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Era pio, devoto, faceva elemosine e pregava Dio, ma non era salvato

2 febbraio 2014

Era pio, devoto, faceva elemosine e pregava Dio, ma non era salvato

colomba«Or v’era in Cesarea un uomo, chiamato Cornelio, centurione della coorte detta l”Italica’, il quale era pio e temente Iddio con tutta la sua casa, e faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio del continuo. Egli vide chiaramente in visione, verso l’ora nona del giorno, un angelo di Dio che entrò da lui e gli disse: Cornelio!
Ed egli, guardandolo fisso, e preso da spavento, rispose: Che v’è, Signore?
E l’angelo gli disse: Le tue preghiere e le tue elemosine son salite come una ricordanza davanti a Dio.
Ed ora, manda degli uomini a Ioppe, e fa’ chiamare un certo Simone, che è soprannominato Pietro.
Egli alberga da un certo Simone coiaio, che ha la casa presso al mare. … il quale ti parlerà di cose, per le quali sarai salvato tu e tutta la casa tua.» (Atti 10:1-6, 11:14)

Questo passo biblico è sempre presente nella mia mente e nel mio cuore, perché in Cornelio ci vedo me stesso quando ero cattolico; infatti a quel tempo ero devoto, pio e pregavo, ma ero pur sempre una persona perduta nei suoi falli e nei suoi peccati.

Quante volte andavo a messa, e persino quando confessavo i miei peccati al prete, non mi sentivo meglio, i peccati rimanevano maggiormente attaccati alla mia anima. 

Ma Iddio aveva un piano anche per me, un trasferimento di domicilio da Palermo a Gaeta, ho incontrato un fratello in Cristo, il quale mi ha portato nella comunità evangelica di Fondi, dove ho udito l’Evangelo e, da lì a poco, nella mia stanza da letto Iddio mi ha rigenerato spiritualmente, mi ha fatto nascere di nuovo, il mio peccato è scivolato via dalla mia anima, e mi sono sentito leggero, pieno di gioia, di pace e non temevo più di andare a finire all’inferno, perché allora ho iniziato a sentirmi a posto con il Signore in profondità della mia anima. Iddio non era più un giudice per me, ma lo vedevo come Padre, che ha avuto misericordia delle mie miserie dell’anima e mi ha rimesso tutti i miei peccati. Ringraziato sia Iddio che ha avuto pietà di me.

Similmente a Cornelio, ci sono molti cattolici che si trovano nella condizione in cui mi trovavo io prima di essere salvato, che si trovano nella medesima situazione in cui si trovava Cornelio nel momento che gli apparve l’Angelo, prima di credere nel messaggio di salvezza che gli portò Pietro.

Sono molti i cattolici che sono pii, devoti, che temono Iddio, parlano di Lui, parlano di Gesù Cristo, fanno elemosine e pregano, ma come Cornelio, rimangono sempre perduti nei loro falli e nei loro peccati, perché solo per mezzo della nuova nascita, solo per opera dello Spirito santo che viene ad abitare nell’uomo si ottiene il perdono dei peccati, infondendo nel profondo del cuore la fede nel sacrificio di Cristo Gesù, per mezzo della quale si ottiene la remissione dei peccati.

Questi cattolici sono buoni religiosi, ma non sono salvati, non fanno parte della famiglia di Dio, proprio come non ne faceva parte Cornelio prima che Pietro gli portasse il messaggio di salvezza.

Purtroppo, anche dentro le chiese evangeliche, ci sono molti che sono religiosi, pii e devoti, ma non sono salvati, non sono mai nati di nuovo. Questo fenomeno è molto frequente tra i figli dei credenti, i quali sono stati ammaestrati in tutte le cose che riguardano i principi e le dottrine bibliche, imitano quasi alla perfezione la condotta di un credente, ma non lo sono, dentro di loro sono morti spiritualmente, fanno ogni cosa per trascinamento, per abitudine, per imitazione degli altri e per piacere ai genitori e al pastore, ma non si sono mai convertiti e non sono mai nati di nuovo.

In un certo senso anche altre frange di religiosi, come ad esempio i testimoni di Geova, si conducono in modo religiosamente apprezzabile, ma non sono nati di nuovo, non sono salvati, e i loro peccati non sono stati perdonati, le loro sozzure sono ancora nel loro cuore e nella loro anima.

Cornelio fu salvato, i suoi peccati sono stati rimessi ed ha ricevuto lo Spirito santo dentro il suo cuore, nel momento in cui ha creduto a queste parole di Pietro: “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remission de’ peccati mediante il suo nome.” (Atti 10:43), infatti Luca continua il racconto con queste parole: “Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che udivano la Parola.” (Atti 10:44)

Tali Scritture sacre ci ricordano che la remissione dei peccati si ottiene solo per mezzo della fede nel sacrificio compiuto da Cristo sulla croce, nel momento in cui lo Spirito santo compie l’opera di convincimento nella profondità dell’anima che si sta vivendo nel peccato, secondo quanto è scritto “[il Consolatore], convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia, e al giudizio.” (Giovanni 16:8).

Abbiamo letto che lo Spirito santo convince l’uomo a riguardo del peccato, lo fa sentire peccatore bisognoso di salvezza, incapace di piacere a Dio con le sue sole forze e le sue opere, e lo convince, mettendo in lui la fede nel sacrificio di Cristo sulla croce, il sangue sparso compie la purificazione dei suoi peccati.

Non è per opere che si ottiene la remissione dei peccati, ma solo per mezzo della fede, messa dentro il cuore dell’uomo dallo Spirito santo, come anche il Signore Gesù Cristo dice a Paolo: io ti mando  per aprir loro gli occhi, onde si convertano dalle tenebre alla luce e dalla potestà di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, la remissione dei peccati e la loro parte d’eredità fra i santificati.” (Atti 26:18)

Ora dico a voi cattolici romani, a voi che pensate di essere salvati e di piacere a Dio per le vostre opere, alla luce di quanto abbiamo detto in riferimento al modo di ottenere la remissione dei peccati, dovete sapere che non è per opere che si viene salvati e i peccati non vengono perdonati dal prete, ma solo da Dio, a cominciare dal momento in cui si nasce d’acqua e di Spirito. Ravvedetevi, dunque, gridate a Dio, pentitevi dei vostri peccati e gridate al Signore Iddio che abbia misericordia di voi e vi faccia nascere di nuovo, perdonandovi e rimettendovi i vostri peccati. La salvezza è per fede, non per opere, secondo quanto dicono le Scritture sacre: “Egli ci ha salvati non per opere giuste che noi avessimo fatte, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo” (Tito 3:5).

Voi siete nello stato in cui si trovava Cornelio, disponetevi ad ascoltare il messaggio di salvezza dell’apostolo Pietro, e voi otterrete ciò che ha ottenuto Cornelio e la sua casa.

Ed ora dico anche a voi, che varcate la soglia dei locali di culto evangelici quasi ogni domenica, se voi non siete nati di nuovo, voi siete ancora perduti nei vostri falli e nei vostri peccati, siete ancora figlioli d’ira. Anche voi ravvedetevi e credete nell’Evangelo, così otterrete la remissione dei vostri peccati. Voi non siete salvati perché i vostri genitori sono credenti; voi non siete salvati perché frequentate una comunità evangelica, in quanto la salvezza è personale, non è di gruppo, e se non siete nati di nuovo, voi non potrete entrare nel regno dei cieli, e l’inferno vi inghiottirà se non avete ricevuto misericordia da Dio e i vostri peccati non vi sono stati rimessi. Nulla d’immondo entrerà nel regno dei cieli, nessun peccatore, nessun peccato, quindi bisogna essere purificati dal sangue di Gesù Cristo per mezzo della fede da ogni peccato per poter entrare nel regno dei cieli.

Badate dunque che la luce che credete sia in voi non sia tenebre.

Vi esorto tutti, dunque, io che un tempo ero perduto nei falli e nei peccati come lo siete voi, a ravvedervi e a credere nell’Evangelo del Signore nostro Gesù Cristo, per ottenere il perdono e la purificazione dei vostri peccati.

Chi ha orecchie ascolti ciò che la Parola di Dio dice alle Chiese.

Giuseppe Piredda

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