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La Macrobiotica

18 Mag 2012

New Age – La Macrobiotica

Il cibo è medicina, in lingua GiapponeseIl significato di macrobiotica è il seguente: macro vuole dire ‘grande’ e biotico significa ‘vita’ o ‘che ha attinenza con la vita’, quindi macrobiotica significa ‘grande e lunga vita’. Il termine è molto usato oggi, specialmente in riferimento a certi cibi, chiamati appunto macrobiotici. Ma che cosa è la Macrobiotica? Kushi Michio lo spiega in questi termini nel suo libro Il nuovo libro della macrobiotica: ‘Io adottai il termine ‘macrobiotica’ nel suo significato originario di metodo universa­le che assicura la salute e la longevità e che, oltre che della dieta, si occupa dello studio di tutte le dimensioni della vita umana, dell’ordine naturale e dell’evoluzione cosmica. La macro­biotica abbraccia tutti i campi possibili: comportamento, pensie­ro, respirazione, esercizi fisici, rapporti, abitudini, usi e costumi, culture, idee e coscienza, nonché gli stili di vita, individuali e collettivi, di tutto il mondo. Di conseguenza la macrobiotica non si identifica unicamente con la dieta, anche se questa per molte persone rappresenta il primo passo e l’introdu­zione allo stile di vita da essa propugnato.

E’ ‘macrobiotica’ il modo di vivere universale che ha permesso all’umanità di svilup­parsi biologicamente, psichicamente e spiritualmente e che le permetterà di conservare la salute e di raggiungere la felicità e la pace. Comprende un approccio dietetico, ma il suo obbiettivo è quello di assicurare la sopravvivenza della specie umana e la sua ulteriore evoluzione su questo pianeta’.[1] La macrobiotica presta molta attenzione ai cibi perché ritiene che la felicità dell’uomo, la sua pace, il suo carattere, la sua salute e quindi la lunghezza della sua vita dipenda dall’alimen­tazione. Ma su che cosa si basa la macrobiotica per fare tali affermazioni? Sul principio dello yin-yang di origine cinese. Secondo i sostenitori di questo principio ‘yin e yang sono le forze e le tendenze che governano in eterno i fenomeni, visibili e invisibili, individuali e collettivi, parziali o totali, passa­ti e futuri’;[2] esse sono forze complementari e antagoniste che si armonizzano l’un l’altra in continuazione. Esse ‘governano anche il nostro metabolismo, il nostro sistema nervoso, centrale ed autonomo, ecc.’.[3] Ma che c’entrano i cibi in tutto questo? C’entrano pure loro perché anch’essi sono sottoposti al governo di queste forze. Da qui l’affermazione degli esperti di macrobiotica che ‘alcuni cibi tendono a renderci contratti e più attivi (yang). Altri tendono a rilassarci e a dispiegarci mentalmente (yin)’.[4] E siccome si è venuto a creare uno squilibrio nell’uomo tra yang e yin, squili­brio dovuto all’alimentazione moderna, e questo squilibrio ha avuto nefaste conseguenze su di esso, perché ha portato malattie nervose, mentali provocando infelicità nell’uomo, occorre, per rendere l’uomo felice e pieno di salute, ripristinare l’equili­brio tra yang e yin. ‘La salute e la felicità dipendono da un armonioso equilibrio tra yang e yin’,[5] afferma Kushi Michio. Questo equilibrio è proprio lo scopo della dieta macro­biotica. Ma per farvi comprendere quanto per i studiosi di macrobiotica certi cibi possono trasformare la vita di una persona sottopongo ora alla vostra attenzione le seguenti parole di Kushi Michio: ‘Vorreste diventare simili all’ortaggio che state esaminando? Questa è la prima domanda che dovreste porvi. Se scegliamo degli ortaggi e della verdura ben formati e regolari, anche la nostra vita diven­terà ordinata. Se invece, preferiamo gli ortaggi che hanno lottato contro il freddo, acquisteremo la loro forza e resistenza. Se scegliamo della verdura piccola, diventeremo compatti ed attivi, come dei bambini, invece d’essere gonfi e molli, senza continui­tà. Se raccoglieremo la frutta succosa e dolce che cresce rapida­mente nei climi caldi avremo la sua fragilità e delizia, tanto che saremo facilmente e presto divorati dagli altri, compresi i batteri, le idee e le istituzioni (…) Poiché l’uomo è attivo, i migliori animali per la sua tavola sono quelli che si muovono lentamente; poiché il suo sangue è rosso è più raccomandabile la carne bianca; poiché è caldo ci sembrano migliori gli animali a sangue freddo’.[6] Anche il modo di cucinare i cibi ha un grande effetto sull’uomo secondo la macrobiotica e difatti nei libri di macrobiotica si trova pure scritto come si devono cucinare questo o quell’altro alimento. Gli esperti di macrobiotica vietano di mangiare alcuni cibi difatti dicono: ‘Le patate, le melanzane, i pomodori, ortaggi più yin di tutti gli altri, originari di climi tropicali, sono, in genere, da evitare completamente’[7] e: ‘Se mangiamo della carne di mammiferi è come se stessimo divorando noi stessi’[8] ed anche: ‘Non sono quindi raccomandati gli alimenti moderni, coltivati con concimi artificiali o trattati e preservati chimicamente o spruzzati con insetticidi o deodoranti’.[9] La migliore dieta macrobiotica è quella che si basa solo su cereali. E tutto questo viene insegnato in base al principio dello yin-yang per fare acquisire la felicità e la salute all’uomo! Vi faccio inoltre presente che la macrobiotica è collegata all’agopuntura infatti gli esperti dicono: ‘L’Agopuntura è limitata, e cura soltanto temporaneamente, se si continua a mangiare in modo sbagliato (…) Ma se riusciamo a combinare l’Agopuntura con l’ali­mentazione adatta possiamo scoprire la vera libertà…realizzare la nostra vita, godendola al massimo..’. Ecco perché molti che si affidano all’agopuntura per guarire da alcune malattie si mettono a seguire pure la dieta macrobiotica. Ma passiamo ora alla confutazione di queste menzogne introdotte dal diavolo nel mondo tramite i cosiddetti ‘antichi saggi cine­si’.

Cominciamo col dire che questo principio dello yin-yang non è scritturale. La Scrittura afferma che il diavolo è il principe di questo mondo, cioè colui che lo governa e l’opprime. Questo lo fa tramite i principati, le potestà, i dominatori di questo mondo di tenebre e le forze spirituali della malvagità che sono nei luoghi celesti, che sono tutte entità spirituali malvagie che non si vedono con questi occhi ma che esistono. L’uomo è infelice appunto perché è sotto la potestà di Satana, perché serve questo essere malvagio facendo ciò che dispiace a Dio. In altre parole perché egli è dato al peccato, che è un’opera del diavolo, che lo ripaga con la morte.[10] La sua infelicità non dipende dunque dall’alimentazione moderna, ma da qualcos’altro, ossia dalla sua ribellione contro Dio. A riprova di ciò facciamo notare che ai giorni di Paolo benché non esistessero ancora questi alimenti moderni di oggi, coltivati con concimi artificiali o trattati e preservati chimicamente o spruzzati con insetticidi, gli uomini erano ugualmente infelici e traviati come lo sono oggi appunto perché servivano il peccato anziché Dio. Ma andiamo più indietro: ai giorni di Adamo ed Eva. Ora, nessuno può dire che ai loro giorni ci fossero alimenti sofisticati, perché tutto era natura­le; gli insetticidi non esistevano, i conservanti neppure; essi si cibavano solo di verdure (ancora l’uomo non si cibava di carne). Eppure essi dopo che disubbidirono a Dio, benché si cibassero con cibi genuini, cominciarono a vivere infelicemente e nella paura. Questo conferma che alla radice dell’infelicità che esiste nel cuore dell’uomo c’è la ribellione a Dio, il pecca­to! L’alimentazione dell’uomo quindi può essere la più genuina, ma se egli è schiavo del peccato sarà infelice fra tutti, miserabile, cieco e nudo. Guardiamo la condizione di quelle persone che sono senza Dio e si cibano esclusivamente di cibi genuini. Non dobbiamo dire che anch’esse sono infelici? Sì, e non potrebbe essere altrimenti, perché come detto innanzi alla radice dell’in­felicità dell’uomo non c’è una certa alimentazione ma bensì la sua ribellione ai comandamenti di Dio. Quindi, quello che l’uomo deve ristabilire non è l’equilibrio tra gli elementi yin e yang per ristabilire così l’equilibrio tra il corpo e lo spirito; ma egli deve studiarsi di ristabilire quell’armonia che c’era tra l’uomo e Dio prima della caduta dell’uomo, detto in altre parole l’uomo si deve riconciliare con Dio, il suo Creatore. Questa dunque è l’esortazione che noi rivolgiamo agli uomini: “Siate riconciliati con Dio”.[11] Ma come può l’uomo riconciliarsi con Dio? C’è solo una maniera; ravvedendosi dai suoi peccati e credendo nel suo Figliuolo, Cristo Gesù; quindi mediante la fede. Allora sì che egli diventerà un’altra persona, mite, calma, gioiosa; perché rinascerà a nuova vita, lo Spirito Santo entrerà in lui e lo trasformerà. Mentre gli esperti di macrobiotica affermano: ‘Vorreste diventare simili all’ortaggio che state esaminando?’ e dicono che mangiando determinati ortaggi si acquista il carattere di quell’ortaggio (il che è follia), noi che annunziamo Cristo vi diciamo o uomini: ‘Volete diventare simili a Cristo, cioè essere resi conformi all’immagine del Figliuolo di Dio, e quindi miti, paci­fici, pieni di amore, e così via? Mangiate la carne ed il sangue del Figliuol dell’uomo perché lui stesso disse: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, ed io in lui”;[12] sap­piate che la carne di Gesù è vero cibo, e il suo sangue è vera bevanda. Cibandosi di essi si diventa felici, calmi, e si ottiene la vita eterna, la grande e vera vita, una vita ad esuberanza che durerà per sempre, anche dopo morti. Badate però che le parole di Gesù sono spirito e vita e non si riferiscono alla santa Cena da lui istituita, ma bensì al credere in Lui e all’osservanza dei suoi comandamenti.[13] Questa è la Via della Vita: Cristo Gesù. Tutte le altre, compresa la macrobiotica, sono delle con­traffazioni e perciò delle vanità. Qualcuno dirà: ‘Ma voi non siete per un’alimentazione genuina? Sì che lo siamo, anche noi preferiamo i cibi genuini a quelli trat­tati chimicamente o in qualche maniera alterati dall’uomo, e ci rallegriamo nel Signore quando il Signore ce li fa gustare. Ma in assenza di essi ci cibiamo del cibo che c’è senza mormorare, ringraziando Iddio che ce lo provvede. La nostra felicità non dipende dall’alimentazione ma dall’osservan­za dei comandamenti di Dio secondo che è scritto: “Beati piutto­sto quelli che odono la parola di Dio e l’osservano”:[14] e tra questi comandamenti non c’è l’ordine di non mangiare certi cibi perché il regno di Dio non consiste né in vivanda e né in bevanda. Le uniche vivande da cui noi ci dobbiamo astenere per il nostro bene per ordine dello Spirito Santo, sono le cose contami­nate nei sacrifici agli idoli, le cose soffocate e il sangue.[15] Per il resto possiamo mangiare di tutto,[16] senza nessun problema. Con moderazione certo (altrimenti ne avremo del danno), perché Dio vuole che siamo temperati anche nel mangiare,[17] ma di tutto, rendendo grazie a Dio in Cristo Gesù. Quindi il divieto macrobiotico di mangiare le melanzane, i pomodori, le patate, la carne ed i cibi trattati chimicamente è un precetto che annulla la Parola di Dio e va rigettato.[18] Anche la nostra salute non dipende dall’alimentazione (con questo vogliamo dire che non è astenendoci da certi cibi che noi goderemo buona salute) ma dall’osservanza dei comandamenti di Dio infatti la sapienza dopo averci detto di essere buoni, veritieri, di confidare con tutto il cuore in Dio, di non appoggiarci sul nostro discernimento, di temere Dio e di fuggire il male afferma: “Questo sarà la salute del tuo corpo e un refrigerio alle tue ossa”.[19] Naturalmente tra il male che dobbiamo fuggire c’è l’uso smoderato delle vivande.

Concludo dicendovi questo fratelli. Voi in Cristo Gesù siete stati resi liberi di mangiare di tutto. Voi non siete più schiavi di precetti sulle vivande quali: ‘Non assaggiare quel cibo perché dannoso allo spirito o al corpo’ perché questi precetti fanno parte degli elementi del mondo da cui siete stati affrancati mediante il sangue di Gesù Cristo. Il vostro cuore è reso saldo dalla grazia di Dio “e non da pratiche relative a vivande, dalle quali non ritrassero alcun giovamento quelli che le osservarono”.[20]Diletti, ringraziate Dio per avervi affrancati affinché foste liberi.


[1]Kushi Michio, Il Nuovo Libro della Macrobiotica: dieta, alimentazione e salute, Roma 1989, pag. 34

[2]Kushi Michio, op. cit., pag. 23

[3]La via Macrobiotica, N° 1, Maggio 1974, pag. 5

[4]La via Macrobiotica, N° 9, Gennaio 1975, pag. 4

[5]Ibid., pag. 4

[6]Ibid., pag. 5,6

[7]Ibid., pag. 5

[8]Ibid., pag. 6

[9]La via macrobiotica, N° 1 Maggio 1974, pag. 6

[10]Cfr. 1 Giov. 3:8; Rom. 6:23

[11]2 Cor. 5:20

[12]Giov. 6:56

[13]Cfr. Giov. 6:40 con Giov. 6:54; Giov. 6:56 con Giov. 15:4,5 e 1 Giov. 3:24

[14]Luca 11:28

[15]Cfr. Atti 15:19,20,28,29

[16]Cfr. 1 Tim. 4:4,5

[17]Cfr. 1 Cor. 6:12

[18]Cfr. 1 Tim. 4:1-3

[19]Prov. 3:8

[20]Ebr. 13:9

[Tratto dal libro scritto da Giacinto Butindaro, dal titolo: Il New Age]

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