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Si sono fatti un Dio che non vuole che si predichi il ravvedimento e il giudizio eterno ai peccatori

11 dicembre 2011

Si sono fatti un Dio che non vuole che si predichi il ravvedimento e il giudizio eterno ai peccatori

L’Iddio di costoro, dato che non odia nessuno ed è amico dei peccatori, non vuole che si predichi il ravvedimento agli uomini e il giudizio eterno che aspetta i peccatori, e questo per evitare che gli uomini si sentano in colpa e perdano la loro autostima, e per evitare che si impauriscono. E’ vietato dunque dire agli uomini: ‘Ravvedetevi e convertitevi, altrimenti quando morirete andrete nel fuoco del soggiorno dei morti e nel giorno del giudizio sarete gettati nel fuoco eterno dove sarete tormentati in eterno’. Il messaggio dunque da portare agli uomini è: ‘Dio è amore, e vi ama. Date il vostro cuore a Gesù e Lui vi accoglierà!’.
La Scrittura invece dice che “Iddio dunque, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, fa ora annunziare agli uomini che tutti, per ogni dove, abbiano a ravvedersi, perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo dell’uomo ch’Egli ha stabilito; del che ha fatto fede a tutti, avendolo risuscitato dai morti” (Atti 17:30-31), e difatti Gesù Cristo prima di essere assunto in cielo disse ai suoi discepoli: “Così è scritto, che il Cristo soffrirebbe, e risusciterebbe dai morti il terzo giorno, e che nel suo nome si predicherebbe ravvedimento e remission dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme” (Luca 24:46-47).
Gesù stesso predicò il ravvedimento agli uomini, dicendo loro: “Ravvedetevi e credete all’evangelo” (Marco 1:15), e Paolo esortava i peccatori a ravvedersi quando evangelizzava, infatti disse: “Io non mi son tratto indietro dall’annunziarvi e dall’insegnarvi in pubblico e per le case, cosa alcuna di quelle che vi fossero utili, scongiurando Giudei e Greci a ravvedersi dinanzi a Dio e a credere nel Signor nostro Gesù Cristo” (Atti 20:20-21).
Per quanto riguarda l’annunzio del giudizio a venire, Gesù per esempio rimproverò le città nelle quali era stata fatta la maggior parte delle sue opere potenti, perché non si erano ravvedute, in questa maniera: “Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute fra voi, già da gran tempo si sarebbero pentite, con cilicio e cenere. E però vi dichiaro che nel giorno del giudizio la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra. E tu, o Capernaum, sarai tu forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino nell’Ades. Perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, ella sarebbe durata fino ad oggi. E però, io lo dichiaro, nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua” (Matteo 11:21-24) – ma si potrebbero citare altri passi in cui Gesù parlò della sorte che aspettava i peccatori; e Paolo, quando predicò nella sinagoga di Antiochia di Pisidia, terminò la sua predica con queste parole: “Guardate dunque che non venga su voi quello che è detto nei profeti: Vedete, o sprezzatori, e maravigliatevi, e dileguatevi, perché io fo un’opera ai dì vostri, un’opera che voi non credereste, se qualcuno ve la narrasse” (Atti 13:40-41); e quando predicò la Parola agli Ateniesi, le ultime parole che pronunciò prima di essere interrotto furono queste: “Iddio dunque, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, fa ora annunziare agli uomini che tutti, per ogni dove, abbiano a ravvedersi, perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo dell’uomo ch’Egli ha stabilito; del che ha fatto fede a tutti, avendolo risuscitato dai morti” (Atti 17:30-31); e quando il governatore Felice lo mandò a chiamare, e lo ascoltò circa la fede in Cristo, la Bibbia dice che “ragionando Paolo di giustizia, di temperanza e del giudizio a venire, Felice, tutto spaventato, replicò: Per ora, vattene; e quando ne troverò l’opportunità, ti manderò a chiamare” (Atti 24:25).

[Tratto dal libro scritto da Giacinto Butindaro dal titolo: “Si sono fatti un Dio su misura“, Roma – agosto 2011]

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