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Come ti vede Dio?

23 gennaio 2014

Come ti vede Dio?

come-Dio-ti-vedeCerti cosiddetti pastori fanno spesso un’affermazione del genere ‘Stai tranquillo, Dio non ti guarda più come ti guardava prima, perché adesso ti guarda attraverso Gesù, vede Gesù in te, ti vede giusto come Gesù, e quindi sempre come un giusto’.

Sapete cosa intendono dire? Che ti puoi comportare come vuoi, tanto sarai sempre considerato un giusto, un amico di Dio! 

Ma le cose non stanno così perché Giacomo quei credenti che erano diventati amici del mondo, li ha chiamati peccatori. Ascoltate le sue parole: “Donde vengon le guerre e le contese fra voi? Non è egli da questo: cioè dalle vostre voluttà che guerreggiano nelle vostre membra? Voi bramate e non avete; voi uccidete ed invidiate e non potete ottenere; voi contendete e guerreggiate; non avete, perché non domandate; domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere ne’ vostri piaceri. O gente adultera, non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio. Ovvero pensate voi che la Scrittura dichiari invano che lo Spirito ch’Egli ha fatto abitare in noi ci brama fino alla gelosia? Ma Egli dà maggior grazia; perciò la Scrittura dice: Iddio resiste ai superbi e dà grazia agli umili. Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi. Appressatevi a Dio, ed Egli si appresserà a voi. Nettate le vostre mani, o peccatori; e purificate i vostri cuori, o doppi d’animo! Siate afflitti e fate cordoglio e piangete! Sia il vostro riso convertito in lutto, e la vostra allegrezza in mestizia! Umiliatevi nel cospetto del Signore, ed Egli vi innalzerà” (Giacomo 4.1-10).

Cosa simile per quanto riguarda quei credenti della Chiesa di Corinto che quando avevano una lite con altri fratelli li chiamavano in giudizio dinanzi agli infedeli anziché dinanzi ai santi, e così facevano loro un torto e un danno, e che furono chiamati da Paolo INGIUSTI e furono da lui ammoniti con queste parole: “Non sapete voi che gli ingiusti non erederanno il regno di Dio?” (1 Corinzi 6:9).

Non illudetevi dunque, perché la Scrittura insegna che la giustizia che viene da Dio, che si basa sulla fede, la si perde se ci si rimette al servizio del peccato. Ecco perchè l’apostolo Paolo dice: “Poiché in questa tenda noi gemiamo, bramando di esser sopravvestiti della nostra abitazione che è celeste, se pur sarem trovati vestiti e non ignudi” (2 Corinzi 5:2-3).

C’è dunque la possibilità che un credente perda le proprie vesti lavate nel sangue dell’Agnello e quindi che al ritorno di Cristo sia trovato ignudo. D’altronde, Gesù non accusò forse l’angelo della Chiesa di Laodicea – che era diventato tiepido – di essere nudo e quindi lo invitò a comprare da Lui delle vesti bianche? Ascoltate cosa gli disse Gesù: “Io conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente. Oh fossi tu pur freddo o fervente! Così, perché sei tiepido, e non sei né freddo né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca. Poiché tu dici: Io son ricco, e mi sono arricchito, e non ho bisogno di nulla, e non sai che tu sei infelice fra tutti, e miserabile e povero e cieco e nudo, io ti consiglio di comprare da me dell’oro affinato col fuoco, affinché tu arricchisca; e delle vesti bianche, affinché tu ti vesta e non apparisca la vergogna della tua nudità; e del collirio per ungertene gli occhi, affinché tu vegga” (Apocalisse 3:15-18).

Vi faccio dunque questa domanda: come vedeva Dio quel pastore? Vestito di vesti bianche o nudo? NUDO, esattamente come lo vedeva Gesù Cristo. Ecco perché Gesù gli disse: “Così, perché sei tiepido, e non sei né freddo né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca”.

Esamina dunque le tue vie e fatti questa domanda: ‘Sto rinunciando all’empietà e vivendo una vita temperata, giusta e pia agli occhi di Dio, o sto vivendo una vita al servizio del peccato e sono agli occhi di Dio miserabile, povero, cieco e nudo?

Attenzione dunque fratelli.

Giacinto Butindaro

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