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Riflessione sull’unità della Chiesa

13 gennaio 2012

Riflessione sull’unità della Chiesa

«Non pensate ch’io sia venuto a metter pace sulla terra; non son venuto a metter pace, ma spada. Perché son venuto a dividere il figlio da suo padre, e la figlia da sua madre, e la nuora dalla suocera; e i nemici dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua.» (Matteo 10:34-36)

Come avete letto, Gesù non è venuto a mettere pace e a dire di essere UNITI con tutti INDISTINTAMENTE, ma quando parla di unità si riferisce ad una UNITA’ nella fede, nei comandamenti di Dio, nello Spirito santo, nella sana dottrina. Infatti, che unità può esserci tra un credente che vive secondo la carne ed uno che invece vive camminando per lo Spirito? Non ci può essere unità d’intenti, di vedute, di pensiero. L’uomo spirituale desidera incontrare i fratelli per pregare con loro, per parlare del Signore, per cantare a Dio e raccontare la gloria di Dio; l’uomo carnale vuole incontrare le persone solo per organizzare feste, per divertirsi, per raccontare barzellette per ridere.

Quindi, fra il credente spirituale e quello carnale non potrà mai esserci comunione, come non c’è comunione tra le capre e le pecore.

Oggi non è il tempo di promuovere l’unità fra tutti quanti, ma è il tempo di DIVDERE LE PECORE DALLE CAPRE. Una volta riconosciute e divise le pecore dalle capre, allora tra le pecore si deve promuovere l’unità, ma con le capre non devono avere niente a che fare.

Anche i cattolici promuovono una sorta di unità ecumenica tra tutte le denominazioni cristiane, ma con lo scopo, alla fine, di riunire tutti sotto la schiavitù del PAPA. Se non si discernono le cose, i momenti storici, l’andazzo del mondo e della Chiesa, è preferibile stare in silenzio e aspettare, anziché parlare, far precipitare le dita sulla tastiera e scrivere cose insensate che manifestano la totale cecità su quanto realmente sta accadendo oggi alla Chiesa di Cristo composta da tutte le denominazioni.

È mancanza di amore questo mio parlare? No, vi dico, è discernere i tempi e i cuori delle persone, perché attraverso le parole e le opere, si riconosce quello che uno ha nel cuore.

Avere la parola “amore” nella bocca, è una cosa buona, ma se ne deve capire il significato secondo le Scritture. Infatti, nella menzogna, nella frode, negli scandali, nel silenzio maliziosamente serbato per nascondere il peccato, nel disubbidire alla Parola di Dio, nelle ingiustizie, nel disattendere all’aiuto dei poveri e dei deboli, non c’è amore.

Volete capire cosa vuol dire amore? Allora provvedete a fare delle offerte ai poveri tra i santi, e guardando i loro visi e leggendo o sentendo i loro ringraziamenti comprenderete quale frutto porta L’AMORE, e veramente vi sarete adoperati nell’amore di Dio.

Molti parlano di amore e di unità, compresi molti pastori, ma non s’interessano dei poveri, degli aflitti, degli anziani, delle donne incinte, degli stranieri, non li vanno a trovare, non li invitano a casa loro, eppoi vanno in giro a parlare di amore e accusano noi ed altri di non avere amore e di non lavorare per l’unità della Chiesa.

Noi siamo impegnati a dividere le pecore dalle capre nella Chiesa di Dio, quindi, non si può pretendere da noi che parliamo di una unità tra tutti che non potrà mai sussistere, tranne che alle condizioni che i giusti abbandonino la verità e i comandamenti di Dio.

Per essere uniti ci vuole il pari consentimento, lo stesso spirito, una stessa mente ed uno stesso cuore, se non ci sono queste cose, non ci può essere unità. E tali cose si possono avere solo se si è in comunione profonda con Dio, per mezzo del suo Spirito santo, nella santificazione e nell’obbedienza ai Suoi comandamenti.

Giuseppe Piredda, salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù.

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2 commenti leave one →
  1. Luca permalink
    31 maggio 2012 08:44

    “riunire tutti sotto la schiavitù del PAPA”… interessante linguaggio di altri tempi. E in cosa consisterebbe questa schiavitù oggi (ammesso e non a priori concesso che ci fosse schiavitù nel passato)?

    Per il resto condivido, in parte. Attento a non strappare il grano insieme alla zizzania!

    Mi piace

  2. 31 maggio 2012 14:27

    Grazie per l’avvertimento di non strappare il grano con la zizzania. Ma la questione che si apre è questa, sono gli uomini che avranno il compito di strappare?
    Inoltre, ora che ci siamo, tu, Luca, ti ritieni grano o zizzania?
    Il grano adora solo Iddio e si attiene solo alle Scritture e non toglie il secondo comandamento scritto in Esodo 20, non difende il Papa ma lo ritiene servo del diavolo, e tutti quelli che si sottomettono al diavolo li definisce schiavi del peccato e del diavolo.
    I membri di una setta sono o non sono schiavi del loro leader? Certo che lo sono, spiritualmente lo sono; e così della Chiesa cattolica romana, chi serve il papa è schiavo del papa, delle tradizioni e superstizioni cattoliche, quindi, è schiavo di quelle cose che lo hanno vinto.
    Non ti affaticare a cercare risposte, perché ti avverto fin da ora che saranno parole e tempo sprecato.
    Pace a te e che Dio ti apra la mente ed il cuore per intendere quale via devi percorrere per essere salvato.

    Mi piace

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