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Riflessioni sul velo

16 febbraio 2015

Riflessioni sul velo

Si parla tanto sul velo sul capo della donna, ma non bisogna dimenticarsi che il comandamento incombe anche sull’uomo, al quale è imposto di pregare o profetizzare senza avere il capo coperto.

In questo mio scritto voglio soffermarmi su quei passaggi biblici dell’apostolo Paolo, che ha scritto a corollario del comandamento del velo, affinché consideriamo se tale ordine fu dato da Dio solo ai Corinzi oppure è valido per tutte le chiese di tutte le nazioni e per tutte le epoche.

PRIMA RIFLESSIONE

«Or io vi lodo perché vi ricordate di me in ogni cosa, e ritenete i miei INSEGNAMENTI quali ve li ho trasmessi.» (1 Corinzi 11:2)

L’apostolo Paolo ha trasmesso degli insegnamenti (plurale, quindi più di uno e non si riferisce solo al velo) ai Corinzi, e Paolo li lodava perché appunto li ritenevano nel loro cuore e li osservavano.

Taluni vogliono annullare il comandamento del velo dicendo che la parola greca con cui nel passo che abbiamo letto la parola “insegnamenti” si può anche riferire a TRADIZIONI (USANZE).

Ma leggiamo in altri due punti in cui la Scrittura in italiano traduce la stessa parola, per comprendere il senso preciso di tale parola che viene usata da Paolo.

«Così dunque, fratelli, state saldi e ritenete gli insegnamenti che vi abbiam trasmessi sia con la parola, sia con una nostra epistola.» (2 Tessalonicesi 2:15)
«Or, fratelli, noi v’ordiniamo nel nome del Signor nostro Gesù Cristo che vi ritiriate da ogni fratello che si conduce disordinatamente e non secondo l’insegnamento che avete ricevuto da noi.» (2 Tessalonicesi 3:6)

Se si vuole annullare il comandamento del velo con il pretesto che è una usanza, una tradizione e non un comandamento di Dio, allora dobbiamo cercare anche le altre tradizioni che Paolo ha qui citato ai Tessalonicesi, perché ha usato la stessa parola che ha usato ai Corinzi, cosicchè i credenti non le osservino, perché sono cose inutili da osservare. Ma questo farebbe scaturire una baraonda, una caccia a dottrine e obblighi che sarebbero lasciati all’arbitrarietà di ciascun predicatore, portando notevole confusione nelle Chiese e i falsi dottori avrebbero con ciò facile presa sulle pecore del Signore. Quindi, non è assolutamente possibile che le cose siano come dicono costoro che vogliono annullare il comandamento del velo, perché ciò creerebbe solo una gran confusione, e Dio è ordine, NON è  CONFUSIONE.

Poi, come mai Paolo dice che bisogna ritirarsi da tutti coloro che non osservano tali INSEGNAMENTI (TRADIZIONI) che i tessalonicesi hanno ricevuto da Paolo? Se Paolo sapeva che non erano comandamenti obbligatori, allora non poteva scrivere e ordinare che bisognava ritirarsi da coloro che non si attenevano a tali tradizioni (insegnamenti).

Tutto rientra nella normalità e nell’ordine, se si accetta, si crede e si obbedisce al comandamento del velo, così com’è scritto, senza aggiungere nulla e senza togliere nulla. Come anche per altre dottrine, nel caso in cui si vogliano annullare, si aprono delle voragini in altre dottrine, creando solo una gran confusione.

SECONDA RIFLESSIONE

«Ma io voglio che sappiate che il capo d’ogni uomo è Cristo, che il capo della donna è l’uomo, e che il capo di Cristo è Dio.» (1 Corinzi 11:3)

Nell’introduzione al comandamento del velo, l’apostolo Paolo scrive tali parole, che noi dobbiamo per forza di cose considerare, anche dal punto di vista di coloro che non vogliono accettare il velo, e dobbiamo domandarci: “questa introduzione di Paolo è valida per tutti i santi e per tutte le epoche, o solo per i Corinzi?”

Domandiamoci se il capo di Cristo è Dio ancora oggi? Se il capo dell’uomo è Cristo ancora oggi? E se il capo della donna è l’uomo ancora oggi? Se tali cose sono ancora valide per oggi e per tutti, allora si comprende che anche quello che segue delle parole di Paolo, sul velo appunto, sono da ritenersi dirette a tutti e non solo ai Corinzi di quella epoca.

La difficoltà di taluni si focalizza sul fatto che l’uomo è il capo della donna, perché è per questo che molti ribelli tentano e si sforzano di annullare, nascondere e disprezzare il comandamento del velo, il quale ricorda sempre a tutti ogni qualvolta appare sul capo di una donna, che l’uomo è l’autorità della donna e la donna, quindi, deve stare soggetta ad esso.

Paolo scrive:

«..ma ogni donna che prega o profetizza senz’avere il capo coperto da un velo, fa disonore al suo capo, perché è lo stesso che se fosse rasa.» (1 Corinzi 11:5)

L’apostolo dei gentili, nel rappresentare la conseguenza che ne consegue per la donna nel non usare un velo sul capo quando prega o prefetizza, dice appunto che la donna DISONORA il suo capo, che è l’uomo, e quindi l’introduzione di Paolo, di cui abbiamo parlato in precedenza, è servita appunto per completare l’insegnamento sul velo e i vari passaggi biblici sono uniti  in maniera inscindibile l’uno dall’altro. Pertanto, se si annullano certi passi del comandamento sul velo, allora per forza di cose si ANNULLA anche l’introduzione, e di conseguenza non solo l’uomo non risulterebbe più il capo della donna, ma neppure Cristo risulterebbe il capo dell’uomo, né Dio Padre sarebbe il capo di Cristo.

I passi sono tutti intrecciati, come degli anelli di una catena, di conseguenza nel rompere un anello, si rompe e si rende inservibile tutta la catena.

Fratelli e sorelle nel Signore, le cose sono molto semplici, sono esattamente come sta scritto, e cioé che la donna deve pregare col velo in testa, e l’uomo deve pregare con la testa scoperta; è tutto qui, non ci sono complicazioni e altre cose da considerare per annullare tale semplice comandamento.

Purtroppo, ci sono coloro che le cose semplici della Bibbia le fanno diventare difficili, le fanno diventare incomprensibili, mandano in crisi e in difficoltà i fratelli che leggono la Bibbia in modo semplice, e così fanno capire loro che non è sufficiente leggere solo la Bibbia da sola, ma si devono anche leggere tanti altri libri, di cultura del tempo, delle tradizioni, etc., escludendo così la possibilità che ognuno capisca da solo come stanno le cose studiando a casa la Bibbia da soli.

Non vi diranno esattamente le cose come ve le sto prospettando io, ma la conseguenza è esattamente questa: con il loro parlare di cose che non sono scritte e che annullano i comandamenti di Dio, allontanano i semplici fratelli dallo studiare le sacre Scritture da soli a casa, per farli dipendere esclusivamente dalle loro parole, e per non essere in grado di discernere da soli se costoro insegnano cose corrette o sbagliate dal punto di vista biblico.

Per chiarire questo aspetto della questione che è il punto più importante di tutti, cioé che ogni fratello o sorella ha il dovere di studiare le Scritture a casa sua e di credere a quello che legge, senza l’ausilio di commentari o di altri libri e note che confondono solo la testa di chi li legge, per questo motivo, dico, metto davanti a voi queste parole di Paolo:

«Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile ad insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, affinché l’uomo di Dio sia compiuto, appieno fornito per ogni opera buona.» (2 Timoteo 3:16,17)

Cari nel Signore, ricordatelo a memoria questo passo, perché se lo depositate nel vostro cuore e lo avrete sempre presente nella vostra mente, vi sarà utile molte volte, perché esso ci fa capire che le Scritture sono sufficienti da sole per insegnarci tutto ciò che ci è utile e per renderci credenti compiuti davanti a Dio, e pronti a compiere ogni buona opera. E nel contempo, guardatevi da coloro che vi dicono che alle sacre Scritture bisogna aggiungere certe altre conoscenze, che altro non è che sapienza umana, carnale, diabolica, per mezzo delle quali vi fanno DUBITARE di quello che sta scritto nella Bibbia.

TERZA RIFLESSIONE

«Perciò la donna deve, a motivo degli angeli, aver sul capo un segno dell’autorità da cui dipende.» (1 Corinzi 11:10)

Qui l’apostolo Paolo fa questa deduzione conclusiva, e lo fa collegandosi all’introduzione generale iniziale e valida per tutte le Chiese e per tutti i tempi. Dice che la donna deve portare sul capo un segno dell’autorità da cui dipende, e dall’introduzione di cui abbiamo argomentato precedentemente, sappiamo che questa autorità per la donna è l’uomo. Dice anche, in questo passaggio biblico, che la donna DEVE portare il velo, usando una forma verbale IMPERATIVA, perché appunto è un ORDINE e non una cosa facoltativa che la donna si metta un velo sulla testa quando prega o profetizza.

Inoltre, dice anche che lo deve fare a motivo degli angeli. A questo proposito, bisogna domandarsi se gli angeli c’erano solo per le donne di Corinto o ci sono attorno ai santi anche oggi e in tutti i luoghi? Anche ciò dà al comandamento sul velo un tono generale, che non porta certo a far capire che il comandamento del velo è ristretto ai Corinzi.

Sorelle nel Signore, non date retta ai cianciatori e ai seduttori di menti, che si applicano a studiare in tutte le maniere possibili come possano riuscire ad annullare i comandamenti di Dio che sono scritti nella Bibbia. Lo spirito farisaico che ancora vive in alcuni, si manifesta appunto in questo modo, cioé come facevano ai tempi di Gesù, ancora oggi cercano di annullare i comandamenti di Dio per sostituirli con le loro chiacchiere inutili che non giovano a nulla. Le persone che danno rettta a questi cianciatori, si rendono schiavi di costoro e diventano ribelli nei confronti di Dio, e ne dovranno, a suo tempo, pagare le conseguenze, per il fatto che in tal modo DISPREZZANO la Parola dell’Iddio vivente e vero.

Sorelle nel Signore, ricordatevi che oggi tutti gli uomini subiscono la morte e le malattie a causa del fatto che Eva ed Adamo mangiarono un semplice frutto. La gravità di ciò non sta nel fatto che hanno mangiato un frutto, ma che hanno disubbidito a Dio, disprezzando quello che l’Eterno ha comandato. Quindi, badate a voi stessi, e guardatevi dagli uomini corrotti che vogliono sedurvi per trascinarvi a trasgredire i comandamenti di Dio.

Quindi, sorelle nel Signore, vi esorto nell’amore del Signore, e secondo quanto è scritto nella Bibbia, pregate con il velo, anche quando siete da sole, a casa vostra, perché ACCANTO a voi ci sono gli angeli che vi proteggono e vi guardano, ed è per questo motivo che Paolo ha detto di usare il velo sul capo quando si prega o profetizza.

Sorelle, riflettete su questo passo, che dimostra ancora una volta che gli ANGELI CI GUARDANO:

«Poiché io stimo che Dio abbia messi in mostra noi, gli apostoli, ultimi fra tutti, come uomini condannati a morte; poiché SIAMO DIVENUTI UNO SPETTACOLO al mondo, e AGLI ANGELI, e agli uomini.» (1 Corinzi 4:9)

QUARTA RIFLESSIONE

«La natura stessa non v’insegna ella che se l’uomo porta la chioma, ciò è per lui un disonore?
Mentre se una donna porta la chioma, ciò è per lei un onore; perché la chioma le è data a guisa di velo.» (1 Corinzi 11:14,15)

Ora, leggendo tali parole la domanda che ci dobbiamo porre è questa: “ma quello che cita Paolo della natura a riguardo dell’uomo e della donna, è ancora per oggi e per tutte le nazioni, o riguardava solo i Corinzi?”

Se il comandamento del velo fosse insegnato da Paolo solo per i Corinzi, sarebbe strano che egli abbia citato tante cose che non riguardano solo i Corinzi, ma bensì tutti i santi.

Infatti, ancora oggi noi tutti riteniamo che i capelli lunghi portati da un uomo lo disonorano, e se la donna porta i capelli corti sono per lei un disonore. Chi afferma il contrario, è solo per contenzione, per andare contro all’ordine stabilito da Dio, e non certo per piacere a Dio o perché da Lui ha ricevuto tale rivelazione.

Inoltre, questo passo se lo si legge con leggerezza e con occhi impuri, che vogliono annullare per forza il comandamento di Dio, si presta ad essere mal interpretato. Ma la soluzione non è difficile, ma è facilmente comprensibile a tutti quegli uomini e donne che hanno una buona coscienza.

Quando Paolo dice che secondo la natura la donna porta la chioma e ciò le è dato a GUISA di velo, non vuole intendere che la chioma sostituisce il velo, ma sta soltanto citando una cosa naturale da tutti riconosciuta tale, per far capire che la donna deve, considerato che è differente dall’uomo, portare anche sulla propria chioma un velo quando prega o profetizza che la distingue dall’uomo. Se Paolo avesse creduto che la chioma sostituisse il velo, non avrebbe imposto il velo, ma avrebbe parlato chiaramente del fatto che la donna deve portare i capelli lunghi e ciò sarebbe bastato.

A guisa di velo, non vuol dire che la chioma è il velo, ma vuole dire che la natura stessa mostra che la donna è la gloria dell’uomo e si differenzia da esso perché portando la chioma è per lei un onore, a differenza dell’uomo che per lui la chioma è un disonore.

Coloro che dicono, forzando il significato di quel passo, che la chioma è data alla donna in sostituzione del velo, è come se dicessero che il diavolo è realmente un leone, secondo quanto è scritto:

«Siate sobrî, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno a GUISA di leon ruggente cercando chi possa divorare.» (1 Pietro 5:8)

È chiaro che in quel passo non si deve intendere che il diavolo è un leone, ma che è SIMILE ad un leone, e nella stessa maniera bisogna intendere della chioma della donna, che la natura le ha dato, come similitudine con il velo, ma non in sostituzione di esso.

QUINTA RIFLESSIONE

«Se poi ad alcuno piace d’esser contenzioso, noi non abbiamo tale usanza; e neppur le chiese di Dio.» (1 Corinzi 11:16)

Coloro che contrastano il comandamento del velo, si appigliano a questo passo, interpretandolo come se in esso Paolo voglia far capire che le chiese di Dio non hanno l’usanza di usare il velo.

Ma costoro sono insensati, perché se così fosse, allora ci dovremmo domandare come mai Paolo ha speso prima tante parole per imporre il velo alle donne, e poi annulla tutto il suo discorso dicendo che non è usanza nelle chiese di Dio.

Anche in qusto passo, il significato è sempre quello letterale, il più semplice e vuole dire che, siccome sapeva che c’erano allora, come anche ci sono oggi molti CONTENZIOSI, nel senso che contendono con la Parola di Dio e con coloro che insegnano la sana dottrina, e che le chiese di Dio non devono avere l’usanza DI CONTENDERE e di contrastare ciò che è insegnato nella Parola di Dio. Il contesto ci fa capire il senso, che non è riferito ad altro.

CONCLUSIONE

Il mondo che lotta continuamente per fare in modo che la donna sia pari all’uomo, fa pressione continuamente all’interno delle Chiese cristiane, e in prima linea troviamo i massoni, che purtroppo ormai è provato che si trovano anche nella dirigenza delle denominazioni e nei pulpiti, quindi spingono nella Chiesa per annullare quei comandamenti che sono contrari ai principi da loro ritenuti di uguaglianza tra generi.

Fratelli nel Signore, considerate questa domanda dell’apostolo Paolo:

«Giudicatene voi stessi: È egli conveniente che una donna preghi Iddio senz’esser velata?» (1 Corinzi 11:13)

Già il fatto che Paolo fa questa domanda, ci fa comprendere che questo comandamento è importante per lui e quindi per lo Spirito santo che lo ha ispirato a scrivere queste parole.

Abbiamo letto che la donna che prega senza avere il capo coperto FA DISONORE AL SUO CAPO, quindi è una cosa CONVENIENTE davanti a Dio che una donna preghi con il capo SCOPERTO? Giudicate da voi stessi, fratelli, che siete intelligenti.

Certo, non è solo il comandamento del velo da cui può dipendere la salvezza finale di una donna o di un uomo, tuttavia ciò ci serve per comprendere quanto una donna sia sottomessa alle leggi di Dio, e se ha, quindi, un cuore ribelle.

Eh sì, il velo ci fa capire tante cose, sorelle, ci fa capire cos’avete dentro il vostro cuore, come pure il parlare, mostra quello che uno ha nel cuore, secondo quanto è scritto:

«L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore reca fuori il bene; e l’uomo malvagio, dal malvagio tesoro reca fuori il male; poiché dall’abbondanza del cuore parla la sua bocca.» (Luca 6:45)

Per concludere, vi ricordo anche queste parole di Gesù, che certamente ci aiutano ad inquadrare anche questo comandamento minimo sul velo nella maniera corretta:

«Chi è fedele nelle cose minime, è pur fedele nelle grandi; e chi è ingiusto nelle cose minime, è pure ingiusto nelle grandi.» (Luca 16:10)

Il credente, il vero discepolo di Cristo Gesù, deve caratterizzarsi dal fatto che considera la Parola di Dio e i suoi comandamenti in maniera molto attenta e profonda, non deve essere superficiale nella conoscenza e neppure nel mettere in pratica la Parola di Dio.

So bene che anche se si moltiplicano i ragionamenti, chi non ha le orecchie da Dio non può intendere, tuttavia nutro dentro di me la speranza che coloro che sono ancora indecisi a riguardo del velo, ricevano da questo e da altri studi, degli spunti che possano spingerli a credere che la donna deve pregare con il capo coperto, mentre l’uomo deve pregare con il capo scoperto.

A Dio, che siede sul trono, siano la gloria, l’onore e la lode, nei secoli dei secoli. Amen.

Giuseppe Piredda, salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù.

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