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RISPOSTA ALLA DOMANDA: “Come mai voi Evangelici non accettate la transustanziazione?”

26 novembre 2012

RISPOSTA ALLA DOMANDA: “Come mai voi Evangelici non accettate la transustanziazione?

Perché credere nella transustanziazione significa credere che quando durante la cena del Signore il pane e il vino vengono benedetti essi mutano sostanza e diventano il vero corpo e il vero sangue di Cristo; ecco infatti quanto si legge in un Catechismo: ‘Dopo la consacrazione, l’ostia non è più pane; il pane è mutato nel vero Corpo di nostro Signore Gesù Cristo. (…) L’ostia sembra pane, o meglio sembra ostia; ma dell’ostia-pane non vi è più la sostanza ma solo le specie, le apparenze esterne; in realtà essa è il corpo di Gesù Cristo, vivo e vero. Nel calice prima della consacrazione si contiene vino con alcune gocce d’acqua (…) Dopo la consacrazione, nel calice non vi è più vino; invece, sotto le specie del vino, vi è il vero e reale Sangue di nostro Signore Gesù Cristo. Il vino si è convertito nel Sangue di Gesù Cristo (…) Perciò come al pronunziarsi della divina parola, nella creazione, le cose che prima non erano, furono; così al pronunziarsi delle parole della consacrazione, quello che era pane, diviene Corpo di Nostro Signore, e quello che era vino, suo Sangue’ (Giuseppe Perardi, Nuovo Manuale del Catechista per l’insegnamento del catechismo della dottrina cristiana, Pubblicato per ordine di Pio X, XVII edizione rinnovata e in gran parte rifatta, Torino 1939, pag. 483-484). E ciò è falso perché il pane e il vino non subiscono nessun cambiamento di sostanza durante la cena del Signore essendo solo degli elementi che rappresentano il corpo e il sangue di Cristo che rimangono a tutti gli effetti pane e vino anche dopo averli benedetti. Tanto è vero che Gesù dopo avere reso grazie per il calice disse: “Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per la remissione dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò più di questo frutto della vigna, fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio” (Matt. 26:28-29). Si noti come Gesù chiamò il contenuto del calice ‘questo frutto della vigna’.

(Per un approfondimento dell’argomento vedi il secondo capitolo del mio libro sulla Chiesa Cattolica Romana alla sezione ‘Eucarestia’)

(Giacinto Butindaro VDM)

[Tratto dal sito “La Nuova Via”, curato da Giacinto Butindaro]

2 commenti leave one →
  1. Paolo permalink
    23 maggio 2021 16:00

    Vorrei però evidenziare anche un altro passo ben noto del Vangelo, Gesù afferma “chi non mangia il mio corpo e non beve il mio sangue non entrerà nel Regno dei Cieli”. Se vogliamo prendere alla lettera il testo sacro, Gesù è qui molto categorico a riguardo!

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  2. 24 maggio 2021 23:13

    Vorrei evidenziare che quando quelle parole sono state dette, Gesù era ancora vivo e il suo sangue ancora non era stato versato, quindi se era lì presente ancora, come si può anche minimamente pensare che il pane che i discepoli hanno mangiato e il vino che hanno bevuto si sia potuto trasformare in vero corpo e vero sangue? Ma è una cosa così insensata, così fantasiosa e priva di ogni possibilità di essere reale, che solo degli insensati possono crederle queste sciocchezze. Ma poi, quando voi mariani magiate il pane e il vino, lo masticate e sentite il sapore della carne e la sua consistenza, o sentite il sapore del sangue? Se non lo sentite in bocca, allora è cosa certa e provata che non si trasforma letteralmente, di conseguenza per forza di cose bisogna pensare che quelle parole di Gesù avessero un senso spirituale e non letterale. Infatti, laddove è impossibile accettare il senso letterale della Parola, allora dobbiamo dare un senso spirituale. Comunque, per quelle parole, lo stesso Gesù ha spiegato che avevano un senso spirituale, infatti Egli disse:
    «Io sono il pane vivente, che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che darò è la mia carne, che darò per la vita del mondo.» (Giovanni 6:51)
    «Questo è il pane che è disceso dal cielo; non qual era quello che i padri mangiarono e morirono; chi mangia di questo pane vivrà in eterno. Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga di Capernaum. Onde molti dei suoi discepoli, udite che l’ebbero, dissero: Questo parlare è duro; chi lo può ascoltare? Ma Gesù, conoscendo in se stesso che i suoi discepoli mormoravan di ciò, disse loro: Questo vi scandalizza? E che sarebbe se vedeste il Figliuol dell’uomo ascendere dov’era prima? È lo spirito quel che vivifica; la carne non giova nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita.» (Giovanni 6:58-63)
    Le parole che Gesù ha dette sono spirito e vita, ecco come vanno prese le parole di Gesù a riguardo di mangiare la sua carne, spiritualmente non letteralmente, altrimenti si giustificherebbe il cannibalismo e il bere il sangue, cose che sono vietate nella Bibbia.
    Ah, quante cose insensate che dicono i mariani e i loro sostenitori, che Dio abbia pietà di loro e gli conceda di ravvedersi dalle loro insensatezze.

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