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Si sono fatti un Dio che promette agli uomini che, una volta che hanno creduto in Gesù, non avranno da fare nessuna rinuncia, non avranno più problemi e non soffriranno più

14 gennaio 2012

Si sono fatti un Dio che promette agli uomini che, una volta che hanno creduto in Gesù, non avranno da fare nessuna rinuncia, non avranno più problemi e non soffriranno più

L’Iddio di costoro promette una vita senza rinunce, afflizioni e persecuzioni a coloro che credono in Gesù Cristo. Praticamente una vita di ‘rose e fiori’, senza un costo da pagare.

La Scrittura insegna invece che mentre diventare Cristiani non costa niente, nel senso che la salvezza non costa niente in quanto è gratuita e si ottiene soltanto per la fede in Cristo, secondo che è scritto: “Poiché gli è per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non vien da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù d’opere, affinché niuno si glorî; perché noi siamo fattura di lui, essendo stati creati in Cristo Gesù per le buone opere, le quali Iddio ha innanzi preparate affinché le pratichiamo” (Efesini 2:8-10), l’essere Cristiani, o il vivere da Cristiani, o il mantenersi Cristiani, ha un prezzo, eccome se ha un prezzo, in termini di rinunce, e di afflizioni, persecuzioni, tribolazioni, ingiurie, a motivo di Cristo, e questo ancora oggi. E noi parliamo di questo costo, al fine di non illudere coloro che credono in Cristo.

E’ un prezzo alto, quello che si deve pagare, quindi, per rimanere fedeli al Vangelo e alla sana dottrina; ma non c’è niente di che meravigliarsi o scandalizzarsi, perchè Gesù Cristo ha detto: “Se uno viene a me e non odia suo padre, e sua madre, e la moglie, e i fratelli, e le sorelle, e finanche la sua propria vita, non può esser mio discepolo. E chi non porta la sua croce e non vien dietro a me, non può esser mio discepolo. Infatti chi è fra voi colui che, volendo edificare una torre, non si metta prima a sedere e calcoli la spesa per vedere se ha da poterla finire? Che talora, quando ne abbia posto il fondamento e non la possa finire, tutti quelli che la vedranno prendano a beffarsi di lui, dicendo: Quest’uomo ha cominciato a edificare e non ha potuto finire. Ovvero, qual è il re che, partendo per muover guerra ad un altro re, non si metta prima a sedere ed esamini se possa con diecimila uomini affrontare colui che gli vien contro con ventimila? Se no, mentre quello è ancora lontano, gli manda un’ambasciata e chiede di trattar la pace. Così dunque ognun di voi che non rinunzi a tutto quello che ha, non può esser mio discepolo” (Luca 14:26-33), ed anche: “Non pensate ch’io sia venuto a metter pace sulla terra; non son venuto a metter pace, ma spada. Perché son venuto a dividere il figlio da suo padre, e la figlia da sua madre, e la nuora dalla suocera; e i nemici dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua. Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figliuolo o figliuola più di me, non è degno di me; e chi non prende la sua croce e non vien dietro a me, non è degno di me. Chi avrà trovato la vita sua la perderà; e chi avrà perduto la sua vita per cagion mia, la troverà” (Matteo 10:34-39), ed ancora: “Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe quel ch’è suo; ma perché non siete del mondo, ma io v’ho scelti di mezzo al mondo, perciò vi odia il mondo. Ricordatevi della parola che v’ho detta: Il servitore non è da più del suo signore. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo ve lo faranno a cagion del mio nome, perché non conoscono Colui che m’ha mandato” (Giovanni 15:18-21).

E per rendersi conto nella pratica del costo che i discepoli di Cristo devono pagare per la loro fede, basta leggere il libro degli Atti e le epistole, in particolare quelle dell’apostolo Paolo dove si può chiaramente vedere quanto soffrirono gli apostoli ed anche le Chiese di allora a motivo di Cristo. Già, perchè gli apostoli parlavano delle sofferenze che sia loro stessi che le Chiese pativano o dovevano patire a motivo di Cristo.

Per esempio ascoltate quello che ha detto Paolo a Timoteo: “Quanto a te, tu hai tenuto dietro al mio insegnamento, alla mia condotta, a’ miei propositi, alla mia fede, alla mia pazienza, al mio amore, alla mia costanza, alle mie persecuzioni, alle mie sofferenze, a quel che mi avvenne ad Antiochia, ad Iconio ed a Listra. Sai quali persecuzioni ho sopportato; e il Signore mi ha liberato da tutte. E d’altronde tutti quelli che voglion vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati; mentre i malvagi e gli impostori andranno di male in peggio, seducendo ed essendo sedotti” (2 Timoteo 3:10-13). Notate che Paolo dice chi sono coloro che saranno perseguitati, cioè quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù, ed anche dice quanti sono, infatti dice che sono tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù. Cosa significa questo? Che non importa dove e quando vivono sulla terra quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù, perchè essi saranno perseguitati, essi soffriranno, essi saranno afflitti, a motivo della loro fede in Cristo.

Prendiamo anche le seguenti parole di Paolo ai Corinzi: “Fino a questa stessa ora, noi abbiamo fame e sete, noi siamo ignudi, e siamo schiaffeggiati, e non abbiamo stanza ferma, e ci affatichiamo lavorando con le nostre proprie mani; ingiuriati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; diffamati, esortiamo; siamo diventati e siamo tutt’ora come la spazzatura del mondo, come il rifiuto di tutti” (1 Corinzi 4:11-13); non stanno forse a dimostrare che coloro che annunziano la Parola di Dio hanno molti nemici e subiscono persecuzioni di ogni genere? Però esse non piacciono a questi Cristiani ‘rose e fiori’. Il loro Vangelo è privo di afflizioni; le loro predicazioni vertono sul successo e sul benessere; ma d’altronde, come potrebbero mai mettersi a predicare la rinunzia a se stessi quando loro stessi ancora non vi hanno rinunziato?

Il loro messaggio è attraente e seducente anche per questa caratteristica, perchè è privo di questi argomenti. Ogni messaggio che non mette in risalto le afflizioni che un credente deve patire sulla terra troverà sempre tante persone disposte ad accettarlo, perchè oggi quasi nessuno vuole sentire parlare di dovere soffrire per il Vangelo. Quasi tutti vogliono solo sentire che Dio ci ama, che non ci farà mancare nulla, che è buono e pronto a perdonare chi va a lui. E se poi a queste parole vi si aggiunge che chi va al Signore non avrà più problemi, e Dio lo farà prosperare economicamente e lo farà vivere su questa terra come un figlio di re, allora il messaggio trova ancora un più largo consenso. Diletti, guardate di non essere sedotti da questi cianciatori, perchè Gesù ha detto: “Chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me” (Matteo 10:38), ed ancora: “Così dunque ognun di voi che non rinunzi a tutto quello che ha, non può essere mio discepolo” (Luca 14:33), mentre questi vorrebbero farvi seguire il Signore senza portare la vostra croce e senza rinunziare a voi stessi. Questo è impossibile farlo, perchè il sentiero cristiano è pieno di sofferenze e di rinunzie; io, le orme di Cristo non le ho trovate su una strada comoda dove non ci sono necessità, persecuzioni, ed angustie, ma su una strada angusta dove quotidianamente ci sono delle lotte da affrontare e delle afflizioni da patire a motivo di giustizia. È su questa che ho cominciato a camminare ed è su questa che voglio terminare di camminare con il mio Signore; le strade comode senza persecuzioni ma con i piaceri della vita a portata di mano non hanno nulla a che fare con la via santa, non vi inoltrate per esse perchè esse conducono lontano dal Signore e dai suoi comandamenti.
Ma io dico: come possono costoro dire tali cose quando Gesù stesso ha detto: “Nel mondo avrete tribolazione” (Giovanni 16:33), e gli apostoli hanno detto che “dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni” (Atti 14:22)? Non si può dimostrare nè con le Scritture e neppure con i fatti che i credenti non sono chiamati a soffrire in questo mondo, anzi le Scritture e i fatti attestano esattamente il contrario.

Noi infatti attestiamo per esperienza che nel vivere piamente in Cristo si viene perseguitati, ingiuriati, afflitti, da parte di quelli del mondo. E non solo da quelli del mondo, ma anche da molti che si dicono Cristiani Evangelici. Anzi noi dobbiamo dire che abbiamo ricevuto molte persecuzioni anche da parte di cosiddetti Cristiani Evangelici (pastori e non pastori). E perchè questo? Perchè essi sono mondani, si sono alleati con il mondo, hanno trovato un intesa con il mondo, e quindi non sopportano noi, che questa intesa la rigettiamo e la riproviamo.

Ma noi attestiamo anche che le afflizioni che patisce il Cristiano, non importa di che genere esse siano, sono utili, secondo che è scritto: “Ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza, e la esperienza speranza” (Romani 5:3-4), ed anche: “Fratelli miei, considerate come argomento di completa allegrezza le prove svariate in cui venite a trovarvi, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. E la costanza compia appieno l’opera sua in voi, onde siate perfetti e completi, di nulla mancanti” (Giacomo 1:2-4).
Dunque, fratelli, nessuno di costoro vi seduca con vani ragionamenti.

[Tratto dal libro scritto da Giacinto Butindaro dal titolo: “Si sono fatti un Dio su misura“, Roma – agosto 2011]

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