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Una riflessione sul perché di tanta enfasi sui locali di culto da parte dei pastori e dei membri

24 ottobre 2012

Una riflessione sul perché di tanta enfasi sui locali di culto da parte dei pastori e dei membri

Quando i credenti non hanno un luogo fisso dove riunirsi, se si cercano e si riuniscono nelle case è perché si amano con tutto il cuore.
Quando manca l’amore, manca l’unità tra i credenti, allora i dirigenti della comunità e delle organizzazioni hanno pensato “male” che bisognava sostituire tale carenza di collante spirituale tra i membri di Chiesa con qualcos’altro, e si sono inventati il fatto che Dio è presente SOLTANTO o SOPRATTUTTO nei locali di culto, e che BISOGNA OSPITARE IDDIO nel migliore dei modi; perciò si sono messi a costruire i LOCALI DI CULTO più costosi e maestosi. È anche per tale motivo che dicono, sapendo che biblicamente è una menzogna: “il locale di culto è la casa di Dio, la Chiesa”. 
Ecco, quindi, per quale motivo quasi tutti i pastori mettono molta enfasi nella costruzione e nella proprietà di un locale di culto, perché ciò crea un legame forte tra ogni membro della comunità e il locale di culto, che con grandi sacrifici contribuisce a comprarne una parte, e non riesce facilmente a lasciare tale locale di culto, anche se non viene edificato dai dirigenti dell’organizzazione, anche se viene maltrattato; preferiscono ingoiare ogni ingiustizia ed ogni scandalo, piuttosto che abbandonare quei vili mattoni acquistati con tanto sudore e fatica.
Il culto ormai per taluni non è più rivolto a Dio, ma al locale di culto, che è diventato la cosa più importante della comunità, il centro di ogni attività e di ogni pensiero. Il locale di culto ha preso il posto di Gesù, i mattoni del locale hanno preso il posto della Pietra Angolare.
Togliete a molti credenti il locale di culto, e perderanno la loro identità di cristiano, non sapranno più a chi appartengono e a chi devono obbedire.
Proprio conoscendo queste debolezze dei credenti, che i dirigenti delle organizzazioni accentrano su loro la proprietà dei locali di culto, in modo da tener PRIGIONIERI sia i pastori, sia i membri di tale comunità.
Che dire ancora, che molti culti ormai hanno solo la forma di una adorazione a Dio, ma il loro cuore è lontano dal SIGNORE, vanamente rendono il loro culto, perché il loro cuore è nelle mani dell’organizzazione, che possiede il locale di culto.
Se pensate che le cose non siano così, date un’occhiata a cosa succede a quelle comunità a cui lo Stato sta chiudendo i locali perché non agibili dal punto di vista legale e della pubblica sicurezza, e a quel locale che si è incendiato.
Il timore dei pastori una volta che non possono più usufruire di un locale dove far riunire le pecore, è quello che si disperdano, dimenticando in un attimo tutte le riunioni fatte in precedenza e il legame preesistente. Un tale timore dimostra chiaramente che non c’è NESSUNA UNITA’ tra i membri, perché se ci fosse realmente, essa non dipenderebbe dal locale di culto, e i pastori non temerebbero.
Queste sono constatazioni di fatto, che dimostrano che oggi i culti sono fondati sui mattoni della comunità, e non sulla Roccia che è Cristo Gesù.
Perdonatemi se le mie parole vi hanno turbato, ma se siete stati turbati, voi rientrate esattamente in ciò che ho esposto in questa breve riflessione.

Giuseppe Piredda

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