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Si sono fatti un Dio che odia il divorzio, ma non l’adulterio

17 gennaio 2012

Si sono fatti un Dio che odia il divorzio, ma non l’adulterio

L’Iddio di costoro odia il divorzio, ma nello stesso tempo incoraggia a commettere adulterio. Negli scritti dei loro pastori infatti si legge spesso l’affermazione del profeta Malachia: “Poiché io odio il ripudio, dice l’Eterno, l’Iddio d’Israele; e chi ripudia copre di violenza la sua veste, dice l’Eterno degli eserciti. Badate dunque allo spirito vostro, e non agite perfidamente” (Malachia 2:16), ma nello stesso tempo sostengono che il vincolo matrimoniale si scioglie con la fornicazione o con l’abbandono da parte del coniuge non credente, per cui in questo caso, il coniuge tradito o abbandonato a cagione della sua fede ha il diritto di passare a seconde nozze.

La Scrittura insegna invece che la fornicazione permette al marito solo di mandare via la propria moglie ma non di sposarsi di nuovo. Gesù infatti disse: “Fu detto: Chiunque ripudia sua moglie, le dia l’atto del divorzio. Ma io vi dico: Chiunque manda via la moglie, salvo che per cagion di fornicazione, la fa essere adultera; e chiunque sposa colei ch’è mandata via, commette adulterio” (Matteo 5:31-32), ed anche: “Ed io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per cagion di fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adulterio” (Matteo 19:9). Qualcuno probabilmente nel leggere queste parole di Gesù farà notare che Gesù non ha detto che se uno manda via la propria moglie per cagione di fornicazione e ne sposa un’altra commette adulterio, ma solo che egli commette adulterio solo se manda via la moglie per una ragione che non sia la fornicazione. A costui però voglio dire che non può essere così perché in un altro luogo è scritto che Gesù ha detto: “Chiunque manda via la moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; e chiunque sposa una donna mandata via dal marito, commette adulterio” (Luca 16:18), il che significa che non importa quale sia la ragione per cui il marito manda via la moglie (cioè se sia una ragione che giustifica o meno la sua cacciata), perché se egli ne sposa un’altra commette adulterio. L’unica ragione che permette all’uomo di passare a nuove nozze è la morte della moglie; nessun’altro fatto lo scioglie dalla legge che lo lega alla moglie. Ovviamente questo principio si applica anche nel caso sia il marito a commettere fornicazione; anche in questo caso la moglie se si separa da lui non può risposarsi ma deve rimanere com’è secondo che è scritto: “E se mai si separa, rimanga senza maritarsi o si riconcilî col marito” (1 Corinzi 7:11).

Anche nel caso il coniuge non credente abbandona il credente perchè non è più contento di vivere con lui, questo non autorizza il credente a passare a seconde nozze, perchè Paolo dice: “Se un fratello ha una moglie non credente ed ella è contenta di abitar con lui, non la lasci; e la donna che ha un marito non credente, s’egli consente ad abitar con lei, non lasci il marito; perché il marito non credente è santificato nella moglie, e la moglie non credente è santificata nel marito credente; altrimenti i vostri figliuoli sarebbero impuri, mentre ora sono santi. Però, se il non credente si separa, si separi pure; in tali casi, il fratello o la sorella non sono vincolati; ma Dio ci ha chiamati a vivere in pace; perché, o moglie, che sai tu se salverai il marito? Ovvero tu, marito, che sai tu se salverai la moglie?” (1 Corinzi 7:12-16). Cosa vuol dire Paolo? Che la donna credente che ha un marito non credente, se egli consente ad abitare con lei, ha l’obbligo di non lasciarlo; però, se il marito non credente decide di separarsi e di andarsene da lei perché non è più disposto a rimanere con lei, allora lei, in questo caso, non è vincolata, cioè non è più obbligata a continuare a vivere con lui e a non lasciarlo. Il medesimo discorso vale per un marito credente che ha una moglie non credente. Il partner credente non è obbligato a combattere per preservare l’unità familiare. La pace a cui Dio ci ha chiamati di cui parla Paolo in quel contesto è l’armonia coniugale. Quindi se il partner non credente insiste nell’andarsene via, allora il credente non è obbligato a vivere in perpetuo conflitto con il coniuge non credente ma è libero di lasciarlo andare via; ma non è libero di passare a seconde nozze.

[Tratto dal libro scritto da Giacinto Butindaro dal titolo: “Si sono fatti un Dio su misura“, Roma – agosto 2011]

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