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Libri che sviano i santi dalla verità raccomandati da Teleoltre: ‘Tu sei Pietro’

27 giugno 2013

Libri che sviano i santi dalla verità raccomandati da Teleoltre

«Tu sei Pietro, scritto dal cattolico romano Massimo Introvigne»

tele-oltre-logoTeleOltre’, fondata e gestita dal Movimento di Chiese Pentecostali ‘Nuova Pentecoste’ di cui è presidente Remo Cristallo, ha nel suo palinsesto un programma dal titolo ‘A libro aperto’ che è condotto da Alessandro Iovino, storico e saggista appartenente alle Assemblee di Dio in Italia.
Questo programma è una rubrica di recensione editoriale e nello studio spesso intervengono direttamente gli autori che vengono intervistati da Alessandro Iovino. A Libro Aperto – viene detto sul loro sito – ‘è un appuntamento molto atteso per i telespettatori e un programma di punta dell’emittente Teleoltre’ (http://www.teleoltre.tv/video_category/a-libro-aperto).
Voglio che sappiate però che durante questo programma sono stati recensiti libri, che pur essendo stati presentati come ‘cibo per la mente’ contengono veleno per l’anima di ogni vero Cristiano perché hanno al loro interno evidenti menzogne che nulla hanno a che fare con la verità. Ve ne segnalo due.

‘Tu sei Pietro’

‘Tu sei Pietro’ è un libro scritto dal cattolico romano Massimo Introvigne, che lo Iovino ha definito cibo per la nostra mente (A libro aperto – LA07-2011 TeleOltre – Tu sei Pietro – http://youtu.be/1Tp6RcyBqLk).

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Massimo Introvigne è un sociologo e filosofo che ha fondato e dirige il Centro Studi sulle Nuove Religioni (CESNUR), con cui peraltro collabora Alessandro Iovino. Introvigne è un difensore militante della Chiesa Cattolica Romana, e infatti è reggente nazionale vicario di Alleanza Cattolica che è un’associazione di laici cattolici che si propone lo studio e la diffusione della dottrina sociale della Chiesa cattolica e svolge un’azione culturale e civile con l’obiettivo dichiarato di mirare alla promozione e alla costruzione di una società secondo le parole del magistero della Chiesa Cattolica Romana.
‘Tu sei Pietro’ non è altro che un elogio del cosiddetto ministero petrino, e quindi del magistero papale (d’altronde Introvigne lo ha definito ‘un libro sul pensiero di Benedetto XVI’ nell’intervista che gli ha fatto lo Iovino durante la rubrica ‘A libro aperto’), che come sappiamo è nemico della verità che è in Cristo Gesù e mena in perdizione tante anime.
In questo libro di Introvigne ci sono scritte tante menzogne, di cui qui ve ne voglio segnalare alcune.
– ‘La difesa della ragione contro il relativismo e la proclamazione delle verità naturali, che pure la ragione potrebbe conoscere anche senza l’aiuto della fede, fa parte integrante del Magistero dei Pontefici Romani. Lo insegna il servo di Dio Paolo VI (1897-1976) nell’enciclica Humanae vitae, in un brano veramente fondamentale la cui portata va molto al di là delle questioni relative al matrimonio e alla procreazione: «Nessun fedele vorrà negare che al Magistero della Chiesa spetti d’interpretare anche la legge morale naturale’ (Massimo Introvigne, Tu sei Pietro. Benedetto XVI contro la dittatura del relativismo, Sugarco Edizioni, 2011, pag. 11).
– ‘…. occorre studiare, anzitutto il Magistero. Questa è la missione di Alleanza Cattolica, ed è anche lo scopo che si prefigge questo libro. Il presupposto è che si segua il Papa, quando ci piace e quando eventualmente non ci piace, che si presenti il Magistero per quello che dice e non per quello che ci piacerebbe che dicesse. Tu sei Pietro, e hai sempre diritto alla nostra obbedienza, alla nostra devozione e al nostro entusiasmo. Viva il Papa!’ (Tu sei Pietro, pag. 13).
– ‘Nella maggioranza delle persone «molta sporcizia copre la purezza, di cui, tuttavia, è rimasta la sete e che, ciononostante, riemerge sempre di nuovo da tutta la bassezza e rimane presente nell’anima», il che rende non solo scritturalmente e teologicamente fondata ma eminentemente ragionevole la prospettiva del Purgatorio. [….] E’ nella prospettiva che tiene fermo lo sguardo sul Giudizio universale e che nel giudizio particolare discerne come possibilità l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso che giustizia e misericordia si collegano strettamente, come eminentemente avviene nella persona stessa di Gesù Cristo. E acquistano un senso più profondo anche la preghiera di suffragio per le anime dei defunti e l’offerta delle proprie sofferenze per gli altri …’ (Tu sei Pietro, pag. 28-29).
– ‘Celebrando la Messa in Saint Mary il Pontefice così conclude, con parole che partono dalla celebrazione di un’opera eminente dell’arte neogotica per elevarsi a preghiera e cantico che celebra la potenza dello Spirito Santo nella gloria di Maria e nella prospettiva escatologica della «redenzione del mondo». «Lasciatemi concludere queste riflessioni attirando la vostra attenzione sulla grande vetrata nel coro di questa cattedrale. In essa la Madonna, Regina del Cielo, è rappresentata sul trono con maestà a fianco del suo divin Figlio. L’artista ha raffigurato Maria come la nuova Eva, che offre a Cristo, nuovo Adamo, una mela. Questo gesto simboleggia il capovolgimento da lei operato della disobbedienza dei nostri progenitori, il ricco frutto che la grazia di Dio ha portato nella vita stessa di lei, ed i primi frutti di quell’umanità redenta e glorificata che Ella ha preceduto nella gloria del paradiso. Chiediamo a Maria, Aiuto dei cristiani, di sostenere la Chiesa in Australia nella fedeltà a quella grazia mediante la quale il Signore crocifisso continua ad ‘attirare a sè’ tutta la creazione ed ogni cuore umano ….’ (Tu sei Pietro, pag. 85).
– ‘La «ragione principale» del viaggio di Benedetto XVI in Francia è la celebrazione del 150° anniversario delle apparizioni della Madonna a Lourdes: «il Papa aveva il dovere di venire a Lourdes». Non si tratta di una mera celebrazione: anzi, nel contesto del viaggio, il Papa ricorda che le radici cristiane e monastiche dell’Europa sono anche necessariamente radici mariane. Le apparizioni della Madonna che costellano la storia d’Europa negli ultimi secoli sono un forte e provvidenziale richiamo a queste radici, nel momento in cui l’Europa comincia a negarle. Lourdes – ma questo vale per ogni apparizione – «è come una luce nell’oscurità del nostro brancolare verso Dio. Maria vi ha aperto una porta verso un al-di-là che ci interroga e ci seduce» [….] Il segno della Croce «è in qualche modo la sintesi della nostra fede»: anch’esso rischia nel mondo moderno di essere banalizzato, ma il suo significato è molto profondo. Ogni volta che in pubblico facciamo il segno della Croce – che, «più che un semplice segno, è un’iniziazione ai misteri della fede» e che la Madonna stessa mostrò a Bernadette a Lourdes – stiamo almeno dando inizio alla missione affidata alla Chiesa di «mostrare a tutti» il volto di Dio. Il Rosario della Madonna a Lourdes è strettamente collegato al segno della luce: e forse, rileva Benedetto XVI, non è un caso che il venerabile Giovanni Paolo II, tanto devoto alla Vergine di Lourdes, sia stato un Papa del Rosario [….]. Il fatto che la Madonna stessa si unisca a Bernadette nella recita del Gloria «conferma il carattere profondamente teocentrico della preghiera del Rosario»’ (Tu sei Pietro, pag. 95, 96-97).
– ‘…. insieme con il venerabile Giovanni Paolo II, il venerabile Pio XII è il grande Papa della Madonna nel XX secolo. Il suo «insegnamento mariologico» è «meritevole di speciale menzione». Basterebbe la proclamazione del dogma dell’Assunzione di Maria, del 1° novembre 1950, per iscrivere il venerabile Pio XII fra le figure principali nella storia della mariologia e della devozione mariana ….’ (Tu sei Pietro, pag. 113).
– ‘Il 19 giugno 2009, giorno dell’apertura dell’Anno Sacerdotale e festa del Sacro Cuore di Gesù, Benedetto XVI s’inginocchia in San Pietro davanti alla reliquia del cuore di san Giovanni Maria Vianney. Poco dopo, nell’omelia della Messa, così si esprime: «Poc’anzi ho potuto venerare, nella Cappella del Coro, la reliquia del Santo Curato d’Ars: il suo cuore. Un cuore infiammato di amore divino, che si commuoveva al pensiero della dignità del prete e parlava ai fedeli con accenti toccanti e sublimi, affermando che ‘dopo Dio, il sacerdote è tutto! …. Lui stesso non si capirà bene che in Cielo’». Anche espressioni che possono apparire a prima vista esagerate rappresentano, in realtà l’agere contra del santo francese nei confronti di una cultura che, anche all’interno della Chiesa, andava e va misconoscendo la grandezza del sacerdozio perchè ha perduto il senso delle verità assolute. Il Santo Curato – ricorda Benedetto XVI – «spiegando ai suoi fedeli l’importanza dei sacramenti diceva: ‘Tolto il sacramento dell’Ordine, noi non avremmo il Signore. Chi lo ha riposto là in quel tabernacolo? Il sacerdote. Chi ha accolto la vostra anima al primo entrare nella vita? Il sacerdote. Chi la nutre per darle la forza di compiere il suo pellegrinaggio? Il sacerdote. Chi la preparerà a comparire innanzi a Dio, lavandola per l’ultima volta nel sangue di Gesù Cristo? Il sacerdote, sempre il sacerdote. E se quest’anima viene a morire [per il peccato], chi la risusciterà, chi le renderà la calma e la pace? Ancora il sacerdote’ […]. Queste affermazioni, nate dal cuore sacerdotale del santo parroco, possono apparire eccessive. In esse, tuttavia, si rivela l’altissima considerazione in cui egli teneva il sacramento del sacerdozio. Sembrava sopraffatto da uno sconfinato senso di responsabilità: ‘Se comprendessimo bene che cos’è un prete sulla terra, moriremmo: non di spavento, ma di amore …. Senza il prete la morte e la passione di Nostro Signore non servirebbero a niente. E’ il prete che continua l’opera della Redenzione sulla terra …. Che ci gioverebbe una casa piena d’oro se non ci fosse nessuno che ce ne apre la porta? Il prete possiede la chiave dei tesori celesti: è lui che apre la porta; egli è l’economo del buon Dio; l’amministratore dei suoi beni […]. Nella vita spirituale che è la fonte e l’origine dell’identità sacerdotale due devozioni, ricorda Benedetto XVI, non possono mancare: quella al Sacro Cuore di Gesù, che il Papa ha voluto legare in modo speciale all’Anno Sacerdotale, e quella alla Madonna. […]. Benché la missione del sacerdote, fondata sulla sua identità, si estenda a molteplici campi, in una cultura che rischia di dimenticarlo Benedetto XVI sottolinea che al centro di questa missione ci sono due sacramenti per cui il sacerdote è indispensabile e senza i quali propriamente non si dà vita cristiana: l’Eucarestia e la confessione’ (Tu sei Pietro, pag. 198-199, 200).
– ‘… il Papa raccomanda ai giovani: «Aprite e coltivate un dialogo personale con Gesù Cristo, nella fede. Conoscetelo mediante la lettura dei Vangeli e del Catechismo della Chiesa Cattolica; entrate in colloquio con Lui nella preghiera, dategli la vostra fiducia: non la tradirà mai!». Di grande rilievo appare qui il riferimento, accanto ai Vangeli, al Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992. In quasi tutti i suoi interventi più solenni Benedetto XVI reitera l’invito a servirsi di questo strumento tanto fondamentale quanto trascurato. Non si tratta solo di un libro, ma di una questione decisiva che attiene all’essenza stessa del cristianesimo. La fede si «coltiva» solo nella Chiesa e ha bisogno della Chiesa. Se ci mettiamo a leggere i Vangeli al di fuori della Chiesa finiamo per costruirci un Dio contraffatto e fasullo, modellato a immagine dei nostri desideri’ (Tu sei Pietro, pag. 255).
Il libro di Introvigne non è quindi cibo per la mente, ma veleno per il cuore dei figli di Dio in quanto sostiene il cosiddetto Magistero dei Pontefici Romani che è di origine umana e non divina e difatti insegna tante false dottrine; ha come scopo promuovere e sostenere la missione di Alleanza Cattolica; sostiene il purgatorio che non esiste e che annulla il sacrificio di Cristo oltre che incitare a pregare per i morti che è una pratica antibiblica; sostiene la messa come ripetizione del sacrificio di Cristo e offerta propiziatoria per i peccati dei vivi e dei morti, che è un’abominazione nel cospetto di Dio; promuove il culto a Maria – con le eresie e le pratiche superstiziose ad esso collegate – che è idolatria e mena in perdizione le anime; promuove il culto delle reliquie che è anch’esso idolatria; esalta la funzione del prete nella Chiesa Cattolica Romana, che nella pratica è quella di un mediatore tra Dio e gli uomini tramite il quale passa la salvezza delle anime, che di fatto annulla il sacrificio espiatorio di Cristo e la dottrina della salvezza mediante la sola fede in Cristo Gesù; promuove la confessione al prete che non è stata stabilita da Cristo essendo di origine umana, e che non solo annulla la fede in Cristo ma illude tante anime precipitandole nel fuoco dell’inferno perché tramite la confessione non si ottiene nessuna remissione dei propri peccati; promuove lo studio e la lettura del catechismo cattolico che è superfluo che vi dica contiene una marea di menzogne.
E lo Iovino che fa durante il suo programma ‘A libro aperto’? Raccomanda questo libro! Che vergogna, che scandalo!

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Foto: Massimo Introvigne in ginocchio davanti a Benedetto XVI (http://www.vocepinerolese.it/articoli/2012-02-16/massimo-introvigne-e-alleanza-cattolica-506). Guardando questa foto non possono non venire in mente queste parole di Introvigne rivolte a Benedetto XVI nel suo libro Tu sei Pietro: ‘Tu sei Pietro, e hai sempre diritto alla nostra obbedienza, alla nostra devozione e al nostro entusiasmo. Viva il Papa!’ (Parole di Massimo Introvigne in Tu sei Pietro, pag. 13).

Conclusione

A questo punto occorre domandarsi come mai TeleOltre, il canale televisivo del Movimento Nuova Pentecoste di cui è presidente Remo Cristallo promuove questi pericolosissimi libri! Certo che così facendo quelli di TeleOltre dimostrano di non vigilare sul benessere spirituale dei santi, e di non ergersi affatto in difesa del Vangelo e della dottrina di Dio, anzi dimostrano di contribuire a diffondere dottrine false che sviano dalla fede e dalla verità.

Ben disse Dio tramite il profeta Isaia: “O popolo mio, quei che ti guidano ti sviano, e distruggono il sentiero per cui devi passare! ….. Quelli che guidano questo popolo lo sviano, e quelli che si lascian guidare vanno in perdizione” (Isaia 3:12; 9:15).

Guardatevi e ritiratevi dunque da costoro che incoraggiano la fratellanza a cibarsi di questo cibo avvelenato che mena in perdizione le anime!

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

[Tratto dal blog “Chi ha orecchie da udire oda”, estratto dal libro “Confutazione delle menzogne dette da Alessandro Iovino, delle Assemblee di Dio in Italia“, scritto da Giacinto Butindaro]

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