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Tutto l’evangelo?

6 febbraio 2012

Tutto l’evangelo?

Stavo riflettendo a delle espressioni che purtroppo tra di noi Pentecostali vengono usate da molti in maniera sbagliata e sono ‘tutto l’evangelo’, o ‘il pieno evangelo’, perchè queste espressioni vengono spiegate in questa maniera, e cioè che tutto l’evangelo o il pieno evangelo significa che Gesù salva, guarisce, e battezza con lo Spirito Santo. Addirittura alcuni a questo loro ‘tutto l’evangelo’ o ‘pieno evangelo’ ci aggiungono i doni dello Spirito Santo, i ministeri, la santificazione che deve procacciare il credente, il ritorno del Signore e così via.

Ma qual è il Vangelo (vi ricordo che il termine italiano ‘vangelo’ viene dal greco eu anghélion che significa ‘buona notizia’) o meglio tutto il Vangelo che gli apostoli predicavano al mondo? Lo leggiamo nella prima epistola di Paolo ai santi di Corinto, quando Paolo ricorda loro il Vangelo che lui gli aveva annunziato: “Fratelli, io vi rammento l’Evangelo che v’ho annunziato, che voi ancora avete ricevuto, nel quale ancora state saldi, e mediante il quale siete salvati, se pur lo ritenete quale ve l’ho annunziato; a meno che non abbiate creduto invano. Poiché io v’ho prima di tutto trasmesso, come l’ho ricevuto anch’io, che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi ai Dodici. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. Poi apparve a Giacomo; poi a tutti gli Apostoli; e, ultimo di tutti, apparve anche a me, come all’aborto; perché io sono il minimo degli apostoli; e non son degno d’esser chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono; e la grazia sua verso di me non è stata vana; anzi, ho faticato più di loro tutti; non già io, però, ma la grazia di Dio che è con me. Sia dunque io o siano loro, così noi predichiamo, e così voi avete creduto” (1 Corinzi 15:1-11).
Notate come Paolo parla de “l’Evangelo” che aveva annunziato ai Corinzi, mediante il quale essi erano stati salvati. Quindi il suddetto messaggio predicato da Paolo è ciò che sempre Paolo ha dichiarato ai Romani essere “potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: Ma il giusto vivrà per fede” (Romani 1:16-17).

Dunque chi predica questo stesso messaggio che annunciavano Paolo e tutti gli altri apostoli del Signore, predica tutto l’Evangelo, ossia il Vangelo che è potente a salvare chi crede.
Vi ricordate quale fu il messaggio che predicò l’apostolo Pietro a casa di Cornelio e mediante il quale Cornelio e i suoi furono salvati? La Scrittura dice che predicò loro questo messaggio: “E questa è la parola ch’Egli ha diretta ai figliuoli d’Israele, annunziando pace per mezzo di Gesù Cristo. Esso è il Signore di tutti. Voi sapete quello che è avvenuto per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret; come Iddio l’ha unto di Spirito Santo e di potenza; e come egli è andato attorno facendo del bene, e guarendo tutti coloro che erano sotto il dominio del diavolo, perché Iddio era con lui. E noi siam testimoni di tutte le cose ch’egli ha fatte nel paese de’ Giudei e in Gerusalemme; ed essi l’hanno ucciso, appendendolo ad un legno. Esso ha Iddio risuscitato il terzo giorno, e ha fatto sì ch’egli si manifestasse non a tutto il popolo, ma ai testimoni ch’erano prima stati scelti da Dio; cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. Ed egli ci ha comandato di predicare al popolo e di testimoniare ch’egli è quello che da Dio è stato costituito Giudice dei vivi e dei morti. Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remission de’ peccati mediante il suo nome” (Atti 10:36-43). Ecco quali furono quelle cose che Pietro annunciò a Cornelio e mediante il quale fu salvato lui e la sua casa, secondo che un angelo del Signore gli aveva detto alcuni giorni prima: “Manda a Ioppe, e fa’ chiamare Simone, soprannominato Pietro; il quale ti parlerà di cose, per le quali sarai salvato tu e tutta la casa tua” (Atti 11:13-14).

Perciò – lo ribadisco con forza – chi predica queste stesse cose al mondo predica tutto l’Evangelo, e non deve aggiungerci nulla, proprio nulla, perchè esse costituiscono di per sè TUTTO L’EVANGELO.

Cosa voglio dire dunque con questo? Che il Vangelo non comprende che Gesù guarisce le malattie, o che battezza con lo Spirito Santo o che ritornerà dal cielo. Quelle certamente sono parti del Consiglio di Dio che vanno annunciate ai santi, ma non sono parte del Vangelo che noi dobbiamo annunciare ai peccatori per la loro salvezza, secondo che disse Gesù: “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura” (Marco 16:15).

Se fosse così, cioè se il Vangelo comprendesse anche queste cose, ciò vorrebbe dire che tante Chiese Evangeliche non annunciano tutto l’Evangelo: mi riferisco alle Chiese Battiste, a quelle Riformate, a quelle Metodiste, o a quelle dei Fratelli, perchè è risaputo che esse per esempio non predicano che Gesù battezza con lo Spirito Santo (battesimo che è accompagnato dal parlare in lingue).

Possiamo noi dire che esse non predicano tutto l’Evangelo? No, non possiamo dirlo. Possiamo dire che esse non annunciano tutto il Consiglio di Dio, e che quindi bisogna prenderli ed esporgli più appieno la via di Dio, un pò come fecero Aquila e Priscilla con Apollo (Atti 18:26); ma certamente non possiamo accusarle di non predicare tutto il Vangelo. Peraltro non possiamo dire neppure che esse hanno sovvertito il Vangelo, perchè esse predicano giustamente che si viene salvati per grazia senza le opere della legge. La Chiesa Cattolica Romana invece ha sovvertito il Vangelo perchè quantunque predichi che Cristo è morto per i nostri peccati e risorto per la nostra giustificazione, fa dipendere la salvezza dalle opere e non dalla fede in Cristo, annullando così la grazia di Dio: e rendendosi così colpevole di quello di cui si resero colpevoli quelli che turbarono i santi della Galazia, e di quello di cui si rese colpevole per un certo tempo anche l’apostolo Pietro ad Antiochia.

Quindi questa espressione-spiegazione ‘pentecostale’ ha finito con il creare confusione, e non solo confusione, ma anche una ingiusta discriminazione nei confronti di fratelli che appartengono ad altre Chiese Evangeliche, infatti ci sono tanti fratelli che appena sentono che in un paese c’è una Chiesa dei Fratelli o una Chiesa Battista, e quindi non Pentecostale, pensano o dicono che quelli non annunciano il vero evangelo perchè non è tutto l’Evangelo.

La cosa dunque non è di poco conto, perchè l’accusa rivolta a questi fratelli di non predicare tutto l’Evangelo è falsa, in quanto loro annunciano lo stesso Evangelo che predichiamo noi. Se non predicassero tutto il Vangelo, non potrebbero esserci dei redenti in mezzo a loro, ma tra di loro esistono dei redenti. Ricordatevi infatti che si viene salvati sentendo predicare tutto il Vangelo, e non un quarto o mezzo evangelo.

Nessuno sottovaluti o sprezzi questa precisazione, perchè la Scrittura ha delle dure parole verso coloro che sovvertono l’evangelo e si fanno un evangelo tutto loro, infatti l’apostolo Paolo afferma: “Ma quand’anche noi, quand’anche un angelo dal cielo vi annunziasse un vangelo diverso da quello che v’abbiamo annunziato, sia egli anatema. Come l’abbiamo detto prima d’ora, torno a ripeterlo anche adesso: Se alcuno vi annunzia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema” (Galati 1:8-9).

Ora, Paolo parla ai Galati di “un vangelo diverso da quello che v’abbiamo annunziato”, e di “un vangelo diverso da quello che avete ricevuto”, per cui qualsiasi vangelo diverso da quello che gli apostoli annunciavano e che i santi avevano ricevuto da loro è un vangelo diverso. Andiamo di nuovo quindi alle suddette parole di Paolo ai santi di Corinto: “Fratelli, io vi rammento l’Evangelo che v’ho annunziato, che voi ancora avete ricevuto, nel quale ancora state saldi, e mediante il quale siete salvati, se pur lo ritenete quale ve l’ho annunziato; a meno che non abbiate creduto invano. Poiché io v’ho prima di tutto trasmesso, come l’ho ricevuto anch’io, che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi ai Dodici. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. Poi apparve a Giacomo; poi a tutti gli Apostoli; e, ultimo di tutti, apparve anche a me, come all’aborto; perché io sono il minimo degli apostoli; e non son degno d’esser chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono; e la grazia sua verso di me non è stata vana; anzi, ho faticato più di loro tutti; non già io, però, ma la grazia di Dio che è con me. Sia dunque io o siano loro, così noi predichiamo, e così voi avete creduto” (1 Corinzi 15:1-11). Avete notato che Paolo parla ai Corinzi de “l’Evangelo che v’ho annunziato, che voi ancora avete ricevuto”? E avete notato nella spiegazione che egli dà di questo Vangelo, in che cosa consiste il Vangelo che gli apostoli annunciavano e che i santi avevano ricevuto? Avete notato che del suo Vangelo, non faceva parte l’insegnamento della guarigione divina, quello sul battesimo con lo Spirito Santo, quello sui doni dello Spirito Santo, quello sui ministeri, quello sul ritorno di Cristo, e così via?

Dunque per ‘Vangelo della nostra salvazione’ (cfr. Efesini 1:13) va inteso esclusivamente quello che gli apostoli predicavano, e quello dunque bisogna predicare agli uomini, esortandoli a ravvedersi e a credere in esso.

Dunque, esorto coloro che hanno dato il sopracitato significato errato alla parola ‘tutto l’evangelo’ o ‘pieno evangelo’ a correggersi, e se vogliono dire che annunciano tutto il consiglio di Dio, dicano “tutto il consiglio di Dio”, ma non ‘tutto l’evangelo’.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

[Tratto dal blog “Chi ha orecchie da udire oda“, curato da Giacinto Butindaro V.D.M.]

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2 commenti leave one →
  1. 19 febbraio 2012 21:24

    Fratello Giacinto ringrazio il SIGNORE GESU’ CRISTO di avermi attirato a LUI con il suo sguardo , prima di conoscerlo mi credevo di essere una credente ma in realtà non lo conoscevo , ero perduta , camminavo nel buio ,,e non sappevo neanche dove andavo ;ma rendo grazie a DIO per la sua immensa bontà ,che ha avuto misericordia di me attirandomi a LUI con il suo sguardo, e in quel momento ,ho sentito nel mio cuore una grande tristezza gli domandai perdono , e piansi amaramente , capii che era morto per i miei peccati , dopo di che per qualche sera quando andavo a dormire vedevo cadere e sentivo anche il rumore delle goccie di sangue che cadevano sul mio cuscino ma in realtà non c’era niente ,non capivo cosa voleva dire , ma poi il SIGNORE mi fece capire che quello era il suo sangue che aveva sparso per me e che quel sangue mi purificava dalle mie colpe commesse. Quella tristezza si trasformo’ in una gioia salutare .Per questo mi rallegro della verità e ,del SUO SANTO VANGELO , GESU’ mi ha fatto il dono della conoscenza della sua SANTA PAROLA ,e per questo quando ti sento parlare di GESU’ e del SUO VANGELO il mio cuore si riempie di gioia . voglio ringraziarlo con amore , a LUI sia tutta la gloria in eterno !

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  2. 19 febbraio 2012 21:37

    Amen!

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