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Libri che sviano i santi dalla verità raccomandati da Teleoltre: ‘Il simbolo ritrovato’, di Massimo Introvigne

6 luglio 2013

Libri che sviano i santi dalla verità raccomandati da Teleoltre: ‘Il simbolo ritrovato’

«’Il simbolo ritrovato’, scritto da Massimo Introvigne»

tele-oltre-logoTeleOltre’, fondata e gestita dal Movimento di Chiese Pentecostali ‘Nuova Pentecoste’ di cui è presidente Remo Cristallo, ha nel suo palinsesto un programma dal titolo ‘A libro aperto’ che è condotto da Alessandro Iovino, storico e saggista appartenente alle Assemblee di Dio in Italia.
Questo programma è una rubrica di recensione editoriale e nello studio spesso intervengono direttamente gli autori che vengono intervistati da Alessandro Iovino. A Libro Aperto – viene detto sul loro sito – ‘è un appuntamento molto atteso per i telespettatori e un programma di punta dell’emittente Teleoltre’ (http://www.teleoltre.tv/video_category/a-libro-aperto).
Voglio che sappiate però che durante questo programma sono stati recensiti libri, che pur essendo stati presentati come ‘cibo per la mente’ contengono veleno per l’anima di ogni vero Cristiano perché hanno al loro interno evidenti menzogne che nulla hanno a che fare con la verità.

Vi segnalo quest’altro: ‘Il simbolo ritrovato’

Un altro libro scritto dal cattolico Massimo Introvigne che lo Iovino invita a leggere è ‘Il simbolo ritrovato. Massoneria e società segrete: la verità oltre i miti’ e questo lo ha fatto sempre durante il programma ‘A libro  aperto’ su TeleOltre (A libro aperto – LA06-2011 – TeleOltre – Il simbolo ritrovato –  http://youtu.be/2QeLwjCHvkU), dicendo che ‘questo libro è importante perchè oltre, diciamo, ad offrire per tutti quanti noi degli spunti di riflessione su argomentazioni molto complesse devo dire sulla massoneria,  ci induce anche, diciamo, ci aiuta a farci capire quelli che sono le piccole curiosità su un mondo che molto spesso ci interessa, ci affascina che è quello dei complotti della massoneria, delle società segrete’.

iovino-introvigne

Ho letto questo libro, e contiene diverse menzogne che vi elenco.

1) definisce la tesi secondo cui la mappa della città di Washington abbia al suo interno simboli massonici, una tesi falsa e una leggenda, e sostiene che l’architetto Pierre Charles L’Enfant (1754-1825) che disegnò la mappa di Washington non era massone (cfr. Massimo Introvigne, Il simbolo ritrovato, Edizione Piemme, Milano 2010, pag.11-12).

Questo non è vero perchè nel 2011 il Supremo Consiglio dei 33 del Rito Scozzese Antico ed Accettato della Giurisdizione Sud degli USA, ha ufficialmente dichiarato, esibendo delle prove, che Pierre Charles L’Enfant era un massone, essendo stato iniziato presso la Holland Lodge No. 8 di New York City il 17  Aprile 1789 (Pierre F. de Ravel d’Esclapon, ‘The Masonic Career of Major Pierre Charles L’Enfant’ [La  Carriera Massonica del Maggiore Pierre Charles L’Enfant], in The Scottish Rite Journal, Marzo-Aprile  2011, pag. 10-12 – http://scottishrite.org/journal/march-april-2011/lenfant-masonic-career/),  e  ciò  spiega  perchè  nel 1791 il Presidente americano George Washington  –  massone  anche  lui  –  scelse  proprio  L’Enfant  per  progettare  la  nuova  capitale federale, e perchè nella mappa di questa città ci sono degli evidenti simboli massonici. Aldo Mola, autorevole storico della Massoneria, ha affermato durante una puntata di Voyager (‘Nel cuore del potere’,  5 novembre 2007)  che ‘la  città  di Washington  risponde  perfettamente  a  un disegno massonico, è dunque una grande antologia di tutto il sapere sapienziale tradizionale che lega la novità di una capitale tutta inventata alla  storia greco  romana e a quella  degli  egizi’  (fonte: http://youtu.be/SN6jmRvVSBU  – min. 4:57).

documento-lodge-n8Documento della Holland Lodge No. 8 che mostra che L’Enfant fu proposto all’iniziazione massonica (le parole in inglese sono le seguenti: «Major Francis L’Enfant [was proposed] for initiation by the Senior Warden [John Stagg Jr.] seconded by John Pintard»

2) nega che sul dollaro ci siano simboli massonici, arrivando persino a dire: ‘L’occhio nel triangolo con i  raggi non è dunque un simbolo massonico, ma cristiano; posto sopra la piramide come appare nel Great Seal è un simbolo tipicamente americano’ (Il simbolo ritrovato, pag. 16).

dollaro-occhio-piramide

Il rovescio del dollaro americano

La Massoneria non la pensa per niente così, infatti in occasione della Conferenza Mondiale Massonica del 2008 ha emesso due monete (vedi foto), in cui si vede chiaramente la piramide tronca  che  si trova sul dollaro sormontata invece che dal triangolo con l’occhio onniveggente dentro, da una squadra e compasso (con la G dentro) in mezzo a dei raggi.

moneta-massonica

E nel pubblicizzare queste monete venne affermato: ‘Ora hai la possibilità di possedere un pezzo della  storia massonica’ (http://www.cuttingedge.org/news/n2293.cfm). Dunque la piramide tronca con il triangolo e l’occhio onniveggente in cima ad essa fa parte della storia massonica! E pensare che per tanto tempo i massoni hanno negato che quel simbolo avesse qualcosa a che fare con la Massoneria! Il fatto poi di avere sostituito il triangolo con l’occhio onniveggente, con la squadra e il compasso  e  la  G  al  suo  interno  con  raggi  tutti  all’intorno,  conferma  che  in  effetti  l’occhio onniveggente, che rappresenta il dio-sole egizio Osiride (perchè è dalla religione egizia che viene l’occhio onniveggente, che è conosciuto anche come ‘occhio di Horus’, religione egizia che ricordo è anteriore al Cristianesimo), equivale alla G della  Massoneria che significa ‘God’ (Dio) ma che appunto è il dio sole degli Egizi. D’altronde è facile intuire che quell’occhio abbia a che fare con la religione egizia in quanto sotto di esso c’è una piramide tronca, e la piramide è un simbolo che rimanda all’antico Egitto.

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Da sinistra: l’occhio di Osiride, la ‘G’ con l’occhio dentro, e un diploma massonico

Dice infatti l’autorevole massone Albert Pike: ‘Osiride era l’immagine della potenza generativa. [….] Che Osiride e Iside erano il Sole e la Luna, è attestato da molti scrittori antichi; [….] Il Sole era chiamato dai Greci l’Occhio di Giove, e l’Occhio del Mondo; e suo è l’Occhio Onniveggente nelle nostre  Logge’  (Albert   Pike,  Morals  and  Dogma,  pag.  476-477  –  25° –  http://www.sacred- texts.com/mas/md/md26.htm).

E gli fa eco un altro massone autorevole come Albert Mackey: ‘ …. gli Egiziani rappresentavano Osiride, la loro deità principale, con il simbolo di un occhio aperto, e posero questo geroglifico di lui in tutti i loro templi’ (Albert G. Mackey, Mackey’s Revised Encyclopedia of Freemasonry, Volume 1, New York, Macoy  Publishing and Masonic Supply Co., Inc., 1966. pp. 52-53 – ‘On the same principle, the Egyptians represented Osiris, their chief deity, by the symbol of an open eye, and placed this hieroglyphic of him in all their temples’) Citiamo infine Manly P. Hall, anche lui un massone di alto grado autorevole per di più maestro di occultismo ed esoterismo, che afferma: ‘Sul rovescio del Grande Sigillo della nostra nazione c’è una piramide incompleta per rappresentare la società umana stessa, imperfetta e incompleta. Al di sopra fluttua il simbolo degli ordini esoterici, il triangolo raggiante con il suo occhio onniveggente’ (Manly P. Hall, The  Secret Destiny of America, pag. 174, 181 – ‘On the reverse of our nation’s Great Seal is an unfinished pyramid to represent human society itself, imperfect and incomplete. Above floats the symbol of the esoteric orders, the radiant triangle with its all-seeing eye…’).

Dunque l’occhio onniveggente usato dai massoni è un simbolo che essi hanno attinto dall’antica religione egizia, dalla quale essi hanno attinto altre cose! Esso è l’occhio della divinità egizia, che è quella dietro cui sappiamo si nasconde Satana (che per i massoni è colui che gli porta la luce)! Peraltro, Osiride è una  figura leggendaria molto cara alla Massoneria in quanto la leggenda di Hiram Abiff, che sta alla base  dell’iniziazione al grado di Maestro Massone, è stata creata dai Massoni prendendola dall’antica  religione  Egizia, in quanto si tratta sostanzialmente dell’antica leggenda di Osiride. Su un sito Massonico si legge infatti a proposito della leggenda di Hiram: ‘La drammatica leggenda non può dirsi inspirata dalla  Bibbia; infatti biblicamente Hiram è ricordato quale geniale artista, fonditore delle due colonne del  Tempio  e dei loro capitelli, del « mare di bronzo » e di altre cose ancora, ma mai quale architetto preposto alla costruzione del Tempio e capo di una immensa schiera di operai che avrebbe ripartito in Apprendisti, Compagni, Maestri. Essa è piuttosto inspirata dalla iniziazione Osirica, da quel terzo grado della iniziazione Egizia che si chiamava « Porta della Morte », anzi la riproduce: la bara di Osiride, di  cui  l’assassinio era supposto recente, portava ancora le tracce del sangue ed era posta al centro della sala dei Morti, ove  avveniva  una  parte  della  cerimonia;  si  chiedeva  all’Iniziando  se  aveva  preso  parte all’assassinio di Osiride, e dopo altre prove malgrado i suoi dinieghi era colpito, o gli si imponeva la sensazione di essere colpito, con un colpo di ascia alla testa; esso era rovesciato, avvolto in bende come le  mummie; si gemeva attorno a lui; balenavano lampi; l’Iniziando, il supposto morto, era avvolto-di fuoco, poi reso alla vita’ (www.goirsaa.it/). Qualcuno allora dirà: ‘Come rispondere allora a coloro che sostengono  che in realtà l’occhio all’interno di un triangolo è un simbolo cattolico usato ancora prima che nascesse la  massoneria speculativa nel 1717 che poi hanno adottato i massoni e gli Illuminati?’ In questa maniera: che in realtà anche la Chiesa Cattolica Romana prese questo  simbolo  dalla  religione  egizia,  e  quindi  dal  paganesimo,  e  di  questo  non  ci  si  deve sorprendere per niente visto quanti elementi pagani nel  tempo  ha adottato la Chiesa Cattolica Romana.

E dato che ci siamo, diciamo anche qualcosa in merito al triangolo massonico, del quale viene detto che  anche qui si tratta di un simbolo cattolico o cristiano che i massoni hanno adottato! Anche il triangolo  ha  origine pagane e quindi anche qui la Chiesa Cattolica Romana adottò un simbolo pagano, infatti si legge su una estensione online dei corsi di disegno del professore Sergio Sammarone:  ‘….  gli  studi  di  agrimensura  nell’antico  Egitto  portarono  a  scoprire  le  proprietà scientifiche del triangolo, applicandole  per la soluzione di problemi su figure geometriche più complesse. Esso quindi assurse a simbolo di  taumaturgiche virtù, tanto da identificarlo con la somma divinità egizia Ammon e con il potere sacro del faraone. La divina bellezza del triangolo fu adottata per i monumenti più emblematici dell’antico Egitto: le piramidi. Così si esprime il faraone Sesostris  I (circa 2000 a.C.): «Ecco la Mia Maestà stabilisce un’opera e pensa un’opera come qualcosa che viva nel tempo a venire… Io compirò opere, cioè un grande tempio per mio padre Ammon… la mia bellezza sarà ricordata mediante la sua casa: la piramide è il mio nome, il lago del tempio il mio monumento:  l’eternità è quello che ottengono queste opere utili». [….]

La trasmissione della scienza geometrica dagli egizi agli antichi greci fece perdurare questi simbolici attributi del triangolo come espressione dinamica della divinità. […] La simbologia religiosa degli antichi egizi, come si è già detto, vedeva nel triangolo e nella piramide (sua derivazione solida) la cristallizzazione  concreta  della  divinità  solare.  La  religiosità  cristiana  si  appropriò  di  questo simbolo, identificato con la Trinità divina, adottandolo nelle composizioni architettoniche di molte facciate di chiese.’ (http://online.scuola.zanichelli.it/). Quindi il triangolo era un simbolo della divinità nella religione egizia che vi ricordo ancora una volta precedette il Cristianesimo.

Questa è la ragione per cui sul Dizionario Massonico on line alla voce ‘triangolo’ si legge in merito al   triangolo  rettangolo:  ‘Tra  gli  Egiziani  era  il  simbolo  della  natura  universale;  la  base rappresentava Osiride, o il principio maschile; la perpendicolare, Iside, o il principio femminile; e l’ipotenusa, Horus, il loro figlio, o il prodotto del principio maschile e femminile. Pitagora ricevette questo  simbolo dagli Egiziani durante il suo lungo soggiorno in quella nazione, [….]. Questo disegno è stato adottato nel Terzo Grado della Massoneria …..’. Non è abbastanza chiaro che i massoni hanno preso questo simbolo dalla religione egizia, e non dal Cristianesimo?

horus-mackeyFonte: http://www.masonicdictionary.com/triangle.html

E quindi coloro che sostengono che il triangolo è un simbolo cristiano di cui si è appropriato la Massoneria ERRANO GRANDEMENTE, perchè in realtà avvenne che dei cosiddetti Cristiani adottarono un simbolo pagano adattandolo alle loro credenze.

E’ evidente quindi che sul dollaro ci sono simboli massonici e nascoste idee occulte: solo i ciechi non vedono ciò.

Tempio massonico brasiliano con il triangolo e l’occhio onniveggente dentro

occhio-onniveggente-tempio-massonico

tempio-massonico-brasilianoFonte: http://youtu.be/sbNSwAtIlKQ

3) sostiene che i padri fondatori americani che erano deisti, non perchè avevano aderito al deismo ciò significa che fossero fuori dal cristianesimo. Ascoltate cosa dice Introvigne: ‘Lo stesso deismo che influenza certamente alcuni Padri fondatori come Washington, Jefferson e John Adams (1735-1826, secondo presidente americano e padre del sesto presidente, il già citato John Quincy Adams)  non è – come ha mostrato da ultimo lo storico delle religioni David L. Holmes (2006) – identico al deismo  francese, nè a quello del loro compatriota Thomas Paine (1737-1809), che cerca d’importare le idee francesi negli Stati Uniti. E’ piuttosto un’ostilità alla Chiesa episcopaliana, che svolge nella Virginia da dove  provengono un ruolo di Chiesa di Stato che ricorda loro la persecuzione  delle  minoranze  in  Inghilterra:  un’ostilità  che  si  manifesta  nel  sostegno  a  idee eterodosse alla moda, tra cui la negazione  della Trinità e della verginità di Maria. Ma questa eterodossia non implica necessariamente una  fuoriuscita dal cristianesimo, e tanto meno dalla religione in genere’ (Il simbolo ritrovato, pag. 24). Dunque per Introvigne, di quei padri fondatori deisti che sostenevano idee eterodosse (cioè non conformi alla retta dottrina), non si può dire che erano usciti dal Cristianesimo!

Falso anche questo, e per dimostrarvelo citerò alcune parole di Nicholas Hagger che è un noto storico  inglese  (ha  scritto  oltre  30  saggi  di  storia,  letteratura  e  filosofia.  È  stato  docente  di Letteratura  inglese  nelle  Università  di  Baghdad,  Tokyo  e  Tripoli  e  ha  collaborato  con  i  più autorevoli giornali inglesi, fra cui il Times e il Guardian ed è considerato uno dei massimi esperti della storia culturale delle nazioni in particolare dell’influenza che le organizzazioni segrete hanno esercitato nelle rivoluzioni avvenute in Occidente  – http://www.archiviostorico.info/libri-e- riviste/4850-il-segreto-dei-padrifondatori): ‘I primi tre presidenti degli Stati Uniti, George Washington, John Adams e Thomas Jefferson, erano deisti, come si può riscontrare dalle loro lettere. Jefferson riteneva che Gesù, come Socrate, non avesse lasciato nessuno scritto e che i racconti delle  sue azioni fossero stati corrotti dai suoi seguaci. Attribuì a Gesù ‘ogni umana eccellenza’, in quanto ‘egli non ne aveva mai rivendicata nessun’altra’, e respinse tutti gli aspetti del cristianesimo che includessero il sovrannaturale e il miracoloso, che contraddicevano le leggi della natura o che suggerivano un Dio adirato, contrariamente al fatto che la natura mostrava un Essere razionale non dedito all’ira. Quando fu eletto presidente, nel 1819 o 1820 curò la Bibbia ponendo l’attenzione sugli insegnamenti umani morali di Gesù. Questo lavoro fu chiamato The life and morals of Jesus. Negò la divinità di Cristo, in quanto questa era affermata dai suoi discepoli e non da Gesù stesso, e mise in discussione le credenze cristiane. Secondo Jefferson una buona condotta morale era più importante di una corretta fede. Egli  esortò Peter Carr, suo nipote, a giudicare ogni fatto od opinione con la ragione e a non dipendere dalla Bibbia, dalla Chiesa o dai suoi ministri. «Quei fatti della Bibbia, che contraddicono le leggi della natura,  devono essere esaminati con maggior cura e sotto una varietà di aspetti». Suo nipote avrebbe dovuto basare le proprie credenze religiose sull’osservazione. Jefferson scrisse senza mezzi termini: «Non si deve intendere che sono in accordo con lui [Gesù Cristo] su tutti i suoi insegnamenti. Io sono un materialista; lui si schiera con gli spiritualisti». E inoltre: «Nessuno prova maggior piacere di me nel vedere il progresso della ragione nei suoi avanzamenti verso una cristianità razionale. Quando ci saremo liberati dal gergo incomprensibile dell’aritmetica trinitaria, che tre sono uno e uno sono tre [….].». Durante la  campagna  presidenziale del 1800, il ministro olandese riformato William Linn affermò: «La mia obiezione alla promozione alla presidenza [di Jefferson] si fonda unicamente sul suo scetticismo nelle Sacre Scritture o in altre parole, il suo rifiuto della religione cristiana e aperta professione del deismo […] Nessun deista  dichiarato, qualunque siano i suoi talenti e i suoi successi, dovrebbe essere promosso in questa posizione dal suffragio di una nazione cristiana». Un elettore federalista dichiarò: «Dio e un presidente religioso [….] (o) Jefferson e nessun Dio». Egli aggiunse che Jefferson «non credeva nelle Sacre Scritture» ed era noto per il suo «rifiuto della religione cristiana». David Daggett, un avvocato di New Haven e federalista, scrisse nel 1800: «Il signor Jefferson non ha mai frequentato il servizio religioso quando fu per svariati anni residente a New York e Filadelfia». I battisti erano in disaccordo con Jefferson sul fatto «che la libertà religiosa dovesse  includere  il  diritto a ricoprire  cariche anche  per gli  ebrei,  maomettani,  deisti,  atei e infedeli». In precedenza, John Adams aveva ripudiato il suo insegnante di latino Joseph Cleverly, il quale accettava i precetti puritani come un dogma e argomentava (in modo bigotto) a favore della purezza della dottrina. […]. George Washington era un deista moderato, ma fu percepito come un cristiano esemplare. Egli  apparteneva alla Chiesa anglicana ed era un membro dell’assemblea parrocchiale, ma si affidava «a un grande Progettista di stampo deista». Inoltre: «Washington può essere classificato come deista [….] L’Essere Supremo sul cui aiuto faceva conto Washington, era solitamente chiamato Provvidenza, Cielo o  più raramente Dio [….] Egli fece inoltre grande uso delle classiche espressioni deiste come Grande Architetto, Governatore dell’Universo, Causa più grande, Grande Sovrano degli Eventi,  Supremo  Architetto  dell’Universo,  Autore  dell’Universo, Grande  Creatore,  Direttore  degli  Avvenimenti  Umani  e  Governatore  Supremo».  Un  ministro presbiteriano,  Arthur  B.  Bradford,  scrisse  che  il  suo  socio  Ashbel  Green,  un  altro  ministro presbiteriano che aveva conosciuto personalmente George Washington,  «diceva spesso in mia presenza  anche  se  con  molto  rammarico,  naturalmente,  che  mentre  Washington  era  molto deferente verso la religione e le sue cerimonie, come quasi tutti i fondatori della Repubblica, egli non  era  un  cristiano,  ma  un  deista».  Washington  aveva  certamente  una  fede  deista  nella Provvidenza.  Dopo  la  sconfitta  americana  a  Germantown  nel  1777  scrisse:  «Noi  dobbiamo sforzarci di meritare di meglio dalla Provvidenza e ne sono convinto, ci sorriderà». Tuttavia, non rivelò, anzi tenne segreta, la propria fede, come attestò Jefferson: «Il dottor Rush mi ha detto (lo ha saputo da Asa Green) che quando il clero fece il suo discorso per il generale Washington alla sua dipartita  dal Governo, fu fatto notare durante la consultazione che egli non aveva mai, in nessuna occasione,  detto una parola in pubblico che dimostrasse la sua fede nella religione cristiana e pensarono di dover scrivere il loro discorso in modo da finalmente costringerlo a rivelare pubblicamente se fosse cristiano o meno. Tuttavia, egli osservò, la vecchia volpe era troppo furba per loro. Egli rispose ad ogni punto del loro discorso in modo dettagliato tranne quello, che sorvolò senza farci caso». Il risultato del suo comportamento fu che: «La condotta di George Washington convinse molti americani che fosse un buon cristiano, ma  coloro in possesso di conoscenze di prima mano delle sue convinzioni religiose avevano motivi per dubitare». Come il reverendo dottor Bird Wilson, un ministro episcopale di Albany, New York, dichiarò in  un sermone nel mese di ottobre del 1831: «I fondatori della nostra nazione erano quasi tutti degli infedeli e fra i presidenti finora eletti [Washington, Adams, Jefferson, Madison, Monroe, Adams, Jackson] nessuno ha mai professato fede nel cristianesimo». Jefferson suggerì nuovamente che Washington non fosse cristiano: «So che Gouverneur Morris, che sosteneva di far parte dei suoi confidenti e credeva di esserlo,  mi  ha  spesso  detto  che  il  generale  Washington  non  credeva  più  in  quel  sistema [cristianesimo] di quanto non ci credesse lui». Washington, di certo, fu stranamente reticente sul tema di Cristo: «A differenza di Thomas Jefferson (e di Thomas Paine, peraltro), Washington non riuscì nemmeno a mettere per iscritto la sua convinzione per cui Cristo era un grande maestro di etica. La sua reticenza sul tema fu davvero notevole. Washington spesso alluse alla Provvidenza nella sua corrispondenza privata. Ma il  nome  di Cristo, in qualsiasi tipo di corrispondenza, non compare da nessuna parte nelle sue tante lettere inviate ad amici e colleghi durante tutta la sua vita». E ancora: «[Washington] non menzionò Cristo o addirittura usò la parola ‘Dio’. In accordo la fraseologia del deismo filosofico che professava, si riferiva a ‘la mano invisibile che conduce gli affari  degli  uomini’,  a ‘il  genitore  benigno  della  razza  umana’».  Inoltre:  «La  fede religiosa  di Washington fu quella dell’Illuminismo: il deismo. Di fatto non usò mai la parola ‘Dio’, preferendo la più impersonale ‘Provvidenza’». In breve: «Sir, Washington era un deista».  Vale la pena notare che  Washington  non  ricevette  mai  la  comunione:  «Come  pastore  della  Chiesa  episcopale, osservando che le domeniche del sacramento George Washington, subito dopo il sermone, usciva con la maggior parte della congregazione (lasciando sempre la signora Washington con gli altri comunicandi, essendo lei immancabilmente fra costoro), ho ritenuto mio dovere, in un sermone sul culto pubblico, di indicare l’infelice tendenza del cattivo esempio di voltare uniformemente le spalle alla  Cena  del  Signore,  in  particolare  da  parte  di  coloro  che  si  trovano  in  posizioni  elevate. Riconosco che l’osservazione fosse intesa per il Presidente; e in tal modo egli la ricevette [….] Non venne mai più nelle domeniche mattine del sacramento anche se in altre occasioni era sempre presente al mattino». Il primo vescovo della  Pennsylvania e vescovo della Chiesa di Cristo di Filadelfia, che Washington frequentò per circa  venticinque anni, quando si trovava in città, lo conferma: «Il generale Washington non ha mai ricevuto la comunione nelle chiese di cui sono il ministro parrocchiale. La signora Washington faceva la comunione abitualmente. Mi è stato scritto da molti riguardo a questo punto e sono stato obbligato a rispondere  come  adesso rispondo a Voi». Un altro testimone oculare dice lo stesso: «Nelle domeniche di comunione lasciava la chiesa con me, dopo la benedizione, e tornava a casa, mandavamo poi la carrozza indietro per riprendere mia  nonna».  Anche  sul  letto  di  morte  «Washington  non  fece  richiesta  di  alcun  rituale,  non pronunciò  preghiera  a  Cristo  e  non  espresse  nessun  desiderio  di  essere  assistito  dai  suoi rappresentanti». Al termine della sua vita fu considerato dal reverendo dottor Wilson Bird come deista:  «Ho diligentemente letto con attenzione  ogni riga  che Washington abbia mai dato al pubblico, e non trovo un’espressione nella quale egli si impegna come credente nel cristianesimo. Penso che chiunque faccia onestamente quello che ho fatto io, arriverà alla conclusione che fosse un deista e nulla più». Un  anno dopo aggiunse: «Non credo che nessuno sforzo di memoria riuscirà a farmi tornare in mente un qualche fatto che provi che il generale Washington fosse stato un credente nella rivelazione cristiana più di quanto la sua costante presenza ai riti di fede possa far sperare, in relazione alla generale riservatezza  del suo carattere». Schwartz riassume: «La fede e la pratica cristiana di George Washington erano limitate e superficiali, perchè non era egli stesso un cristiano. Nella tradizione illuminista del suo tempo, era un devoto deista, esattamente come sospettarono molti dei sacerdoti che lo conobbero». […] La ragione per cui i Padri fondatori mantennero il loro deismo segreto e conservarono la facciata del cristianesimo fu per unificare i coloni cattolici, anglicani e puritani in un nuovo stato-nazione. Volevano essere sicuri di avere una nazione di seguaci fiduciosi e passivi’ (Nicholas Hagger, Il segreto dei Padri fondatori, Arethusa, Torino, Maggio 2011, pag. 175-177, 178-183).

In merito a John Adams voglio aggiungere alcune sue dichiarazioni presenti in una lettera inviata a Thomas Jefferson nel 1825: ‘Gli Europei sono tutti profondamente contaminati da pregiudizi, sia ecclesiastici che temporali, di cui non sono mai in grado di sbarazzarsi. Sono tutti infettati da credi e confessioni di fede Episcopaliani e Presbiteriani. Essi tutti credono che quel grande Principio che ha prodotto questo universo  infinito, l’universo di Newton e di Herschell, scese qua su questa piccola Palla, per farsi sputare  addosso  dagli Ebrei. E fino a quando non ci si sbarazzerà di questa orribile bestemmia, non ci sarà mai nessuna scienza liberale nel mondo‘ (Lettera a Thomas Jefferson, 22 Gennaio 1825 – Charles Francis Adams, The Works of John Adams, Second President of the United States, Volume 10, Litlle Brown and Company,  Boston, 1856, pag. 414-415). Il grande Principio è Gesù Cristo, e questa piccola Palla è il pianeta terra, e quindi Adams sosteneva che la credenza che il Figlio di Dio, nel quale abitava la pienezza della Divinità, sia venuto in questo mondo per essere rigettato e crocifisso dagli Ebrei fosse una orribile bestemmia.

Ma non è evidente che costoro non erano dei Cristiani e quindi non ebbero nulla a che fare con il Cristianesimo, ovviamente quello vero? Ma d’altronde, essi erano massoni (su Adams e Jefferson ci sono alcuni che dicono che non furono mai iniziati, ma una cosa è certa che quand’anche non fossero mai stati iniziati in nessuna loggia erano di sicuro dei ‘massoni senza il grembiule’ perchè condividevano la filosofia deista massonica), e i massoni non sono dei veri Cristiani: possono usare una terminologia talvolta che può trarre in inganno o avere anche una morale che può trarre in inganno, ma nella realtà non sono discepoli di Cristo.

Non  ci  meravigliamo  quindi  di  scoprire  queste  cose  su  George Washington,  John  Adams  e Thomas Jefferson. E poi un vero Cristiano non ha alcun problema a condannare sia privatamente che pubblicamente la massoneria e la filosofia della Massoneria (che è una filosofia deista), come anche l’appartenenza di un Cristiano alla Massoneria, ed essi non lo fecero mai.

4)  sostiene  che  dall’affiliazione  massonica  di  molti  Padri  fondatori  dell’America  non  si  può immediatamente dedurre che fossero anticristiani: ‘La massoneria francese, spagnola o italiana – impegnata fin dalle sue origini in un duro scontro con la Chiesa Cattolica – non è identica nel Settecento alla massoneria britannica e tanto meno a quella degli Stati Uniti. […] Con l’eccezione di alcuni  singoli personaggi, che non a caso erano stati in Europa e avevano frequentato la massoneria francese, dall’affiliazione massonica di molti Padri fondatori della nazione americana non si può dunque  immediatamente dedurre che fossero ostili alla religione o anticristiani’ (Il simbolo ritrovato, pag. 22-23).

Falso, in quanto non c’è alcuna differenza tra la massoneria latina e quella anglosassone, ma proprio  nessuna, a prescindere il tempo di cui stiamo parlando. E quindi non importa a quale massoneria un massone sia appartenuto o appartenga, egli sarà automaticamente un anticristiano, anche se apparentemente potrà sembrare un cristiano. E questo perchè ogni massone è tenuto a mettere  Gesù  sullo  stesso  livello  di  Socrate,  Platone,  Maometto,  Budda  ed  altri  cosiddetti riformatori e maestri di  morale, e il Cristianesimo sullo stesso livello dell’Islam, del Buddismo e altre religioni, altrimenti non è più un massone. E cosa significa questo se non essere anticristiani? Ma il problema di Introvigne è che lui stesso non è un Cristiano in quanto non è nato di nuovo, e perciò non sa in che cosa consiste il vero Cristianesimo. E non solo, da come parla egli dimostra pure di non sapere cosa è realmente la Massoneria.

Alla luce dunque di ciò, vi domando fratelli se non c’è da preoccuparsi molto seriamente nel sentire Alessandro Iovino parlare contro il mio libro che confuta in maniera dettagliata la Massoneria (questa  istituzione che si propone di distruggere la Chiesa e portare i Cristiani all’apostasia), e smaschera la  collusione di molte Chiese Evangeliche e predicatori con la Massoneria, nonchè l’appartenenza di noti pastori e predicatori alla Massoneria.

Certamente non è lo Spirito della verità che parla tramite Alessandro Iovino, ma un altro spirito che ha in avversione la verità di cui la Chiesa di Dio è colonna e base, uno spirito che non si preoccupa di difendere la Chiesa dall’infiltrazione della Massoneria nel suo mezzo. Giudicate voi da persone intelligenti.

Conclusione

A questo punto occorre domandarsi come mai TeleOltre, il canale televisivo del Movimento Nuova Pentecoste di cui è presidente Remo Cristallo promuove questi pericolosissimi libri! Certo che così facendo quelli di TeleOltre dimostrano di non vigilare sul benessere spirituale dei santi, e di non ergersi affatto in difesa del Vangelo e della dottrina di Dio, anzi dimostrano di contribuire a diffondere dottrine false che sviano dalla fede e dalla verità.

Ben disse Dio tramite il profeta Isaia: “O popolo mio, quei che ti guidano ti sviano, e distruggono il sentiero per cui devi passare! ….. Quelli che guidano questo popolo lo sviano, e quelli che si lascian guidare vanno in perdizione” (Isaia 3:12; 9:15).

Guardatevi e ritiratevi dunque da costoro che incoraggiano la fratellanza a cibarsi di questo cibo avvelenato che mena in perdizione le anime!

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

[Tratto dal libro “Confutazione delle menzogne dette da Alessandro Iovino, delle Assemblee di Dio in Italia“, scritto da Giacinto Butindaro]

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