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L’ otto per mille

27 aprile 2012

L’ otto per mille

Ricevere l’ 8 per mille dallo Stato non è scritturale perché equivale a ricevere dallo Stato un finanziamento (o un aiuto finanziario che dir si voglia) per portare avanti attività che si devono compiere solo con le offerte date direttamente ai conduttori.

Inoltre perché sia il pagamento dei salari dei pastori, che il pagamento dell’affitto di locali di culto, che l’acquisto di materiale utile al culto o all’evangelizzazione, va fatto solo con denaro raccolto nell’ambito della Chiesa.

Anche le offerte agli orfani, ai malati, alle vedove, ai poveri in generale, vanno fatte con denaro raccolto in ambito della fratellanza in maniera diretta.

E’ vero che in alcuni casi l’8 per mille che si riceve dallo Stato serve solo a scopi sociali ed umanitari, come nel caso delle ADI (l’articolo 23, comma 1, dell’intesa Stato-ADI del 22 novembre 1988 dice infatti: ‘A decorrere dall’anno finanziario 1990 le ADI concorrono alla ripartizione della quota, pari all’otto per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, liquidata dagli uffici sulla base delle dichiarazioni annuali, destinando le somme devolute a tale titolo dallo Stato ad interventi sociali ed umanitari anche a favore di Paesi del terzo mondo’), ma non importa proprio nulla, è lo stesso sbagliato.

Ma d’altronde quando la Chiesa si allea con lo Stato, o si rifugia all’ombra dello Stato – lo so che chi riceve l’8 per mille detesta queste espressioni ma esse corrispondono perfettamente a verità – essa finisce con il ricevere dei privilegi da parte dello Stato, delle agevolazioni di svariato genere, tutte cose che la Chiesa non deve ricercare.

Nel caso specifico, l’8 per mille costituisce un finanziamento indiretto dello Stato alla Chiesa, e si badi che questo lo riconoscono persino eminenti giuristi e politici che di leggi dello Stato se ne intendono.
E proprio perché si tratta di un finanziamento che lo Stato fa verso certe organizzazioni religiose ci sono in Italia delle forze politiche che sono fortemente contrarie a questo finanziamento (vedi per esempio il Partito Radicale) le quali vorrebbero che l’8 per mille fosse abolito e che le varie Chiese che lo ricevono si autofinanziassero in tutto e per tutto direttamente solo con i soldi dei loro membri.

Naturalmente questo finanziamento dello Stato (cioè l’8 per mille) non è facile da ottenere perché per ottenerlo bisogna avere molti requisiti e presentare agli organi competenti tutti i documenti necessari; ma una volta che lo Stato vede che hai le carte in regola te lo concede.

Tutto ciò naturalmente per la gioia di quegli uomini corrotti e arroganti che si trovano a capo e non solo a capo in queste organizzazioni religiose, i quali vedono riempirsi le loro casse di ulteriori soldi, vedono la loro organizzazione religiosa raggiungere un elevato grado di notorietà, e possono fregiarsi di avere anche l’8 per mille assieme allo Stato e alla Chiesa Cattolica Romana!

A chi deve dunque dare un credente l’8 per mille?
Allo Stato, sono soldi che appartengono allo Stato, si devono quindi dare ad esso: ‘Date a Cesare quello che è di Cesare’ (cfr. Luca 20:25). Esso poi provvederà ad usare il denaro per scopi umanitari quando si presenteranno le occasioni.

Fratelli, destinate il vostro 8 per mille allo Stato. Opponetevi strenuamente a questa intensa pubblicità fatta in seno alle chiese che ricevono l’8 per mille anche tramite radio e volantini periodicamente con l’avvicinarsi di certe date.

La grazia del Signore sia con i santi.

Giacinto Butindaro

[Tratto dal sito “Sentieri Antichi“, curato da Giuseppe Piredda]


Articoli correlati:

Il Consiglio Generale delle ADI ha deciso che le ADI devono prendere anche loro le quote inespresse dell’8 per mille;

La palese doppiezza delle ADI sull’8 per mille;

L’otto per mille è di Cesare, lasciatelo a Cesare!;

Video: ‘Perchè un Cristiano deve dare l’8 per mille allo Stato’.

 

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