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Testimonianze: Battesimi con lo Spirito santo, lingue, interpretazione delle lingue, profezie

23 gennaio 2012

Testimonianze: Battesimi con lo Spirito santo, lingue, interpretazione delle lingue, profezie

Insegnamento biblico

Parlare in altre lingueIl battesimo con lo Spirito Santo è una esperienza successiva alla conversione

Dopo che un anima si pente dei suoi peccati e si converte a Dio, ottenendo il perdono dei peccati e la salvezza eterna mediante la fede in Gesù Cristo; oltre che farsi immediatamente battezzare da un ministro del Vangelo in acqua per immersione, nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo, battesimo questo che è la richiesta di una buona coscienza fatta a Dio (cfr. 1 Piet. 3:21) e che simboleggia il seppellimento del vecchio uomo e la resurrezione dell’uomo nuovo avvenuti in chi ha creduto (cfr. Rom. 6:3-4), egli deve pure desiderare fortemente di essere battezzato con lo Spirito Santo da Gesù Cristo, sì perché questo è un battesimo che a differenza di quello in acqua è ministrato direttamente da Gesù Cristo secondo che è scritto: “Lui vi battezzerà con lo Spirito Santo” (Mar. 1:8). E inoltre mentre con il battesimo in acqua si richiede a Dio una buona coscienza (oltre che essere seppelliti nella morte di Cristo ed essere risuscitati in novità di vita, nel senso che il battesimo simboleggia queste due fasi che sono già avvenute alla conversione), con il battesimo con lo Spirito Santo si viene rivestiti di potenza dall’alto secondo che disse Gesù Cristo stesso, che è Colui che ministra questo battesimo: “Voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi” (Atti 1:8), ossia la potenza per testimoniare in questo mondo malvagio della grazia salutare di Dio manifestata in Cristo Gesù.

Questo battesimo fu sperimentato dai discepoli di Gesù Cristo il giorno della Pentecoste successivo alla sua ascensione in cielo alla destra del Padre, e quindi pochi giorni dopo che egli fu assunto in cielo perché la sua assunzione avvenne dopo quaranta giorni la sua resurrezione avvenuta durante la Pasqua giudaica e la Pentecoste cadeva cinquanta giorni dopo la Pasqua. Questo fu l’adempimento delle seguenti parole che sempre Gesù Cristo aveva pronunciato prima di essere assunto in cielo: “Voi sarete battezzati con lo Spirito Santo fra non molti giorni” (Atti 1:5).

Troviamo la narrazione di questo evento nel secondo capitolo del libro degli Atti: “E come il giorno della Pentecoste fu giunto, tutti erano insieme nel medesimo luogo. E di subito si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, ed esso riempì tutta la casa dov’essi sedevano. E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e se ne posò una su ciascuno di loro. E tutti furon ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d’esprimersi. Or in Gerusalemme si trovavan di soggiorno dei Giudei, uomini religiosi d’ogni nazione di sotto il cielo. Ed essendosi fatto quel suono, la moltitudine si radunò e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nel suo proprio linguaggio. E tutti stupivano e si maravigliavano, dicendo: Ecco, tutti costoro che parlano non son eglino Galilei? E com’è che li udiamo parlare ciascuno nel nostro proprio natìo linguaggio? Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia Cirenaica, e avventizî Romani, tanto Giudei che proseliti, Cretesi ed Arabi, li udiamo parlar delle cose grandi di Dio nelle nostre lingue. E tutti stupivano ed eran perplessi dicendosi l’uno all’altro: Che vuol esser questo? Ma altri, beffandosi, dicevano: Son pieni di vin dolce. Ma Pietro, levatosi in piè con gli undici, alzò la voce e parlò loro in questa maniera: Uomini giudei, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, siavi noto questo, e prestate orecchio alle mie parole. Perché costoro non sono ebbri, come voi supponete, poiché non è che la terza ora del giorno: ma questo è quel che fu detto per mezzo del profeta Gioele: E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeteranno, e i vostri giovani vedranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni. E anche sui miei servi e sulle mie serventi, in quei giorni, spanderò del mio Spirito, e profeteranno. E farò prodigi su nel cielo, e segni giù sulla terra; sangue, e fuoco, e vapor di fumo. Il sole sarà mutato in tenebre, e la luna in sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno, che è il giorno del Signore. Ed avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato” (Atti 2:1-21).

Come si riceve il battesimo con lo Spirito

Questo battesimo si può ricevere sia tramite l’imposizione delle mani che senza, infatti nel libro degli Atti degli apostoli i circa centoventi a Gerusalemme e Cornelio e i suoi a Cesarea lo ricevettero senza l’imposizione delle mani di nessuno (cfr. Atti 2:1-4; 10:44-46; 11:15); mentre i credenti di Samaria (cfr. Atti 8:14-17), i circa dodici discepoli ad Efeso come anche l’apostolo Paolo lo ricevettero tramite l’imposizione delle mani (cfr. Atti 19:6: 9:17).

Le lingue e l’interpretazione

Come abbiamo visto poco fa, il battesimo con lo Spirito Santo sperimentato dai discepoli il giorno della Pentecoste fu un riempimento di Spirito Santo, riempimento che fu immediatamente accompagnato da un parlare in lingue straniere a loro sconosciute. Fenomeno questo predetto da Gesù Cristo quando disse a proposito dei segni che accompagneranno coloro che avranno creduto “nel mio nome …. parleranno in lingue nuove” (Mar. 16:17). E fenomeno questo che accompagnò anche altri battesimi con lo Spirito Santo registrati nel libro degli Atti (non in tutti gli altri battesimi con lo Spirito Santo registrati viene menzionato il fenomeno del parlare in lingue, ma questo solo perchè Dio non volle che fosse scritto proprio in tutti i casi e non perché non si verificò in tutti i casi), che sono quello della casa di Cornelio secondo che è scritto: “Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che udivano la Parola. E tutti i credenti circoncisi che erano venuti con Pietro, rimasero stupiti che il dono dello Spirito Santo fosse sparso anche sui Gentili; poiché li udivano parlare in altre lingue, e magnificare Iddio” (Atti 10:44-46); e il caso dei circa dodici discepoli di Efeso secondo che è scritto: “Udito questo, furon battezzati nel nome del Signor Gesù; e dopo che Paolo ebbe loro imposto le mani, lo Spirito Santo scese su loro, e parlavano in altre lingue, e profetizzavano. Erano, in tutto, circa dodici uomini” (Atti 19:5-7).

Il parlare in altre lingue quindi è, in base all’insegnamento biblico, il segno esteriore che caratterizza o che evidenzia il battesimo con lo Spirito Santo.

Riguardo al parlare in altre lingue va però precisato che mentre tutti coloro che sperimentano il battesimo con lo Spirito Santo parlano in lingue, non tutti hanno il dono della diversità delle lingue perché questo è la capacità data dallo Spirito Santo solo ad alcuni credenti di parlare più lingue straniere e non una sola (cfr. 1 Cor. 12:10). Ecco perché Paolo dice ai santi di Corinto: “Parlan tutti in altre lingue?” (1 Cor. 12:30).

Il parlare in lingue è un parlare rivolto a Dio perché Paolo dice: “Perché chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno l’intende, ma in ispirito proferisce misteri” (1 Cor. 14:2).

Questi misteri possono consistere in preghiere rivolte a Dio in favore dei santi: “Parimente ancora, lo Spirito sovviene alla nostra debolezza; perché noi non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; e Colui che investiga i cuori conosce qual sia il sentimento dello Spirito, perché esso intercede per i santi secondo Iddio” (Rom. 8:26-27); in cantici e ringraziamenti rivolti a Dio perché Paolo dice: “Che dunque? Io pregherò con lo spirito, ma pregherò anche con l’intelligenza; salmeggerò con lo spirito, ma salmeggerò anche con l’intelligenza. Altrimenti, se tu benedici Iddio soltanto con lo spirito, come potrà colui che occupa il posto del semplice uditore dire ‘Amen’ al tuo rendimento di grazie, poiché non sa quel che tu dici? Quanto a te, certo, tu fai un bel ringraziamento; ma l’altro non è edificato” (1 Cor. 14:15-17).

Questo parlare in lingue in certe occasioni viene compreso da persone presenti che non sono ancora dei Cristiani, in altre parole avviene la stessa cosa che avvenne il giorno della Pentecoste a Gerusalemme. E naturalmente il fatto che coloro che parlano in altre lingue non abbiano imparato presso nessuna scuola la lingua straniera che parlano per lo Spirito, suscita grande meraviglia in quegli uditori che li ascoltano parlare. In questo caso il parlare in lingue serve di segno per i non credenti (cfr. 1 Cor. 14:22). E in certi casi questa meraviglia porta la persona che ha udito esterrefatto parlare nella lingua del suo paese a convertirsi al Signore. Il giorno della Pentecoste i Giudei che erano di soggiorno a Gerusalemme, quando si riunirono presso il luogo dove i circa centoventi discepoli parlavano in altre lingue, rimasero meravigliati nel sentire quei Galilei parlare delle cose grandi di Dio nelle loro lingue natie, e dopo che Pietro parlò loro, molti di loro si convertirono (cfr. Atti 2:5-41).

Ci sono poi casi in cui il parlare in altra lingua viene inteso anche da certi credenti, ma non perchè hanno imparato quella lingua a scuola o perchè è la lingua del loro paese, ma perché hanno ricevuto dallo Spirito Santo il dono dell’interpretazione delle lingue (cfr. 1 Cor. 12:10). In questo caso il credente che ha questo dono sarà in grado di interpretare per la chiesa riunita il parlare straniero, interpretazione che sarà di edificazione alla chiesa secondo che è scritto: “Or io ben vorrei che tutti parlaste in altre lingue; ma molto più che profetaste; chi profetizza è superiore a chi parla in altre lingue, a meno ch’egli interpreti, affinché la chiesa ne riceva edificazione” (1 Cor. 14:5). La Chiesa sarà edificata nel sentire in una lingua conosciuta quella preghiera o quel cantico pronunciato per lo Spirito in una lingua sconosciuta, e potrà dire: ‘Amen!’

Quando la chiesa è riunita, se c’è chi parla in altra lingua devono essere due o tre al più a parlare in altra lingua, e uno dopo l’altro, e uno deve interpretare. Se non c’è chi interpreta però, essi si devono tacere e parlare a se stessi e a Dio (cfr. 1 Cor. 14:27-28).

Chi parla in altra lingua deve pregare di potere interpretare (cfr. 1 Cor. 14:13).

Il parlare in altra lingua non va impedito (cfr. 1 Cor. 14:39).

Il dono di profezia

Per ciò che concerne il dono di profezia, esso è un dono dello Spirito Santo mediante il quale chi lo possiede, quando vuole lo Spirito, “parla agli uomini un linguaggio di edificazione, di esortazione e di consolazione” (1 Cor. 14:3). E’ un dono che possiedono tutti coloro che hanno il ministerio di profeta, ma da solo non rende profeti perché oltre al dono di profezia il profeta ha anche dei doni di rivelazione (dono di parola di sapienza, dono di parola di conoscenza, discernimento degli spiriti).

Nella Scrittura abbiamo molti esempi di profezie, ecco alcune di queste profezie.

Isaia, profeta di Dio, mediante lo Spirito, (in profezia) proferì agli uomini queste parole di edificazione: “Porgete orecchio, e date ascolto alla mia voce! State attenti, e ascoltate la mia parola! L’agricoltore ara egli sempre per seminare? Rompe ed erpica egli sempre la sua terra? Quando ne ha appianata la superficie, non vi semina egli l’aneto, non vi sparge il comino, non vi mette il frumento a solchi, l’orzo nel luogo designato, e il farro entro i limiti ad esso assegnati? Il suo Dio gl’insegna la regola da seguire e l’ammaestra. L’aneto non si trebbia con la trebbia, nè si fa passar sul comino la ruota del carro; ma l’aneto si batte col bastone, e il comino con la verga. Si trebbia il grano; nondimeno, non lo si trebbia sempre; vi si fan passare sopra la ruota del carro ed i cavalli, ma non si schiaccia. Anche questo procede dall’Eterno degli eserciti; maravigliosi sono i suoi disegni, grande è la sua sapienza” (Is. 28:23-29).

Un esempio di linguaggio di esortazione proferito mediante il dono di profezia è questo: “O trasgressori, rientrate in voi stessi!… L’Eterno degli eserciti, quello, santificate! Sia lui quello che temete e paventate!… Lavatevi, purificatevi, togliete d’innanzi agli occhi miei la malvagità delle vostre azioni; cessate dal fare il male; imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l’oppresso, fate ragione all’orfano, difendete la causa della vedova!” (Is. 46:8; 8:13; 1:16,17).

Un esempio di linguaggio di consolazione proferito in profezia è questo: “Io, io son colui che vi consola; chi sei tu che tu tema l’uomo che deve morire, e il figliuol dell’uomo che passerà com’erba?… Ascoltatemi, o voi che conoscete la giustizia, o popolo che hai nel cuore la mia legge! Non temete l’obbrobrio degli uomini, nè siate sgomenti per i loro oltraggi. Poiché la tignola li divorerà come un vestito, e la tarma li roderà come la lana…Non temere, perchè io t’ho riscattato, t’ho chiamato per nome; tu sei mio! Quando passerai per delle acque, io sarò teco; quando traverserai dei fiumi, non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non ne sarai arso, e la fiamma non ti consumerà” (Is. 51:12; 51:7,8; 43:1,2).

Il dono di profezia è il dono che Paolo esorta a bramare prima di tutti gli altri: “Procacciate la carità, non lasciando però di ricercare i doni spirituali, e principalmente il dono di profezia” (1 Cor. 14:1).

Quando si manifesta il dono di profezia non c’è una predizione di uno specifico evento futuro (la nascita di qualcuno, la morte di qualcuno, una guerra, un terremoto, ecc.), perchè come vedremo quest’ultima viene data con il dono di parola di sapienza.

L’utilità del battesimo con lo Spirito Santo, del parlare in lingue, dell’interpretazione e della profezia

E’ evidente da quello che si apprende dalla Scrittura che il battesimo con lo Spirito Santo, il parlare in altra lingua, l’interpretazione del parlare in altra lingua e la profezia sono tutte manifestazioni spirituali utili ai santi. Non potrebbe essere altrimenti, dato che procedono da Dio che “ha fatto ogni cosa per uno scopo” (Prov. 16:4) e la manifestazione dello Spirito è data per l’utile comune (cfr. 1 Cor. 12:7). Ho già fatto capire la loro utilità ma voglio soffermarmi ancora su di essa.

In merito al battesimo con lo Spirito Santo esso conferisce potenza al credente perchè egli viene rivestito di potenza dall’alto. E questo lo si capisce considerando l’effetto che ebbe il battesimo con lo Spirito Santo sui discepoli del Signore il giorno della Pentecoste. Si veda il loro coraggio e la loro franchezza nel testimoniare del Vangelo di Dio in mezzo alla persecuzione dopo quel giorno per capire quanto utile sia il battesimo con lo Spirito Santo.

Il parlare in altra lingua è utile all’edificazione del credente che parla in altra lingua. “Chi parla in altra lingua edifica se stesso” (1 Cor. 14:4), dice Paolo, quindi mediante questa manifestazione il credente si sente ricaricato spiritualmente anche se non intende quello che dice per lo Spirito. Ora, chi è quel credente che non vuole edificare se stesso? Credo che non ci sia. E poi chi parla in altra lingua prega Dio per dei fratelli in altra lingua, nel senso che intercede per i santi mediante lo Spirito Santo, ed anche questo è una cosa utile perchè un fratello viene da Dio messo in grado di pregare per qualcuno che non conosce per dei bisogni che non conosce. In altre parole egli viene messo in grado di fare qualcosa che umanamente è impossibile a motivo della limitata conoscenza umana. E la stessa utilità ce l’ha anche il cantare in altra lingua e il rendere grazie in altra lingua, prima di tutto perchè Dio prende piacere nelle lodi e nelle azioni di grazie che gli vengono rivolte, e poi perchè in questo caso si tratta di cantici e di azioni di grazie proferiti non basandoci sulla nostra intelligenza e sulla nostra conoscenza, ma sospinti dallo Spirito e quindi siamo certi che essi sono pienamente ispirati. Ovviamente affinché la Chiesa ne riceva utilità dal parlare in altra lingua, esso ha bisogno di essere interpretato; solo allora infatti essa potrà intenderlo e dire: ‘Amen’ e rimanere edificata. Ecco allora l’utilità del dono dell’interpretazione delle lingue. Ma basta considerare che mediante questo dono lo Spirito dà di intendere quello che lo Spirito ha detto in favore di un fratello a noi sconosciuto che magari si trova in chissà quale bisogno a noi sconosciuto, per capire la sua utilità.

Riguardo al parlare in altra lingua occorre poi dire che esso può contribuire alla conversione degli increduli, perchè le lingue servono di segno per i non credenti (cfr. 1 Cor. 14:22), nel senso che gli mostrano o fanno capire che Dio è con noi e opera in maniera tremenda e li attraggono a Cristo. Questo avviene quando il non credente riconosce che chi sta parlando in altra lingua sta parlando in una lingua a lui sconosciuta senza conoscerla.

Per ciò che concerne la profezia, essa consola, edifica, esorta; fa quindi delle cose di cui c’è bisogno nella chiesa. C’è di più essa rivela i pensieri nascosti nel cuore dell’uomo infatti Paolo dice ai santi di Corinto: “Ma se tutti profetizzano, ed entra qualche non credente o qualche estraneo, egli è convinto da tutti, è scrutato da tutti, i segreti del suo cuore son palesati; e così, gettandosi giù con la faccia a terra, adorerà Dio, proclamando che Dio è veramente fra voi” (1 Cor. 14:24-25). Quindi tramite questo dono viene esaltato Dio e si possono convertire degli increduli.

Le falsificazioni

In mezzo alla Chiesa di Dio esistono anche falsi battesimi con lo Spirito Santo e quindi falsi parlare in lingue, come anche esistono false interpretazioni e false profezie. Come riconoscere queste mistificazioni?

Per ciò che riguarda il falso battesimo con lo Spirito Santo con il relativo falso parlare in lingue, esso si riconosce dal fatto che chi dice di averlo ricevuto non ha ricevuto alcuna potenza dall’alto. Il battesimo con lo Spirito Santo infatti conferisce potenza al credente, cosa che ovviamente un battesimo inventato non può fare. Ma c’è anche un’altra maniera per riconoscerlo, infatti dato che il parlare in lingue in questo caso è frutto della propria astuzia o immaginazione, questo parlare non costituisce un vero linguaggio in una lingua sconosciuta, ma semplicemente un cumulo di sillabe e parole messe assieme alla rinfusa per dare l’impressione a chi ascolta che si tratta di una vera lingua straniera. E poi mancano i sospiri ineffabili di cui parla Paolo ai santi di Roma, e che contraddistinguono il pregare in altra lingua.

Per ciò che concerne le false interpretazioni, esse si possono riconoscere dal fatto che non costituiscono un parlare rivolto a Dio, come una preghiera, un cantico o un rendimento di grazie, ma un parlare rivolto agli uomini cosa che non può essere perchè chi parla in altra lingua non parla agli uomini ma a Dio (cfr. 1 Cor. 14:1) e di conseguenza anche l’interpretazione deve essere rivolta a Dio. Un’altra maniera per riconoscerle è quello di andare a interpellare chi ha proferito questi ‘messaggi rivolti agli uomini’ domandandogli come faccia a interpretare le lingue. Io so che la risposta in taluni casi è pressappoco la seguente: ‘Io vedo quale sia il problema che c’è nella chiesa e mi oriento di conseguenza’!!!, o ‘Anche se non ho inteso quello che è stato detto in altra lingua, l’importante è che io non dica nulla che sia fuori dottrina’!!! Da queste risposte si può tranquillamente evincere che chi pretende di interpretare non possiede il dono dell’interpretazione delle lingue. Questi ‘cosiddetti messaggi in lingue’ quindi sono delle manifestazioni che vengono all’occorrenza inventate.

Le false profezie si possono riconoscere dal fatto che consolano qualcuno quando costui non ha bisogno di consolazione ma di una severa riprensione (lo Spirito Santo riprende i dissoluti e non li consola); riprendono qualcuno invece quando costui ha bisogno di una consolazione. Per esempio, se un fratello dice in comunità che dato che occorre santificarsi è bene astenersi dall’andare al mare a mettersi mezzi nudi, dal guardare l’immondizia che viene trasmessa alla televisione, e viene perseguitato da certi credenti carnali e qualcuno di questi in profezia lo ‘riprende’ accusandolo di gettare scompiglio nella chiesa o di dire falsità, quella è una falsa profezia. Lo Spirito Santo infatti attesta che queste cose sono cose da cui i santi si devono astenere e non può riprendere chi le riprova. Un altro caso simile può essere quello di una profezia che incoraggia un credente chiamato dal Signore quando era divorziato a risposarsi. In questo caso la profezia è falsa perchè il credente viene incoraggiato a fare una cosa che si oppone alla sana dottrina, essendo che lui non può risposarsi fino a che vive sua moglie. Ogni qualvolta la profezia si oppone all’insegnamento biblico, essa è falsa perchè lo Spirito Santo che è la verità (cfr. 1 Giov. 5:6) non può andare contro la Parola di Dio che è verità (cfr. Giov. 17:17). In questo caso dunque la profezia non è proferita dallo Spirito Santo ma da qualche altro spirito. Se invece lo spirito che parla tramite il credente quando egli profetizza è lo stesso spirito (ossia lo Spirito Santo) che parlò tramite Gesù Cristo e tramite i profeti e gli apostoli e sospinse quest’ultimi a scrivere i libri della Bibbia non può che confermare quello che essi hanno detto e scritto e la profezia sarà conforme a verità. Una delle maniere quindi per discernere le false profezie dalle vere è quella di esaminarle mediante la Scrittura. Dunque, fratelli, badate a voi stessi, e oltre a non inventarvi nulla studiatevi di smascherare le falsità che vengono spacciate per verità in mezzo al popolo di Dio.

Alcune parole di esortazione

Fratello nel Signore, se hai già ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo, ti esorto a continuare a credere di avere ricevuto l’adempimento della promessa del Salvatore, che questo battesimo, accompagnato dal parlare in lingue, è scritturale; e persevera nel parlare in lingue. Non ti lasciare turbare da alcuni credenti che con i loro vani ragionamenti hanno annullato questa parte del consiglio di Dio dicendo che questo battesimo non è più accompagnato dal parlare in lingue, e che si riceve alla nuova nascita e non dopo essere nati di nuovo. Sappi che tu non hai accettato una strana dottrina, che non ti sei inventato nulla, che non sei caduta vittima di un inganno satanico, che non ti sei lasciato ingannare da spiriti maligni; ma hai accettato per fede, nella semplicità del tuo cuore, una dottrina che fa parte delle dottrine bibliche, ed hai sperimentato il rivestimento di potenza di cui parlò il Signore Gesù prima di essere assunto in cielo. Chi è stato sedotto da vani ragionamenti sono proprio coloro che negano il battesimo con lo Spirito Santo quale esperienza successiva alla nuova nascita, sappilo per certo questo. Costoro senza rendersene conto, nella loro ignoranza della Parola di Dio e della potenza di Dio, parlano stoltamente, arrivando a definire posseduto o comunque influenzato da potenze demoniache chi parla in lingue per lo Spirito; porteranno la pena della loro incredulità e della loro stoltezza. Il Cristianesimo di costoro, che in certi casi sono savi secondo il mondo e abili parlatori, è un Cristianesimo privo di potenza, essi negano la potenza di Dio perchè negano quel battesimo tramite il quale si viene rivestiti di potenza dall’alto. Ah! quanti sono numerosi costoro!! Quanto danno continuano a fare in mezzo al popolo di Dio! Ma grazie siano rese a Cristo Gesù perchè Lui non si è fermato di mandare ad effetto la sua parola ed ancora oggi battezza con lo Spirito Santo. Egli ancora oggi dimostra che non c’è consiglio e nè intelligenza che valga contro di Lui. Nessuno lo può fermare, e nessuno lo fermerà! Se invece non hai ancora ricevuto questo battesimo, allora domandalo a Dio perchè Lui ha promesso di concederlo a coloro che glielo chiedono secondo che è scritto: “Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo domandano!” (Luca 11:13). Se poi tu desideri il dono della diversità delle lingue, quello dell’interpretazione e il dono di profezia, non devi fare altro che bramarli con un cuore puro. Conduciti in maniera degna del Vangelo, sii giusto, sincero, fedele a Dio, e continua a bramare anche questi doni. Certo lo Spirito Santo distribuisce i suoi doni in base alla volontà di Dio, per cui io non ti posso assicurare che riceverai tutti i doni che desideri, certamente però riceverai quelli che rientrano nella volontà di Dio per te, tra questi doni di parola.

Mi rivolgo a voi adesso, credenti che non accettate queste manifestazioni come manifestazioni provenienti da Dio con un fondamento biblico per i nostri giorni: vi esorto a smettere di parlare stoltamente sia contro il battesimo con lo Spirito Santo, che contro le lingue, che contro le interpretazioni e contro le profezie. E’ ora che smettiate di insegnare queste vostre dottrine false che non fanno altro che tenere lontano sia voi che altri dalla potenza di Dio. Volete che Dio vi mostri personalmente che le cose stanno come vi sto dicendo io? Bene, allora mettetevi in preghiera, magari accompagnando la preghiera con il digiuno, chiedendo a Dio in Cristo Gesù di confermarvi se questo battesimo con lo Spirito Santo è accompagnato dal parlare in lingue, e vedrete che il Signore non mancherà di confermarvelo, come anche vi confermerà che lo Spirito Santo ancora oggi distribuisce il dono della diversità delle lingue, dell’interpretazione delle lingue e il dono di profezia, e sarete così liberati da questo laccio in cui siete caduti. Non indugiate a farlo, e ne avrete del bene.

Giacinto Butindaro

[Tratto dal Vol. 1 “Testimonianze“, cap. 2, a cura di Giacinto e Illuminato Butindaro]

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