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Iddio fa differenze tra gli uomini e le donne?

13 luglio 2012

Iddio fa differenze tra gli uomini e le donne?

Per quanto riguarda la salvezza, no, Iddio non fa alcuna differenza, ma per quanto riguarda il servizio nella Chiesa, sì, Iddio fa delle differenze.

«Talché la legge è stata il nostro pedagogo per condurci a Cristo, affinché fossimo giustificati per fede. Ma ora che la fede è venuta, noi non siamo più sotto pedagogo; perché siete tutti figliuoli di Dio, per la fede in Cristo Gesù. Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; poiché voi tutti siete uno in Cristo Gesù. E se siete di Cristo, siete dunque progenie d’Abramo; eredi, secondo la promessa.» (Galati 3:24-29)

Fratelli nel Signore, quante volte vi sarà capitato di udire questo passo, in particolare le parole che in Cristo non c’è né maschio né femmina? Io l’ho letto e sentito diverse volte e tutte le volte è stato citato con lo scopo di annullare dei comandamenti di Dio che erano ritenuti scomodi, in particolare quello sul velo (vgs 1 Cor. 11:1..) e quello sul divieto per la donna d’insegnare la Parola di Dio (vgs 1 Cor. 14:34 e 1 Tim. 2:11).

Con questo scritto desidero che voi riflettiate e che diate un giusto significato a questo passo che ho trascritto all’inizio, affinché non siate sedotti e portati via lontano dalla verità di Dio e non contristiate lo Spirito della Verità.

Cari nel Signore, rammentatevi sempre che è molto importante che voi comprendiate bene il significato dei passi delle sacre Scritture che vi vengono presentati, perché chi non comprende, contrasta la verità e la disprezza, diventando così DEBITORE nei confronti della Parola, com’è scritto:

«Chi sprezza la parola si costituisce, di fronte ad essa, debitore, ma chi rispetta il comandamento sarà ricompensato.» (Proverbi 13:13)

Quindi, fratelli nel Signore, per non sprezzare la Parola disubbidendo ai comandamenti che Dio ci ha dato, studiatevi di crescere nella conoscenza e pregate chiedendo a Dio che vi dia sapienza e intendimento affinché comprendiate correttamente e secondo il senso di Dio le sacre Scritture, e che siate in grado di metterle in pratica.

Ora, tornando al significato del passo in argomento, è doveroso sapere che l’apostolo Paolo ha scritto ai Galati per far comprendere loro che la salvezza non si ottiene seguendo i precetti della Legge di Mosè, ma, come avevano ottenuto la salvezza per fede, avrebbero dovuto mantenersi fermi nella fede e perseverare fino alla fine, camminando per lo Spirito e non per la carne. In questo discorso, Paolo ha fatto capire che per quanto riguarda la salvezza, non c’era davanti a Dio differenza di sorta tra i giudei e i greci, tra gli schiavi e i liberi, tra i maschi e le femmine. Questo vuol dire che per quanto riguarda l’ottenimento della salvezza, non c’è distinzione tra uomini e donne, viene data da Dio a tutti per fede.

L’uomo salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù, è diventato figliolo di Dio alla stessa maniera della donna; così il giudeo salvato per fede è figliolo di Dio alla pari di un gentile.

La medesima cosa è riferita da Paolo ai Romani, infatti nella Bibbia leggiamo:

«.. questa è la parola della fede che noi predichiamo; perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore, e avrai creduto col cuore che Dio l’ha risuscitato dai morti, sarai salvato; infatti col cuore si crede per ottener la giustizia e con la bocca si fa confessione per esser salvati. Difatti la Scrittura dice: Chiunque crede in lui, non sarà svergognato. Poiché non v’è distinzione fra Giudeo e Greco; perché lo stesso Signore è Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano; poiché chiunque avrà invocato il nome del Signore, sarà salvato.» (Romani 10:8-13)

Anche in questi passi è chiaramente affermato che Dio non fa differenze tra i giudei e i greci per quanto riguarda la salvezza, perché la stessa salvezza per fede che Dio dona ai giudei, così pure viene donata ai gentili.

Ribadisco ancora, per quanto riguarda la salvezza, non ci sono differenze tra uno e l’altro. Quindi, non si possono usare questi passi biblici per annullare dei comandamenti di Dio che dicono cosa devono fare gli uomini e cosa devono fare le donne per rendere un culto a Dio e per servirLo nella Chiesa.

Per quanto riguarda il servizio dei santi nella Chiesa e il rendere il culto a Dio, ci sono molte differenze tra gli uomini e tra uomini e donne, ad esempio il giovane convertito è differente dall’anziano che fa da conduttore; non vengono ritenuti dalla Parola di Dio uguali in autorità, in esperienza e in conoscenza. Certo,  bisogna che tutti siano rispettati allo stesso modo, sia i giovani che gli anziani, ma questo non vuol dire che tra loro non ci siano differenze.

Delle differenze le possiamo trovare anche tra chi è un ministro di Dio e chi non è stato ancora costituito ministro; così pure ci sono differenze di doni spirituali e doni di ministerio. Nella stessa maniera, Iddio ha stabilito che nel dover rendere un servizio nella Chiesa e servire il Signore, ci siano delle differenze tra l’uomo e la donna. Infatti, a tutte le donne, indistintamente, è da Dio fatto divieto loro di insegnare la Parola di Dio, come anche è scritto che le donne devono obbligatoriamente pregare o profetizzare col capo coperto, per non disonorare il loro capo, che è l’uomo; l’uomo, invece, deve pregare o profetizzare col capo scoperto per non disonorare il suo capo, che è Cristo.

Come abbiamo già detto, i credenti nel servizio al Signore e alla Chiesa ricevono da Dio doni differenti l’uno dall’altro, quindi, ci sono delle differenze, come è confermato dalle parole dell’apostolo Paolo:

«E siccome abbiamo dei doni differenti secondo la grazia che ci è stata data, se abbiamo dono di profezia, profetizziamo secondo la proporzione della nostra fede; se di ministerio, attendiamo al ministerio; se d’insegnamento, all’insegnare; se di esortazione, all’esortare; chi dà, dia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere pietose, le faccia con allegrezza.» (Romani 12:6-8)

Cari nel Signore, avete appena letto che Dio dà dei doni differenti, a seconda della Sua Volontà, quindi secondo la misura di grazia che Dio dà a ciascuno, ognuno deve servire a Cristo il Signore e alla Sua Chiesa.

Iddio ha stabilito che per svolgere l’ufficio di anziano bisogna che coloro che aspirano a quell’ufficio abbiano determinate caratteristiche  (vgs 1 Tim. 3:1-13), e questo vuol dire che non tutti gli uomini possono assumere l’ufficio di anziano, quindi, Iddio fa delle differenze tra uomini e uomini.

Iddio distribuisce i suoi doni, la sua autorità e la potenza come gli piace, e questo crea delle differenze tra una persona e l’altra, cambia il modo con cui ognuno può servire il Signore, i fratelli, la Chiesa; tutti i credenti fanno parte del Corpo di Cristo, ed ognuno opera secondo i doni che ha ricevuto, ma non a tutti è dato di fare le medesime cose, quindi ci sono delle differenze, infatti è scritto:

«Or voi siete il corpo di Cristo, e membra d’esso, ciascuno per parte sua. E Dio ha costituito nella Chiesa primieramente degli apostoli; in secondo luogo dei profeti; in terzo luogo de’ dottori; poi, i miracoli; poi i doni di guarigione, le assistenze, i doni di governo, la diversità delle lingue. Tutti sono eglino apostoli? Son forse tutti profeti? Son forse tutti dottori? Fan tutti de’ miracoli? Tutti hanno eglino i doni delle guarigioni? Parlan tutti in altre lingue? Interpretano tutti?» (1 Corinzi 12:27-30)

Vedete, dunque, tutti i credenti formano il Corpo di Cristo, ma non tutti ricevono da Dio gli stessi doni e gli stessi incarichi, ma ciascuno secondo la grazia di Dio riceve ciò che Egli ha preparato per lui.

Per concludere il nostro discorso e per annullare i vani ragionamenti di certi cianciatori e seduttori di menti, diciamo che per quanto riguarda le sorelle, a loro è stato ordinato da Dio di non insegnare la Parola di Dio e devono stare sottomesse alla volontà del Creatore e di Colui che ha fatto sia tutti gli uomini che tutte le donne, il quale sa bene ciò che ha fatto e ciò che ha comandato; anche per quanto riguarda la preghiera e il profetizzare, Iddio ha stabilito che le donne preghino o profetizzino con il capo coperto, quindi, è cosa buona che nessuno, né uomo né donna si ribellino ai comandamenti di Dio e si assoggettino alla Sua Volontà, senza cercare giustificazioni inutili e vane per annullare ciò che è scritto.

Fratelli, quando sentite qualche predicatore che vi cita il greco per annullare ciò che è scritto nella Bibbia, guardatevi da costui, perché state sentendo il sibilo del serpente, che vuole sedurvi, come sedusse Eva, e sapete bene quali sono state le conseguenze della trasgressione di Eva e disubbidì al comandamento che Dio diede a lei e ad Adamo.

Fratelli, sappiate che la trasgressione dei comandamenti di Dio porta sempre delle conseguenze nefaste, come le portò in principio in seguito alla trasgressione di Eva.

Cari nel Signore, guardatevi dai cattivi operai, dai cani, da coloro che cercano di sedurvi e con i loro vani ragionamenti filosofici, citando talvolta anche il greco, cercano di dimostrarvi che certi comandamenti di Dio non sono come li leggete nella Bibbia, ma sono come dicono loro. Guardatevi da costoro, perché questi non vogliono il vostro bene, ma il vostro male, e vi portano nella via della trasgressione e del disprezzo della Parola di Dio, e di ogni cosa renderanno conto a Dio costoro che predicano contro la verità, ed anche voi che li seguite e li ascoltate riceverete da Dio la giusta retribuzione a suo tempo.

Chi ha orecchio ascolti ciò che la Parola di Dio dice ai santi.

Giuseppe Piredda, salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù.

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