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Sul parlare complicato e talvolta incomprensibile dei cosiddetti dottori “cessazionisti”

28 gennaio 2012

Sul parlare complicato e talvolta incomprensibile dei cosiddetti dottori “cessazionisti”

«Non già che siam di per noi stessi capaci di pensare alcun che, come venendo da noi; ma la nostra capacità viene da Dio, che ci ha anche resi capaci d’esser ministri d’un nuovo patto, non di lettera, ma di spirito; perché la lettera uccide, ma lo spirito vivifica.» (2 Corinzi  3:5,6)

Taluni che si ritengono dottori, benché siano ignoranti nella conoscenza della Parola di Dio, pure sono pizzicati dalla VANITA’ di farsi credere conoscitori delle lingue greca ed ebraica, come se ciò bastasse per essere definiti dottori della Parola.

Costoro mescolano nei loro discorsi concetti filosofici con dei versetti biblici e aggiungono un contorno di lingue originali, in modo da suscitare meraviglia in coloro che li ascoltano, e ritenendo, questi ultimi, che il ragionamento incomprensibile sia da addebitarsi meglio alla propria ignoranza e non già all’incapacità comunicativa di coloro che predicano.

È Gesù Cristo soltanto che costituisce i dottori nella sua Chiesa, e non si diventa ministri per mezzo dei propri studi umani presso scuole bibliche, né per mezzo della conoscenza delle lingue originali.

Quando un credente ha ricevuto un ministerio da Gesù Cristo si vede e si sente; se ne sente l’autorità nelle sue parole, si sente la capacità che Dio gli ha donato, e quando questi parla, il cuore semplice e aperto dell’ascoltatore arde per mezzo dello Spirito santo, proprio come avvenne ai due discepoli sulla via di Emmaus, quando ascoltarono Gesù che spiegava loro le Scritture: «Ed essi dissero l’uno all’altro: Non ardeva il cuor nostro in noi mentr’egli ci parlava per la via, mentre ci spiegava le Scritture?» (Luca 24:32)

Contrariamente a quanto ritengono certuni, il Greek Bombing, fenomeno che consiste nel bombardare gli ascoltatori con parole delle lingue originali, con il principale scopo di innalzare la propria presunta conoscenza superiore, mostrando sé stessi e in tal modo far credere all’uditorio di avere un ministerio, esso non è il presupposto principale da considerare per ritenere che un credente abbia ricevuto dal Signore il ministerio di dottore della Parola.

Fratelli nel Signore, se udite qualcuno predicare facendo un ricorso massiccio al “Greek Bombing”, sappiate che fa ricorso a tale fenomeno solo per mostrare sé stesso e per inculcare le sue peculiari vedute sulle Scritture ai suoi ascoltatori. Costoro non s’impegnano a trasmettere le verità della Bibbia in modo semplice e comprensibile a tutti, ma si applicano, piuttosto, a rendere complessi i loro discorsi, in modo che i semplici uditori dipendano da loro per una corretta comprensione delle Scritture e delle verità bibliche.

Il fenomeno del “Greek Bombing” viene particolarmente utilizzato da quei dottori di estrazione cessazionista, a motivo del fatto che sono privi della potenza di Dio e non essendo sospinti dallo Spirito santo nelle loro opere e nei loro discorsi, si creano artificiosamente attorno a loro stessi un alone di superiorità ministeriale basata quasi esclusivamente sulla conoscenza mentale, sulla conoscenza di argomenti e di cose che ruotano attorno alle Scritture, che la maggior parte dei credenti non ha avuto la possibilità di studiare e che neppure sono utili da sapere. Raramente costoro parleranno del fuoco interiore dello Spirito santo, della presenza di Dio nei cuori e di tutte quelle esperienze e benedizioni che concernono l’opera dello Spirito dimorante nei credenti. Per questo certo tipo di dottori, la religione è solo una questione mentale e basta! Evitano di parlare di esperienze spirituali interiori, se ne guardano bene, e molti di loro non credono neppure che ci possano essere delle esperienze interiori di comunione con Dio per mezzo dello Spirito santo. Ripeto ancora, che la loro religione si ferma solo a livello mentale, all’andare in comunità, ascoltare qualche sermone e basta.

Contrariamente a quanto insegnano questi presunti dottori, titolati e ben forniti di attestati di studio delle scuole umane, è utile per i santi conoscere soprattutto i concetti e le dottrine della Parola di Dio, tutti quegli insegnamenti che i primi apostoli di Cristo Gesù hanno trasmesso alle chiese, e tra questi insegnamenti ci sono molte cose che riguardano l’opera dello Spirito santo nei cuori degli uomini. Le cose che insegnarono allora gli apostoli, sono ancora valide per oggi, quindi è necessario che tutti i santi conoscano ciò che sta scritto nella Parola di Dio, e faranno bene a studiare le Scritture a casa loro, conoscenza resa necessaria ancor più dal fatto che oggi sono usciti fuori nel mondo molti seduttori di menti, molti falsi dottori e falsi profeti, i quali cercano di sviare le persone dalla verità della Parola di Dio.

Oltre a ciò, è da notare il fatto che questi presunti dottori della Parola del movimento evangelico cessazionista, usano spesso parlare agli ascoltatori usando le lingue originali, rendendo così incomprensibili i propri discorsi ai semplici uditori. Costoro che usano parlare in quella maniera incomprensibile, sono proprio coloro che parlano contro le lingue pentecostali, citando persino il passo dell’apostolo Paolo che dice: « .. ma nella chiesa preferisco dir cinque parole intelligibili per istruire anche gli altri, che dirne diecimila in altra lingua.» (1 Corinzi 14:19)

Una lingua straniera è incomprensibile e quindi inutile per gli ascoltatori, perché non vengono edificati, sia se proviene da studi umani, sia se si parlano lingue per lo Spirito santo a cominciare dal momento in cui si è ricevuto il battesimo con lo Spirito santo.

Fratelli nel Signore, guardatevi da tutti coloro che non si attengono alle sane dottrine esposte nelle sacre Scritture dai primi apostoli; guardatevi da coloro che insegnano in modo incomprensibile e complicato. Diletti, badate a voi stessi e attenetevi strettamente a quanto è scritto nella Parola di Dio, senza farvi deviare, né a destra né a sinistra, da discorsi pieni di filosofia e di sapienza umana.

Che nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda, salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù.

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7 commenti leave one →
  1. Wesley permalink
    30 gennaio 2012 13:29

    Ciao Giuseppe. Ho letto il tuo articolo. Sono d’accordo con te che nessuno deve usare il greco per sostenere una propria convinzione dottrinale personale, oppure per far pensare che ha una superiore conoscienza biblica. Però, non penso che sia giusto far pensare che tutti gli “studiosi” sono credenti carnali o di poco potenza spirituale. Paolo, in efesini parla di ‘dottori’ che hanno il dono di spiegare e comunicare bene le scritture. Poi, non dobbiamo condannare chi vuole studiare il greco del NT per approndire la propria conoscienza delle scritture. Conoscendo BENE il greco del NT può aiutare dare più luce e più chiarezza su ciò che uno crede. Dobbiamo ringraziare coloro che hanno studiato bene il greco per darci oggi il NT in Italiano, non ti sembra. Forse più che conoscere il greco per trarre una giusta interpretazione, e meglio sapere bene le regole da utilizzare per interpretarla. Come credenti, dobbiamo avere la maturità di avere rispetto per coloro che hanno convinzioni bibliche diverse delle nostre. Di pretendere che uno ha ragione su tutto è puro orgoglio e questo ovviamente non piace al Signore!

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  2. 31 gennaio 2012 12:14

    Pace a te Wes.
    Ritengo che uno dei problemi maggiori che affliggono la Chiesa di Cristo in questi giorni, indipendentemente dalle denominazioni, sia quello che riguarda l’errata concezione che un credente può avere le proprie convinzioni bibliche anche se non sono giustificate da passi biblici e da validi ragionamenti. Ciò ha portato molti credenti ad allontanarsi dalle verità bibliche, sostituendo la “buona Parola di Dio” con una cattiva sapienza carnale basata su personali convinzioni che non trovano fondamento nelle Scritture sacre.
    Per fare qualche esempio biblico, voglio ricordare che i farisei e i sadducei avevano le loro personali opinioni, le loro tradizioni, le quali contrastavano con i comandamenti di Dio e, a cagione di queste loro convinzioni, Gesù li ha ripresi ed esortati ad abbandonare le loro opninioni e le loro convinzioni per abbracciare la verità dei comandamenti di Dio.
    Anche l’apostolo Pietro ha avuto delle opinioni sbagliate sul Signore (vgs Marco 8:33), le quali erano ben condivisibili e apprezzabili dal punto di vista umano, ma non erano corrispondenti alla volontà di Dio, erano contrarie al senso delle cose di Dio. Le opinioni, i desideri e le aspettative di Pietro erano umanamente buone, infatti, egli voleva che non accadesse nulla di male a Gesù, il Maestro. Nella stessa maniera che Pietro, molte volte anche oggi dei credenti si fanno prendere dallo stesso buonismo di Pietro in certi casi, senza considerare che certe cose avvengono per volontà di Dio.
    Le considerazioni in breve fatte a riguardo delle opinioni esposte sopra, fanno riflettere sulla corretta interpretazione delle Scritture, la quale non dipende né dalle lingue nè da studi umani, e la prima e più importante regola che bisogna seguire nella corretta interpretazione è che la spiegazione non deve CONTRASTARE con quanto è scritto; seppure si dovesse arrivare in taluni casi ad interpretare il contrario di quanto è scritto, bisogna che tale conclusione sia largamente argomentato con validi ragionamenti biblici, in modo da non lasciare adito ad incomprensioni o errati intendimenti. La stessa ermeneutica, invocata da molti studiosi, obbedisce alla regola principale che se un passo biblico in un certo periodo aveva un significato, negli altri periodi non può assolutamente avere il significato contrario.
    Comunque, la corretta interpretazione delle Scritture può avvenire solo per mezzo della guida e l’illuminazione dello Spirito santo, che dà intendimento e sapienza ai santi e dona loro la capacità di comprendere le cose scritte secondo il senso delle cose di Dio.
    Se ci fosse una presunta libertà di mantenere le proprie opinioni o convinzioni personali, allora il cristianesimo dovrebbe comprendere anche le sette dei Testimoni di Geova, dei Cattolici Romani, dei Mormoni etc.. Anche loro potrebbero addurre a loro giustificazione che su certi passi hanno le loro convinzioni ed opinioni, ma su questo siamo certamente concordi nel pensare che ciò non è conforme a verità, in quanto le Scritture annullano e condannano le loro false dottrine.
    Tuttavia, è necessario ricordare che come è avvenuto anche in passato, ancora oggi ci sono in mezzo alla Chiesa di Cristo interpretazioni errate delle verità bibliche, e che tali cose non avvengono solo nelle sette comunemente riconosciute da tutti.
    Oltre ai casi già accennati, di Gesù che insegna contro le credenze dei farisei, dei sadducei ed altri, nella Parola di Dio leggiamo che pure gli apostoli hanno dovuto scrivere e parlare in difesa della verità, in quanto si erano introdotti all’interno delle Chiese dei falsi dottori che insegnavano delle false dottrine (vgs 2 Tess.2:1-3, 2 Pietro 2:1 e anche 1 Tim. 4:1).
    Quindi, bisogna stare molto attenti nel dire che un credente può avere le proprie personali opinioni su certi concetti biblici.
    Vero è che le sacre Scritture insegnano che sui cibi e sui giorni si possono avere delle opinioni, cioé sia chi mangia carne che chi non ne mangia lo fa per piacere al Signore, e chi osserva dei giorni e chi ritiene tutti i giorni uguali lo fa per piacere al Signore, e se sono pienamente convinti nella loro coscienza, sono graditi a Dio entrambi in quello che fanno (vgs Rom. 14:1-21); ma sono convinzioni personali ben circoscritte e con esse l’apostolo Paolo non voleva minimamente far intendere che tali cose si potessero estendere ad altri concetti biblici, ma dovevano rimanere nell’ambito del mangiare e dell’osservanza dei giorni.
    Insomma, la verità della Parola di Dio è una, ed una soltanto, non ci possono essere due convinzioni opposte sulle dottrine che sono esposte nella Bibbia, perché solo uno ha ragione, altrimenti questo porterebbe al disordine dottrinale e alla totale libertà di credere in ciò che a ciascuno gli pare meglio.
    Dopo un attento esame delle Scritture e delle verità bibliche in esse esposte, ciò che lo Spirito santo fa intendere e sulle cose su cui dà certezza assoluta, sulle cose che sono validamente dimostrate, ecco che nel parlare si è sicuri, infatti se la conclusione a cui si giunge è ampiamente confermata dalle Scritture, per quale motivo il credente dovrebbe ammettere la possibilità che ci possa essere una versione contraria ad essa? Pertanto, nel parlare e nel credere bisogna essere fermi, perché chi ha creduto e può dimostrare con le Scritture che ciò in cui ha creduto è la verità, non deve assolutamente dubitare.
    Questo discorso non deve portare a ritenere che si è perfetti nel parlare e che si ha ragione in tutte le cose, infatti su tante cose siamo sempre in contnua crescita e correzione, tuttavia ci sono delle cose su cui i santi devono essere pienamente convinti e sicuri, e se vi è tale certezza viene di conseguenza che il parlare e lo scrivere trasmettano sicurezza e certezza.
    Questa fiducia nelle cose in cui si è creduto e in cui si è stati accertati da Dio, queesta pienezza di convinzione viene di sovente scambiata per orgoglio da taluni, ma non è così, infatti nessuno si deve vantare di niente, perché nessuno ha qualcosa da sè stessi, ma tutto ciò che si possiede è stato donato da Dio.
    Infatti, cos’abbiamo noi che non abbiamo ricevuto? Niente, tutto ciò che abbiamo l’abbiamo ricevuto dal Signore, e insieme alla comprensione e l’intendimento ci viene donata la pienezza di convinzione, la sicurezza e la fede in Dio che ciò che abbiamo letto e creduto è verità, perciò, com’è scritto: “ho creduto, perciò ho parlato”.
    Questa pienezza di conviznione viene da molti visto come superbia e orgoglio, ma non è così, perché ciò è solo la manifestazione di fiducia in quello che abbiamo creduto, e questo non lascia spazio ad incertezze, a dubbi e quindi ad opinioni contrarie.
    Come può mai esserci autorità spirituale se non si crede profondamente nelle cose che si insegnano? E questa era una particolarità che non era sfuggita alla gente che veniva ammaestrata da Gesù, infatti, essi vedevano chiaramaente che il messaggio di Gesù era diverso (vgs Marco 1:21,22), era pieno di autorità, e non può esserci discorso autorevole se non è pieno di convinzione che il messaggio trasmesso sia verace, privo di ogni ombra di dubbio.
    Per quanto riguarda lo studio delle lingue originali, ritengo siano utili se si deve tradurre la Bibbia in una lingua che ancora non esistte una traduzione in quella lingua, ma se riteniamo che le traduzioni nella nostra lingua siano attendibili, non ha molto senso impiegare notevoli risorse di tempo e di denaro per studiarle, per poter leggere in lingua originale e comprendere le medesime cose che si possono intendere leggendo nella propria lingua madre.
    Si è annidata nella mente di molti l’errata convinzione che la conoscenza delle lingue originali possa essere uno strumento che protegge dalle eresie e dagli errori d’interpretazione; invece non è così, perché la corretta interpretazione è solo conseguenza dell’opera dello Spirito santo nell’uomo, e non dipende dal proprio impegno nello studiare le lingue originali.
    Le cose stanno in questo modo affinché nessun uomo si vanti davanti a Dio e davanti agli uomini.
    Voglio concludere con l’esortare tutti i lettori, favorevoli e contrari a quanto ho esposto, di studiare prima le Scritture secondo la propria lingua madre, di metterla in pratica e di pregare Iddio di donare il corretto intendimento su quanto vi è scritto, perché questo è ciò che Dio richiede da noi; poi, se qualcuno sentirà una particolare chiamata a studiare anche le lingue originali, le studi pure, ma il suo parlare dovrà sempre essere semplice, alla portata degli anziani, dei bambini, delle persone semplici; lo scopo del parlare deve sempre rimanere quello di farsi comprendere da tutti, grandi e piccoli, altrimenti è solo un mostrare sè stessi attraverso la propria cultura, e Dio non si compiace di questo, perché è orgoglio e vanità. Mostrare la propria conoscenza con lo scopo di evidenziare in ogni occasione la superiorità tra sè stessi e gli ascoltatori, è orgoglio, questo sì che è orgoglio.
    L’orgoglio che è legato alla conoscenza riguarda il fatto di sentirsi superiori agli altri che non sanno; non è orgoglio quello di esporre gli insegnamenti biblici con convinzione e certezza.
    Ho risposto in breve, ma certamente queste argomentazioni che esistono da quando esiste la Chiesa di Cristo, i falsi dottori e le eresie, sarebbero tutte da esaminare attentamente con le Scritture alla mano, con la lettura di tutti i passi biblici che sono attinenti alle argomentazioni di cui abbbiamo argomentato.
    Pace.

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  3. Wesley permalink
    2 febbraio 2012 15:21

    Ciao Gioseppe. Non so da dove viene il termine ‘greek bombing’, ma mi suona un pò antipatico. Certo, come ho detto prima, se uno usa il greco in un messaggio solo per un vanto personale, è sbagliato. E’ vero anche però, che uno può vantarsi cercando di dimostrare una conoscenza biblica superiore senza usare del greco! Il punto è che se uno predica, lo deve fare con umiltà e con la pienezza dello Spirito, pur usando anche del greco. Non dobbiamo assolutamente scorraggiare dei credenti che vogliono imparare il greco per avere una migliore conoscenza della scrittura. Per chi ha un ministero di insegnamento nelle chiesa, conoscere bene il greco può essere un vantaggio (ma non indispensabile). Dio ha deciso che il NT fosse scritto nella lingua greca ed è sola la version greca che è ispirata divinamente; tutto il resto è traduzione. Con qualsiasi traduzione c’entra per forza un pò di interpretazione ed è per questo che di solito c’è un committato di esperti in materia per fare una traduzione più accurata possibile. Non solo, ma per tradurre bisogna anche sapere le usanze di certe parole e frasi dell’epoca. Come saprai, la parole possono cambiare significato durante gli anni. Mi dispiace molto che io non conosco il greco, però ci sono dizionari biblici e dei lexicon che possiamo consultare per meglior comprendere i testi biblici. E’ il dovere di ogni predicatore usare degli aiuti disponibili per meglior insegnare la parola. Il famoso commentario di Matthew Henry, è stato un grandissimo aiuto per molti predicatori famosi, come Spurgeon, George Whitefield, John e Charles Wesley. Questo non vuol dire che devo essere d’accordo con tutto ciò, però mi dà una buona preparazione. Di pensare che io non ho bisogno da imparare niente da nessuno, perché io so già meglio degli altri, è orgoglio. Se qualcuno vuole usare del greco in un messaggio per dare dei chiarimenti, non sono io che devo giudicare il suo motivo, ma è il Signore che lo deve fare. Un’altra cosa che è indispensabile per chi ha il ministero nelle chiese è una buona conoscenza della storia le usanze e la cultura ai tempi di Gesù. (per il NT) Potremmo proprio sbagliare molto se non prendiamo quello in considerazione. Per esempio devo ricordare che gli Atti, copre un periodo nella storia del popolo di Dio di grandi cambiamenti e transizione. Lo Spirito scende prima sui Giudei, poi sui Samaritani e poi sui Gentili. E’ un periodo di grandi segni fatto dagli apostoli per confermare la parola del Signore e la loro autorità ecc, ecc. Dobbiamo sempre ricordare che il NT è stato scritto in un periodo particolare, da persone particolari, a persone particolari, per motivi particolari e con un messaggio universale. Dobbiamo cercare di capire prima di tutto cosa intendevono insegnare gli scrittori del NT, prima di trarre delle applicazioni per noi, se non cadiamo in confusione e faremmo richieste sui credenti che non centrono niente per noi oggi.
    Riguardo falsi profetti. Se un’altro credente ha delle convinzioni diverse delle mie, non vuol dire necessariamente che io o lui è falso. Per esempio, diversi credenti hanno punti di vista differenti riguardo il ‘milennio’ (Apoc 20). Grandi uomini di Dio che hanno studio con preghiera e devozione la scrittura, sono arrivati a delle conclusioni differenti, ma non vuol dire che uno o l’altro è falso. E’ proprio in queste cose che dobbiamo avere rispetto gli uni per gli altri. Un altro esempio: Il battesimo nello Spirito. Ci sono credenti che credono, bibbia in mano, che questo battesimo è al momento della conversione ed altri credono, bibbia in mano, che è successivo alla conversione. Questo non vuol dire che uno è falso, ma che dobbiamo avere rispetto per l’altro, pur mantenendo la propria convinzione. In tutto il mondo cristiano evangelico, ci sono credenti che hanno punti diversi su questo argomento e non è che uno è falzo (falso nel senso di ‘falso profetta’). Quando invece si comincia a dire cose sbagliate riguardo la persona di Gesù, allora sì che bisogna ‘cambiare musica’!! Come cristiani dobbiamo ‘proteggere’ la Persona di Cristo e l’ispirazione della scrittura ‘con i denti’!!
    Scusa se mi sono allungato un po troppo!
    Ciao Wes

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  4. 3 febbraio 2012 16:31

    Pace a te Wes,
    ho coniato io la definizione “greek bombing” per indicare il fenomeno dell’uso delle lingue originali nei sermoni solo per il gusto di complicare il discorso e mostrare sé stessi, senza una reale e riconosciuta utilità. Il termine l’ho coniato prendendolo dal fenomeno del “love bombing” utilizzato dalle sette.

    Concordo su alcune cose che hai detto, ma voglio specificarne altre.

    Vero è che il Nuovo Testamento Iddio ne ha ispirato la sua Scrittura nella lingua greca, tuttavia rimangono ispirate in modo infallibile solo le copie iscritte sotto l’ispirazione dello Spirito santo, ma oggi noi possiamo usufruire solo di copie, le quali tra di loro presentano delle differenze.

    Quindi, conoscendo anche benissimo il greco, poi ci si troverebbe a dibattere sui vari documenti che in alcune cose differiscono tra di loro. Anche conoscendo il greco, non tutte le questioni che possono sorgere nelle Scritture alla fine potranno essere risolte con una buona probabilità di sicurezza.

    Oggi non solo abbiamo le traduzioni nelle lingue volgari dei popoli, ma abbiamo delle copie anche in greco riportate, ritrascritte, quindi non si ha una certezza assoluta che in greco si leggano le parole originariamente ispirate dallo Spirito santo.
    Dici bene che quando sono state tradotte le sacre Scritture ci sia stato inevitabilmente talvolta delle interpretazioni derivanti da uno zelo esplicativo umano, tuttavia posso affermare con certezza che le Scritture solamente, prendendole così come sono in lingua volgare, portano più utilità e beneficio nei credenti, che esponendole con la presunzione di conoscere il greco e la cultura e la tradizione delle epoche passate.
    Tu dici di non scoraggiare i fratelli dallo studiare il greco, ma io dico che in verità accettando il fatto che solo studiando il greco e la cultura dei tempi antichi si può giungere ad una giusta comprensione delle verità bibliche, si opera in modo da scoraggiare tutti i semplici fratelli dalla lettura della Bibbia a casa propria, perché si instilla in loro il germe della sfiducia, facendo loro credere che la Bibbia può essere solo spiegata da questi dottori che conoscono il greco e che hanno fatto studi, quando, invece, non è assolutamente in questa maniera.
    Io mi sento in cuore di incoraggiare tutti i fratelli a studiare le Scritture sante a casa, ognuno per conto suo, e mi sento di incoraggiare meno al dedicarsi allo studio del greco, perché lo ritengo una perdita di tempo, se non ha un motivo ben definito come quello di tradurre in una specifica lingua.

    Se tu avessi ragione, oggi in Grecia non ci dovrebbero essere false dottrine, perché è come se tutti leggessero dall’originale, essendo il greco la loro lingua naturale. Ma noi tutti sappiamo bene che le cose non stanno in questa maniera, e come le false dottrine esistono in questo paese, così esistono anche in Grecia.

    Da notare che le false dottrine, le false epistole fatte passare come scritte dall’apostolo Paolo (vgs 2 Tessal. 2:2) esistevano anche quando parlavano i primi apostoli e in alcune chiese incominciavano già a leggere delle epistole scritte da loro.
    Facciamo un esempio pratico: io ringrazio Iddio per il fatto che Giovanni Diodati già da giovane età ha ricevuto da Dio le capacità di imparare le lingue originali ebraica e greca, tuttavia, essendo nella scuola di Calvino, battezzavano i bambini da piccoli, cosa che noi oggi riconosciamo essere una cosa sbagliata, e lo abbiamo conosciuto grazie alla traduzione di Diodati in lingua italiana. La conoscenza del greco e dell’ebraico di Giovanni Diodati ci è stata molto utile a tutti noi di lingua volgare italiana, dal 1607 in poi, ma anche chi conosceva le lingue originali, ugualmente non le ha usate per mettere in pratica la verità, mantenendo nelle loro cerchie religiose una tradizione del tutto errata, che oggi quasi tutto il mondo evangelico ha compreso, ad eccezione di quella frangia di riformati che ancora si rifanno agli insegnamenti di Calvino.
    Ho voluto citare un esempio conosciuto da tutti, ma c’è da dire che anche oggi avviene in tale maniera, ed io ho potuto sperimentare personalmente che il greco viene usato da certi dottori solo come pretesto di superiorità e per creare una dipendenza dei membri verso sé stessi in modo che solo dalla loro bocca i credenti possano attingere la sana dottrina.

    Ecco, da questo io dissento con forza, perché le false dottrine trovano appunto un terreno fertile nel servirsi delle lingue originali e della presunta corretta interpretazione basata sulla conoscenza della cultura del tempo.

    I falsi dottori non fanno altro che introdurre le loro false dottrine adducendo giustificazioni che escono dalle semplici Scritture che tutti possono leggere, e lo fanno appunto citando presunte spiegazioni attinte dalla lingua greca e dalla cultura del tempo, annullando così i semplici comandamenti di Dio. Costoro spostano lo scenario su cui argomentare su un campo che è oscuro per l’ascoltatore, quello delle lingue originali e della cultura del tempo, dove si possono dire tante cose e difficilmente gli ascoltatori possono controbattere perché impossibilitati a verificare se le cose stanno così.

    Per quanto riguarda i commentari, io non ho nulla in contrario nel consultarli dopo che si conoscono le Scritture e si ha una conoscenza generale di tutta la Parola di Dio. Essi non devono servire come sostituzione della propria preparazione biblica, ma come supporto, come confronto con altri sui ragionamenti che possono essere fatti su determinati passi biblici. Come anche tu hai detto, non si può essere d’accordo con tutto ciò che vi è scritto, ma questa operazione di sano giudizio sulle verità bibliche si può fare solo conoscendo le Scritture, perché se uno non conosce le Scritture e si attiene a quanto scrivono i commentari, è portato a credere a tutto ciò che vi è scritto, non avendo quella conoscenza della Parola di Dio necessaria per riconoscere quando un discorso è conforme ad essa oppure no.
    È appunto la pigrizia nello studio della Parola di Dio a casa che permette il proliferare dei falsi dottori e delle false dottrine in genere; pertanto, solo esortando tutti i fratelli a studiare la Bibbia a casa propria si può arginare questo proliferare all’interno delle chiese delle false dottrine.

    Tutti abbiamo bisogno di imparare gli uni dagli altri, ma questo non significa che ci dobbiamo bere tutto ciò che viene detto in giro o che anche famosi predicatori hanno scritto.

    Lo stesso Paolo si annoverava tra quelli che conoscevano in parte (vgs 1 Cor. 13:9), eppure aveva ricevuto grandi rivelazioni e lo stesso Evangelo che predicava lo aveva ricevuto direttamente da Gesù Cristo e non dagli uomini (vgs Galati 1:12).
    Ecco, quindi, proprio come ricevette Paolo da Gesù la conoscenza dell’evangelo, così ancora oggi si può conoscere direttamente da Gesù, che è la Parola di Dio, studiando le sacre Scritture dove viene esposto tutto ciò che è utile ai santi che debbano conoscere. Quando il cuore è semplice ed umile, la guida dello Spirito santo è molto efficace e porta grandi frutti in tali cuori dal terreno fertile.
    Il parlare di ogni uomo costituito da Dio per portare i messaggi ai membri, deve essere fatto in modo semplice, e gli ascoltatori devono giudicare ciò che viene detto, altrimenti come faranno a discernere se il messaggio che viene portato è da Dio, è biblico oppure no? Anche noi santi siamo chiamati a giudicare, a valutare, a discernere i discorsi che vengono fatti, altrimenti, come tu dici, se è solo Dio che può giudicare i messaggi che faranno i santi quando un predicatore annunzia una eresia? E bada bene che questa è una cosa ricorrente nelle chiese d’oggi, che sono piene di persone che annunziano eresie.

    Non sta forse scritto: «Parlino due o tre profeti, e gli altri giudichino;» (1 Corinzi 14:29)
    E ancora: «Poiché l’orecchio giudica dei discorsi, come il palato assapora le vivande.» (Giobbe 34:3)
    E pure Gesù non ha forse esortato i credenti a stare attenti a ciò che si ascolta? Infatti Gesù ha detto:
    «Ed egli dava loro de’ precetti dicendo: Badate, guardatevi dal lievito de’ Farisei e dal lievito d’Erode!» (Marco 8:15)
    «Allora intesero che non avea loro detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dalla dottrina dei Farisei e de’ Sadducei.» (Matteo 16:12)

    Il lievito rappresenta le false dottrine, che se vengono tollerate e fatte passare nelle chiese, tutta la chiesa ne subisce il danno, perché anche solo un po’ di lievito fa lievitare tutta la pasta.

    I santi possono, quindi, anzi devono obbligatoriamente, giudicare di ogni cosa, come anche dice l’apostolo Paolo:
    «Non sapete voi che giudicheremo gli angeli? Quanto più possiamo giudicare delle cose di questa vita!» (1 Corinzi 6:3)
    Vero è che dobbiamo giudicare con giusto giudizio, non basandoci sull’apparenza, e se giudichiamo che qualcosa sia peccato, ebbene, non dobbiamo a nostra volta praticare quel peccato, altrimenti giudicando tale cosa, noi condanniamo noi stessi.

    Senza giudicare delle cose che vediamo e sentiamo, la Chiesa è perduta! Infatti, la FALSA DOTTRINA del non giudicare mai per nessuna ragione, la ritengo la MADRE, la porta di tutte le altre false dottrine, perché essa è la chiave che apre la porta a tutte le altre false dottrine che penetrano nelle Chiese, non potendo i santi giudicare e valutarle negative e rimandarle indietro. Queste sono cose molto dannose per la Chiesa, e non sono da sottovalutare, ma sono da prendere in buon conto.

    Per quanto riguarda l’aspetto dottrinale relativo al fatto che Dio abbia cessato o no di compiere segni, prodigi, miracoli, profezie, battesimo con lo Spirito santo con il segno di parlare in lingue, ebbene noi pentecostali crediamo che tali promesse di Dio non siano ancora cessate, e già tante volte in questo blog e anche nel mio sito ho pubblicato articoli a conferma di ciò.

    Ho raccolto diversi documenti in una pagina del mio sito, che dimostrano chiaramente che le lingue sono ancora per oggi e che non sono assolutamente cessate. Ecco il link: http://www.sentieriantichi.org/temi_caldi/lingue.html

    Anche questa differenza di interpretazione delle Scritture non è dovuta alla conoscenza del greco, ma dalla fede degli uomini, e anche questo dimostra che la conoscenza del greco non serve a niente quando i cuori sono chiusi alla verità della Parola di Dio.
    L’apostolo Pietro fece questa grande promessa, che è la promessa del battesimo con lo Spirito santo con il segno del parlare in altre lingue, promessa che è ancora valida per oggi e varrà fino a quando non ritornerà il Signore Gesù:
    «E Pietro a loro: Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remission de’ vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Poiché per voi è la promessa, e per i vostri figliuoli, e per tutti quelli che son lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà.» (Atti 2:38,39)

    La promessa del dono dello Spirito santo, come lo hanno ricevuto anche gli apostoli e gli altri discepoli, è fatta a tutti quelli che saranno chiamati dal Signore, sia giudei che gentili.

    Comprendo, tuttavia, l’impedimento che molti hanno nell’accettare questa promessa come una sana e buona dottrina di Dio, se guardano alle chiese pentecostali, alla TV, a tutti gli scandali che vengono perpetrati dai pentecostali, è chiaro che può sorgere repulsione per questa promessa. Lo comprendo bene, ma non lo giustifico, perché tutti i credenti devono credere in ciò che sta scritto nella Parola di Dio e non annullare le Scritture a motivo di ciò che si vede con gli occhi.

    Se tu, o anche gli altri lettori, volete approfondire questo argomento, a riguardo del battesimo con lo Spirito santo e le lingue, potete andare pure in quella pagina del mio sito che ho segnalato sopra, perché quasi tutti gli argomenti a sostegno e contrari sono stati in essa affrontati. Se leggete, fatelo come si conviene, cioè senza tenere sempre a mente eventuali scandali o comportamenti strani tenuti da certuni che facendo ricorso agli stessi passi biblici vogliono giustificare i loro comportamenti disordinati e contrari al buon senso e al decoro del credente.
    Ancora, come nel mio primo commento, devo oppormi al definire le dottrine, cioè le verità bibliche, come se siano delle opinioni, perché le opinioni sono una cosa, le dottrine bibliche sono un’altra cosa, e le dottrine corrette secondo Iddio possono avere solo una direzione, un solo significato e non anche il suo contrario o comunque incompatibile con esso.

    Ritorniamo a fare un esempio già citato sopra, il battesimo in acqua, o deve essere ministrato solo a chi ha creduto con tutto il cuore che Gesù è il Cristo, il Figliolo di Dio, come ha creduto l’eunuco (vgs Atti 8:37), o deve essere ministrato a tutti quanti quando si è bambini, ma in questo caso non c’entra il fatto che bisogna credere con tutto il cuore, perché i bambini come fanno a credere nell’Evangelo se ancora non sanno discernere la destra dalla sinistra.

    Quel battesimo degli infanti, anche se insegnato da un grande uomo di Dio, Calvino, pure è biblicamente errato. Calvino non poteva addurre come sua giustificazione che la sua era un’opinione corretta come l’altra, perché sono due cose completamente diverse tra loro, e solo una può essere giusta.

    Quindi, non ritengo a mio parere corretto parlare e giustificarsi dicendo che le dottrine bibliche possono corrispondere a delle opinioni, ed ognuno può avere la propria.

    Se accettassimo come vero il fatto che si possono avere delle opinioni diverse e contrarie, in modo che tutti abbiano ragione nella stessa maniera, allora dovremmo anche accettare coloro che non credono nella dottrina della Trinità, che non credono che Gesù è Dio, che non credono che Dio si è fatto carne, che la fornicazione è peccato, che l’adulterio è peccato, etc..

    Parlare di opinioni in modo generale può essere molto pericoloso, è un modo per mettere insieme persone di diversi credi e religioni, adducendo una forma di rispetto reciproco, ma che non è altro che un bavaglio a coloro che credono nella verità.
    Forse si potrebbe dire che ci sono cose che sono importanti e altre meno, tuttavia Gesù ci ha insegnato che dobbiamo porre attenzione sia ai grandi comandamenti che a quelli minimi:
    «Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti ed avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno de’ cieli; ma chi li avrà messi in pratica ed insegnati, esso sarà chiamato grande nel regno dei cieli.» (Matteo 5:19)
    Insomma, è necessario badare ai grandi comandamenti, alle più importanti dottrine, ma è anche importante badare a quelle minime.
    Pertanto, quando uno sbaglia a dare certi insegnamenti, è bene che chi conosce la verità lo corregga e gli dica a lui e a tutti quelli che hanno imparato tali falsità, quali siano le cose vere per correggersi e non sviarsi dietro a cose non vere, che danneggeranno lungo andare sicuramente la sua anima e la sua vita spirituale.

    Chi riprende, chi corregge un altro e gli dimostra che sta errando nell’insegnamento è una persona orgogliosa? No, non si può dire, anzi, si deve credere che per l’amore della verità e della Parola di Dio lo ha voluto correggere affinché la sua anima non si svii e non vada dietro a certe cose vane.

    Le cose non vere, sono false sia se riguardano Gesù, sia se riguardano altre cose che sono scritte nella Bibbia. Ti faccio un esempio, un pastore ha additato Lot come una persona non spirituale, quando invece la Parola di Dio lo chiama giusto diverse volte, pertanto, anche se la cosa non è d’importanza capitale per la salvezza, pure bisogna difendere Lot perché è stato trattato male e per amore di verità si deve esporre la verità che lo concerne. Di Lot la Scrittura dice:
    «..e se salvò il GIUSTO LOT che era contristato dalla lasciva condotta degli scellerati ..» (2 Pietro 2:7)
    Ricordiamoci che un po’ di lievito fa lievitare tutta la pasta.

    Per ritornare in merito alla promessa dello Spirito santo con l’evidenza del parlare in lingue, ebbene questa è la più grande promessa, il più grande dono che Dio abbia preparato per il credente DOPO la salvezza, naturalmente. Questa promessa non aggiunge nulla alla salvezza, che si ottiene con la nuova nascita, ma dopo a questa esperienza si deve ricercare e domandare a Dio la PIENEZZA dello Spirito santo, per essere testimoni efficaci con potenza e manifestazione di Spirito santo nel vivere una vita cristiana e nell’annunziare l’evangelo.
    Se si puntano gli occhi solo alla Parola di Dio e non si guardano gli scandali che purtroppo si vedono e si sentono del continuo in ambiente pentecostale, forse la lettura della Parola di Dio a riguardo di tali passi, porterebbe a ben altri effetti nell’anima delle persone che sono in Cristo Gesù, molti vivrebbero solo per Cristo perché sospinti dalla potenza dello Spirito santo e non si perderebbero dietro alle cose vane di questa terra.
    Pace Wes.

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  5. Luppolo Giovanni permalink
    3 febbraio 2012 16:34

    Cari Giuseppe e Wes, a proposito di lingua greca leggetevi quanto sta scritto in questo sito
    http://www.chiesadicristo.org/blog/2009/11/la-donna-e-la-predicazione-del-vangelo/

    Pace Giovanni

    Mi piace

  6. 3 febbraio 2012 16:52

    Ho letto l’articolo che ha linkato il fratello Giovanni, e i discorsi che sono fatti in esso sono la prova che ciò che dico corrisponde alla verità, cioé che molti usano il greco solo per gettare fumo negli occhi e far dire alle Scritture ciò che non dicono, per annullare la Parola di Dio.
    Le Scritture insegnano che la donna non deve insegnare, predicare la Parola di Dio, e questo è scritto in questi passi, che sono semplici e chiari, e che non hanno avuto nessuna modificazione nei secoli, ma così erano e così sono rimasti:
    «Poiché non permetto alla donna d’insegnare, né d’usare autorità sul marito, ma stia in silenzio.» (1 Timoteo 2:12)

    «Come si fa in tutte le chiese de’ santi, tacciansi le donne nelle assemblee, perché non è loro permesso di parlare, ma debbon star soggette, come dice anche la legge. E se vogliono imparar qualcosa, interroghino i loro mariti a casa; perché è cosa indecorosa per una donna parlare in assemblea. La parola di Dio è forse proceduta da voi? O è dessa forse pervenuta a voi soli? Se qualcuno si stima esser profeta o spirituale, riconosca che le cose che io vi scrivo son comandamenti del Signore. E se qualcuno lo vuole ignorare, lo ignori.» (1 Corinzi 14:34-38)

    Sul passo di Paolo ai Corinzi citato sopra, voglio far notare che dice: “Come si fa in tutte le chiese dei santi..”, quindi questo insegnamento riguardava tutte le chiese dei santi, e non solo Corinto, con la sua cultura e la sua tradizione, ma riguardava TUTTE LE CHIESE, di tutti i luoghi dove andava Paolo, e la cultura delle varie località erano molto diverse tra loro.
    La seconda cosa che voglio che notiate è che Paolo sempre nello stesso passo dice: “come dice anche la legge.” Nella stessa maniera in cui avveniva sotto la legge, che la donna non poteva insegnare la Parola di Dio, così Paolo ha detto che deve avvenire anche oggi, e ricordo ancora che ha detto che ciò veniva insegnato in tutte le Chiese e non solo a Corinto o in alcune città per problemi contingenti o culturali.

    Da notare che Paolo dice ancora: “Se qualcuno si stima esser profeta o spirituale, riconosca che le cose che io vi scrivo son comandamenti del Signore”. Quindi non era un consiglio, una cosa temporanea o legata ad una sola città, ma era un comandamento di Dio che era valido sotto la legge di Mosè e che è ancora valido oggi.

    Ecco, quindi, dimostrato che con molti usano il greco per gettare fumo negli occhi ai santi, per far loro credere delle cose che sono contrarie alle verità della Bibbia, ed è proprio questo che volevo far intendere, che il greco, purtroppo, viene usato dai più per ingannare e trarre in errore e non per un arricchimento di ciò che sta scritto nella Bibbia.

    Per quanto riguarda la donna, essa è molto importante per l’uomo e per tutta la Chiesa. Io ritengo anche che se non c’è una grande donna di Dio accanto a dei grandi uomini di Dio, questi ultimi non possano fare gran che per il Signore, anche se la figura della donna non risulta dai libri e dalla storia, pure noi sappiamo che hanno avuto il loro compito e la loro opera di aiuto convenevole accanto agli uomini di Dio.
    Ci sono poi tanti servizi nella Chiesa che la donna può fare, tutto ciò che non ha a che fare con la predicazione. La donna può anche ricevere il ministerio di profeta, perché nelle Scritture sono riportate delle profetesse, ed essere profeta o profetizzare non ha a che fare con la predicazione, o almeno non è necessario che un profeta sia atto ad insegnare.
    La profezia non è predicazione o insegnamento, naturalmente, chi crede che si la medesima cosa sbaglia.
    Giovanni, ti esorto quindi ad esaminare le Scritture e a non credere a tutti i venti di dottrina che circolano sia nel web, che negli altri sistemi di comunicazione di massa, e non farti gettare fumo negli occhi solo per il fatto che citano un po’ di greco ciò pare che sia un grande discorso, quando invece è un parlare vano, intriso di sapienza carnale che nulla ha a che vedere con la sana dottrina.
    Che nessuno vi seduca con vani ragionamenti.
    Pace

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  7. Wesley permalink
    5 febbraio 2012 12:33

    Ovviamente lo Spirito può parlare e far crescere qualsiasi credente nella sua fede senza una conoscenza del greco. Sto pensando più che altro di chi ha il ministero nelle chiese. Come ho detto prima, la conoscenza del greco NON è indispensabile, ma può, in certi casi essere utili. Faccio un’esempio:- la frase in Efesini dove Paolo dice “siate ripieno dello Spirito” Dalla grammatica greco si può scoprire due cose. 1/ è un’ordine, non un suggerimento. 2/ il verbo è nella present continuo, cioè dobbiamo essere continuamente ripieni dello Spirito. Forse leggendo questo solo in italiano, questi due aspetti possono essere un pò nascoste. Però anche il credente ‘semplice’ può benissimo crescere nella sua fede e conoscenza del Signore. Ma il ministerio nella chiesa è una responsabilita in più. Quindi c’è da correggere, edificare ed incorraggiare la gregge del Signore e qualsiasi aiuto per comprendere meglio la scrittura è da incorraggiare. Ma anche i crendenti che ascoltano chi predica hanno il dovere di controllare che il messaggio è fedele alla Parola. Questo sottolinea l’importantanza del corpo di Cristo locale, dove ognuno può incorraggiare gli uni gli altri nel loro cammino col Signore.
    Portroppo non posso essere d’accordo con te quando dici che il parlare in lingue è un segno del battesimo nello Spirito. Nessuna lettera di Paolo, Pietro e Giovanni, trattando di dottrina collega le due cose. In nessuna lettera c’è un insegnamento al riguardo. Solo in
    1 Corinzi 12v13 Paolo parla del battesimo Spirituale e qui dice chiaramente che siamo stati TUTTI battezzati in un unico Spirito. Dire che un vero credente in Gesù manca qualcosa perché non parla in lingue, va contro all’insegnamento di Paolo.
    Efesini.1v3 “ci ha benedetto di OGNI benedizione SPIRITUALE”.
    v13 “ricevuto il sigillo dello Spirito, che era stato PROMESSO”.
    v19 “…noi che crediamo, l’immensità della sua potenza”.
    3v20 “la potenza che opera in noi”.
    anche 4vv4-6 .
    Colossesi.2v10 “avete TUTTO PIENAMENTO in lui”.
    Col.3v11 ” Cristo è TUTTO e in TUTTI”.
    Paolo non parla mai di chi c’è ha e di chi non c’è ha. Parla più che altro dell’ubbidienza e della disubbidienza. Chi gode la pienezza dello Spirito è chi ubbidisce e cammina stretto al Signore. Lo Spirito è una PERSONA e quindi non si può ricevere un pezzitino un giorno ed il resto più avanti…è assurdo! Ho passato due anni in una chiesa penticostale in inghilterra ed è stata una bell’esperienza ed ho tra di loro dei grandi amici. Però, non ho mai notato più potenza tra loro che tra i miei amici non-penticostali. Non ho mai visto un miracolo, ne una guarigione istantanea e quando c’era una profezia o una lingua non c’era nessuna nuova rivelazione. Ho degli amici penticostali anche in italiana ma non ho mai notato più potenza in loro che negli altri. Mi dispiace dirlo, ma insistere che i penticostali hanno ‘qualcosa in più’, crea solo divisione nelle chiese e un senso di superiorità che è anti biblico. Non solo la scrittura non insegna questo ma anche la storia della chiesa e l’esperienza dei credenti.
    Pensa ai centinaia e migliaia di missionari pionieri che hanno portato il vangelo in mezzo mondo: non parlavano in lingue e pure avevano grande potenza nello Spirito. Carey, Grenville, Livingstone, Patton, Gladys Aylward, Amy Carmichael, Jim Elliot, Judson, Martyn, Mullar, Nate Sainte, Hudson Taylor…..devo continuare? Dire che loro non erano battezzati nello Spirito è un vero schiaffo in faccia a questi uomini e donne di Dio. Duranti i grandi risvegli in inghilterra, galles, irlanda e scozia nei secoli scorsi non c’era il parlare in lingue, eppure c’era una potenza incredibile dello Spirito. Ho frequentato una scuola in galles che è nata dall’influenza del risveglio e nessuno parlava in lingue. I grandi predicatori del ‘Grande Risveglio’ (1700-1900), non parlavano in lingue, come Whitefield, Wesley, Booth, Edwards, Finney, Moody e tanti altri. So che qualcuno dice che Moody parlava in lingue ma è una falsità. (lo conferma suo figlio)
    Quando uno dice che i discepoli hanno ricevuto lo Spirito in Giovanni 20v22, non è vero. Gesù sta faccendo sempliciamente un atto simbolico profetico come facevono spesso i profetti. La promessa dello Spirito era per dopo l’ascensione di Gesù. Tomaso non era presente in Giovanni 20v22…perchè escluderlo dagli altri? Come mai non c’era nessun cambiamento nei discepoli? Il contesto del testo riguarda l’evangelizzazione, quindi Gesù sta parlando del dopo penticoste.
    Quindi Giuseppe, non posso accettare la tua teoria, perchè non trovo questo insegnamento nè nella scrittura, nè nella testimoninza della storia e nè nella mia esperienze nelle tante chiese che ho potuto frequentare, e nè nella differenza di potenza fra i miei amici credenti.
    Ti voglio bene come fratello in Cristo, ma non posso condividere il tuo insegnamento riguardo lo Spirito.
    Con affetto, Wes

    Mi piace

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