!
Ma Gesù con le sue parole ha inteso dirci che se mettiamo (non importa in che misura) le nostre capacità, le nostre forze e i nostri interessi al servizio di Mammona, non potremo servire Dio perchè ci metteremo a disprezzarlo e odiarlo.
Peraltro come si fa a dire una simile cosa – come questa che dice Toppi – quando Gesù ha definito servo di Mammona chi soltanto è ansioso della propria vita? Ascoltate infatti tutto il discorso di Gesù a tale proposito: “Niuno può servire a due padroni; perché o odierà l’uno ed amerà l’altro, o si atterrà all’uno e sprezzerà l’altro. Voi non potete servire a Dio ed a Mammona. Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete o di quel che berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutrisce. Non siete voi assai più di loro? E chi di voi può con la sua sollecitudine aggiungere alla sua statura pure un cubito? E intorno al vestire, perché siete con ansietà solleciti? Considerate come crescono i gigli della campagna; essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che nemmeno Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. Or se Iddio riveste in questa maniera l’erba de’ campi che oggi è e domani è gettata nel forno, non vestirà Egli molto più voi, o gente di poca fede? Non siate dunque con ansietà solleciti, dicendo: Che mangeremo? che berremo? o di che ci vestiremo? Poiché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; e il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Ma cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte. Non siate dunque con ansietà solleciti del domani; perché il domani sarà sollecito di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno” (Matteo 6:24-34). Il ‘perciò’ dopo ‘Voi non potete servire a Dio ed a Mammona’ significa ‘questa è la ragione per cui vi dico …’, perchè per Gesù se un suo discepolo si mette a preoccuparsi della propria vita, di quel che mangerà, di quel che berrà, e di quel che indosserà, allora diventa servo di Mammona. Le ADI invece insegnano implicitamente che si possono mettere capacità, forze, e interessi al servizio di Mammona! Sconcertante.
Questo ragionamento peraltro va a scontrarsi frontalmente con il primo comandamento fra tutti che dice: “Ama dunque il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua e con tutta la forza tua” (Marco 12:30), in quanto se dobbiamo amare Dio con tutta la nostra forza, è evidente che non possiamo mettere parte della nostra forza al servizio di Mammona.
Fratelli, sappiate che al servizio di Mammona non va messo niente, neppure un milionesimo delle nostre capacità, forze ed interessi, perché nel momento stesso che mettiamo qualcosa al servizio di Mammona diventiamo suoi servi, e quindi schiavi delle ricchezze. Vi faccio un esempio: Paolo dice ai Romani: “Non sapete voi che se vi date a uno come servi per ubbidirgli, siete servi di colui a cui ubbidite: o del peccato che mena alla morte o dell’ubbidienza che mena alla giustizia?” (Romani 6:16). Ora, non è che Paolo dice che se ci diamo parzialmente al peccato, esso non ci menerà alla morte, mentre se ci diamo ad esso totalmente, esso ci menerà alla morte; ma semplicemente se ci diamo, quindi non importa in che misura ci diamo al peccato. Dunque se noi ci diamo a Mammona, sia pure parzialmente (diciamo così), moriremo.
D’altronde, vi siete mai chiesti come mai Paolo dice ai santi di Corinto: “Ma questo io dichiaro, fratelli, che il tempo è ormai abbreviato; talché, d’ora innanzi, … quelli che comprano [siano], come se non possedessero; e quelli che usano di questo mondo, come se non ne usassero, perché la figura di questo mondo passa” (1 Corinzi 7:29, 30, 31)? Perchè lui voleva che i santi fossero senza sollecitudini, e non diventassero servi di Mammona.
In effetti, secondo le parole di Toppi, sembra che noi discepoli di Cristo possiamo servire Dio e Mammona contemporaneamente, basta non mettere tutte le nostre capacità, forze ed interessi al servizio di Mammona!! In altre parole, è come se dicesse: ‘Basta bilanciare le capacità, le forze e gli interessi da mettere al servizio di ambedue i padroni!’.
Fratelli, non sottovalutate affatto questa dichiarazione di Toppi che sembra irrilevante, perchè sono proprio tramite dichiarazioni di questo tipo che vengono introdotte di soppiatto le eresie in seno alla Chiesa. E ricordatevi che per cambiare il significato ad una affermazione biblica ci vuole ben poco. Avete notato infatti come Toppi è riuscito a stravolgere le parole di Gesù usandosi di un semplice avverbio?
State molto attenti fratelli, perché questo insegnamento di Toppi è lievito da cui guardarsi, che ha avuto delle nefaste conseguenze nelle Chiese ADI.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

[Tratto dal blog “Chi ha orecchie da udire oda”, curato da Giacinto Butindaro V.D.M.]

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