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Santificarsi significa rinunciare a certe cose e farne altre, come viene ordinato dalla Parola di Dio

27 ottobre 2012

Santificarsi significa rinunciare a certe cose e farne altre, come viene ordinato dalla Parola di Dio

La “santità” è la separazione del credente da tutto ciò che lo può contaminare, sia carnalmente che spiritualmente. I credenti vengono chiamati santi, appunto perché devono stare separati dalle cose di questo mondo, sono stati scelti da Dio per essere a Lui consacrati e pertanto non devono contaminarsi con le cose del mondo e con le cose di questa vita terrena, devono avere l’animo alle cose del cielo. Certo, viviamo in mezzo al mondo, ma non dobbiamo essere del mondo, e il mondo non deve essere amico della Chiesa, perché altrimenti la Chiesa di Cristo diventa nemica di Dio. 
Talvolta si sente dai pulpiti parlare di santità, di essere santi, ma alla fine tale parola viene soltanto associata alla santificazione che compie il Signore dentro ogni credente, perché questi predicatori moderni non vogliono dispiacere in alcuna maniera coloro che ascoltano, e loro stessi sono schiavi del peccato molte volte e non hanno la forza per riprendere gli altri.
Badate bene, che Dio è vero che santifica i suoi figli, ma questi non devono contaminarsi, non devono avere l’animo alle cose di questa terra per non contaminarsi nel fango e nel pantano del peccato e delle concupiscenze della carne.
Rammentatevi sempre queste parole del Signore Gesù Cristo:
«Io sono la vera vite, e il Padre mio è il vignaiuolo. Ogni tralcio che in me non dà frutto, Egli lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo rimonda affinché ne dia di più.» (Giovanni 15:1,2)Avete letto, dunque, che ogni tralcio che non porta frutto, e ciò significa anche che ogni tralcio che non si santifica e non si separa dalle concupiscenze di questo mondo, Gesù lo toglie e lo getta nel fuoco. Mentre coloro che portano frutto e si mantengono puri e santi dalle contaminazioni di questo mondo, Gesù li rimonda ancora, affinché portino ancora più frutti e si santifichino sempre di più, per fare in modo che la luce della verità e della santità di Dio splenda sempre più forte in questo mondo di tenebre, affinché ci sia del sale in questo mondo insipido quanto alla verità e alla giustizia. Se anche il sale diventa insipido, non serve più a nulla, non darà sapore, e così avviene quando la Chiesa si contamina e vive in mezzo ai peccati del mondo e corre in direzione di quei luoghi in cui tutti i pagani che non conoscono Dio sono diretti dal diavolo loro padre.Avuto riguardo a quanto accennato sopra, è doveroso dire che dai pulpiti c’è bisogno di predicare la santità, la santificazione ai credenti, ma non in modo generico, ma entrando proprio nei dettagli di certe azioni o certe omissioni. I figlioli di Dio hanno bisogno di sapere IN PRATICA cosa vuole dire ‘santificarsi’, a quali cose devono rinunciare, quali cose non possono fare, e quali cose devono obbligatoriamente fare perché ordinate da Dio attraverso la Sua Parola di verità. Questo i santi hanno bisogno di sentire dai pulpiti, ma per poterlo fare, è necessario avere autorità da Dio, bisogna essere veramente costituiti da Dio come predicatori, altrimenti non ne saranno capaci, perché non hanno autorità, come non ne avevano gli scribi ai tempi di Gesù.
Durante le predicazioni e le esortazioni rivolte ai credenti circa la santificazione, è necessario fare degli esempi concreti e pertinenti, per far capire loro a cosa in pratica devono rinunciare.
Eccovi, fratelli, vi faccio io alcuni pochi esempi, affinché vi facciate un’idea precisa di ciò che sto dicendo:
il credente non può andare in giro col corpo nudoo mezzo nudo, quindi non può andare neppure al mare in costume. Chi va al mare a mettersi mezzo nudo in costume si contamina e fa contaminare anche gli altri, quindi in tale luogo e in tale maniera non si sta santificando, anzi, si sta contaminando, e non sta dando gloria a Dio, ma in tale modo di possedere il proprio corpo sta contristando lo Spirito santo;

il credente non può rubare, mentire, convivere, risposarsi quando la prima moglie è in vita. Purtroppo nelle Chiese dei tempi d’oggi, tutte queste cose abbondano e sono di scandalo per i pagani e per gli stessi credenti deboli nella fede. Talvolta sono gli stessi pastori a mentire e a insegnare che si può mentire, che si può convivere, che ci si può risposare quando la prima moglie è ancora in vita, diventando così ADULTERI! Fuggite da tali pastori, per il bene delle anime vostre, perché dando retta a tali uomini pervertiti quanto alla verità, state rischiando di non entrare nel Regno dei cieli;

il credente non deve perdere tempo andando al cinema, allo stadio, a teatro, guardando la TV, leggere riviste mondane. Per rendervi conto che vi state contaminando e non vi state santificando, voi che perdete TANTO tempo con tali cose, fate una bella cosa, conteggiate alla settimana tutto il tempo che dedicate a tali cose, e confrontate tale tempo con il tempo che avete dedicato al Signore con lo studio della Parola di Dio e la preghiera, e vi renderete conto da soli quali sono le vostre piacevoli occupazioni e dove avete riposto il vostro cuore;

le sorelle devono pregare o profetizzare col capo coperto, anche quando ringraziano per il cibo, anche nelle preghiere e riunioni in casa. In molte comunità viene insegnato alle donne a non usare il velo, contrariamente a quanto è scritto chiaramente nelle sacre Scritture, ma in quelle comunità in cui l’uso del velo da parte delle sorelle viene insegnato e preteso durante il culto ufficiale, non viene insegnato correttamente, ma solo in parte, e anche questo non va bene, perché la donna deve usare il velo OGNI VOLTA CHE PREGA o PROFETIZZA, e non solo in comunità nelle riunioni ufficiali, ma anche quando prega per ringraziare per il cibo, o quando prega da sola nella sua cameretta;

i fratelli non devono pregare col capo coperto, neppure fuori all’aperto, in nessun luogo;

i credenti non devono raccontare barzellette, devono bandire ogni buffoneria nella loro vita, com’è scritto, a cominciare dai pastori e dagli anziani, che devono essere l’esempio del gregge, perché molti di costoro, anche durante le prediche, raccontano barzellette e fanno ridere tutto l’uditorio. Ma vi rendete conto, fratelli, che quando dal pulpito i predicatori raccontano barzellette o fanno battute per farvi ridere, stanno contristando lo Spirito santo, perché disturbano la comunione con Dio di tutti i santi presenti in tale locale di culto? Queste cose dovete farle notare ai vostri pastori e anziani, li dovete ammonire severamente, perché i culti al Signore non sono spettacolini teatrali dove l’uditorio si intrattiene e lo si deve far divertire, ma sono culti in cui si offre al Signore i sacrifici di lode e adorazione con tutto il cuore, e non con le barzellette e le risate e altri movimenti inconsulti di ogni genere;

i credenti hanno l’obbligo PERSONALE di aiutare i poveri, a cominciare dai propri familiari. Il dovere per ogni credente di aiutare i bisognosi non si esaurisce con le offerte e le decime date in comunità; non vi ricordate che nelle Scritture Gesù fa chiaramente riferimento a queste cose quando parla ai Farisei e agli scribi a proposito dell’osservare il comandamento sull’onorare il padre e la madre? Studiate le Scritture, affinché non perdiate il premio per il quale Gesù Cristo è morto anche per voi;

i credenti hanno l’obbligo di andare a trovare e aiutare i malati, le vedove, gli orfani e, una cosa che non sento mai e su cui non ho mai letto niente, le sorelle INCINTE vanno aiutate in tutti i loro bisogni, nell’accudire gli agli suoi figli e per quanto riguarda l’accudire la casa; forza, sorelle, dico a voi che siete più attempate, non siate dure di cuore, consolate e non fate mancare il vostro sostegno in pratica alle sorelle incinte, perché ne hanno tanto di bisogno. Mostrate che amate le sorelle più giovani, non solo a parole, ma in fatti e verità. Forza, sorelle, cominciate a darvi da fare, e Dio vi darà ciò che il vostro cuore desidera e vi riempirà di pace e di gioia;

i pastori hanno l’obbligo di andare di continuo a casa delle pecore, e le pecore a casa del pastore. A questo proposito vi faccio questa domanda: tutte le pecore della vostra comunità conoscono la casa del pastore, ci sono andati, sono stati invitati a mangiare? Il pastore conosce la casa di tutte le pecore e le frequenta regolarmente?
Badate bene che pasturare le pecore comprende anche queste cose, anzi, soprattutto queste cose. Molti si arrabbiano che diciamo certe cose, ma a costoro dico: ma se voi non fate le cose che dovete fare, sorge quindi la necessità che qualcuno ve le ricordi, affinché le abbiate sempre presenti. Perché non volete riconoscere che noi cerchiamo di aiutarvi informandovi delle cose che dovete fare o non fare? Non le diciamo certo per farvi del male, ma per il bene prima dei conduttori e poi di tutti i santi che frequentano le comunità;

i credenti non devono darsi alle gozzoviglie né alle ubriachezze, mai, neppure durante i matrimoni. Purtroppo, tante volte ho sentito dire che almeno durante le feste i fratelli possono lasciarsi andare al bere quantità maggiori di alcolici. No, fratelli, siate moderati in ogni cosa, perché uno dei frutti dello Spirito santo è la “TEMPERANZA”, cioè moderazione nella soddisfazione di ogni bisogno del corpo. Non datevi al mangiare e bere con sregolatezza, ma siate un esempio per il mondo anche nel mangiare e nel bere moderatamente;

i credenti non possono andare alle messe cattoliche, perché sono UNA BESTEMMIA CONTRO GESU’ CRISTO. Non possono andare neppure ai funerali, né ai matrimoni officiati dai preti. Fratelli, quando vi dicono che potete andare alle messe per non scandalizzare i cattolici, sappiate che è come se vi stessero dicendo che potete BESTEMMIARE il buon nome di Gesù Cristo, perché le messe sono una bestemmia contro Cristo, in quanto i preti le ritengono LA RIPETIZIONE DEL SACRIFICIO DI CRISTO, e la parola parlando del sacrificio compiuto da Gesù, afferma chiaramente che essendo un sacrifico perfetto, non può essere ripetuto. Se un sacrifico viene ripetuto, significa che il precedente non era perfetto. Santificarsi vuole dire anche questo, e chi vi dice che potete andare alle messe cattoliche, non sta facendo la volontà di Dio e non sta dando buoni consigli, ma cattivi e malvagi consigli, quindi, guardatevi da costoro che vi SPINGONO A PECCARE e a dispiacere a Gesù, il nostro Signore e Salvatore. Come non dovete andare ai culti di adorazione a Satana, così non dovete andare alle messe cattoliche, perché sono sempre culti rivolti a Satana, e voi non potete rendere un culto sia a Dio che ai demoni, Iddio non si compiace di tale cosa;

i credenti non devono mangiare cose sacrificate agli idoli, né carni soffocate, né sangue. Quante volte si legge e si sente dire che questi comandamenti riportati in Atti 15 non sono più per oggi? Tante volte, eppure io vi dico che sono scritte nella Parola di Dio e che sono necessarie per tutti i santi che le pratichino. Fratelli, non date retta a tutti gli spiriti, dovete dare retta in modo esclusivo a quanto è scritto nella Bibbia, perché essa è la Parola di Dio, e se voi la trasgredite per compiacere agli uomini, voi vi costituite debitori (peccatori) di fronte alla Parola di Dio. Scegliete, volete farvi nemici gli uomini o farvi nemico l’Iddio vivente e vero che ha dato quei comandamenti? Siate savi, fratelli, conducetevi da persone intelligenti;

Se ne potrebbero citare ancora molti altri di esempi di cose da fare e di non fare, tuttavia basti conoscere il fatto che dovete stare attenti a ciò che sta scritto nella Parola di Dio e a cosa vi insegnano dai pulpiti, e lo Spirito della Verità vi guiderà in ogni cosa, ma fate attenzione, lo Spirito della Verità che ha ispirato lo scrivere le parole che leggiamo nella Bibbia, non può guidarvi nel credere e comprendere a cose contrarie alla Parola di Dio. Chi contraddice quanto è scritto, non è da Dio, sappiatelo, può anche essere il vostro pastore da tanti anni, può anche aver annunziato l’Evangelo a migliaia di persone, possono anche essersi convertite tante anime, ma se parla contro la Parola di Dio non è più da Dio, e vi sta seducendo per portarvi lontani dalla retta via. Nel considerare un servitore di Dio non si deve guardare a tutto ciò che ha fatto in passato, ma a quello che sta facendo nel momento attuale, bisogna considerare come gli anziani e i ministri di Dio stanno terminando la loro carriera nel servire il Signore. Sappiate che all’inferno ci andranno sia i SEDUTTORI che i SEDOTTI, pertanto non avete nessuna giustificazione per le vostre azioni e per i comandamenti di Dio che state disprezzando.

Per terminare questa mia breve riflessione, quindi, vi faccio sapere che questa lista è solo una breve elencazione delle cose da fare e da non fare, che rientrano tra LE COSE CHE RIGUARDANO IL SANTIFICARSI, cioè STARE SEPARATI dalle cose che contaminano i credenti, stare separati dalle cose a cui corrono con particolare enfasi quelli del mondo, che sono perduti nei loro falli e nei loro peccati, e non hanno discernimento delle cose spirituali. Sappiate che chi si fa amico del mondo, si fa nemico Iddio.

Quando si predica sulla santificazione, se non si spiega in pratica ai santi cosa ciò significa e da quali cose devono separarsi i santi, tali parole rimangono parole al vento.

Chi ha orecchie oda ciò che la Parola di Dio dice ai santi.

Giuseppe Piredda, salvato per grazia mediante la sola fede in Cristo Gesù.

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  1. francesco permalink
    22 aprile 2013 23:19

    pace.purtroppo caro giuseppe non tutti vogliono pagare il prezzo della santificazione.a molti piace solo mangiare l’agnello quando arrivano le erbe amare le rigettano se si dice SIGNORE.la tua parola e’ luce per i miei passi. si devono accettare pure le erbe amare..chiamato da DIO PADRE a credere all’evangelo di GESU’ CRISTO mediante lo SPIRITO SANTO.francesco

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