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Perché Gesù Cristo non fu lapidato ma crocifisso

10 dicembre 2014

Perché Gesù Cristo non fu lapidato ma crocifisso

gesu-crocifisso

Scrivo questa breve riflessione per far riflettere coloro che ancora nella loro ignoranza sostengono il cosiddetto libero arbitrio affinché lo rigettino.

Gesù non poteva morire lapidato, e questo perché Dio aveva innanzi determinato che Egli doveva morire crocifisso.
Ascoltate cosa dice Giovanni:

“Poi, da Caiàfa, menarono Gesù nel pretorio. Era mattina, ed essi non entrarono nel pretorio per non contaminarsi e così poter mangiare la pasqua. Pilato dunque uscì fuori verso di loro, e domandò: Quale accusa portate contro quest’uomo? Essi risposero e gli dissero: Se costui non fosse un malfattore, non te lo avremmo dato nelle mani. Pilato quindi disse loro: Pigliatelo voi, e giudicatelo secondo la vostra legge. I Giudei gli dissero: A noi non è lecito far morire alcuno. E ciò affinché si adempisse la parola che Gesù avea detta, significando di qual morte dovea morire” (Giovanni 18:28-32).

Per capire cosa vuol dire Giovanni, occorre tenere presente che Gesù fu condannato a morte per bestemmia per avere detto di essere il Figlio di Dio (cfr. Matteo 26:63-66; Marco 14:61-64), e che secondo la legge dei Giudei chi era reo di bestemmia doveva essere lapidato, secondo che è scritto nella legge di Mosè:

“Or il figliuolo di una donna israelita e di un Egiziano uscì tra i figliuoli d’Israele; e fra questo figliuolo della donna israelita e un Israelita nacque una lite. Il figliuolo della Israelita bestemmiò il nome dell’Eterno, e lo maledisse; onde fu condotto a Mosè. La madre di quel tale si chiamava Shelomith figliuola di Dibri, della tribù di Dan. Lo misero in prigione, finché fosse deciso che cosa fare per ordine dell’Eterno. E l’Eterno parlò a Mosè, dicendo: ‘Mena quel bestemmiatore fuori del campo; e tutti quelli che l’hanno udito posino le mani sul suo capo, e tutta la raunanza lo lapidi. E parla ai figliuoli d’Israele, e di’ loro: Chiunque maledirà il suo Dio porterà la pena del suo peccato. E chi bestemmia il nome dell’Eterno dovrà esser messo a morte; tutta la raunanza lo dovrà lapidare. Sia straniero o nativo del paese, quando bestemmi il nome dell’Eterno, sarà messo a morte” (Levitico 24:10-16).

Ecco perché Gesù aveva rischiato di essere lapidato dai Giudei dopo che aveva detto che lui e il Padre erano uno, secondo che è scritto:

“I Giudei presero di nuovo delle pietre per lapidarlo. Gesù disse loro: Molte buone opere v’ho mostrate da parte del Padre mio; per quale di queste opere mi lapidate voi?” I Giudei gli risposero: Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio” (Giovanni 10:31-33).

Perchè per i Giudei, Gesù con quelle parole aveva bestemmiato, e quindi doveva essere lapidato.

Dunque i Giudei erano autorizzati dalla legge di Mosè a lapidare i bestemmiatori. Come mai allora, dopo che il Sinedrio lo condannò a morte per bestemmia, i Giudei non lapidarono Gesù? D’altronde, qualche tempo dopo, Stefano non fu forse lapidato proprio dopo essere comparso davanti al Sinedrio (davanti al quale degli uomini che erano stati subornati avevano detto:

“Noi l’abbiamo udito dir parole di bestemmia contro Mosè e contro Dio” – Atti 6:11), secondo che è scritto:

“Essi, udendo queste cose, fremevan di rabbia ne’ loro cuori e digrignavano i denti contro di lui. Ma egli, essendo pieno dello Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio, e disse: Ecco, io vedo i cieli aperti, e il Figliuol dell’uomo in piè alla destra di Dio. Ma essi, gettando di gran gridi si turarono gli orecchi, e tutti insieme si avventarono sopra lui; e cacciatolo fuor della città, si diedero a lapidarlo; e i testimoni deposero le loro vesti ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E lapidavano Stefano che invocava Gesù e diceva: Signor Gesù, ricevi il mio spirito. Poi, postosi in ginocchio, gridò ad alta voce: Signore, non imputar loro questo peccato. E detto questo si addormentò” (Atti 7:54-60)?

Ma Gesù aveva innanzi detto ai Giudei che sarebbe morto crocifisso, infatti aveva detto loro: “Io, quando sarò innalzato dalla terra, trarrò tutti a me” (Giovanni 12:32). E difatti Giovanni subito dopo scrive: “Così diceva per significare di qual morte dovea morire” (Giovanni 12:33). E non solo, Gesù aveva detto ai Giudei che sarebbero stati loro a crocifiggerlo, infatti gli disse: “Quando avrete innalzato il Figliuol dell’uomo, allora conoscerete che son io (il Cristo) e che non fo nulla da me, ma dico queste cose secondo che il Padre m’ha insegnato” (Giovanni 8:28). E quindi quelle parole dette ai Giudei erano destinate ad adempiersi per ordine di Dio, perché erano parole di Dio.

Ma Gesù predisse di qual morte doveva morire anche a Nicodemo, un de’ capi de’ Giudei, quando gli disse: “E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figliuol dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna” (Giovanni 3:14-15). Notate infatti che anche qui Gesù disse che sarebbe stato innalzato; e paragonò il suo futuro innalzamento a quello del serpente di rame su un’antenna fatto da Mosè nel deserto (Numeri 21:4-9).

Come la predisse anche ai Suoi discepoli, secondo che è scritto:

“Poi Gesù, stando per salire a Gerusalemme, trasse da parte i suoi dodici discepoli; e, cammin facendo, disse loro: Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e il Figliuol dell’uomo sarà dato nelle mani de’ capi sacerdoti e degli scribi; ed essi lo condanneranno a morte, e lo metteranno nelle mani dei Gentili per essere schernito e flagellato e crocifisso; ma il terzo giorno risusciterà” (Matteo 20:17-19).

Dunque, la morte che doveva patire Gesù era quella per crocifissione, che era quella che i Romani infliggevano ai malfattori. E così infatti avvenne, perché dopo che i Giudei lo consegnarono in mano di Ponzio Pilato, gli chiesero insistendo con grandi grida che Gesù fosse crocifisso e Pilato “sentenziò che fosse fatto quello che domandavano” (Luca 23:24). E così i soldati Romani lo menarono al luogo detto Golgota, dove lo crocifissero assieme a due malfattori.

Quello che fu fatto a Gesù dunque non fu altro che l’adempimento da parte di Dio di quello che Egli aveva innanzi decretato che gli avvenisse. E questo la Chiesa primitiva lo riconosceva apertamente, infatti in una circostanza i discepoli in preghiera rivolsero a Dio queste parole:

“E invero in questa città, contro al tuo santo Servitore Gesù che tu hai unto, si son raunati Erode e Ponzio Pilato, insiem coi Gentili e con tutto il popolo d’Israele, per far tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio aveano innanzi determinato che avvenissero” (Atti 4:27-28).

Dunque la crocifissione di Gesù avvenne per il determinato consiglio di Dio nel tempo e nel luogo decretati da Dio e per opera di coloro che Dio aveva stabilito che dovevano compiere quell’atto. Dio dunque aveva innanzi decretato che i Giudei uccidessero Gesù tramite i Gentili inchiodandolo sulla croce (Atti 2:23; 5:30).

E così si adempì quello che aveva detto secoli addietro il profeta Isaia:

“Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità” (Isaia 53:5)

Ecco perchè ognuno di noi oggi può affermare come Paolo: “Sono stato crocifisso con Cristo, e non son più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e la vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figliuol di Dio il quale m’ha amato, e ha dato se stesso per me” (Galati 2:20), ed anche: “Ma quanto a me, non sia mai ch’io mi glorî d’altro che della croce del Signor nostro Gesù Cristo, mediante la quale il mondo, per me, è stato crocifisso, e io sono stato crocifisso per il mondo” (Galati 6:14). Perchè Dio fece sì che si adempisse quello che aveva detto il profeta Isaia!

A Dio sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno.

Giacinto Butindaro

[Tratto dal blog “Chi ha orecchie da udire oda”, amministrato da Giacinto Butindaro]

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2 commenti leave one →
  1. Imma permalink
    1 febbraio 2019 12:54

    Intanto grazie per la sua spiegazione. La questione rimane tuttavia aperta perché oltre a quanto Dio aveva già deciso affinché si potessero adempiere le scritture – non è chiaro il meccanismo socio-politico in un popolo così fedele alla propria legge, tale condanna fosse demandata ai Romani. Infatti, alla luce del comando di Dio a Mosé, non è chiaro il motivo per cui proprio nel caso di Gesù, questi ultimi avrebbero fatto un’eccezione?

    Per quanto riguarda ciò che Dio aveva già decretato, ciò dà adito ad altro quesito spinoso inerente alla libertà. Se tutto è già predestinato, chi ha fatto parte dell’intero dramma (come Giuda), che colpa aveva per aver tradito Gesù? Era come un attore che aveva un preciso ruolo e di conseguenza non aveva alcuna scelta! C’è qualcosa di molto inquietante riguardo alla frase “affinché si adempissero le Scritture” perché spesso parrebbe che non solo Gesù ma molti personaggi biblici seguano una precisa condotta o strada, senza spontaneità o libertà di sorta ma anzi, paiono anch’essi seguire un copione già scritto e che quindi fanno di tutto affinché le profezie si avverino. Quindi non si comprende fino a che punto le profezie si avverano perché vi è stata una profezia o se la persona si comporta in modo tale affinché tale profezia possa avverarsi?! In questo caso non sto parlando di Gesù – in cui credo fermamente e la Cui missione era unica e troppo grande – ma dii tutti quelli che faceva parte del Suo seguito. Cioè, si dice che Dio ci ha creati liberi ma fino a che punto, ciò non è mai stato chiarito. Tali chiarimenti su quale sia effettivamente la verità sono essenziali, non solo per rinsaldare la propria fede ma soprattutto per controbattere a persone come Mauro Biglino o altri studiosi biblici come Mauro Biglino (che accusa le Scritture di esser, asserendo che le sue conoscenze si basano sulle conoscenze dirette dei testi originali.

    In conclusione, sarebbe indispensabile poter rispondere a tutti coloro che mettono in dubbio che Gesù sia mai esistito o che sia stato crocifisso o come Biglino che, adducendo il fatto che sia un traduttore masoretico addita tutte le Sacre Scritture come favole inventate per i creduloni.

    E’ proprio vero che la fede è un dono di Dio ma è anche vero che Egli ci ha dotati di intelligenza nonché delle capacità di discernere e di usare l’intelletto, non solo per approfondire ma anche rendere la nostra fede granitica ma anche per aiutare i tanti dubbiosi che Egli mette sulla nostra strada.

    Grazie di cuore.

    Imma

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  2. 21 aprile 2019 15:57

    È Dio che controlla ogni cosa del suo creato, compresi gli uomini, ne fa quello che vuole, e porta a compimento tutti i suoi disegni. Chi conosce Iddio, secondo ciò che viene presentato nella Bibbia e per esperienza personale, sa bene che Dio regna e fa quello che vuole. Chi ama Iddio si sottomette volentieri alla Sua volontà, mentre chi non crede è spinto a negarne l’esistenza, oppure a negarne l’autorità. Che piaccia o no all’uomo, è già tutto preordinato. Ma questo è quello che si può capire della volontà di Dio e di quello che ci ha voluto far sapere, mentre da un altro punto di vista, il nostro, Egli ci ha dato dei comandamenti da osservare e dobbiamo osservarli e ci dobbiamo sforzare di operare come a Lui piace.
    L’uomo in genere, come Giuda e come Faraone, non può fare nulla, se non la volontà di Dio. Questo turba qualcuno? Non sono turbati coloro che si sottomettono a Dio e che hanno piacere che venga fatta la Sua volontà.
    A Dio sia tutta la gloria, l’onore e la lode, nei secoli dei secoli.

    Mi piace

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