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I santi possono, anzi, devono giudicare con giusto giudizio

25 dicembre 2014

I santi possono, anzi, devono giudicare con giusto giudizio

non-giudicare«Non sapete voi che i santi giudicheranno il mondo? E se il mondo è giudicato da voi, siete voi indegni di giudicar delle cose minime? Non sapete voi che giudicheremo gli angeli? Quanto più possiamo giudicare delle cose di questa vita!» (1 Corinzi 6:2,3)

«Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate con giusto giudizio.» (Giovanni 7:24)

«L’orecchio non discerne esso le parole, come il palato assaggia le vivande?» (Giobbe 12:11)

«Poiché l’orecchio giudica dei discorsi, come il palato assapora le vivande.» (Giobbe 34:3)

Purtroppo c’è ancora un residuo di persone nella Chiesa di Cristo che va in giro a dire che non si deve giudicare mai, e che il giudizio appartiene SOLO a Dio. Costoro parlano in questa maniera per difendere i propri interessi, disprezzando in tale maniera quello che realmente insegnano le Sacre Scritture.

La falsa dottrina del non giudicare mai, è la madre delle eresie, è la porta di tutte le falsità che entrano nella Chiesa di Cristo, perché se non si può giudicare, i santi, gli anziani che sorvegliano il gregge, non possono riprendere chi sbaglia, chi si conduce malamente, nonché non possono mettere in guardia le pecore dalle false dottrine e confutarle. A causa di ciò, le pecore del Signore sono in balìa dei numerosi lupi che si sono infiltrati in mezzo alle Chiese.

Il credente è chiamato ad esaminare SEMPRE ogni cosa, e a ritenere il bene e a rigettare le falsità, ma questo può essere fatto soltanto se è possibile giudicare, ma se non si può giudicare, allora questa disamina di tutte gli insegnamenti che vengono predicati non può essere fatto, e si cade obbligatoriamente nel fosso della falsità e del peccato che il maligno furbescamente ha fatto scavare davanti a molti credenti dai suoi servitori malvagi.

Fratelli e sorelle nel Signore, noi tutti siamo chiamati a giudicare di ogni cosa, a condizione che lo facciamo solo con giusto giudizio, non basandoci sull’apparenza delle cose, ma sulla realtà dei fatti e per mezzo della Parola di Dio.

Per farvi comprendere bene, voglio farvi degli esempi. Se vediamo un cattolico che si inginocchia davanti ad una statua, prega la statua, prega Maria, i santi e altri, che non sono Dio, allora è idolatra, e possiamo tranquillamente chiamarlo idolatra quel tale, perché lo è realmente. Una volta individuato un idolatra, noi sappiamo che dobbiamo esortarlo a ravvedersi e a credere nell’Evangelo, oltre che ad abbandonare la sua idolatria che è un peccato grave davanti a Dio.

Ancora un esempio, se veniamo a sapere con certezza che un fratello o una sorella sono fornicatori o adulteri, dobbiamo ammonirli, ed esortarli a ravvedersi, ricordando sempre che sta scritto nella Bibbia che con quei tali non dobbiamo neppure mangiare. Poi se non si ravvede, allora va espulso dalla comunità, dalla Chiesa, perché un po’ di lievito fa lievitare tutta la pasta.

Per mettere in pratica tutta la Parola di Dio abbiamo bisogno di fare ricorso al giudizio, al giusto giudizio basato su prove certe e sulla Parola di Dio, ma se il giusto giudizio è tolto via dalla Chiesa, allora si aprono le porte al peccato e alle false dottrine, perché tali cose non possono essere contrastati.

Pertanto, fratelli e sorelle nel Signore, dovete guardarvi da tutti coloro che vi dicono che non bisogna giudicare mai e nessuno, perché costoro vogliono il male della Chiesa e dei santi tutti, quindi ammonitelo e lasciatelo quel tale, che si è sviato dalla verità.

Giuseppe Piredda, salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù.

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