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In Cristo non si devono più osservare feste e giorni

6 agosto 2012

In Cristo non si devono più osservare feste e giorni

«L’uno stima un giorno più d’un altro; l’altro stima tutti i giorni uguali; sia ciascuno pienamente convinto nella propria mente.» (Romani 14:5)
Purtroppo, ci sono ancora oggi delle persone che cercano di imporre l’osservanza di giorni ai santi, chi il SABATO, e chi la DOMENICA, ma la Bibbia insegna che tutti i giorni sono uguali. Comunque sia, se c’è qualcuno che è convinto che un giorno è più di un altro, e ne è pienamente convinto nella sua mente e nel suo cuore, allora non deve essere disprezzato, perchè è debole nella fede, e deve essere sopportato dai più maturi spiritualmente.
Ma colui che è debole nella fede ed osserva dei giorni a motivo della sua coscienza, non deve GIUDICARE coloro che invece non osservano alcun giorno ed hanno compreso che tutti i giorni sono uguali.
Quindi, fratelli in Cristo, voi che siete stati rigenerati a nuova vita per mezzo della fede in Cristo Gesù mediante la nuova nascita, non dovete GIUDICARE nè disprezzare nessuno a riguardo dei giorni, perché sta scritto:

«Nessuno dunque vi giudichi quanto al mangiare o al bere, o rispetto a feste, o a noviluni o a sabati, che sono l’ombra di cose che doveano avvenire; ma il corpo è di Cristo.» (Colossesi 2:16,17)

Benché le Scritture insegnino chiaramente ciò che ho esposto brevemente, pure ci sono coloro che affermano che i “SABATI” citati in Colossesi nel passo riportato sopra, siano riferiti alle “FESTE EBRAICHE“, e non ai sabati nel senso stretto.
Ma, rileggendo il passo di Colossesi, notiamo chiaramente che queste ultime affermazioni non si conciliano con il reale significato del passo, perché Paolo parla di “RISPETTO A FESTE“, poi separamente dopo parla di “SABATI“, pertanto, non si può ritenere che le parole SABATI sia riferito alle feste ebraiche, perchè queste sono già citate poco prima e sarebbe stata UNA INUTILE RIPETIZIONE fatta dall’apostolo Paolo.
Ora parliamo brevemente anche del sabato, in particolare prendiamo i passi che stanno scritti in Ebrei 4:9-11:

«Resta dunque un riposo di sabato per il popolo di Dio; poiché chi entra nel riposo di Lui si riposa anch’egli dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle sue. Studiamoci dunque d’entrare in quel riposo, onde nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza.»

Da notare che lo scrittore agli ebrei parla di un ENTRARE nel riposo, ma non DI OSSERVARE IL RIPOSO DEL SABATO.
Poi ancora dice: “STUDIAMOCI DI ENTERARE IN QUEL RIPOSO, …“, e che la DISUBBIDIENZA non avrebbe permesso L’ENTRARE IN QUEL RIPOSO di Dio, come non SONO POTUTI ENTRARE quelli del popolo d’Israele che sono stati disubbidienti e ribelli a Dio, di cui si parla in qualche passo prima.
Con quelle parole, lo scrittore ha voluto significare che nel riposo di SABATO per ottenere il riposo di Dio si ENTRA, e si entra quando si muore nella fede in Cristo Gesù, dopo di ciò si viene accolti in cielo, per godere di un vero riposo, perfetto e definitivo.
Ecco, dunque, perchè in Colossesi sono stati citati i SABATI tra le figure della legge di Mosè, perché anche il sabato era una figura che riguardava i santi, e così come Dio si riposò in modo definitivo e non lavorò più alla creazione il settimo giorno, così il credente quando muore avendo perseverato nella fede in Cristo e non essendo stato DISUBBIDIENTE, ENTRA nel RIPOSO, e non c’è per lui più rischio di NON ENTRARE e non c’è più fatica, ma si riposa delle sue fatiche.A conferma di quanto ho esposto, ecco cosa dice Giovanni:

«E udii una voce dal cielo che diceva: Scrivi: Beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essendo che si riposano dalle loro fatiche, poiché le loro opere li seguono.» (Apocalisse 14:13)

Avete letto, dunque, che dalle fatiche i santi si riposano solo quando si muore in Cristo Gesù.

Fratelli, in conclusione, vi esorto a non farvi IMPORRE DA NESSUNO di bel nuovo nessun comandamento della legge di Mosè che sia UNA FIGURA del vero. Abbiate discernimento in voi stessi, affinché discerniate le cose che concernono la legge da quelle cose che, invece, fanno parte della GRAZIA di Dio.

Che nessuno vi seduca con vani ragionamenti, perché oggi i CRISTIANI non devono osservare il giorno di sabato, come inteso nella legge. E seppure qualcuno vuole osservare il giorno di sabato, sappia quel tale che lo deve osservare come dice la legge, senza fare lavoro alcuno, non si può cucinare in quel giorno, si possono fare tsolo i chilometri del cammin di sabato, etc..

Altrimenti, se uno dice agli altri di osservare il sabato, ma in pratica neppure lui lo osserva come dice il comandamento, è un ipocrita.

Fratelli nel Signore, che nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Chi ha orecchio ascolti ciò che dice la Parola di Dio alla Chiesa.

Giuseppe Piredda, salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù.

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