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Il legame matrimoniale si scioglie soltanto nel caso in cui l’altro coniuge muore

30 settembre 2014

Il legame matrimoniale si scioglie soltanto nel caso in cui l’altro coniuge muore

divorzio e il risposarsi

sul divorzio e il risposarsi

Fratelli e sorelle nel Signore, purtroppo dobbiamo ancora registrare con le nostre parole il fatto che oggi in molte denominazioni e chiese evangeliche viene tollerato o incoraggiato addirittura il risposarsi dopo il divorzio anche se il primo coniuge è ancora in vita.

Passare a seconde nozze quando il primo coniuge è ancora in vita, secondo le Scritture è una situazione di peccato davanti a Dio, è ADULTERIO, e gli adulteri non erediteranno la vita eterna, secondo quanto ha scritto l’apostolo Paolo:

«Non sapete voi che gli ingiusti non erederanno il regno di Dio? Non v’illudete; né i fornicatori, né gl’idolatri, né gli ADULTERI, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erederanno il regno di Dio.» (1 Corinzi 6:9,10)

Ora leggiamo altre parole che ha scritto l’apostolo Paolo, a conferma del fatto che il legame matrimoniale può essere sciolto esclusivamente con la morte dell’altro coniuge:

«Infatti la donna maritata è per la legge legata al marito mentre egli vive; ma se il marito muore, ella è sciolta dalla legge che la lega al marito. Ond’è che se mentre vive il marito ella passa ad un altro uomo, sarà chiamata adultera; ma se il marito muore, ella è libera di fronte a quella legge; in guisa che non è adultera se divien moglie d’un altro uomo.» (Romani 7:2,3)

Da quelle parole si comprende che l’unica cosa che SCIOGLIE il legame matrimoniale è la morte dell’altro coniuge.

L’apostolo Paolo, continuando a scrivere nella stessa epistola, raffigura l’ottenimento della salvezza per mezzo della morte in Cristo, con lo scioglimento dal legame matrimoniale con la morte del coniuge:

«Così, fratelli miei, anche voi siete divenuti morti alla legge mediante il corpo di Cristo, per appartenere ad un altro, cioè a colui che è risuscitato dai morti, e questo affinché portiamo del frutto a Dio.» (Romani 7:4)

Quindi, quando si nasce di nuovo e si viene salvati si diviene morti alla legge di Mosè mediante il corpo di Cristo che è morto sulla croce; similmente si viene sciolti dal legame matrimoniale soltanto con la morte dell’altro coniuge. In tal modo, Paolo ha assomigliato lo scioglimento del legame matrimoniale, con lo scioglimento dell’uomo dalla schiavità della legge di Mosè, i quali entrambi avvengono solo in seguito ad una morte, il primo per la morte dell’altro coniuge, il secondo per la morte di Cristo Gesù.

Considerato ciò, se si insegnasse che la donna o l’uomo sposato può in certi casi passare a nuove nozze, anche se l’altro coniuge è ancora in vita, sarebbe come dire che ci potrebbe essere UNA SALVEZZA che non è strettamente legata alla morte di Cristo Gesù, ma questo noi sappiamo bene che non è assolutamente possibile, perché tutti coloro che vengono salvati lo sono soltanto a motivo del fatto che Cristo Gesù è morto sulla croce ed ha sparso il suo sangue.

Quindi, alla luce di quanto abbiamo detto, passiamo ora a spiegare quanto è scritto in altri passaggi biblici:

«Ma io vi dico: Chiunque manda via la moglie, salvo che per cagion di fornicazione, la fa essere adultera; e chiunque sposa colei ch’è mandata via, commette adulterio.» (Matteo 5:32)

Pertanto, cacciando via la moglie, la si fa essere adultera, anche se non ha commesso effettivamente adulterio e chi sposa colei che è stata mandata via commette adulterio.

E ancora:

«Ed io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per cagion di fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adulterio.» (Matteo 19:9)

Qui sta scritto che commette adulterio anche chi manda via la moglie e ne sposa un’altra.

Questo ultimo passaggio biblico viene preso da taluni per giustificare le seconde nozze nel caso in cui il coniuge commetta adulterio. Ma leggiamo cosa compresero i discepoli di Gesù dopo che il Maestro pronunciò quelle parole:

«I discepoli gli dissero: Se tale è il caso dell’uomo rispetto alla donna, non conviene di prender moglie.» (Matteo 19:10)

Abbiamo letto che i discepoli compresero che con quelle parole Gesù voleva introdurre il fatto che il legame matrimoniale non poteva in alcun modo essere sciolto, neppure a cagione di fornicazione, a differenza di quanto era insegnato nella legge di Mosè, la quale permetteva di mandare via la moglie.

Ora andiamo a leggere cosa scrisse Paolo ai santi che erano in Corinto, in particolare le parole rivolte ai CONIUGI:

«Ma ai coniugi ordino non io ma il Signore, che la moglie non si separi dal marito, (e se mai si separa, rimanga senza maritarsi o si riconcilî col marito); e che il marito non lasci la moglie.» (1 Corinzi 7:10,11)

Vedete, ancora abbiamo letto una esortazione alle coppie sposate che non si dividano, e qualora si dovessereo dividere, vengono esortati A NON RI-SPOSARSI.

Quindi, queste sono le cose che le Scritture insegnano, e così dobbiamo credere e tali cose dobbiamo a nostra volta insegnare agli altri.

Pertanto, esorto tutti voi che siete sposati due volte anceh se il vostro primo coniuge è ancora vivo, a ravvedervi e a chiedere perdono a Dio per il vostro peccato di adulterio, perché siete davanti a Dio e agli uomini in una situazione di PECCATO. A motivo di ciò voi ADULTERI dovete chiedere perdono e misericordia a Dio, affinché Egli vi perdoni questo peccato.

Inoltre, voglio rammentarvi che coloro che sono passati a seconde nozze, con la prima moglie ancora in vita, anche se vengono perdonati da Dio, non possono assumere gli uffici di Anziano e di Diacono, perché per assumere tali uffici è necessario essere sposati con un coniuge in vita soltanto.

Non importa se siete stati sedotti e vi hanno ingannato, da quando vi siete sposati con il vostro secondo coniuge, voi vi trovate in una situazione di peccato di adulterio, non avete vegliato e non siete stati avveduti. Se vi pentite e vi ravvedete davanti a Dio potete essere perdonati, ma non potete assumere incarichi nella comunità, perché non siete di buona testimonianza, né per i fratelli, né per quelli del mondo.

Siate dunque mansueti e sottomettetevi a Dio, non opponetevi alle conseguenze dovute alle vostre azioni sbagliate, non ribellatevi a Dio.

Che Dio benedica il suo popolo e lo preservi da ogni male.

Giuseppe Piredda

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