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L’ombra della massoneria sulle Assemblee di Dio in Italia (ADI): 3) La potenza del Comitato per la Libertà Religiosa in Italia

15 settembre 2014

L’ombra della massoneria sulle Assemblee di Dio in Italia (ADI): 3) La potenza del Comitato per la Libertà Religiosa in Italia.

copertina-massoneriaIl Comitato per la Libertà Religiosa in Italia (in inglese American Committee for Religious Freedom in Italy) – del quale era presidente Charles Fama assieme a Patrick J. Zaccara, mentre Francis J. Panetta ne era il segretario – era nato nel 1943, rappresentava oltre 400 Chiese, di cui la maggior parte erano italiane, ed era in costante contatto con il Governo Italiano del dopo guerra, il Governo Americano ed anche l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Sappiamo per certo che i dirigenti delle Chiese Valdesi, Battiste e Metodiste in Italia conobbero questo Comitato e la sua opera a favore della libertà religiosa in Italia quando Patrick Zaccara fu in Italia nel 1945 (cfr. Henry Smith Leiper, Christianity today: a survey of the state of the churches, Morehouse-Gorham Co., New York 1947, pag. 77-78). E’ molto probabile quindi che anche i Pentecostali in Italia vennero a conoscenza di questo Comitato in quel periodo. Per farvi capire cosa rappresentava nel secondo dopoguerra il Comitato per la Libertà Religiosa in Italia e a che livelli esso si muoveva, vi propongo i seguenti fatti.

Fece scrivere una clausola della Carta delle Nazioni Unite

Secondo quanto dice Frank Gigliotti nella sua memoria in difesa delle Assemblee di Dio mandata all’allora ambasciatore italiano negli USA, Alberto Tarchiani, di cui abbiamo detto innanzi, la clausola della Carta delle Nazioni Unite che garantisce la libertà religiosa a tutti i membri delle Nazioni Unite (ONU), fu scritta per istigazione del Comitato per la Libertà Religiosa in Italia. Ecco le parole di Gigliotti all’ambasciatore Tarchiani: ‘Vorrei richiamare la tua attenzione sulla clausola della Carta delle Nazioni Unite che assicura la libertà religiosa a tutti i membri delle Nazioni Unite. La Carta dichiara, in parte, che nessuna nazione sarà ammessa come membro delle Nazioni Unite a meno che non assicuri la libertà di culto religioso ai suoi cittadini e ai gruppi minoritari che vivono entro i suoi confini. (Ciò fu scritto nella Carta delle Nazioni Unite per istigazione del Comitato Americano per la Libertà Religiosa in Italia)’ (‘An Appraisal of the Pentecostal Movement’, in The Pentecostal Evangel, 8 Febbraio 1947, pag. 11).

16-appraisal-pentecostal-movement

17-pentecostal-evangel-appraisalLa parte della memoria scritta da Frank Gigliotti dove lui fa quest’osservazione

A proposito della stesura della Carta delle Nazioni Unite, faccio presente che Frank Gigliotti, che rappresentava anche il Comitato per la Libertà Religiosa in Italia, fu tra i delegati che nel 1945 a San Francisco si radunarono durante una Conferenza che si tenne dal 25 Aprile al 26 Giugno per fondare le Nazioni Unite, come si vede chiaramente in questa foto presente sul sito delle Nazioni Unite. E la Carta delle Nazioni Unite fu firmata il 26 Giugno 1945 a San Francisco dai rappresentanti delle 50 nazioni che si erano riuniti per redigere la Carta.

18-frank-gigliotti-san-francisco-conferencehttp://www.unmultimedia.org/

Si presentò davanti al Senato Americano per chiedere di rivedere il Trattato di Pace

Ecco qui due audizioni compiute da rappresentanti di questo Comitato davanti alla Commissione per le Relazioni con l’Estero al Senato Americano, per chiedere la revisione del Trattato di pace, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947 tra l’Italia e le potenze vincitrici della II Guerra Mondiale, perchè ritenuto da loro contenente delle condizioni insopportabili per la neonata Repubblica Italiana. La prima audizione è quella di Anthony Caliandro il 30 Aprile 1947 e la seconda quella di Patrick J. Zaccara il 2 Maggio 1947. Queste pagine in lingua inglese sono tratte da ‘Treaties of peace with Italy, Rumania, Bulgaria, and Hungary. Hearings before the Committee on Foreign Relations, United States Senate, Eightieth Congress, first session, on Executives F, G, H, and I. March 4, April 30, May 1, 2, and 6, 1947′ (pag. 117-118, 132-134), pubblicato dall’Ufficio Stampa del Governo a Washington nel 1947. Questo giusto per capire a che livelli si muovevano i rappresentanti di questo Comitato. Peraltro, bisogna dire che anche se il Trattato non fu rivisto, nella pratica le pressioni degli Italo-americani ebbero il loro effetto, in quanto il Trattato fu alleviato come scrisse l’ambasciatore Alberto Tarchiani nel suo libro America-Italia: Le dieci giornate di De Gasperi negli Stati Uniti: ‘Il Trattato era duro e offensivo in qualche sua parte; ma l’America ne ignorava già, a nostro vantaggio, alcuni articoli tra i più incisivi (rimborso paghe truppe e spese militari americane in Italia) e prometteva di non applicarne altri, come quello sui beni italiani sequestrati e sull’eccedenza della nostra marina da guerra. Inoltre prometteva, per bocca di tutti i suoi uomini responsabili, sostegno ed aiuto, e senza mai domandare compensi o imporre condizioni: l’augurio era che l’Italia riprendesse il suo posto e che fosse retta coi sistemi di una sana e stabile democrazia’ (Alberto Tarchiani, America-Italia: Le dieci giornate di De Gasperi negli Stati Uniti, Rizzoli Editore, Milano 1947 [finito di stampare nel luglio del 1947], pag. 13).

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Il Comitato per la Libertà Religiosa in Italia aveva contatti diretti con la Massoneria di Palazzo Giustiniani

Il Comitato per la libertà religiosa in Italia – di cui era presidente nazionale Charles Fama e di cui faceva parte anche Frank Gigliotti, e a cui vi ricordo si rivolsero le nascenti ADI facendo pressione su di esso, come scrisse l’allora pastore ADI Roberto Bracco – aveva dei rapporti diretti con la Massoneria di Palazzo Giustiniani a Roma, tramite il pastore protestante italo-americano Anthony Caliandro, che era tornato in Italia nel 1947 e aveva fondato a Napoli un istituto biblico evangelico per ex sacerdoti cattolici romani. Lo storico Roy Palmer Domenico infatti – rifacendosi alle parole di un prefetto – afferma nel suo ‘For the Cause of Christ Here in Italy’: Evangelical America’s Holy Mission in Italy and the Cultural Ambiguities of the Cold War (Diplomatic History 29 [4] September 2005), a pagina 647, che Caliandro ‘manteneva un contatto diretto con il quartiere generale massonico Italiano di Palazzo Giustiniani a Roma’. Ecco qui la foto della pagina.

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Questo Caliandro infatti era vice presidente del suddetto Comitato, cosa che risulta da un articolo del Daytona Beach Morning Journal del 20 Febbraio 1953 (vedi foto), che riporta la decisione del Governo Italiano di espellere Caliandro dall’Italia. Caliandro stesso infatti dice: ‘Io sono vice presidente dell’American Committee for Religious Freedom in Italy, fondato 10 anni fa’.

25-caliandro-american-committee-religious-freedom-italyLa foto di Anthony Caliandro è presa da un articolo apparso su Cedar Rapids Gazette, 28 Ottobre 1950, pag. 2

Ora, Anthony Caliandro era un massone, infatti in un suo articolo dal titolo ‘Situation in Italy’ (Situazione in Italia) apparso il 20 Maggio 1947 sullo Scottish Rite News Bulletin [Bollettino di Notizie del Rito Scozzese] viene presentato come ‘Rev. Anthony Caliandro, 3°’. 3° nel linguaggio massonico significa ‘massone del terzo grado’ (Scottish Rite News Bulletin, v.79-126, 1946-47)

 

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Inoltre Anthony Caliandro teneva anche discorsi presso i Rotary Club, infatti in un articolo apparso sul San Mateo Times il 13 Maggio 1952 a pag. 6 viene dato come oratore ad un incontro del Burlingame Rotary Club, e noi sappiamo che il Rotary è un organizzazione filo massonica.


[Tratto dal libro, scaricabile gratuitamente in formato pdf, “La Massoneria Smascherata – Contro l’infiltrazione e l’influenza di questa diabolica istituzione nelle Chiese Evangeliche”, scritto da Giacinto Butindaro]

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