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Ecco, vi presento gli unti di Mammona!

21 gennaio 2015

Ecco, vi presento gli unti di Mammona!

servi-mammonaMammona è la personificazione della ricchezza. Gesù ha insegnato che non si può essere servitori di Dio, ponendo al centro del proprio servizio e del proprio credo le ricchezze, il denaro, il benestare, il vantaggio personale, perché questo soffoca la Parola di Dio nel cuore del credente, infatti nella parabola del seminatore l’inganno delle ricchezze sono considerate delle spine che soffocano le piantine non permettendo alla Parola di Dio di portare frutto.

Il Signore Gesù Cristo un giorno disse queste parole ai farisei che amavano il denaro e servivano Mammona:

«Nessun domestico può servire a due padroni: perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o si atterrà all’uno e sprezzerà l’altro. Voi non potete servire a Dio ed a Mammona. Or i Farisei, che amavano il danaro, udivano tutte queste cose e si facean beffe di lui.» (Luca 16:13,14)

Quando si dice ad un servitore di Mammona che non deve fare le cose del Signore per un vile guadagno monetario, ma solo per amore dei santi e della verità, e che deve avere fiducia in Dio, perché sarà Lui a mettere nel cuore ai fratelli quanto devono donare, questi si prende gioco di te, perché non concepisce tale ragionamento, in quanto non ha fede in Dio e non sa cosa significhi riporre la propria fiducia esclusivamente in Dio. I servi di Mammona ti scherniscono, si mettono a ridere, ti sbeffeggiano, ti fanno passare come uno che vuole loro togliere il pane di bocca, e lo fanno proprio come facevano i farisei con Gesù, come abbiamo letto sopra.

Il servo di Mammona non concepisce il fare qualcosa senza programmarne anticipatamente il ritorno monetario, perché è il denaro il suo obiettivo principale, non l’effetto dell’opera sulla Chiesa, non l’edificazione o la consolazione che ne deve ricevere la Chiesa. Egli fa una cosa per essere retribuito monetariamente, se non c’è retribuzione monetaria o qualche altro interesse personale, non la fa. 

Se chiedono al servo di Mammona di cantare, questi vuole essere retribuito; se lo chiamano per suonare vuole essere retribuito; se gli dicono che non hanno di che dargli ma dovrebbe farlo gratuitamente per amore della Chiesa di Cristo, quel tale inventa mille scuse per non andare. A chi gli promette loro laute ricompense, dicono subito sì, e provvedono ad annullare immediatamente ogni altro impegno.

Il servo di Mammona che scrive libri, li mette in vendita, perché vede in essi il mezzo per acquisire ricchezze. Infatti, il servo di Mammona non capisce perché dopo tanta fatica, non debba chiedere una lauta ricompensa, in fondo, è la rimunerazione del suo lavoro. Già, il suo lavoro.

Per il servo di Mammona è più importante l’incasso di quello che fa, piuttosto che la diffusione del messaggio dell’Evangelo e della edificazione che viene arrecata alla Chiesa. Quindi, adeguerà il suo “prodotto da vendere” a quello che la massa dei fratelli vuole sentire, in modo da assicurarsi il maggior numero di copie vendute, anche a scapito della chiarezza e della purezza dottrinale. In fondo, per lui, quello che conta è ciò che entra, non quello che viene dato.

Se il servo di Mammona viene ripreso perché mette in vendita le cose di Dio, ecco che si scaglia contro il suo censore con scherni e battute, insulti e male parole, giudizi e calunnie, lanciati contro colui che lo ha ripreso. Fino a poco prima di essere ripreso, sbandierava ai quattro venti che non si può giudicare, ma subito dopo si lascia andare ad insulti e giudizi che talvolta neppure si sentono tra i pagani. Ma lui dice che non sono giudizi i suoi, ma sono solo considerazioni e consigli. Lui si sente l’unto di Dio, che non può essere giudicato, ma lui può giudicare e insultare tutti gli altri, a seconda delle necessità. L’unto di Mammona, infatti, non è uguale agli altri, non ha gli stessi doveri che hanno tutti i santi.

Il servo di Mammona affigge fuori dal locale di culto con tanta premura la dicitura che l’entrata nel locale è libera, ma una volta che uno vi entra, deve pagare il biglietto, perché gli passano il cestino davanti alla faccia, e gli fanno uno sguardo fulminante se non mette niente nel cestino. Provate a spiegare con gli occhi a chi vi porge il cestino che questa settimana non avete avuto neppure il necessario per mangiare a casa vostra, e quindi non potete mettere niente nel cestino. Non riuscite a comunicarlo, allora state sbagliando, avete privato l’unto di Mammona di qualcosa che era suo, gliela avete rubata, per lui siete dei ladri. Siete stati fulminati con gli occhi? Ma no, il servo di Mammona dice che quello non è giudicare, egli lo fa per il vostro bene, così non sarete più considerati dei ladri.

Il servo di Mammona in quasi tutte le sue prediche trova il momento per ricordarti, per il tuo bene naturalmente, che devi ancora dargli dei soldi, non hai dato ancora tutto quello che era possibile dargli. La cassa del servo di Mammona piange sempre, non si sa come mai, per lui Iddio ha tantissimo bisogno di soldi, senza il quale non si può rendere un culto a Dio.

Il servitore di Mammona spinge i membri, li convince, li costringe, a comprare o costruire locali di culto, presentando la cosa quasi come la maggiore opera di fede che i credenti di una comunità possono fare, e se c’è chi si oppone, viene tacciato di non avere fede. L’unto di Dio non può stare in un locale in affitto, mentre tanti altri unti e servi di Mammona hanno il loro locale ampio e spazioso di proprietà, così lo si fa sentire inferiore agli altri … “lupi”. Se volete sostenere un lupo, dovete farlo fino in fondo, gli dovete permettere di farsi una tana conveniente per la sua personalità.

Il momento prediletto del culto dal servitore di Mammona è quello in cui deve contare i soldi;  in quel momento appare agli altri come se fosse un leone con la sua preda che si guarda attorno per non farsela rubare; non ti puoi avvicinare in quel momento, quello è il suo momento, il più bello, è tutta la settimana che aspetta quel momento, non puoi rovinarglielo, quindi stagli lontano. Ricordatevi di non mettere monetine nel cestino delle offerte, se no gli fate perdere tempo a contare gli spiccioli. Non glielo avete mai sentite dire queste cose? Se lo ha detto, non siate duri d’orecchi, dategli retta e non fatelo irretire, mettete solo carta, perché questo è quello che gli piace, cosa vuoi che siano le monetine; se sono tante non le possono neppure mettere in tasca, e non sanno dove metterle. Poi li vedete i vostri servitori unti da Mammona andare in banca a depositare “monetine”? Ma per chi lo avete preso il vostro unto di Mammona, non è mica un barbone che deve andare in giro con le monetine.

Il servitore di Mammona visita i ricchi, e disprezza i poveri, perché questi ultimi sono per lui un pericolo, ambiscono alla sua stessa preda, sono suoi concorrenti, e alcuni fratelli sinceri e decisi potrebbero privarlo del denaro, per darlo ai poveri che ne hanno realmente bisogno. Ma no, per gli unti di Mammona questo sarebbe uno spreco, cosa se ne fanno i poveri dei soldi, lo userebbero solo per mangiare, ed è per loro uno spreco.

Il servitore di Mammona, dice ai poveri di non chiedere denaro né a lui né ai membri della sua comunità, ma devono confidare in Dio che troverà loro un lavoro, per non essere d’aggravio a lui e alla Chiesa; ma gli unti di Mammona, che servono il proprio ventre, quando hanno bisogno di denaro lo domandano di continuo alla Chiesa, non danno l’esempio ai poveri con la preghiera a Dio; no, trovano più remunerativo e veloce per loro dirlo alla Chiesa, e con una certa insistenza e premura, perché non devono aspettare molto tempo, loro sono “i servi di Mammona”, non dimenticatelo mai. Come si possono presentare a tavola con gli altri servi di Mammona come loro senza avere il necessario per vantarsi e fare bella figura? Se non possono farlo, la colpa è dei membri che lo seguono, non gli hanno dato abbastanza denaro, e questo li lascia in una situazione di frustrazione e di inferiorità nei confronti di tanti altri unti di Mammona. Portate più rispetto per il vostro unto di Mammona, non fatelo soffrire, dategli quello che vi chiede, di cui ha bisogno, per fare bella figura in mezzo agli altri unti di Mammona.

Il servo di Mammona lo trovi nelle case dei benestanti, mai nelle case dei poveri, in queste ultime case non c’è niente da adocchiare e da domandare, mentre nelle case dei benestanti, possono dire che hanno bisogno di questo e qust’altro, perché loro capiranno di certo, e provvederanno. Ma con i poveri, l’unto di Mammona, quali discorsi può prendere, se sono maledetti da Dio, cosa ci può fare il servo di Mammona in una casa maledetta? Non scherzate con queste cose, il protocollo non lo prevede che il servo di Mammona si debba trovare in una casa di una famiglia povera.

Il servo di Mammona ha una fervida immaginazione, cambia sempre la sua predicazione, affinché non si dica che è ripetitivo e chieda soldi sempre nella stessa maniera, infatti ora ti chiede l’offerta, poi ti chiede le primizie, poi le decime, poi ti ricorda che bisogna pagare la rata del mutuo per la costruzione del locale, poi ci sono i vari servizi da fare, riunioni, incontri, viaggi, e altro ancora; non è la “fantasia” nel domandare denaro che gli manca, ma lo fa solo per il bene dei fratelli, che non devono rimanere attaccati ai soldi, non li devono conservare, non devono farsi un tesoro qui in terra, perché i soldi dei membri servono a farlo fare all’unto di Mammona il tesoro sulla terra. Insomma, non se lo possono fare tutti, e si sa che l’unto di Mammona è diverso dagli altri, è più importante.

Il servo di Mammona non ti dice come ti devi comportare tutti i giorni, al lavoro, a scuola, a casa, con la famiglia, con gli amici, con i fratelli, e non ti presenta Iddio come giusto giudice, che ti punisce se pecchi, no, ti presenta un dio assolutamente e soltanto buono. Strano però, che per gli unti di Mammona la bontà di Dio non sia efficace per quanto riguarda la decima, perché se i membri non gli danno la decima, allora Dio li maledice, li impoverisce, li punisce, non li fa dormire di notte. Insomma, il dio dei servi di Mammona soprassiede al peccato e alla condotta dei fratelli, è tollerante oltremodo, ma è estremamente attento e vendicativo per quanto riguarda la decima. Chi priva l’unto di Mammona della decima commette un peccato che non gli permette di avere comunione con lui, né con Dio, né con i fratelli, perché questo è un peccato gravissimo, si disprezza la grande autorità del servo di Mammona e la sua legittima aspirazione ad entrare in possesso di quello che è potenzialmente suo, ma ancora è in mano dei fratelli. Non rubate, fratelli, non rubate al servo di Mammona, dategli ciò che è suo.

Il servo di Mammona ti fa ridere, ti fa le battute, è estremamente scherzoso durante il culto, durante le agapi, ma assume aria seriosa e grave solo quando si tratta di chiedere denaro, allora lì non si può scherzare, siamo in presenza del momento di adorazione più importante del suo IDOLO.

Il servo di Mammona raccoglie, raccoglie, e raccoglie ancora denaro, ma non chiedetegli di dare denaro ai poveri, perché troverà mille scuse per non dare loro denaro. Sarebbe per lui come aiutare qualcuno a non avere fede, perché se il povero è senza lavoro e non ha di che vivere, è solo perché non ha fede in Dio. Non fate irritare l’unto di Mammona chiedendogli di dare soldi ai poveri, perché sono un peso per la Chiesa, e sapete bene che non si devono mettere pesi sulla Chiesa di Cristo. Che i poveri vadano a Cristo Gesù a farsi dare il necessario, e non fategli notare che Giacomo ha scritto: “Se un fratello o una sorella son nudi e mancanti del cibo quotidiano, e un di voi dice loro: Andatevene in pace, scaldatevi e satollatevi; ma non date loro le cose necessarie al corpo, che giova?” (Giacomo 2:15,16), perché l’unto di Mammona le conosce queste cose, ha ricevuto la rivelazione dello spirito di Mammona, ma voi non avete ancora ricevuto questa rivelazione. Non ve la può spiegare quella rivelazione, perchè voi non la potete capire. Non insistete, l’unto di Mammona ha fatto la scuola biblica, mentre voi non l’avete fatta, quindi voi non potete sapere certe cose. E se avete letto qualcosa sul web che dice il contrario di quello che ha detto il servo di Mammona, allora dovete essere liberati, perché è il diavolo che vi mette contro l’unto di Mammona, e voi ne siete rimasti prigionieri.

Purtoppo così vanno le cose oggi in quasi tutte le chiese ufficializzate e organizzate. Che tristezza.

Nelle Scritture leggiamo queste parole:

«Sanate gl’infermi, risuscitate i morti, mondate i lebbrosi, cacciate i demonî; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.» (Matteo 10:8)

Quindi, fratelli nel Signore, Gesù ci fa sapere che tutti i servitori di Dio devono compiere il loro servizio per la Chiesa gratuitamente, senza mettere un prezzo alla propria opera, senza chiedere denaro in cambio per il loro servizio. I fratelli sanno bene che i ministri di Dio hanno il diritto nell’Evangelo, ma questo non significa che i servitori di Dio possono chiedere denaro, ma hanno solo il diritto di ricevere quanto il Signore mette in cuore ai fratelli di dare loro. Il servitore che domanda denaro alla comunità manifesta di non avere fede in Dio, ma in sè stesso, poiché si confida nella sua forza di chiedere, piuttosto che in Dio che muove i cuori.

Qui sta UNA sostanziale differenza tra i servitori di Dio e i servi di Mammona. Gli unti di Mammona chiedono denaro e si arrabbiano se non gli viene dato. I servi di Dio, invece, si inginocchiano davanti al Signore per presentargli i proprio bisogni, e Gesù Cristo risponde mettendo in cuore ai santi quello che devono dargli, e tutto viene compiuto senza che si suoni la tromba in comunità.

I servi di Mammona di oggi hanno molteplici motivi per cui chiedere denaro in maniera così insistente, infatti hanno case tipografiche, le TV, le RADIO, i gruppi evangelistici, i gruppi musicali, fanno riunioni provinciali, regionali, nazionali, giovanili, le quali hanno bisogno di molto tempo per essere organizzate ed è necessario essere sostenuti con MOLTISSIMO DENARO. Cari fratelli poveri, ora capite perché non è possibile che questi unti di Mammona vi diano le offerte che ricevono? Purtroppo ci sono molte opere loro che aspettano di essere finanziate, e voi siete alla fine di tutta la scala delle priorità. Fratelli poveri, non ve la prendete con me perché vi faccio sapere che siete all’ultimo posto nella Chiesa degli unti di Mammona, provate a chiedere a loro perché vi hanno posto là.

I servi di Mammona quando hanno bisogno di spostarsi da un luogo ad un altro, non intendono una macchina semplice, come una panda o altra macchina di piccola cilindrata, no, i servi di Mammona si devono distinguere, altrimenti che servi di Mammona sono; quindi, per farsi riconoscere come unti di Mammona, vi dovete abituare a vederli in autoveicoli che i poveri fratelli che danno loro la decima non si sognerebbero mai di acquistare, talmente sono costose. Una comunità che ha un servo di Mammona, deve alimentarlo. Da una parte il servo di Mammona non vi dice come dovete comportarvi, né a cosa dovete rinunciare per piacere a Dio, ma d’altro canto vi chiede di pagare il suo silenzio; questi sono i patti che avete fatto, anche tacitamente, quindi non vi lamentate. Il servo di Mammona è fatto così, è proprio il personaggio che lo richiede. Se non vi va bene quel tipo di spettacolo, allora uscite da quel teatro; ma se non uscite da esso, allora imparate anche a non lamentarvi e ad obbedire e assecondare tutti i desideri del vostro unto di Mammona.

Quando i servi di Mammona hanno bisogno di denaro, di molto più denaro, preferiscono non chiederlo in modo diretto, ma fanno moltiplicare gli incontri, per il bene della fratellanza che ne ha tanto bisogno, perché sono certi che questo sarà per loro di grande benedizione, e così, moltiplicandosi gli incontri, moltiplicano anche i passaggi del cestino delle offerte. Le pecore aggravate, malate e stanche, nella maniera spirituale con cui vanno a questi incontri, nella stessa maniera ritornano a casa, con una differenza, il portafoglio è più leggero. Al ritorno da questi incontri, potranno mai dire che non hanno ricevuto niente? No, non possono dire di non aver ricevuto niente, per la vergogna di non sentirsi dire: se non avete ricevuto niente di spirituale, perché ci siete andati e perché ci continuate ad andare? Pertanto, le povere anime semplici preferiscono nascondere il nulla ricevuto, ma così facendo si rendono bugiardi con il prossimo. Se dicono di aver ricevuto qualcosa di spirituale, provate a domandare loro cos’hanno ricevuto concretamente; però mettetevi seduti, comodi e aspettate, perché l’attesa può essere lunga, non per la quantità di cose che hanno da raccontarvi, ma per lo sforzo mnemonico che si trovano a dover fare per inventarsi ALMENO QUALCOSA.

Per queste cose che dico e che scrivo, i servi di Mammona mi giudicano, mi condannano, mi dicono che non ho amore, che non ho mai conosciuto Dio, perché uno che ha conosciuto Dio non parla in questa maniera. Ma costoro dimenticano volontariamente, che proprio questi unti di Mammona sono i primi a MALEDIRE LE PERSONE con la legge di Mosè, con il passo di Malachia, se non danno loro la decima. Insomma, tutta l’opera dell’unto di Mammona, gira intorno al vostro portafoglio. Provate ad andare al culto per due o tre settimane senza portare con voi il portafoglio, e vedrete come vi comincerà a guarda il vostro servo di Mammona.

Non sto esagerando affatto, infatti un unto di Mammona ha osato dire in una predicazione, che il portafoglio è l’apriscatole del cuore di Dio. Come a dire, tu più dai denaro, più il cuore di Dio si apre. Quindi, secondo questo servo di Mammona il cuore di Dio si apre in funzione del denaro che gli viene offerto? Di conseguenza i poveri che non hanno neppure un centesimo da offrire, allora sono condannati? O poveri che seguite i servi di Mammona, siete condannati, perché senza SOLDI non riuscirete mai ad aprire il cuore di Dio per ottenere l’esaudimento della vostra preghiera.

Il servo di Mammona non parla contro il peccato dei membri, li rincuora sempre, ha sempre una frase liberatoria verso i peccatori, li fa stare tranquilli, ricorda sempre loro un passo della Bibbia dove sta scritto che Dio è con i suoi figli e non li abbandona mai. L’unto di Mammona è uno che ha studiato, sa bene che l’uomo che viene tranquillizzato dalle sue paure diventa un donatore migliore, peccato che sia tutta una messinscena, e se ha peccato l’ira di Dio è sopra di lui e non tarderà a venire. Se ad un membro dovesse succedere qualcosa di spiacevole, e non dava la decima all’unto di Mammona, allora questo gli dice subito che gli è accaduto tale disgrazia a causa del fatto che ha rubato la decima al Signore. Invece, se succede qualcosa di spiacevole al servo di Mammona, allora è stato il diavolo che cerca di ostacolare il suo cammino nel servire Iddio. L’unto di Mammona ha studiato come rispondere nelle diverse situazioni, non lo si può cogliere senza parole in certi casi, non pensavate mica di coglierlo in fallo così facilmente? Toglietevelo dalla testa.

Il servo di Mammona è sempre sorridente, perché deve trasmettere serenità, la deve inculcare agli altri, lo deve fare per forza, così da creare un ambiente di persone FALSE che sorridono e che facciano sembrare che tutto va bene, che non ci sono problemi nel gruppo, in modo da attirare altre persone in cerca di felicità; in un tale ambiente, quindi il servo di Mammona non ha riserve nel domandare denaro, se va tutto bene, non ci sono impedimenti. Le pecore toccate in sorte all’unto di Mammona, dopo aver pagato il prezzo del biglietto, per assistere allo spettacolino deprimente di qualche ballerina davanti al pulpito, ad una corale che aspira a registrazioni di ben più di elevato numero di ascolti, e ad una predicazione sull’amore di Dio inverso loro, in qualsiasi condizione di peccato si trovino Dio li ama lo stesso, e dopo aver riso e anche ballato talvolta, se ne va a casa, e si trova con la bocca piena di ghiaia, la mente vuota, e la coscienza pulsante che non lo lascia in pace. Il troppo digiuno della vera Parola di Dio, porta ad uno sfinimento spirituale, alla morte spirituale, da cui col passare del tempo è sempre più difficile uscire per vivere di nuovo. Quindi non rimane che continuare ad ingrassare l’unto di Mammona fino a che non si muore, senza discernere più nulla. Fratello, se stai leggendo questo scritto, significa che ancora la tua situazione non è disperata, significa che ancora la tua coscienza ti parla, quindi vedi di darle ascolto e di scappare dal tuo despota di Mammona, e ritroverai la felicità e la vita per servire ancora con tutto il cuore il Signore Iddio Onnipotente.

Il servo di Mammona ha una particolare specializzazione nel suo insegnamento, è addestrato a trovare i più sofisticati sofismi e ragionamenti filosofici per parlare contro i comandamenti di Dio per annullarli, senza farsene accorgere palesemente. Quando fanno questo, si impegnano notevolmente, perché non è facile nascondere i passi della Bibbia, o leggerli al contrario, o farli capire agli ascoltatori al contrario. Tuttavia, a loro torna comodo il comandamento della decima e del dare denaro, questi non si toccano, devono rimanere ASSOLUTAMENTE LETTERALI. Se no come fanno a ordinare ai santi di dargli i proprio beni, senza servirsi di comandamenti della Bibbia? Quindi, quando l’unto di Mammona ci accusa di non essere convertiti e di non avere amore, perché noi prendiamo i comandamenti di Dio alla lettera, in quanto non vanno presi in quella maniera, ma solo spiritualmente, vuole intendere ad esclusione di quelli che fanno loro introitare le offerte e le decime, questi vanno presi PERFETTAMENTE ALLA LETTERA. Insomma, decidono i servi di Mammona quali sono i comandamenti letterali e quali no, intanto sappiate che hanno già deciso per la decima e le offerte, quelli sono LETTERALI, quelli non potete evitarli, dovete pagare, pagare, pagare, perché è Dio che lo comanda. Un altro comandamento che può tornare loro utile è quello sulla sottomissione ai conduttori, anche questo è da osservare LETTERALMENTE.

Cari nel Signore, ora voglio farvi sapere che le sacre Scritture ci ammaestrano in ogni cosa, e ci fanno anche sapere che le offerte ai conduttori va dato soltanto se lo meritano e se ne sono degni. La decima non va imposta ai santi sotto la grazia, quindi, quella è assolutamente esclusa. Leggendo questo passaggio biblico, voi venite a sapere da Dio che siete obbligati a fare una valutazione e decidere se ritenete sia il caso di dare del vostro denaro al conduttore oppure no. Ecco cosa dice la Parola di Dio, RIPETO, LA PAROLA DI DIO, NON D’UOMO, non è parola mia:

«Gli anziani che tengon bene la presidenza, siano reputati degni di doppio onore, specialmente quelli che faticano nella predicazione e nell’insegnamento; poiché la Scrittura dice: Non metter la museruola al bue che trebbia; e l’operaio è degno della sua mercede.» (1 Timoteo 5:17,18)

Studiate bene quel passo, meditatelo attentamente, perché è anche un passo che possono prendere i servi di Mammona per far valere il loro diritto nell’Evangelo. Questi servi di Mammona si ritengono operai nel campo di Dio, quindi pretendono di avere il diritto a ricevere la loro mercede, cioé i vostri soldi.

Esaminiamo insieme quel passo, lentamente e per intero.

il passo dice: – Gli anziani che tengono bene la presidenza siano reputati degni di doppio onore (doppio onorario), specialmente quelli che faticano nella predicazione –

È implicito in quel passaggio che il credente prima di dare la sua parte di denaro al predicatore deve fare una attenta valutazione sul conduttore e considerare se quel servo di Dio ha tenuto bene la presidenza, se è stato efficace nella predicazione, se si è stati edificati, consolati ed esortati, se ha dato l’esempio e, solo dopo aver considerato tutte queste cose, solo allora si può decidere di dare una parte delle proprie entrate a quel servo; ma se non se lo merita, allora non dovete dargli proprio nulla, NULLA! Ed io ritengo, guardandomi attorno, che siano veramente pochi quelli che sono meritevoli e degni di ricevere denaro, però qualcuno c’è.

il passo continua così: – L’operaio è degno della sua mercede –

Certamente l’operaio che lavora nel campo di Dio ha il diritto di ricevere dalle pecore la sua parte, ma badate bene, c’è quella parola: “DEGNO”, che ci fa riflettere e guasta i piani degli unti di Mammona. Non basta lavorare nel campo di Dio, ma bisogna essere DEGNI, essersi condotti degnamente, aver prodotto frutti degni e aver predicato degnamente TUTTO ciò che concerne il regno di Dio, per poter ricevere la propria parte del lavoro fatto nel campo di Dio. Se il predicatore, l’anziano, il ministro, il conduttore ne è degno, secondo la valutazione di ogni singolo membro, allora ognuno potrà dare quello che si sente di dargli, altrimenti lo si lascia a bocca asciutta, come insegnamento per lui o A CAMBIARE MESTIERE, cosa più verosimile per la maggior parte degli attuali predicatori e conduttori di comunità, o ad impegnarsi maggiormente e portare migliori frutti a sostegno delle proprie pretese salariali.

Sono io diventato vostro nemico per avervi detto queste cose? Sono forse io che vi sto sfruttando e spogliando dei vostri beni? No, fratelli cari, io combatto affinché voi doniate i vostri soldi ai POVERI VERI, e non ai RICCHI. Poi desidero anche che voi siate edificati e consolati, affinché viviate una vita pacifica e serena nel Signore, compiendo la vostra santificazione con timore e tremore. Quindi, cercatevi i poveri a cui dare le vostre offerte, non siate avari, ma cercatevi anche altri predicatori che vi cibino di alimenti che fanno bene all’anima vostra, non di cibi avvelenati e pieni di pietre.

Su Mammona tanto è stato già detto in passato, e tanto ancora ci sarà sempre da dire, perché è un re-dio che in tutte le epoche ha reperito facilmente numerosi servi a lui fedeli, non è mai stato in crisi di vocazioni a servirlo, anzi, c’è sempre stato un sovrannumero e sempre ci sarà.

Fratelli nel Signore, il denaro è vostro, Iddio ve lo ha provveduto attraverso un duro lavoro e sacrificio, imparate a discernere con chi lo potete e lo dovete condividere.

Giuseppe Piredda, vostro fratello nel Signore, salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù.

3 commenti leave one →
  1. Raffaele permalink
    7 settembre 2016 14:34

    Guardate il reverendo martin kadi e ditemi voi

    "Mi piace"

  2. Pinco Palino permalink
    25 marzo 2020 08:05

    La chiesa italiana è avara, vogliono ricevere preghiera, dottrina,consigli, ma non sono disposti a condividere i loro averi con chi li amaestra.
    Tutti gli estremi sono sbagliati, ma non c’è raccolta senza semina.

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  3. 29 marzo 2020 15:35

    Bisogna dare, bisogna guardarsi da ogni avarizia, e bisogna dare ai poveri, ai veri poveri, non ai coccodrilli già pieni. Inoltre è Dio che mette in cuore di dare, se non danno, significa che Dio non glielo ha messo in cuore.

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