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Che cosa significa “Tutto è puro per quelli che sono puri” (Tito 1:15)

20 giugno 2013

Che cosa significa “Tutto è puro per quelli che sono puri” (Tito 1:15)

cascateSerioQueste parole di Paolo a Tito significano che tanto la mente che la coscienza di coloro che sono puri di cuore sono appunto pure; questo lo si capisce leggendo le parole successive che sono:

“Ma per i contaminati ed increduli niente è puro; anzi, tanto la mente che la coscienza loro son contaminate. Fanno professione di conoscere Iddio; ma lo rinnegano con le loro opere, essendo abominevoli, e ribelli, e incapaci di qualsiasi opera buona” (Tito 1:15-16).

Queste parole dunque non significano né che andare al mare a mettersi mezzi nudi o andare a ballare, al cinema, al teatro, o fumare, o altre passioni di concupiscenza, sono cose pure per i credenti, perché se così fosse vorrebbe dire che le concupiscenze mondane sono pure quando così non è, tanto è vero che tramite di esse i credenti si contaminano, ed è infatti per questo che noi siamo chiamati a rinunciare ad esse.

E queste parole non significano neppure che per coloro che sono puri di cuore ogni cibo è puro perché ci sono credenti che quantunque abbiano la loro coscienza purificata con il sangue di Gesù e abbiano un cuore puro dinnanzi a Dio, pure considerano un certo cibo impuro per una loro convinzione personale. Paolo dice che se un fratello “stima che una cosa è impura, per lui è impura” (Romani 14:14). Se interpretassimo infatti quelle parole di Paolo a Tito in questa maniera finiremmo con il dire che se un credente considera un cibo impuro ciò significa che lui non è puro e questo significherebbe giudicare il fratello ingiustamente.

Dunque, attenzione fratelli a tutti quei credenti, tra cui tanti pastori o predicatori, che per giustificare la loro manifesta mondanità e carnalità citano a più non posso queste parole di Paolo, con la speranza e l’obbiettivo di turare la bocca a coloro che riprovano le mondane concupiscenze perché vogliono che i santi si santificano.

Prendete la Scrittura e turategli la bocca, perché sono dei ribelli che rifiutano di santificarsi, e per coprire la loro ribellione usano sofismi di vario genere. Ma non c’è sofisma che regga dinnanzi alla sapienza di Dio, quindi usate la sapienza di Dio per distruggere questi loro sofismi.

La grazia sia con voi

Giacinto Butindaro

[Tratto dal blog “Chi ha orecchie da udire oda”, amministrato da Giacinto Butindaro]

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