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I cessazionisti o antipentecostali, c’erano già ai giorni di Ireneo di Lione

12 aprile 2015

I cessazionisti o antipentecostali, c’erano già ai giorni di Ireneo di Lione (Smirne, 130 – Lione, 202)

colomba bianca

Una colomba bianca

Nel suo famoso libro «Contro le eresie», Ireneo (ca. 130 – 200 dopo Cristo), vescovo di Lione, ci fa sapere che ai suoi giorni esistevano taluni che rigettavano la promessa del Padre (cioè il dono dello Spirito Santo che è il battesimo con lo Spirito Santo con l’evidenza del parlare in altra lingua) e il dono di profezia. Ascoltate cosa dice:

«Altri invece – per rigettare il dono dello Spirito sparso negli ultimi tempi sul genere umano, secondo il beneplacito del Padre – non ammettono quella forma del Vangelo che è ‘secondo Giovanni’, nella quale il Signore ha promesso di inviare il Paraclito. Ma facendo così, respingono allo stesso tempo sia il Vangelo, sia lo Spirito profetico. Essi sono davvero sfortunati: sostengono che ci sono dei falsi profeti, e ne prendono pretesto per respingere dalla Chiesa la grazia profetica, comportandosi come coloro che, per il fatto che esistono persone ipocrite, si astengono da ogni forma di relazione con i fratelli. Ci sembra chiaro perché tali uomini non accettano più l’apostolo Paolo: perché nell’Epistola ai corinzi egli ha parlato con precisione di carismi profetici, e conosceva degli uomini e delle donne che profetizzavano nella Chiesa. Per tutto ciò dunque, queste genti peccano contro lo Spirito di Dio, cadendo così in un peccato che non può essere perdonato» (Ireneo, Contro le eresie, Libro III, 13,9).

Leggendo queste sue parole, non ho potuto non fare un paragone con coloro che oggi – a distanza di oltre 1800 anni – si comportano in maniera molto simile se non uguale:

  • – prendono come pretesto che esistono falsi battesimi con lo Spirito Santo per rigettare il battesimo con lo Spirito Santo;
  • – prendono come pretesto che esistono false lingue, per rigettare il parlare in altra lingua;
  • – prendono come pretesto che esistono false profezie, per rigettare il dono di profezia;
  • – prendono come pretesto che esistono false guarigioni e falsi miracoli, per rigettare i doni di guarigioni e il dono di potenza di operare miracoli e così via.

Niente di nuovo dunque sotto il sole. Ciò che è, è già stato prima

Chi ha orecchi da udire, oda

[Dalla bacheca facebook di Giacinto Butindaro]


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