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Cambogia: in declino la moralità dei monaci buddisti?

14 Mag 2012

Cambogia: in declino la moralità dei monaci buddisti?

I recenti episodi di degrado morale di alcuni monaci cambogiani hanno sollevato una certa preoccupazione nel Paese, dal momento che il buddismo è la religione di Stato garantita dalla Costituzione e praticamente tutti i cambogiani sono buddisti.

In diverse occasioni i monaci hanno mostrato atteggiamenti violenti o non consoni al loro ruolo, tra cui l’avere rapporti sessuali o guardare materiale pornografico.

Si è avuto anche il caso in cui il monaco responsabile a livello provinciale si è ubriacato e ha picchiato un altro religioso, il quale non ha sporto denuncia solo perché l’attaccabrighe è considerato il monaco più potente in loco.

Di recente un monaco è stato sorpreso a filmare alcune donne nude [kh] mentre si recavano nel suo monastero per compiere abluzioni sacre, pratica basata sulla credenza che l’acqua dei monaci prevenga eventi negativi o sia di buon auspicio. Le indagini, che hanno portato all’arresto del monaco, sembra abbiano visto il continuo passaggio del video da un telefonino all’altro tramite bluetooth. L’episodio va sollevando discussioni sullo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche in Cambogia, dove oggi è possibile accedere facilmente a materiale pornografico. Come suggerito da Chan Nim [kh], rimane comunque la coscienza delle persone a definire l’uso corretto delle tecnologie.

D’altra parte ci sono molti monaci che si comportano in maniera adeguata e comprendono l’importanza della tecnologia nel promuovere gli insegnamenti religiosi. Mentre è normale trovare molti blog realizzati da giovani che discutono su problemi legati a società, tecnologia o questioni personali, vanno emergendo anche alcuni blog legati a tematiche buddiste, come Bodhikaram [en], Saloeurm [en], Khmerbuddhism [kh]. Una gran mole di insegnamenti buddisti è ora accessibile online, in forma di brevi commentari, vocabolari, podcast, o manuali sia in inglese sia in lingua khmer. Inoltre, un discreto numero di monaci sta sfruttando in modo efficace le potenzialità di internet per raggiungere un pubblico più vasto. Il venerable Saloeurm Savath, per esempio, ha elargito numerosi insegnamenti buddisti grazie a Facebook [en; kh], grazie a un semplice sistema per dialogare con i fedeli, i quali possono poi contattarlo per avere maggiori spiegazioni su determinati principi o dottrine buddisti.

Le pagode e i monaci sono parte integrante del patrimonio culturale cambogiano. Continuano a contare parecchio nella società. Sarebbe auspicabile che la loro moralità diventi più solida, così da incoraggiare gli individui a confermare la fiducia e il credo nel buddismo, una religione che ha largamente contribuito alla riconciliazione nazionale e alla serenità interiore della popolazione. Ne è un’esempio l’esperienza dei sopravvissuti al regime degli Khmer Rossi, che hanno utilizzato le dottrine buddiste per trasformare la voglia di vendetta e la rabbia in speranza e pace dell’anima.

[Tratto da: http://it.globalvoicesonline.org/2010/07/cambogia-in-declino-la-moralita-dei-monaci-buddisti/]


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