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Testimonianza: Due ore di vita! «Scegli, o la Bibbia o una bara»

1 giugno 2012

Testimonianza: Due ore di vita! «Scegli, o la Bibbia o una bara»

Aver diciassette anni ed aver solo due ore da vivere!

La vita stava sbocciando con la freschezza e la fragranza di un fiore, quando la Morte, quel mostro senza misericordia, posò la sua mano fredda e viscida sulla mia fronte: e dovevo morire!

Ma io non volevo morire, volevo vivere. Infatti non ero ancora entrato completamente nella vita e già il medico dalla testa canuta, in piedi in fondo al mio letto, affermava in tono freddo e gutturale: «Non posso fare più nulla. Mi riesce impossibile perfino togliergli dalle vene il sangue necessario per fare un’analisi e ciò nonostante continua ad avere delle emorragie. Chiamate subito quelli che desiderano vederlo. Il ragazzo non vivrà più di due ore!»

La mia mente roteava ad una velocità vertiginosa: «Due ore di vita? Questa è la mia ultima sera sulla terra? Oh, calamità e catastrofe sono state la mia porzione!», pensavo.

Girandomi debolmente sul letto, mi si presentò la visione di una bara già pronta ad accogliermi. Era adatta alla mia statura; nell’interno era foderata con seta soffice e all’esterno decorata con gigli bianchi e rose rosse.

O notte spaventosa! Una giovinezza doveva rendere lo spirito e soccombere ai vermi che ne avrebbero divorato la carne!

Non provando alcun piacere in questi pensieri di morte, mi voltai debolmente e guardai dall’altro lato del letto; ed ecco, una Bibbia enorme, più grande di tutti i libri che abbia mai visto. Era aperta e stava sospesa a mezz’aria, vicinissima al mio letto.

E una voce mi parlò, così distintamente e fermamente come nessuna voce ha mai parlato: «Lester, quale di queste due cose vuoi scegliere STASERA?»

Oh, sì, io capivo che cosa voleva dire quella voce. Il mio corpo era debole, ma la mia mente ed il mio cuore stavano sostenendo una dura battaglia. Iddio aveva indicato molte volte al mio cuore la via del ministerio, ma la mia risposta era stata sempre negativa. A volte delle aspre affermazioni erano uscite dalle mie labbra e mi ero vantato che non avrei mai fatto il predicatore.

Ma quella sera la cosa era diversa. La morte era nello stesso letto con me. Sentivo il piangere sommesso dei miei cari nella stanza; avevo inteso le parole di saluto del dottore che se n’andava nella notte; avevo visto il mezzo catino di sangue che i miei polmoni avevano versato a seguito di una violenta crisi di tosse; avevo guardato nello specchio e mi ero riconosciuto in uno scheletro emaciato, segnato per una tomba prematura. Quale sarebbe stata la mia risposta a Dio?

«Stasera! Una Bibbia o una bara!», pensai. Mi fu richiesta una decisione in quell’ora.

Con tutta la forza di cui poteva disporre una giovinezza morente, parlai a Dio in termini risoluti ed irrevocabili:
«O Dio, se Tu mi rialzi da questo letto di infermità, prometto di prendere la Bibbia aperta ed i tenerla aperta. Dovunque mi manderai in questo grande mondo, andrò con allegrezza e testimonierò della Tua potenza che salva e guarisce. Accetto la Bibbia Aperta!».

In quella notte fatale, mentre l’anima mia vagava vicino al fiume gelato e il mio polso batteva spasmodicamente, io fui l’unico a riposare in quella casa. La decisione era stata presa: il dado era tratto. La calma e la pace invasero tutto il mio essere.

La mattina seguente, mentre i miei cari stavano intorno al mio letto gioiendo che io fossi ancora vivo, furono sorpresi quando mi svegliai e, parlando con voce naturale per la prima volta dopo settimane, dissi di aver fame. Chiesi una colazione abbondante ma mia madre temé di darmela finché non apprese della visione della notte precedente e della mia promessa a Dio.

Riguadagnai le forze rapidamente: dopo tre giorni mi alzai e camminai per la stanza, guardando fuori alle belle acque della Rada di S. Andrea e del Golfo del Messico. Dopo una settimana feci una passeggiata in automobile. Dopo pochi giorni un mio amico mi condusse nella sua barca sul Golfo del Messico. Circa tre settimane dopo quella terribile notte della decisione, parlai in pubblico. Il mio ministero della Bibbia aperta era cominciato.

Da allora non ho mai smesso di proclamare la Sua Parola.  Ho avuto il privilegio di portare la Bibbia in mano e nel cuore in più di sessanta paesi del mondo ed ho raccontato la storia di Dio, che salvò e guarì un ragazzo che aveva ancora solo due ore di vita, a gente di ogni colore.

Lester F. Sumrall

[Testimonianza tratta dalla rivista “Risveglio Pentecostale”, Anno II, n. 2, Agosto 1947]

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