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Si sono fatti un Dio che incita a portare il Vangelo al mondo con scene teatrali

12 dicembre 2011

Si sono fatti un Dio che incita a portare il Vangelo al mondo con scene teatrali

Il loro Dio si compiace nel fatto che il Vangelo venga rappresentato con scene teatrali, e difatti costoro ci dicono che è stato Dio a mettergli nel cuore di darsi al teatro per portare in questa maniera il Vangelo al mondo.
La Scrittura dice che noi dobbiamo predicare il Vangelo e non rappresentarlo attraverso il teatro. Questo è l’ordine dato da Cristo: “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura” (Marco 16:15). Egli stesso predicò, e i suoi apostoli fecero la medesima cosa. Il teatro esisteva anche ai loro giorni, e dunque il fatto che non lo abbiano mai usato per portare il Vangelo al mondo è la prova che essi lo rigettarono categoricamente come strumento di evangelizzazione. Il teatro era considerato sia da Cristo che dagli apostoli una mondana concupiscenza ed una finzione, e perciò non potevano usarlo anche se per un fine buono. Oltretutto avrebbe ridicolizzato il messaggio del Vangelo, e lo avrebbe svuotato della sua potenza, e quindi essi si guardarono bene dall’adottarlo nel campo dell’evangelizzazione.
Il teatro induce chi lo fa all’ipocrisia e alla menzogna. L’impersonificazione (o l’interpretazione di un personaggio) infatti consiste nel fingere di essere un’altra persona. Chi dunque impersonifica Gesù fingerà di essere Gesù: chi impersonifica il peccatore, fingerà di essere ancora schiavo del peccato; chi impersonifica il diavolo fingerà di essere il diavolo, e così via. Questo significa fare gli ipocriti ed amare e praticare la menzogna, e non essere sinceri ed amare e praticare la verità.
Possiamo noi figliuoli di Dio fare gli ipocriti e amare e praticare la menzogna, sia pur con il fine di portare il Vangelo al nostro prossimo? No, perchè la Scrittura ci comanda di gettare via le ipocrisie, secondo che è scritto: “Gettando dunque lungi da voi ogni malizia, e ogni frode, e le ipocrisie, e le invidie, ed ogni sorta di maldicenze, come bambini pur ora nati, appetite il puro latte spirituale, onde per esso cresciate per la salvezza, se pure avete gustato che il Signore è buono” (1 Pietro 2:1-2); e di bandire la menzogna dalla nostra vita e dire la verità gli uni agli altri (Efesini 4:25).
A proposito del termine ‘ipocrita’ vi ricordo che esso deriva dalla parola greca ‘hypokrités’ che significa ‘attore’ – e difatti nel teatro dell’antica Grecia gli attori erano conosciuti come gli ‘ipocriti’ – e quindi un attore è un ipocrita perchè fa finta di essere qualcuno o qualcosa che in realtà non è. Gli scribi e i Farisei furono definiti da Gesù ‘ipocriti’ perchè nella pratica recitavano la parte dei giusti, o meglio facevano credere alla gente indossando una maschera che essi erano giusti, quando invece erano pieni di iniquità ed ingiustizia.
Ora, vi domando: ‘Può un Cristiano, anche se occasionalmente, indossare una maschera, ossia far finta di essere un’altra persona, buona o cattiva che questa sia?’ Certo che no.
Può un Cristiano cominciare a dire parole e cose che non sono vere perchè non procedono dal suo cuore, perchè impersonifica un altra persona e quelle parole sono da ripetere a memoria perchè parte di un copione? La risposta è di nuovo ‘no’.
Come fanno dunque tanti pastori ad affermare che esiste un talento che Dio dona a taluni credenti di fare teatro? Evidentemente perchè sono ciechi, avendo perso il discernimento. E così dicendo, attribuiscono a Dio le menzogne e le finzioni che vengono perpetrate nelle scene teatrali.
E poi tenete a mente che questa scuola di ipocrisia e di menzogna comincia da piccoli, perchè in quasi tutte le comunità, ai bambini vengono fatte fare scene teatrali, o in occasione della cosiddetta festa di Natale, o per il capodanno, o in occasione della chiusura della Scuola Domenicale.
Ecco dunque a cosa vengono ammaestrati i bambini: ad essere degli ipocriti. Non c’è da meravigliarsi dunque se poi una volta adulti lo diventano per davvero ipocriti, e difatti le comunità abbondano di ipocriti. E’ tutta una conseguenza.

[Tratto dal libro scritto da Giacinto Butindaro dal titolo: “Si sono fatti un Dio su misura“, Roma – agosto 2011]

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