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Brasile, il “reteté” in molte Chiese Pentecostali

25 dicembre 2011

Brasile, il “reteté” in molte Chiese Pentecostali

Che sia molto comune il “reteté[1] o “repleplé” in molte Chiese pentecostali brasiliane lo si capisce subito facendo una ricerca su YouTube dove si trovano parecchi video. Io qui sotto ne ho messi solo alcuni per farvi vedere cosa avviene durante queste riunioni.

Nel “culto” del reteté ci sono comportamenti indecorosi e disordinati. In queste riunioni pentecostali il reteté è diventato una “moda” costante e tollerabile, dove ci sono persone che girano su se stesse, danzano, agitano le braccia (come un uccello che batte le ali), si abbassano e si alzano senza sosta (come uno che raccoglie un oggetto sul pavimento), inclinano il corpo a sinistra o a destra convulsamente, emettono suoni strani, saltano su un piede solo, corrono per il luogo di culto, ecc. insomma molto rumore e confusione ma nessuna edificazione.

I sostenitori del “reteté” dicono che è la gioia dello Spirito, è l’esplodere della gloria di Dio, è il traboccare dell’unzione, che può portare una persona a perdere il controllo del proprio corpo. Secondo loro si tratta di cose involontarie e imprevedibili operate dallo Spirito di Dio che si impadronisce della persona.

Questo lo dicono pure quelli che praticano la “santa risata”, o che fanno versi di animali.

Fratelli, nessuno vi seduca. Il frutto dello Spirito è temperanza o autocontrollo (Galati 5:22), per cui lo Spirito Santo non porta mai il credente a comportarsi in maniera disordinata e indecorosa.

Lo Spirito di Dio non è mutato, opera oggi come operava anticamente. Dio non è un Dio di confusione, ma di pace.


[1] Nessuno sa con certezza come abbia avuto origine questa espressione. Ci sono quelli che dicono che abbia origine dall’italiano.

[Tratto dal blog di “Illuminato Butindaro“, ministro dell’Evangelo]


Fratelli nel Signore, purtroppo di questi tempi stiamo assistendo ad una invasione di pastori e apostoli provenienti dal Brasile e da altre nazioni sudamericane, i quali stanno introducendo delle pratiche sconvenienti e dissolute in mezzo al cristianesimo evangelico italiano.

A motivo di questo, siamo stati costretti a farvi notare queste cose e pure altre, affinché vi guardiate da queste pratiche insensate e carnali, dissolute e talvolta provenienti dal maligno, che questi sedicenti ministri cercano di introdurre in mezzo alla Chiesa dell’Iddio vivente e vero qui in Italia.

Diletti, vi esorto a gurdatevi dai cattivi operai, da coloro che camminano da nemici della croce, da coloro che amano il denaro e da coloro che promuovono pratiche che esaltano la carne e nulla hanno a che fare con la santificazione, con la moderazione e la temperanza che i santi devono in ogni occasione manifestare.

A costoro che sono disordinati e introducono queste pratiche dissolute nelle Chiese evangeliche italiane, dico: ‘Se volete ballare, girare in tondo, buttarvi a terra, gridare in modo sguaiato, battere le mani e fare tutte le cose che vi sentite, siete liberi di farlo, ma dovete farmi questa cortesia, fate tali cose senza citare il nome di Gesù e neppure lo Spirito santo, perché in queste pratiche prive di ordine e di buon senso, Gesù e lo Spirito santo non c’entrano proprio niente, anzi, ciò che fate sono condannate e riprovate da Gesù e dallo Spirito santo’. Applicatevi piuttosto a pregare di più, in ginocchio per ore, che sono cose più utili ai santi e così vi passeranno i bollori carnali.

Ora dico a voi, fratelli italiani, che cosa ci state a fare in mezzo a queste pratiche disordinate e carnali? Vi rendete anche ridicoli nel praticare tali cose, ed io vorrei tanto risparmiarvi queste figure misere. Inoltre, state attenti ai vostri portafogli, perché molti di questi falsi predicatori è su quello che puntano i loro occhi, e voi ve ne renderete conto, se già non l’avete fatto.  Vi faranno girare, e girare ancora, poi dopo che vi hanno fatto girare la testa per ammansirvi, vi succhiano le vostre sostanze, che con tanta fatica voi andando a lavorare vi procurate.

«Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese.» (Apocalisse 2:11)

Giuseppe Piredda, salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù.

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