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“E se pur bevessero alcunché di mortifero non ne avranno alcun male”

15 ottobre 2013

““E se pur bevessero alcunché di mortifero non ne avranno alcun male””

«Or questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio cacceranno i demoni; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; e se pur bevessero alcunché di mortifero, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agl’infermi ed essi guariranno.» (Marco 16:17,18)

velenoNella prima decade del mese di marzo del 1985, ero in campagna, stavo lavorando. Mentre lavoravo, notavo che tante persone, munite di pompe, irroratrici, applicate ai trattori, trattavano i seminati con i diserbanti: preparati velenosi che penetrano nell’organismo e assorbite, anche in piccola quantità, producono effetti gravissimi, anche letali. Detti diserbanti si dividono in due categorie: diserbanti bagnabili e diserbanti volabili. Questi ultimi sono i più pericolosi, perché avvelenano le tenute limitrofe a quelle trattate, anche se non raggiunte dalla nebbia velenosa. Mentre guardavo da lontano quei trattoristi che eseguivano i trattamenti nei seminati, mi vennero alla mente le parole dette da Gesù e riportateci dall’evangelista San Marco.

“Or questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio cacceranno i demoni; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; e se pur bevessero alcunché di mortifero, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agli infermi ed essi guariranno”.

Così, continuando a lavorare cominciai a ragionare in me stesso: “se mi succedesse di mangiare verdure raccolte dai campi trattati col diserbante, quindi avvelenate, adempirebbe il Signore la sua promessa che dice. “se bevessero alcunché di mortifero, non ne avranno alcun male?” – “Certo”. Risposi a me stesso. “Dio adempirebbe la sua promessa!” “Sempre che io non fossi a conoscenza del fatto che lo potrebbe essere!” “Perché nel caso in cui io sapessi che la verdura potrebbe essere avvelenata e la raccogliessi, e la mangiassi, significherebbe tentare Dio. In tal caso, Dio non adempirebbe la sua promessa!” – Continuai a lavorare tutto il giorno, meditando con la mente, un po’ su una cosa un po’ su un’altra. Un’ora prima del tramonto del sole mi misi in macchina e andai in un altro appezzamento di terreno che avevo impiantato a vigneto, distante due chilometri dal posto dove avevo lavorato.

Appena arrivai sul posto, scesi dalla macchina e feci una giratina in mezzo al vigneto, per programmare il lavoro per il giorno seguente. Mentre giravo mi accorsi che vicino al confine vi era verdura abbondante. Perciò ne raccolsi un po’ per cucinarla la sera e mangiarla a cena. Proprio quel giorno, la tenuta di seminato che confinava col mio vigneto, era stata trattata col “diserbante volatile”. Ma io non lo sapevo e non potei nemmeno accorgermene, in quanto facendo freddo, le erbe sensibili al diserbante, compresa la verdura che raccolsi, non mostravano nemmeno minimamente l’effetto velenoso. Così, raccolta la verdura, mi misi in macchina e feci ritorno a casa, ed essendo buon gustaio mi proposi di mangiare la verdura la stessa sera. Perciò appena sceso dalla macchina diedi la verdura a mia moglie dicendole: “Puliscila presto e cucinala con la pasta. Subito, mia moglie, preparò la cena per me, giacché, lei e mia figlia avevano già mangiato. Quando fu pronta mi sedetti a tavola, ringraziai il Signore e mangiai con soddisfazione. E siccome ero stanco e l’indomani dovevo alzarmi presto, decisi di andare a letto a riposare. Invece, mia moglie e mia figlia rimasero ad accudire ad alcuni lavori domestici. Prima di addormentarmi lessi un brano della Bibbia, pregai e mi addormentai profondamente. Dopo due ore circa, mi svegliai con un atroce dolore allo stomaco. In preda al dolore gridai:  “Signore aiutami!” Mia moglie e mia figlia mi sentirono gridare, e accorsero immediatamente vicino a me. Mi volevano aiutare, ma non sapevano cosa fare. Provai diverse volte ad alzarmi, ma ogni tentativo fu vano. Rimasi bloccato nel letto senza potermi muovere. Rendendoci conto della gravità della situazione, e dell’inefficacia dei nostri sforzi, gridammo insieme: “Signore aiutaci! Signore aiutaci!” – Mentre invocavamo il Signore mi venne di vomitare e con impeto rovesciai la cena. Subito il dolore mi cessò e mi sentii sbloccare: la tempesta era passata. Dio aveva operato istantaneamente e potentemente. Ritornata la calma, invece di dormire, assieme a mia moglie e mia figlia cominciammo a chiederci: “Perché questo atroce dolore, che cosa può averlo causato?” Non riuscivamo a darci una risposta esatta. E visto che non riuscivamo a stabilire la causa del terribile male che avevo sofferto, ringraziammo il Signore che ci aveva soccorsi, e ci addormentammo. L’indomani mattina molto presto, mi alzai e me ne andai in campagna. Per tutto il giorno, mentre lavoravo, continuai a chiedermi cosa avesse potuto causare quel terribile male allo stomaco che avevo avuto. Per tutta la giornata, non riuscii a darmi una risposta. Tuttavia continuai a domandarmi.

Era ora di smettere di lavorare e ritornarmene a casa, quando un pensiero mi balenò alla mente: è possibile che il seminato vicino al mio vigneto, dove ho raccolto ieri sera la verdura, era stato trattato col diserbante e di conseguenza la verdura che ho mangiato era avvelenata, causandomi l’atroce male che ho sofferto?

Perciò decisi di ritornarmene a casa, di recarmi in quel posto e verificare se era stato trattato col diserbante. Infatti, alla distanza di ventiquattro ore, dal trattamento avvelenato, le erbe sensibili al diserbante, erano tutte appassite. Mi recai appunto, dove avevo raccolto la verdura, la sera precedente e vidi che tutta la verdura che non era stata raccolta, era appassita, morta.

Caddi in ginocchio in mezzo a quella verdura appassita, piansi davanti a Dio, dicendo: “Signore, se tu non mi avessi miracolato, a quest’ora, anch’io sarei morto. Gloria al tuo nome santissimo e potentissimo!” Ringraziai Dio con tutto il cuore. Ritornai a casa e raccontai alla mia famiglia che Dio mi aveva salvato da sicura morte. Andai al culto e testimoniai quello che Dio aveva operato per me.

Sì, Dio adempie le Sue promesse anche oggi! E i segni di cui Gesù parlò duemila anni fa, accompagnano i credenti anche oggi. Alleluia!

[Testimonianza tratta dal libro: “Camminare e spigolare”, di Castrenze Cascio, pagg. 131 – 133]

3 commenti leave one →
  1. Gianni Bianchini permalink
    15 ottobre 2013 10:21

    In questo racconto c’è qualcosa che non quadra.
    I diserbanti non hanno effetti così immediati: sono sì velenosi, ma se non ingeriti direttamente dall’uomo, hanno effetto dopo un lungo periodo in cui si ci ciba di oggetti trattati, e portano sì potenzialmente alla morte, ma con tumori e malattie a lungo termine. E comunque, basta lavare frutta e verdura e del veleno non rimane traccia. Mi ricordo che già quand’ero bambino (anni ’60) i miei genitori insistevano perché io lavassi la frutta prima di mangiarla, proprio per togliere ogni traccia degli agenti chimici, che comunque non mi avrebbero portato alla morte in così breve tempo.
    I diserbanti inoltre non danneggiano la frutta già matura, ma quella in crescita, e comunque non nel giro di 24 ore. Agiscono infatti sui geni delle piante, impedendone la crescita e la germinazione.
    A me sembra che il malore del nostro testimone non sia dovuto al diserbante, ma inviato da Dio proprio per creare i presupposti di questa testimonianza, che comunque resta valida: Dio lo ha comunque salvato. È un po’ come disse Gesù in occasione della morte di Lazzaro: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato». E così infatti è stato. Almeno mi pare.

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  2. 15 ottobre 2013 19:51

    Ritengo che la testimonianza sia perfettamente verace, ed è confermato anche da un libro che parla di veleni, che riporta a riguardo dei veleni:
    «Vie di eliminazione. – Le vie per cui i veleni vengono eliminati dall’organismo sono molteplici. Essi possono essere espulsi dal tubo gastro-enterico (vomiti, diarrea); …» (estratto dal libro intitolato: “Veleni ed avvelenamenti”; manuali hoepli, dr Costante Ferraris).
    La testimonianza è da ritenersi verace.
    Il problema di coloro che mettono in dubbio questa e altre testimonianze che parlano di grandi e potenti liberazioni del Signore, sono legate al fatto che costoro non credono nella potenza di Dio, non credono nella Parola di Dio, sono spinti a razionalizzare forzatamente ogni cosa.
    Bisogna avere fede in Dio sia per credere nelle opere che Dio compia, sia per credere nelle opere che Dio ha compiuto negli altri.
    A Dio che ancora oggi guarisce da ogni malattia, che libera da ogni pericolo, siano la gloria, l’onore e la lode in Cristo Geù nei secoli dei secoli. Amen!

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  3. Raimondo permalink
    16 ottobre 2013 10:42

    Pace da Raimondo. E’ una bellissima testimonianza di guarigione miracolosa da parte del nostro Signore Gesu’ Cristo. Qui si comprende che Dio non è mutato è sempre lo stesso, ieri, oggi e in eterno! Queste testimonianze ci aiutano a confidare nel Signore costantemente e ci incoraggia a difendere la parola dai contenziosi, quindi preghiamo a Cristo Gesu’ affinchè le nostre testimonianze possano aiutare coloro che sono nel dubbio per strapparli dal fuoco eterno. Dio è verace, è giusto, misericordioso e anche un giusto giudice. Che il nostro Signore sia benedetto in eterno, amen.

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