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Ombra della Massoneria sulle A.D.I.: 41) Sulla tolleranza

10 maggio 2015

Ombra della Massoneria sulle A.D.I.: 41) Sulla tolleranza

a) In nome del libero arbitrio nessuno ha il diritto di interferire in alcuna maniera nel credo che professa il suo prossimo

b) La libertà secondo la Massoneria

c) Gesù Cristo era contro la cosiddetta libertà religiosa e di pensiero

d) La libertà in Cristo sotto attacco delle ADI

a) In nome del libero arbitrio nessuno ha il diritto di interferire in alcuna maniera nel credo che professa il suo prossimo

Quelle che state per leggere sono parole uscite dal cuore malvagio di Albert Pike, massone del 33°, il sommo pontefice della Massoneria universale, che oltretutto era anche un incallito praticante di magia nera e un Satanista (cfr. Peter Haining, Maghi e magia, Edizioni Mediterranee, 1977, pag. 61), cioè devoto di colui che dai massoni è chiamato Lucifero (che considerano il portatore della luce massonica), come lo sono d’altronde tutti coloro che hanno raggiunto il 33° del Rito Scozzese Antico ed Accettato come Albert Pike (nella foto – oltre al suo aspetto diabolico, notate il ciondolo che ha davanti che è il simbolo di Baphomet).

albert-pike

Albert Pike

Sono parole che concernono la tolleranza in relazione al decimo grado massonico del Rito Scozzese Antico ed Accettato tratte dal suo diabolico libro Morals and Dogma, un libro scritto sotto la guida del diavolo, che vi ricordo è ‘la Bibbia’ dei Massoni in qualsiasi parte del globo si trovano.

Dice Albert Pike: ‘I compiti assunti da questo grado sono la tesaurizzazione di quelli del grado precedente. In esso sono insegnate la Tolleranza e la Liberalità contro il Fanatismo e la Persecuzione, così in politica come in religione; vi si insegna a difendere Senso civico, Cultura e Illuminazione contro l’errore, la barbarie, l’ignoranza. [….] Tolleranza, in accordo col fatto che ogni altro uomo ha diritto alle proprie opinioni ed alla propria fede come noi alle nostre; Liberalità, considerando che non vi è alcun essere umano in grado di dire con certezza, nel groviglio e nel conflitto di diverse fedi e credenze, che cosa è vero, o di affermare con sicurezza di essere in possesso di qualche verità. Perciò ognuno deve concedere che altri, ugualmente onesti e sinceri con se stessi, abbiano opinioni contrarie alle sue e siano in possesso della verità. Ognuno dovrebbe comprendere perciò che qualsiasi cosa un uomo creda fermamente e con coscienza, quello è vero, per lui; questo modo di vedere è mortale nemico del Fanatismo, per cui si perseguita in nome di una credenza, si iniziano crociate contro qualsiasi idea che, nella propria pretesa santità, si consideri contraria alla legge di Dio e alla verità di un dogma. Senso civico, Cultura e Illuminazione sono i mezzi più sicuri con i quali il fanatismo e l’intolleranza possono vanificarsi. Nessun vero Massone si compiace con autentico convincimento e con ardente zelo della causa che uno crede essere assolutamente vera e giusta. Al contrario deve risolutamente negare il diritto, a ogni uomo, di assumersi le prerogative della Divinità e di condannare l’altrui fede e religione come meritevoli di punizione perché eretiche. Egli non può approvare la linea di condotta di coloro che mettono a repentaglio la pace e la quiete di grandi nazioni e i giusti interessi della popolazione, indulgendo in chimeriche e immaginarie visioni filantropiche, un lusso che consiste per lo più nello stringere il proprio mantello a sé per evitare il contatto con i propri simili e per proclamarsi più santi degli altri. Il vero Massone sa, infatti, che queste follie sono spesso più pericolose dell’ambizione dei re; e che questa intolleranza e questa bigotteria hanno recato all’umanità disastri infinitamente maggiori dell’ignoranza e dell’errore. [….] L’uomo non ha mai avuto il diritto di usurpare prerogative divine (che Dio stesso trascura di esercitare) e di condannare e punire altri per la loro fede. […] Il luogo di nascita e l’educazione ci danno la nostra fede. Pochi credono in una religione perché hanno esaminato le evidenze della sua autenticità e quindi emesso su di essa un giudizio formale, dopo avere soppesato tutte le testimonianze. Non un uomo su diecimila sa alcunché sulle prove della sua fede. L’uomo crede a ciò che gli viene insegnato e i più fanatici sono proprio coloro che cercano meno degli altri di stabilire delle evidenze su cui basare il proprio credo. Fatti e testimonianze non sono, se non rarissime volte, base e sostegno della fede. E’ una legge imperativa dell’economia divina, inderogabile e inflessibile come Dio, che l’uomo debba accettare senza domande la fede di coloro tra i quali egli è nato e cresciuto. La fede, fatta così parte della natura umana, resiste a tutte le contrarie evidenze e l’uomo negherebbe l’evidenza dei propri sensi piuttosto che sconvolgere la fede religiosa che è cresciuta in lui, carne della sua carne e sangue del suo sangue. Ciò che è vero per me non è vero per un altro. Gli stessi argomenti, le stesse evidenze di fatto che convincono uno possono non importare nulla per un altro. La differenza sta nella natura dell’uomo. Nessun uomo è autorizzato ad asserire con certezza che egli è nel giusto, dove altri uomini, ugualmente intelligenti ed ugualmente ben informati, tendono all’opposta convinzione. Ciascuno pensa che è impossibile che l’altro sia sincero, e ciascuno per questo è in errore. ‘Che cosa è la verità?’ E’ una profonda domanda, la più suggestiva mai posta ad un uomo. Molte credenze religiose di epoche più o meno lontane sembrano incomprensibili. Esse ci colpiscono per il modo diverso di concepire l’anima umana, quella cosa misteriosa che è sempre più misteriosa man mano che la indaghiamo. Qui c’è un uomo a me superiore per intelletto e capacità d’apprendimento, eppure egli sinceramente crede in ciò che a me pare tanto assurdo da non meritare neppure d’essere confutato; e io non posso concepire, e sinceramente neppure credere, che egli sia sano di mente e onesto. Ma egli lo è. La sua ragione è perfetta, come la mia, ed egli è onesto, come me. Allo stesso modo i nostri sogni sono realtà mentre li sogniamo; poi, una volta passati, non sono più irreali di quanto lo sia quel che noi facevamo dormendo. Perciò nessun uomo può dire di avere un sicuro possesso della verità come di un bene terreno. Quando più uomini sostengono opinioni diametralmente opposte e ciascuno di loro è onesto, chi dei due potrà dire di essere nel vero? Noi non sappiamo che cosa sia la verità. Il fatto che noi crediamo fermamente che la nostra fede sia vera non dimostra assolutamente nulla, anzi a questo punto comincia a tormentarci il dubbio. Nessun uomo è artefice della sua fede religiosa, ma solo della sua onestà. Perciò nessuno ha, né mai ha avuto il diritto di perseguitare un altro per la sua fede, non potendo esistere due situazioni contrarie sulla base di un identico diritto: come il persecutore agisce, convinto che la fede dell’altro sia erronea, così agirà il perseguitato non appena avrà la forza di reagire; il secondo ha, per la stessa ragione, ugual diritto di perseguitare il primo. Il vero ci si presenta conforme ai nostri pregiudizi e preconcetti, che sono vecchi come noi, e forti quasi di forza divina. [….] Non obbedisce veramente alla Massoneria chi si limita a tollerare coloro le cui opinioni in materia religiosa sono opposte alle sue. Le opinioni di ogni uomo sono sua privata proprietà e tutti gli uomini hanno uguale diritto a mantenere ciascuno le sue. Tollerare soltanto, cioè sopportare un’opposta fede, è come considerarla eretica e asserire il diritto a perseguitarla, se volessimo, e a proclamare la nostra tolleranza come merito esclusivamente nostro. Il credo massonico va ben oltre. Nessun uomo, esso insegna, ha alcun diritto, in alcun modo concesso, di interferire con il credo religioso altrui. Insegna che ogni uomo è assoluto padrone della sua fede, che la fede è cosa assolutamente indipendente da questo o quel credo religioso e che, se ci fosse mai un qualche diritto di persecuzione, esso sarebbe mutuo, perché l’una fazione ha sempre lo stesso diritto dell’altra a erigersi come giudice del proprio caso; e Dio è l’unico magistrato che può giustamente decidere tra loro. A questo grande Giudice la Massoneria demanda la questione e, aprendo le porte dei suoi Templi, invita ad entrare e a vivere in pace e in armonia, protestanti, cattolici, ebrei, mussulmani. Essa accoglie ogni uomo che voglia condurre una vita veramente virtuosa e morale, amare i suoi fratelli, aiutare il malato e il povero, e credere nell’unico, onnipotente, onnisciente, onnipresente Dio, architetto, creatore e conservatore di tutte le cose, per la cui universale legge di armonia sempre gira su questo universo il vasto, infinito circolo della vita e della morte, al cui ineffabile nome vogliamo noi tutti veri Massoni rendere un omaggio dei più profondi, per le cui mille grazie riversate su di noi sentiamo gratitudine, ora, poi e per sempre! Noi possiamo bene essere tolleranti con altri credo, perché in ogni fede vi sono eccellenti precetti morali’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 2, pag. 91-92, 95-98 – 10° Cavaliere Eletto dei Quindici).

Come potete vedere, Pike ci tiene a sottolineare in diverse maniere come nessun uomo ha il diritto di dichiarare un altro uomo sotto la condanna di Dio e neppure di confutare un altro uomo per il suo credo, in quanto quello che è verità per me può non esserlo per il mio interlocutore, che però ha lo stesso diritto di sostenere quello che crede perché siamo tutto uguali. E quindi io non posso dire che lui ha torto e io sono nella verità, e cercare di convincerlo dell’erroneità del suo credo, perché la verità è relativa e non assoluta, e nessuno può dire di averla. Come dice Pike ai suoi fratelli massoni, ma in un altro capitolo del suo Morals and Dogma: ‘Non dobbiamo sottovalutare l’importanza di ogni Verità. Non dobbiamo pronunciare parole che offendano il sentimento religioso di chi ascolta, qualunque sia la sua fede. Non diciamo al musulmano che l’importante è credere che esista un solo Dio, ma che non è assolutamente necessario credere che Maometto sia stato il suo profeta. Non diciamo all’ebreo che il Messia che egli aspetta è già nato a Bethlehem circa duemila anni fa; e che è un eretico perché non ci crede’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 3 pag. 155 – 26° Il Principe della Carità). Da qui il discorso sulla tolleranza che bisogna avere verso chi la pensa diversamente da noi, perché egli è sincero in quello che professa. E poi nessuno ha il diritto di interferire in alcuna maniera nel credo che professa il suo prossimo, perché ogni uomo è assolutamente proprietario sul suo proprio credo, e poi in ogni credo ci sono dei precetti morali eccellenti, quindi non si possono condannare i credi degli altri uomini diversi dal nostro. Altra cosa che Pike ci tiene a dire è che quelli che ritengono di avere la verità e cercano di dimostrare agli altri che essi sbagliano, sono fanatici e intolleranti, e quindi costoro hanno bisogno di ‘cultura, senso civico e illuminazione’ che sono i mezzi più sicuri per rendere impotenti sia il fanatismo che l’intolleranza. Quindi i veri Massoni sono tenuti a opporsi ai fanatici e agli intolleranti in campo religioso, in cima alla lista dei quali ci siamo proprio noi che accettiamo la Scrittura come l’unica Parola di Dio, e che la consideriamo, come essa è veramente, LA VERITA’. Henry C. Clausen, il Gran Comandante Sovrano della Massoneria dell’Antico ed Accettato Rito Scozzese della Giurisdizione del sud degli Stati Uniti dal 1969 al 1985, ha affermato per esempio: ‘Perciò la Massoneria deve guardarsi dai nemici ostinati e implacabili che oggi ha la Libera Muratoria, spinti da ignoranza, fanatismo, intolleranza e da schiavitù mentale e spirituale. Essi combattono i principi massonici delle libertà costituzionali, del vivere illuminato e dei diritti naturali dei popoli. […] La libera Massoneria non teme, né avversa, alcuna setta religiosa o partito politico, ma cerca di salvaguardare l’umanità dall’intolleranza’ (Sommario e Commento di Henry C. Clausen, in Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 2, pag. 107 – 10° Cavaliere Eletto dei Quindici).

E purtroppo nelle ADI si è insinuato proprio questo sentimento massonico sulla tolleranza, infatti i pastori ADI esortano i membri delle Chiese a non condannare gli insegnamenti eretici delle sette e delle religioni, esattamente come fanno i Maestri nelle logge verso i loro fratelli massoni in quanto hanno ricevuto questo ordine: ‘Invitateli a rispettare tutte le forme di culto, a tollerare ogni opinione politica e religiosa, a non biasimare, e ancora meno a condannare, le opinioni altrui, a non cercare di fare accoliti ….’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 3, pag. 30 – 20° Venerabile Gran Maestro ‘Ad Vitam’).

Ecco la prova di quanto da me affermato. Molti anni fa le ADI hanno pubblicato un Manuale per le Scuole Domenicali che si intitola ‘Culti e Sette’. In esso vengono confutati sia pur molto brevemente e sommariamente gli insegnamenti dei Mormoni, degli Avventisti del Settimo Giorno, dei Testimoni di Geova, della Scienza Cristiana, della Chiesa di Dio Universale, della Scuola Cristianesimo ‘Unità’, del Branhamismo, di Culti Orientali, e di Movimenti e Culti Minori, del Cattolicesimo Romano, e della Teologia storico-critica. Ma nel primo capitolo che si intitola ‘I caratteri generali delle sette e dei culti’, viene detto tra le altre cose questo: ‘In questo manuale non c’è alcuna intenzione di disprezzare i gruppi che chiamiamo culti o sette. Usiamo queste parole soltanto perché non ne possiamo trovare di migliori e perché, nella terminologia religiosa corrente, la maggioranza dei movimenti che considereremo sono così designati. Né intendiamo attaccare personalmente qualcuno. Sia l’autore sia i redattori riconoscono, e rispettano, le aspirazioni religiose dell’uomo, che hanno prodotto in tutta sincerità le dottrine dei vari culti e delle numerose sette del mondo moderno. …. I cristiani pentecostali dovrebbero essere particolarmente restii a condannare, insieme con gli insegnamenti, anche i membri dei culti e delle sette, perché non molti anni fa la dottrina delle Chiese Pentecostali veniva rigettata e condannata. La dottrina pentecostale era ritenuta, infatti, una teoria che giustificava delle manifestazioni religiose psicopatiche, mezzo di una strategia satanica, e tale atteggiamento in alcuni casi non è affatto scomparso’ (Culti e Sette, ADI-Media, s.d, pag. 7). Queste parole ovviamente anche se non sono firmate da Francesco Toppi, rappresentano il suo pensiero a tale riguardo, perché nelle ADI quando lui era presidente non poteva essere pubblicato niente che non fosse conforme al suo pensiero.

Ora, le seguenti parole: ‘…le aspirazioni religiose dell’uomo … hanno prodotto in tutta sincerità le dottrine dei vari culti e delle numerose sette del mondo moderno … I cristiani pentecostali dovrebbero essere particolarmente restii a condannare, insieme con gli insegnamenti, anche i membri dei culti e delle sette, perché non molti anni fa la dottrina delle Chiese Pentecostali veniva rigettata e condannata’, sono parole che paiono essere uscite da un cuore ‘massonico’. Infatti le ADI sostengono la stessa cosa della Massoneria, in quanto anche per le ADI le dottrine delle religioni e delle sètte sono state prodotte sinceramente dalle aspirazioni religiose dei loro fondatori, e quindi i membri delle sette e delle religioni, anche se professano cose diametralmente opposte alle nostre, sono sinceri come lo siamo noi perchè siamo tutti uguali. E quindi noi non possiamo metterci a condannare nè i membri delle sette e delle religioni, come neppure i loro insegnamenti. Ma ciò è falso, perché le dottrine delle sette e delle religioni (ovviamente dalle religioni è esclusa la religione ebraica così come è espressa nella legge di Mosè, nei salmi e nei profeti) non sono state prodotte in tutta sincerità dalle aspirazioni religiose dell’uomo, ma dal diavolo, il padre della menzogna (cfr. Giovanni 8:44), che è riuscito con la sua astuzia a sedurre gli abitanti del mondo (cfr. Apocalisse 12:9), facendogli credere ogni sorta di menzogna. Ma come si fa a dire che la dottrina secondo cui il peccato e la morte non esistono (dottrina che viene insegnata da Scienza Cristiana), o quella che dice che Gesù non è Dio e non è risorto fisicamente (sostenuta dai Testimoni di Geova) o quell’ancora che afferma che esiste un purgatorio o che il capo della Chiesa universale è il cosiddetto papa, e la remissione dei peccati si ottiene mediante la confessione al prete e rinunce e mortificazioni varie, o quell’ancora che dice che l’uomo è Dio, o quella che dice che non dobbiamo mangiare la carne, e così via, siano dottrine prodotte in tutta sincerità dalle aspirazioni religiose di alcuni uomini? Occorre veramente non conoscere le Scritture per fare simili affermazioni!! Paolo le chiama dottrine di demoni (cfr. 1 Timoteo 4:1), e dice che sono prodotte dalla frode degli uomini e dall’astuzia loro nelle arti seduttrici dell’errore (cfr. Efesini 4:14), e le ADI le chiamano dottrine prodotte in tutta sincerità dalle aspirazioni religiose dell’uomo!! Giudicate voi fratelli.

E’ evidente dunque che siccome queste dottrine sono dottrine di demoni, noi dobbiamo essere pronti a condannarle (altro che restii a condannarle come dicono le ADI), e quindi a confutarle. E questo perché le opere infruttuose delle tenebre vanno riprovate (cfr. Efesini 5:11), e le dottrine succitate sono opere infruttuose delle tenebre. Ecco chi le ha prodotte queste dottrine, le tenebre. Ma come si fa poi a usare quel paragone, tra il comportamento di coloro che hanno condannato e ancora condannano la dottrina delle Chiese pentecostali e il comportamento di coloro che condannano le dottrine dei culti e delle sette? Ma che c’entra un simile paragone? Nulla, proprio nulla. Ma confonde le idee dei credenti. Perché il credente pensa, ‘Se non devo condannare le dottrine di questi culti e sette, per non fare l’errore che fecero molti all’inizio del Movimento Pentecostale, e che fanno tuttora, condannando le nostre dottrine, vuol dire che tra le dottrine di questi culti e sette ce ne sono alcune che un giorno potrebbero non essere più da condannare!!’ Non vi pare che questo paragone sia frutto di una mentalità massonica?

E’ fuori di dubbio che in questo modo di parlare è presente uno spirito massonico, che appunto incita noi Cristiani a non condannare gli insegnamenti diversi dai nostri, quasi che anch’essi o una parte di essi un giorno potranno essere da noi riconosciuti come verità, come molti Evangelici – che all’inizio accusavano noi Pentecostali di essere degli eretici – hanno dovuto riconoscere alla fine che le lingue e i miracoli sono ancora attuali e quindi che abbiamo ragione! Giudicate voi da persone intelligenti. E vorrei dire che nel condannare questi insegnamenti falsi, è evidente che esprimiamo un giudizio netto su coloro che li professano, che è il seguente, espresso dall’apostolo Paolo quando disse a Timoteo: “Se qualcuno insegna una dottrina diversa e non s’attiene alle sane parole del Signor nostro Gesù Cristo e alla dottrina che è secondo pietà, esso è gonfio e non sa nulla; ma langue intorno a questioni e dispute di parole, dalle quali nascono invidia, contenzione, maldicenza, cattivi sospetti, acerbe discussioni d’uomini corrotti di mente e privati della verità” (1 Timoteo 6:3-5), ed a Tito: “L’uomo settario, dopo una prima e una seconda ammonizione, schivalo, sapendo che un tal uomo è pervertito e pecca, condannandosi da sé” (Tito 3:10-11). Se dunque Paolo afferma che questi uomini non sanno nulla, sono privi della verità, sono pervertiti e peccano condannandosi da sé, è evidente che tra noi e loro c’è una differenza, che non può essere sottaciuta, perché è la differenza che passa tra la luce e le tenebre. E ovviamente ricordiamo che Colui che ci differenzia dagli altri è Dio, perché da Lui sono tutte le cose, e infatti è per la Sua volontà che noi siamo nella luce. A Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen.

Fratelli, nessuno vi seduca, siate pronti a condannare tutte le dottrine false, perché esse non hanno nulla a che fare con la verità. Abbiate in voi lo stesso sentimento che fu negli apostoli, che confutavano le false dottrine per mettere in guardia i fratelli, affinché non fossero più dei bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina. Rigettate invece quel sentimento massonico che purtroppo regna nelle ADI che dinnanzi alle false dottrine dicono: ‘Non facciamo polemiche, lasciamo perdere, parliamo di Gesù!’, perché secondo loro mettersi a confutarle è tempo sprecato in quanto costituisce mettersi a fare dispute di parole e discussioni inutili e sterili; e non solo, secondo loro chi confuta si mette pure a giudicare, cosa che egli non deve fare perché Gesù ha detto: “Non giudicate” (Matteo 7:1)! Lo ripeto, rigettate questo sentimento massonico presente nelle ADI.

Ricordatevi che chi confuta le false dottrine non fa altro che difendere il Vangelo e la sana dottrina, che è una cosa da fare come è da fare la predicazione del Vangelo e della sana dottrina. E nel fare questo mostra quindi il suo amore per la verità, che non gode dell’ingiustizia ma gioisce con la verità (cfr. 1 Corinzi 13:6-7). Gesù confutò gli scribi e i Farisei (cfr. Matteo 15:1-20; 23:16-22) ed anche i Sadducei (cfr. Matteo 22:23-32), Apollo confutò i Giudei (cfr. Atti 18:28), e Paolo confutò quelli che negavano la resurrezione in seno alla chiesa di Corinto (cfr. 1 Corinzi 15:12-58). E ricordatevi pure che chi confuta esprime dei giusti giudizi, perché il suo giudizio sulle strane dottrine si fonda sulla Parola di Dio. E quindi il comando “non giudicate” non si può tirare fuori quando si sente parlare di confutazione.

A proposito di confutazioni, voglio dire quest’altra cosa: nelle ADI c’è una assenza spaventosa di confutazioni, in quanto dal pulpito delle ADI non vengono mai confutate le eresie esistenti, soprattutto quelle della Chiesa Cattolica Romana. Siamo in una nazione profondamente cattolica romana, dove ogni credente parla con cattolici romani, ma dai pulpiti delle ADI non si sentono pastori confutare e condannare le eresie di perdizione della Chiesa Cattolica Romana!! E perché? Perché le ADI – in virtù del loro accordo ‘segreto’ con la Chiesa Cattolica Romana che risale al dopoguerra – non vogliono e non possono mettersi a smascherare pubblicamente e con ogni franchezza le superstizioni e le imposture e le eresie papiste, per evitare di essere accusate di non rispettare la Chiesa Cattolica Romana e di venire meno al tacito accordo con essa. L’accordo fatto – mediante l’aiuto della Massoneria e della Cia – con il Vaticano esige dunque questo loro silenzio (si pensi che quando a RadioEvangelo vengono intervistati dei credenti ex-cattolici romani, la stragrande maggioranza delle volte il termine Chiesa Cattolica Romana neppure viene menzionato, in quanto viene rimpiazzato accuratamente con ‘la religione tradizionale’ o qualcosa del genere!). E poi la lotta che le ADI hanno intrapreso a suo tempo per la libertà religiosa e quello che essi dicono a favore della libertà religiosa ancora oggi, esige questo comportamento diabolico da parte loro, perché non possono mettersi a smascherare e condannare gli insegnamenti di coloro che essi ritengono abbiano il diritto di professare il credo che vogliono, non possono riprenderli esortandoli a ravvedersi e ad abbandonare le loro eresie, perché così facendo andrebbero ad intaccare la libertà religiosa degli altri. E quindi silenzio di tomba.

Giudicate voi in che laccio diabolico sono cadute le ADI. Le ADI quindi avranno pure ottenuto la libertà religiosa dopo tante lotte, ma certamente hanno perso la libertà spirituale mettendosi con i massoni e il Vaticano.

Ma c’è un’altra cosa che vorrei dire, e cioè che proprio la Massoneria che parla tanto di tolleranza si mostra intollerante all’occasione.

La massoneria si dichiara tollerante verso tutte le fedi, tanto da definirsi «religione della tolleranza» in quanto consente «ai suoi adepti piena libertà di opinioni in merito all’inconoscibile e all’ignoto», ma la Massoneria è intollerante verso noi Cristiani in quanto noi affermiamo di conoscere la verità e che coloro che non sono seguaci di Cristo non conoscono la verità, infatti il Sovrano Gran Commendatore Domenico Maiocco sostiene che chi pratica questa «religione della tolleranza», cioè il massone, deve sempre conservare «piena libertà di spirito da ogni dogmatismo, riconoscendo che la verità, totale o parziale, non è prerogativa di nessun individuo né di nessuna associazione di uomini» (cfr. Balaustra nº 1, del 12 aprile 1951, nº 3). Avete compreso dunque che tipo di tolleranza è quella della massoneria? E’ una tolleranza che combatte ferocemente i pregiudizi e i dogmi, e siccome noi di pregiudizi e dogmi ne siamo pieni per i massoni, siamo da combattere. «I pregiudizi che la Massoneria si sforza di combattere sono sopra tutto quelli che tendono a separare gli uomini con delle divisioni esclusive sorte dalla diversità delle loro credenze, credenze che la Massoneria rispetta tutte, quando siano professate in buona fede» (cfr. S. Farina, Il Libro dei Rituali del Rito Scozzese Antico e Accettato, Piccinelli, Roma 1946, pag. 93). Ecco perché la Massoneria nutre un forte odio verso le dottrine della Bibbia, perché esse creano delle divisioni tra gli uomini, e quindi nutre un forte odio verso di noi perché quelle dottrine insegniamo. Odio che si manifesta sin dai primi insegnamenti impartiti nella loggia. All’adepto, con una lenta, paziente e sottile educazione, viene subito detto che deve guardarsi dal «fanatismo» e dalla «superstizione», che deve ripudiare il «dogmatismo» delle religioni, che deve adottare il metodo del «libero esame» sgombro da «vincoli dogmatici e fideistici». Si può definire questa opera una sorta di lavaggio del cervello.

Ora, riflettete per un momento a tutto ciò: e non è forse lo stesso sentimento che esiste nei pastori ADI? Si definiscono e mostrano tolleranti verso tutti, tranne che verso di noi che veniamo definiti ‘fanatici’, e per quale ragione? Perché prendiamo alla lettera la Bibbia, già alla lettera, perché nelle ADI non viene presa alla lettera, in quanto come dicono i pastori ADI in riferimento ai ‘fanatici’: ‘Se dovessimo prendere alla lettera la Bibbia, i locali di culto si svuoterebbero!’ E infatti nelle ADI ai membri gli fanno da subito una sorta di lavaggio del cervello che non devono prendere alla lettera la Bibbia. Certo, dico io, altrimenti il locale di culto non si riempirà e non ne potranno costruire uno più grande e bello!

Vorrei ora farvi notare la forte somiglianza che esiste tra alcune espressioni del satanista massone Pike e quella dei pastori ADI, e non solo delle ADI ovviamente perché lo spirito massonico ormai pervade tutto l’ambiente evangelico.

Pike dice: ‘Non vi è alcun essere umano in grado di dire con certezza, nel groviglio e nel conflitto di diverse fedi e credenze, che cosa è vero, o di affermare con sicurezza di essere in possesso di qualche verità. Perciò ognuno deve concedere che altri, ugualmente onesti e sinceri con se stessi, abbiano opinioni contrarie alle sue e siano in possesso della verità’ (Morals and Dogma, Edizione italiana, Vol. 2, pag. 91). I pastori ADI affermano: ‘E che ce l’hai solo tu la verità?’ e: ‘Ce l’hai tutta tu la verità?’ e addirittura dinnanzi a due dottrine diametralmente opposte: ‘E se avessimo ragione tutti e due?’-

Pike afferma in merito al fanatismo che ‘si perseguita in nome di una credenza, si iniziano crociate contro qualsiasi idea che, nella propria pretesa santità, si consideri contraria alla legge di Dio e alla verità di un dogma’ (Ibid., pag. 91), ovviamente per perseguitare lui intende anche la confutazione che si fa delle dottrine altrui. I pastori ADI ci dicono: ‘Mostrate fanatismo, come quello dei talebani, ve la prendete con tutti e tutto, confutando nella vostra presunzione tutto quello che è diverso dal vostro credo o dalle vostre idee’.

Pike afferma che ogni massone ‘deve risolutamente negare il diritto, a ogni uomo, di assumersi le prerogative della Divinità e di condannare l’altrui fede e religione come meritevoli di punizione perché eretiche’ (Ibid., pag. 91). E i pastori ADI ci dicono: ‘E che sei Dio, o ti metti al posto di Dio, per condannare le credenze degli altri (dei cattolici romani per esempio) e per dire che essi vanno all’inferno?’ Addirittura ci sono quelli che se ti sentono dire che l’ultimo papa che è morto (ossia Giovanni Paolo II) è ora all’inferno, ti rimproverano!

Pike afferma che il massone ‘non può approvare la linea di condotta di coloro che mettono a repentaglio la pace e la quiete di grandi nazioni e i giusti interessi della popolazione, indulgendo in chimeriche e immaginarie visioni filantropiche, un lusso che consiste per lo più nello stringere il proprio mantello a sé per evitare il contatto con i propri simili e per proclamarsi più santi degli altri’ (Ibid., pag. 91-92). E i pastori ADI ci accusano di mettere divisione tra gli uomini, e di innalzarci sopra tutti perché ci consideriamo più santi degli altri.

Pike afferma che il credo massonico insegna che nessun uomo ‘ha alcun diritto, in alcun modo concesso, di interferire con il credo religioso altrui’ (Ibid., pag. 97). E che dicono i pastori ADI agli uomini? ‘Noi non convinciamo voi, e voi non convincete noi. Ognuno ha il suo credo, e noi abbiamo il nostro’. Ecco dunque che il credo delle ADI vieta ai membri di interferire con il credo degli altri, altrimenti andrebbero a interferire con la libertà degli altri! Addirittura i pastori ADI affermano che neanche Dio interferisce nelle decisioni degli uomini, in quanto ‘non costringe nessuno a ravvedersi e credere, perché dipende tutto dal libero arbitrio dell’uomo’! Mi limito a dire in merito a ciò che se fosse come dicono le ADI, Saulo da Tarso non si sarebbe mai convertito e sarebbe andato certamente in perdizione, e con lui ciascuno di noi.

E infine vorrei terminare con alcune dichiarazioni di Pike che considero sia l’obbiettivo di questo diabolico credo massonico, quello di far venire il dubbio a tutti coloro che hanno conosciuto la verità che è in Cristo Gesù per portarli quindi lontani dalla verità: ‘Allo stesso modo i nostri sogni sono realtà mentre li sogniamo; poi, una volta passati, non sono più irreali di quanto lo sia quel che noi facevamo dormendo. Perciò nessun uomo può dire di avere un sicuro possesso della verità come di un bene terreno. Quando più uomini sostengono opinioni diametralmente opposte e ciascuno di loro è onesto, chi dei due potrà dire di essere nel vero? Noi non sappiamo che cosa sia la verità. Il fatto che noi crediamo fermamente che la nostra fede sia vera non dimostra assolutamente nulla, anzi a questo punto comincia a tormentarci il dubbio [….] Siamo tutti, anche se non tutti allo stesso modo, in errore. I dogmi, tanto cari a ciascuno di noi, non sono, come noi pensiamo, verità divine, ma, semplicemente, la nostra propria forma di errore, la nostra verità, i raggi di luce che rifratti e frammentati sono caduti su di noi. Le nostre misere certezze fanno il loro tempo e poi cessano di essere; in realtà non sono che barlumi della luce di Dio ed Egli è ben più di quel che essi mostrino. La verità perfetta non si potrà mai conoscere’ (Ibid., pag. 96, 171). Avete notato? Pike, messaggero del diavolo, ha parlato chiaramente. Se nessuno ha il diritto di condannare il credo altrui, perché nessuno può dire di essere in possesso della verità, è ovvio che chi ha veramente conosciuto la verità e la proclama con certezza, se accetta il credo massonico sulla tolleranza, comincerà a dubitare della sua fede e della dottrina che ha accettato, e quindi sarà indotto inesorabilmente ad allontanarsi dal Signore Gesù Cristo. Ecco perché la massoneria e la fede in Cristo sono INCONCILIABILI, e la massoneria va condannata con ogni franchezza quale opera del seduttore di tutto il mondo. E questo insegnamento sulla tolleranza fatto dai massoni bisogna considerarlo solo una delle tante astuzie e macchinazioni di satana per far disprezzare ai Cristiani la verità che hanno conosciuto e poi farli sviare da essa.

E questo diabolico obbiettivo i Massoni cercano di raggiungerlo basandosi sul principio dell’uguaglianza. In sostanza cosa dicono? Che tutti gli uomini sono ugualmente sinceri e onesti nel professare il loro credo, e quindi se altri hanno differenti dottrine da quelle di Cristo e degli apostoli, sono anche loro in possesso della verità in quanto anche loro sono ugualmente intelligenti ed ugualmente ben informati. E chi sono io dunque per andare ad interferire col credo altrui? Sarei un ingiusto e un presuntuoso se lo facessi, e violerei il principio dell’uguaglianza. Principio dunque strettamente collegato a quello della libertà secondo cui ognuno è libero di credere a quello che vuole ed ha il dovere di non cercare di convincere l’altro che è in errore. Voi capite quindi che seguendo il credo massonico un Cristiano non solo si svierebbe dalla verità, ma aiuterebbe i peccatori ad andare all’inferno perché comincerebbe a pensare che la sua fede è vera quanto lo è quella del Buddista o del Mussulmano, che la Bibbia è sacra come il Corano ecc, che Gesù è stato un maestro di morale come Buddha, Confucio e altri. Perché se tutti sono liberi e uguali non si possono dichiarare i non Cristiani dei perduti che vivono nell’ignoranza di Dio e della Sua Parola, e quindi bisogna lasciarli camminare tranquillamente per la strada in cui sono. Il credo massonico quindi trascina a rigettare la fede in Cristo come l’unica fede in grado di salvare l’uomo. Non è forse questo che ha fatto Billy Graham, che è un massone?

b) La libertà secondo la Massoneria

Voglio approfondire ora il tema della libertà, spiegando meglio cosa intendono i Massoni per libertà, affinchè abbiate ancora più chiaro il motivo per cui dico che le ADI si sono massonizzate, come per altro ormai la stragrande maggioranza dei Pentecostali (per non parlare dei Protestanti storici). Innanzi tutto va detto che la libertà è uno dei pilastri del credo massonico, infatti nella Dichiarazione di Principî (Losanna, 1875) è scritto: «La Massoneria pone come principio che il Creatore supremo ha dato all’uomo, come il bene più prezioso, la libertà […] raggio così luminoso che nessun potere ha il diritto di spegnere o di offuscare» (cfr. S. Farina, Il Libro dei Rituali del Rito Scozzese Antico e Accettato, Piccinelli, Roma 1946, pag. 33-34), in quanto «dono intangibile e sacrosanto» (cfr. A. Pontevia, Cattolicesimo e Massoneria, Atanòr, Roma 1948, pag. 72). Ma per loro la libertà «è costituita dalla pienezza della Ragione», che è interamente autonoma e non viene stabilita da verità rivelate o da qualcuno che ti dice: ‘Devi credere questo’. Quindi la libertà massonica consiste nell’ubbidire solamente alla propria ragione, e agire liberamente significa sottomettersi alle leggi razionali della natura. I massoni, infatti sono nemici dei dogmi e dei dogmatici (qui per dogmi intendo i decreti, le decisioni, i giudizi, e gli insegnamenti di Dio contenuti nella Sacra Scrittura, e quindi per dogmatici quelli che ad essi credono e si attengono fermamente) e promotori di un concetto di libertà assoluto e sfrenato. Una tale libertà in campo religioso significa quindi «la piena libertà di tutti i culti e di tutte le fedi» che tradotto significa che uno è libero «di pensare e di credere secondo la propria ragione e la propria coscienza» «libera da dogmi scientifici e religiosi». Questa libertà di pensarla come si vuole va a braccetto con la libertà di coscienza la quale «non è soltanto un diritto naturale risultante dal libero arbitrio, ma è pure una conseguenza logica e necessaria dell’impotenza che abbiamo di rappresentarci l’Assoluto altrimenti che con simboli inadeguati e perfettibili» (cfr. S. Farina, op. cit., pag. 412). Per la Massoneria dunque noi discepoli di Cristo non siamo liberi perchè abbiamo accettato la Parola di Dio, che Dio ci ha rivelato tramite Gesù Cristo e gli apostoli, sottomettendoci ad essa. E perchè dicono questo? Perchè la Bibbia secondo i Massoni contiene pregiudizi e dogmi assurdi, e «non esiste libertà di pensiero per chi sia disposto ad accettare i vincoli di ossequio ad affermazioni di principî dogmatici, che tendono a sottrarre al controllo della ragione umana, nonché all’indagine scientifica, i personali convincimenti» (cfr. Età Nuova, novembre-dicembre 1950, pag. 18). Alla luce di tutto ciò, i massoni nutrono fiducia nell’uomo, ossia nella natura umana che per loro è buona, e ritengono che l’uomo possa mettersi alla ricerca della verità appoggiandosi alla sua ragione, e solo alla sua ragione, ricerca della verità che vi ricordo però non li porterà mai alla verità ma in tenebre sempre più fitte. E oltre a ciò, i massoni, essendo che non credono nel peccato e nella colpa, e in un giudizio di Dio nel futuro, si sono creati una morale autonoma secondo la quale essi devono rendere conto del proprio operato solamente alla propria coscienza.

Fratelli nel Signore, è evidente quindi che le ADI parlando della libertà di religione e di quella di pensiero, e schierandosi a loro favore e lottando per esse, parlano proprio come le logge massoniche. E tutto questo perchè nelle ADI viene insegnata la falsa dottrina del libero arbitrio, stessa falsa dottrina che viene insegnata dai massoni. Le ADI perciò si sono massonizzate e questo è oltremodo inquietante, e difatti le ADI nel dopoguerra hanno collaborato con i massoni per ottenere la libertà religiosa: non è questa la prova lampante che su questi argomenti la pensano nella stessa maniera?

Questo spiega la forte ostilità che le ADI hanno verso tutti quei credenti che basandosi sulla Bibbia, affermano con assoluta certezza e convinzione i decreti, i giudizi e i comandamenti di Dio, e condannano le false dottrine, infatti li definiscono ‘fanatici’, ‘legalisti’, ‘bigotti’, ‘integralisti’, e così via. E di conseguenza detestano che ai peccatori gli si rivolga in maniera diversa da come fanno loro, che gli dicono ‘Gesù ti ama’, ‘Dio è amore’, ‘Vieni a Gesù’, mentre la Bibbia comanda che gli si predichi il ravvedimento, la conversione, e il giudizio a venire, con ogni franchezza. Se infatti gli uomini hanno la libertà di credere quello che vogliono, chi siamo noi dall’andargli a dire che devono cambiare modo di pensare abbandonando i loro perversi pensieri, il loro credo sbagliato, il loro credo diabolico, altrimenti andranno all’inferno? Saremmo dei maleducati e scostumati se lo facessimo, e quindi non si può predicare agli uomini come comanda di fare Dio, ma bisogna farlo come comandano di fare le ADI! In altre parole, le ADI dicono: ‘Gli uomini sono liberi di pensarla come vogliono, come lo siamo noi, e quindi noi non interferiamo nelle loro scelte, e loro non devono interferire nelle nostre’. Comprendete dunque perchè le ADI non predicano il ravvedimento agli uomini? Perchè ‘ravvedersi’ significa ‘cambiare modo di pensare’, e i pastori ADI non possono ordinare da parte di Dio agli uomini di ravvedersi, perchè questo significherebbe ordinare loro di cambiare credo, e quindi significherebbe negare loro la cosiddetta libertà religiosa e di pensiero. Riconoscete dunque i danni che questa falsa dottrina del libero arbitrio ha fatto nelle ADI.

Come pure le ADI detestano coloro che sempre basandosi sulla Bibbia e solo sulla Bibbia dicono ai credenti con ogni franchezza quello che devono credere e fare, per piacere a Dio, e quindi confutano le false dottrine e riprovano il male. Anche in questo caso costoro sono legalisti, fanatici, bigotti e integralisti, e vanno evitati perchè pericolosi! E sempre per la stessa ragione, perchè siamo liberi, o come dicono loro ‘Dio ci ha dato la grazia del libero arbitrio’.

c) Gesù Cristo era contro la cosiddetta libertà religiosa e di pensiero

Studiando questo argomento così importante, mi sono domandato: ‘Ma Gesù era a favore della libertà religiosa e della libertà di pensiero per tutti gli uomini?’ Questa è una domanda che forse a taluni sembrerà strana o magari anche ridicola, ma vi posso assicurare che non è nè strana e neppure ridicola, perchè se crediamo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio questa domanda dobbiamo porcela per capire se quello che hanno fatto le ADI nel dopoguerra, assieme a tanti altri evangelici, sia giusto nel cospetto di Dio, in quanto la lotta che essi intrapresero fu una lotta che implicitamente fu anche a favore della libertà religiosa per quelli che non conoscono Dio, come i Massoni per esempio. E difatti si allearono proprio con dei massoni per lottare per questa libertà.

E badate che quella per la libertà religiosa è una battaglia che le ADI portano ancora avanti, perchè secondo loro ci sono altre iniziative da prendere affinchè questa libertà religiosa diventi piena in Italia. Ecco per esempio cosa si legge in un comunicato del NEV: ‘L’affermazione che la legge sulla libertà religiosa trova il suo fondamento nel principio di laicità dello Stato va sostenuta senza alcuna incertezza’. Lo ha dichiarato il pastore Domenico Maselli, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), al termine dell’audizione avvenuta questo pomeriggio presso la I Commissione affari costituzionali della Camera dei deputati sulla bozza di Testo unico per la libertà religiosa, presentata dal relatore on. Roberto Zaccaria. A differenza di quanto affermato questa mattina da mons. Giuseppe Betori, presidente della Conferenza episcopale italiana (CEI), che aveva espresso “sorpresa e contrarietà” per l’introduzione, al comma 2 dell’articolo 1 del Testo unico, del principio di laicità quale fondamento della normativa, Maselli ha ribadito come “solo uno Stato laico può garantire un’autentica libertà per tutte le comunità di fede. Per questo la laicità dello Stato è per noi evangelici garanzia fondamentale della stessa libertà religiosa”. Più in generale, Maselli e gli altri rappresentanti evangelici presenti all’audizione hanno espresso un giudizio complessivamente positivo del Testo, “per certi aspetti migliore di quelli presentati nelle precedenti legislature dal governo”. “Si nota – ha precisato il presidente della FCEI – la volontà di deburocratizzare le norme per l’acquisizione dei vari diritti. Particolarmente positivo appare l’articolo 9 che riguarda le scuole pubbliche e paritarie e l’articolo 11 che prevede spazi adeguati di trasmissione per le singole confessioni nel servizio pubblico radiotelevisivo”. Oltre a Maselli, che in quest’occasione rappresentava anche la Tavola valdese e il decanato della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), erano presenti, da parte evangelica, Domenico Tomasetto per l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (UCEBI); Dora Bognandi per l’Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del 7° giorno (UICCA); Roberto Giannini per la Chiesa apostolica in Italia; Felice Loria per le Assemblee di Dio in Italia (ADI)’ (Roma, 16 luglio 2007 Tratto da NEV – Notizie Evangeliche).

Ma veniamo alla domanda che abbiamo posto, per rispondere alla quale è indispensabile considerare da vicino la predicazione di Gesù Cristo.

Che cosa predicava Gesù agli uomini? Ce lo dice Marco in questa maniera: “Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando l’evangelo di Dio e dicendo: Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete all’evangelo” (Marco 1:14-15).

Dunque la predicazione di Gesù ai peccatori comprendeva due ordini, ossia ‘ravvedetevi’ e ‘credete nel vangelo’. E se Lui ordinava agli uomini di fare queste due cose, pena la perdizione eterna, è evidente che non considerava gli uomini liberi di professare il credo che volevano o la religione che essi volevano, perchè lui ordinava agli uomini di cambiare modo di pensare, in quanto la parola greca per ravvedersi significa letteralmente ‘cambiare mente o idea’.

Ma riflettete: se Gesù ordinava agli uomini di cambiare idea o mente, non credete che egli non li considerava liberi di professare la religione e il pensiero che essi volevano, ma obbligati a credere invece a quello che voleva Dio, cioè al Vangelo?

Ma se questo non vi bastasse, ci sono anche le parole che Gesù rivolse in particolare agli scribi e Farisei, che come voi sapete professavano la religione ebraica, ma con la loro tradizione avevano annullato la Parola di Dio e quindi professavano delle dottrine estranee alla legge di Mosè, che era la legge che Dio aveva donato al popolo di Israele affinchè la osservasse. Che cosa disse Gesù agli scribi e ai Farisei in merito alle idee o dottrine che professavano, insegnandole? Lo troviamo scritto sempre in Marco: “Ma Gesù disse loro: Ben profetò Isaia di voi ipocriti, com’è scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro è lontano da me. Ma invano mi rendono il loro culto insegnando dottrine che son precetti d’uomini. Voi, lasciato il comandamento di Dio, state attaccati alla tradizione degli uomini. E diceva loro ancora: Come ben sapete annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra! Mosè infatti ha detto: Onora tuo padre e tua madre; e: Chi maledice padre o madre sia punito di morte; voi, invece, se uno dice a suo padre od a sua madre: Quello con cui potrei assisterti è Corban, (vale a dire, offerta a Dio), non gli permettete più di far cosa alcuna a pro di suo padre o di sua madre; annullando così la parola di Dio con la tradizione che voi vi siete tramandata. E di cose consimili ne fate tante!” (Marco 7:6-13). Ma vi paiono queste le parole di un uomo che sosteneva la libertà di religione e di pensiero per tutti gli uomini? A noi no, perchè giudicò e riprese severamente degli uomini perchè insegnavano cose contrarie alla Parola di Dio, e quindi ciò significa che Lui non ammetteva che degli uomini fossero liberi di professare precetti che annullavano la parola dell’Iddio e Padre suo.

Ed oltre a Gesù si potrebbe prendere ad esempio anche Giovanni il Battista che predicava anche lui il ravvedimento alle moltitudini, e quindi gli comandava anche lui di ‘cambiare mente’ cioè di abbandonare i pensieri iniqui che albergavano nella loro mente, e di credere in Colui che veniva dietro a Lui, cioè Gesù Cristo. E poi ricordatevi che Giovanni Battista disse ad Erode che si era preso la moglie di suo fratello: “E’ non t’è lecito di tener la moglie di tuo fratello!” (Marco 6:18). Ma vi paiono queste parole di un uomo che era a favore della libertà religiosa e di pensiero per tutti gli uomini? Oggi, dai pastori ADI, Giovanni il Battista se fosse ancora in vita, sarebbe dichiarato a tutti gli effetti un fanatico e bigotto legalista, che non si faceva gli affari suoi ma trovava il tempo di giudicare e di criticare gli altri per cose che non lo riguardavano affatto, andando così ad attaccare la libertà personale di altri uomini, che erano liberi di vivere e pensare come meglio credevano nella loro vita, essendo stati dotati anche loro da Dio ‘della grazia del libero arbitrio’!

E il tempo verrebbe meno se dovessi parlare degli apostoli del Signore, come anche dei profeti, che nel parlare da parte di Dio ordinarono agli uomini, con l’autorità datagli da Dio, di abbandonare pensieri e opere malvage, per convertirsi al solo vero Dio.

Quindi, fratelli, questo discorso sulla libertà religiosa che apparentemente sembra innocuo e pure giusto, nasconde una trappola del diavolo, una sua macchinazione, che ha come obbiettivo quello di non far predicare agli uomini quello che Dio comanda che sia loro predicato e nella maniera che Lui vuole cioè con potenza e gran pienezza di convinzione. Ecco perchè dai pulpiti ADI – come anche dalla maggior parte dei pulpiti evangelici – non si sente predicare quello che Dio vuole che gli uomini sappiano.

E poi lo ripeto ancora una volta, il discorso a favore della libertà religiosa e di pensiero, è un discorso a favore del diavolo, che è bugiardo e padre della menzogna, perchè ammette che gli uomini siano liberi di professare qualsiasi credo, quindi anche il credo dei Massoni che dice che Gesù è sullo stesso livello di Buddha e di Maometto e che Dio lo si può chiamare in tante maniere ma sempre dio rimane e che la Bibbia è un libro come tanti altri libri cosiddetti sacri quali il Corano; il credo dei Mormoni che per esempio dice che Gesù si sposò con delle donne e che dopo morti l’uomo ha la possibilità di essere salvato; il credo dei Testimoni di Geova che per esempio nega la divinità di Cristo e la vita dopo la morte; e persino l’ateismo, l’agnosticismo, lo gnosticismo, il deismo, l’edonismo e il satanismo, perchè appunto si ritiene l’uomo avente questo diritto. Ma come può Dio avere concesso questo diritto all’uomo, se gli comanda di ravvedersi e di credere al Vangelo? Ce lo spieghino i pastori ADI.

Quindi, con questo modo di parlare e di agire le ADI manifestano quello che sono realmente, nemiche della verità e amanti delle menzogne. Ah sì, a parole fanno professione di amare la verità, ma nella pratica che cosa fanno per difenderla? Niente, proprio niente, anzi partecipando alla lotta per la libertà religiosa in Italia hanno aiutato a diffondere le menzogne del diavolo e loro si guardano bene dal confutarle e condannarle pubblicamente. Come si guardano bene dal riprovare e condannare con ogni franchezza dai loro pulpiti la fornicazione, l’adulterio, l’omosessualità, il ladrocinio, il dire bugie, l’andare a divertirsi, e così via, e questo perchè gli uomini sono assolutamente liberi, hanno il libero arbitrio, e quindi guai a chi si permette di riprenderli e ammonirli affinchè abbandonino le loro vie tortuose!

Nelle ADI dunque è entrato il diavolo, lo hanno fatto entrare dalla porta principale come si suol dire e lo difendono pure, e difatti sono numerosi nelle ADI gli ‘avvocati del diavolo’.

Questi hanno sempre una ‘buona parola’ per quelli che si comportano in maniera scandalosa, che professano false dottrine, che prendono piacere nelle mondane concupiscenze: ma anche sempre delle pesanti accuse ed anche offese verso coloro che invece riprovano queste cose e mettono in guardia da queste persone. Ed una di queste accuse sapete qual è? Che essi fanno l’opera del diavolo, perché accusano i fratelli!

Come si spiega tutto ciò? Perché avviene tutto ciò? Perché in costoro non c’è amore per la verità come neppure per la giustizia e la santità, e quindi non c’è interesse a difendere né la verità, né la giustizia e neppure la santità.

E quindi è evidente che l’opera del diavolo la fanno proprio questi ‘avvocati del diavolo’, i quali dimenticano volontariamente che il fatto che vengano mosse delle accuse a dei fratelli in sé stesso non significa necessariamente parlare da parte del diavolo, perché anche gli apostoli mossero delle accuse contro dei fratelli, ma non per questo diciamo che essi fecero l’opera del diavolo. E questo perché quelle loro accuse erano mosse nel contesto di riprensioni che i fratelli meritavano, e che avevano come scopo quello di indurre al ravvedimento coloro che avevano peccato o si comportavano disordinatamente.

Facciamo degli esempi tratti dalla Bibbia:

Paolo accusò i santi di Corinto in questa maniera: “V’ho nutriti di latte, non di cibo solido, perché non eravate ancora da tanto; anzi, non lo siete neppure adesso, perché siete ancora carnali. Infatti, poiché v’è tra voi gelosia e contesa, non siete voi carnali, e non camminate voi secondo l’uomo?” (1 Corinzi 3:2-3), “Si ode addirittura affermare che v’è tra voi fornicazione; e tale fornicazione, che non si trova neppure fra i Gentili; al punto che uno di voi si tiene la moglie di suo padre. E siete gonfi, e non avete invece fatto cordoglio perché colui che ha commesso quell’azione fosse tolto di mezzo a voi!” (1 Corinzi 5:1-2); e quelli della Galazia li accusò così: “O Galati insensati, chi v’ha ammaliati, voi, dinanzi agli occhi de’ quali Gesù Cristo crocifisso è stato ritratto al vivo?” (Galati 3:1).

Giacomo accusò i santi a cui scrisse in questa maniera: “Voi bramate e non avete; voi uccidete ed invidiate e non potete ottenere; voi contendete e guerreggiate; non avete, perché non domandate; domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere ne’ vostri piaceri. O gente adultera, non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Giacomo 4:2-4).

Ma se andiamo ancora più indietro nel tempo, troveremo che anche i profeti di Dio accusarono il popolo di Dio quando questo abbandonò la Sua legge. Ecco anche qui degli esempi:

Isaia disse: “Ma voi, avvicinatevi qua, o figliuoli della incantatrice, progenie dell’adultero e della prostituta! Alle spalle di chi vi divertite? Verso chi aprite larga la bocca e cacciate fuori la lingua? Non siete voi figliuoli della ribellione, progenie della menzogna, voi, che v’infiammate fra i terebinti sotto ogni albero verdeggiante, che scannate i figliuoli nelle valli sotto le grotte delle rocce?” (Isaia 57:3-5), ed anche: “Giacché questo è un popolo ribelle, son de’ figliuoli bugiardi, de’ figliuoli che non vogliono ascoltare la legge dell’Eterno, che dicono ai veggenti: ‘Non vedete!’ e a quelli che han delle visioni: ‘Non ci annunziate visioni di cose vere! Diteci delle cose piacevoli, profetateci delle chimere! Uscite fuor di strada, abbandonate il sentiero retto, toglieteci d’innanzi agli occhi il Santo d’Israele!” (Isaia 30:9-11).

Geremia disse: “Tendono la lingua, ch’è il loro arco, per scoccar menzogne; son diventati potenti nel paese, ma non per agir con fedeltà; poiché procedono di malvagità in malvagità, e non conoscono me, dice l’Eterno. Si guardi ciascuno dal suo amico, e nessuno si fidi del suo fratello; poiché ogni fratello non fa che ingannare, ed ogni amico va spargendo calunnie. L’uno gabba l’altro, e non dice la verità, esercitano la loro lingua a mentire, s’affannano a fare il male. La tua dimora è la malafede; ed è per malafede che costoro rifiutano di conoscermi, dice l’Eterno. Perciò, così parla l’Eterno degli eserciti: Ecco, io li fonderò nel crogiuolo per saggiarli; poiché che altro farei riguardo alla figliuola del mio popolo? La loro lingua è un dardo micidiale; essa non dice che menzogne; con la bocca ognuno parla di pace al suo prossimo, ma nel cuore gli tende insidie. Non li punirei io per queste cose? dice l’Eterno; e l’anima mia non si vendicherebbe d’una simile nazione?” (Geremia 9:3-9), ed anche: “Veramente il mio popolo è stolto, non mi conosce; son de’ figliuoli insensati, e non hanno intelligenza; sono sapienti per fare il male; ma il bene non lo sanno fare” (Geremia 4:22).

Che diremo dunque? Che gli apostoli e i profeti fecero l’opera del diavolo? Così non sia, perché le loro dure parole di forte biasimo furono legittime, perché fu Dio a muoverli a pronunciarle in quanto voleva che il suo popolo rientrasse in sé e abbandonasse i sentieri malvagi. D’altronde quando si riprende qualcuno bisogna pur muovergli delle accuse, altrimenti come potrà egli capire quali sono le cose da cui si deve ravvedere?

E poi questi ‘avvocati del diavolo’ dimenticano che secondo la legge di Mosè, che è buona se uno la usa legittimamente, non è sbagliato accusare qualcuno di un peccato, ma è sbagliato accusare qualcuno ingiustamente, cioè deporre il falso contro qualcuno, infatti la legge dice: “Quando un testimonio iniquo si leverà contro qualcuno per accusarlo d’un delitto, i due uomini fra i quali ha luogo la contestazione compariranno davanti all’Eterno, davanti ai sacerdoti e ai giudici in carica in que’ giorni. I giudici faranno una diligente inchiesta; e se quel testimonio risulta un testimonio falso, che ha deposto il falso contro il suo fratello, farete a lui quello ch’egli avea intenzione di fare al suo fratello. Così torrai via il male di mezzo a te” (Deuteronomio 19:16-19).

Oltre a ciò, costoro dimenticano che quando l’accusa è confermata da due o tre testimoni fedeli e veraci, essa va accolta, infatti Paolo disse a Timoteo: “Non ricevere accusa contro un anziano, se non sulla deposizione di due o tre testimoni” (1 Timoteo 5:19). Dunque, quando le prove sono inequivocabili e i testimoni sono fedeli, l’accusa va ricevuta. E di conseguenza si devono prendere le azioni necessarie affinché coloro che insegnano una falsa dottrina o si comportano in maniera iniqua siano indotti a ravvedersi. Ma per gli ‘avvocati del diavolo’ è da rigettare qualsiasi accusa: proprio quello che il diavolo vuole che si faccia, e difatti lui i ‘suoi avvocati’ li ha ben addestrati in questo. E così sa di avere le mani libere, e può fare e dire tutto quello che vuole in mezzo alla Chiesa, perché ogni accusa verrà subito catalogata come ‘opera della carne’, ‘opera del diavolo’, e così via. D’altronde, il diavolo non è a caso che è chiamato ‘il serpente antico’ ed ‘il seduttore di tutto il mondo’ (Apocalisse 12:9), perché lui è esperto nell’arte della seduzione. Ecco dunque perché hanno la vita molto difficile i timorati di Dio in mezzo alle chiese ADI, perché ogni volta che suonano l’allarme, la maggior parte prendono gli avvertimenti come una opera del diavolo e quindi si lanciano con ferocia contro di essi che muovono delle accuse giuste e fondate.

Fratelli, vi esorto quindi a guardarvi da questi che io ho chiamato ‘avvocati del diavolo’ in ragione della loro opera diabolica – mascherata da finta carità – che portano avanti. Questi sono i peggiori nemici della Chiesa, perché dall’interno di essa diffondono la dissolutezza e la falsità a piene mani, o la tollerano facendo finta di niente, brandendo all’occorrenza l’accusa di ‘accusatori dei fratelli’ contro quelle poche sentinelle che rimangono in mezzo al popolo di Dio.

 

d) La libertà in Cristo sotto attacco delle ADI

Colgo l’occasione, fratelli nel Signore, per avvertirvi per l’ennesima volta dalle ADI, perchè esse hanno dichiarato guerra alla libertà che è in Cristo, la libertà che il nostro Signore Gesù Cristo ci ha acquistato con il suo prezioso sangue. Già, perchè il paradosso è proprio questo, che da un lato le ADI levano forte la loro voce ogni volta che ne hanno occasione in favore della cosiddetta libertà religiosa per tutti i cittadini, che come vi ho dimostrato è una libertà secondo la carne, che è condannata da Dio, e apparentemente sembra che essi sono a favore della libertà dei Cristiani; ma dall’altro le ADI sono contro la libertà in Cristo in quanto la loro dottrina nel suo insieme riporta i Cristiani sotto la schiavitù del peccato e della legge, ma anche di precetti umani che vanno contro la Bibbia. Quindi le ADI sono nemiche della vera libertà, quella spirituale, e questo va detto a chiare lettere e con ogni franchezza affinchè sia una volta per tutte smascherata questa organizzazione religiosa che tanto danno ha fatto ai santi in questa nazione. E’ inutile che si riempiono la bocca i pastori ADI di tutte queste parole a favore della libertà religiosa, perchè loro sono a favore di questa libertà per costruire meglio e più velocemente il loro impero terreno, o meglio la loro ‘torre di babele’ per acquistarsi un nome, o il loro ‘papato’, portatrice di confusione a non finire in mezzo alla Chiesa dell’Iddio vivente. Ed è proprio per questa ragione che hanno dichiarato guerra alla libertà che è in Cristo, perchè essere liberi in Cristo significa essere schiavi di Cristo, e uno schiavo di Cristo siccome deve ubbidire ai comandamenti del suo padrone, non può ubbidire ai precetti antibiblici delle ADI che riportano le anime sotto la schiavitù del peccato e della legge. Ma andiamo per ordine.

L’apostolo Paolo afferma che il Vangelo è potenza di Dio per la salvezza di ognuno che crede (Romani 1:16), ciò significa che il Vangelo rende libero l’uomo che crede. Libero da cosa?

Libero dal peccato. Gesù infatti ha detto: ” In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato. Or lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figliuolo vi dimora per sempre. Se dunque il Figliuolo vi farà liberi, sarete veramente liberi” (Giovanni 8:34-36), e Paolo lo conferma dicendo: “Il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, affinché il corpo del peccato fosse annullato, onde noi non serviamo più al peccato; poiché colui che è morto, è affrancato dal peccato” (Romani 6:6-7).

Ma anche libero dalla legge di Mosè, che è la forza del peccato, in quanto Paolo dice: “Così, fratelli miei, anche voi siete divenuti morti alla legge mediante il corpo di Cristo, per appartenere ad un altro, cioè a colui che è risuscitato dai morti, e questo affinché portiamo del frutto a Dio. Poiché, mentre eravamo nella carne, le passioni peccaminose, destate dalla legge, agivano nelle nostre membra per portar del frutto per la morte; ma ora siamo stati sciolti dai legami della legge, essendo morti a quella che ci teneva soggetti, talché serviamo in novità di spirito, e non in vecchiezza di lettera” (Romani 7:4-6), ed anche: “Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi …. Cristo ci ha affrancati perché fossimo liberi” (Galati 3:13; 5:1).

Questa è la libertà che Gesù Cristo ha comprato con il suo sangue, e che ci ha donato, e che noi quindi dobbiamo salvaguardare, perchè è molto preziosa.

Ecco perchè l’apostolo scongiurava i santi a non ricadere sotto il dominio del peccato, come anche sotto il dominio della legge. Ai Romani per esempio diceva: “Che dunque? Peccheremo noi perché non siamo sotto la legge ma sotto la grazia? Così non sia. Non sapete voi che se vi date a uno come servi per ubbidirgli, siete servi di colui a cui ubbidite: o del peccato che mena alla morte o dell’ubbidienza che mena alla giustizia?” (Romani 6:15-16), e ai Galati: “State dunque saldi, e non vi lasciate di nuovo porre sotto il giogo della schiavitù!” (Galati 5:1). Ogni pastore dunque dovrebbe scongiurare le pecore a odiare il peccato e a schivarlo, come anche ad evitare di ricadere sotto la legge di Mosè.

Ma che fanno invece nelle ADI i pastori? Non predicano per niente contro il peccato. Non li sentite infatti predicare specificamente contro i fornicatori, gli adulteri, gli omosessuali, i bugiardi, gli ubriachi, i commercianti delle cose relative al regno di Dio, contro i buffoni, contro quelli che fingono nelle scene teatrali ‘cristiane’, contro quei credenti che si danno alle mondane e carnali concupiscenze. Perchè loro non odiano il peccato, loro non combattono contro il peccato, ossia contro le mondane e carnali concupiscenze, anzi lo giustificano e coccolano in definitiva tanto è vero che se qualcuno leva pubblicamente la sua voce, viene subito definito un fanatico, un legalista, un bigotto, uno che giudica, uno che non si fa i fatti suoi, e magari anche un terrorista se nel suo avvertimento ci mette i giudizi di Dio contro quelli che fanno queste cose. In altre parole, quelli che devono essere schivati sono quelli che denunciano il peccato e non quelli che si danno al peccato. ‘Niente regole’, dicono loro, ovviamente quando vogliono loro non mettono regole, perchè quando vogliono ti seppelliscono sotto un cumulo di regole umane non bibliche però. Ecco perchè nelle ADI se uno si converte veramente a Cristo, e vuole santificarsi per piacere a Dio, e combattere il male in tutte le sue forme, troverà nelle ADI un muro, una opposizione spirituale enorme, perchè praticamente la libertà di cui le ADI sono promotrici è in definitiva una libertà secondo la carne, dove tutto è tollerato, proprio quella che il Cristiano deve combattere. E se uno non sta attento, con il tempo diventerà peggiore di come era prima di convertirsi a Cristo. Se prima non amavi certe mondane concupiscenze, poi nelle ADI le amerai, come per esempio quella di andare al mare a mettersi mezzi nudi che è una cosa vergognosa per i santi.

E per quanto riguarda la legge, che hanno fatto i pastori ADI? Hanno introdotto il precetto della decima, con la relativa maledizione contro quelli che non la danno, e quindi hanno fatto ricadere i santi sotto la maledizione della legge. ‘Se non dai la decima del tuo stipendio, sei un ladro’ ti dicono, e Dio non potrà benedirti, e quindi questo significa che non potrai sperimentare nessun risveglio, nessun esaudimento divino alle tue preghiere, perchè sei diventato un ladro. E il tempo verrebbe meno se dovessi parlare dei loro precetti che hanno nel loro statuto e regolamento, che addirittura nella loro astuzia nascondono ai loro membri, tranne che ai pastori: precetti antibiblici in un numero spaventoso, che vanno ad annullare la Parola di Dio come facevano i precetti degli scribi e i Farisei ai giorni di Gesù.

Ma quale libertà dunque difendono e promuovono le ADI? Quella che Dio odia, quella che rende nemici di Dio, quella che porta in perdizione, già proprio in perdizione. Le ADI promuovono la schiavitù spirituale, altro che libertà, e quindi non vi fate ingannare dai loro discorsi sulla libertà religiosa, perchè dietro di essi si nascondono i loro veri intenti, che sono intenti malvagi. Altrimenti non si spiega la loro forte opposizione contro di noi, che non facciamo altro che proclamare quello che sta scritto nella Bibbia, e che prendiamo ad esempio Gesù Cristo e gli apostoli. Questa opposizione si spiega dunque con la presenza di uno spirito massonico in mezzo alle ADI. Fratelli, vi scongiuro da parte di Dio, a ritirarvi da costoro che hanno sovvertito e pervertito le vie diritte di Dio.


 

[Tratto dal libro, scaricabile gratuitamente in formato pdf, “La Massoneria Smascherata – Contro l’infiltrazione e l’influenza di questa diabolica istituzione nelle Chiese Evangeliche”, scritto da Giacinto Butindaro]

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