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Ombra della Massoneria sulle A.D.I.: 42) Sul peccato e le false dottrine

23 maggio 2015

Ombra della Massoneria sulle A.D.I.: 42) Sul peccato e le false dottrine

a) Sono indulgenti verso il peccato;

b) Vengono tollerati il peccato e l’errore dottrinale;

c) ‘Non giudicate’ dice la Massoneria …. e non ‘Non giudicate’ dicono anche le ADI;

d) Parola d’ordine della Massoneria e delle ADI: ‘Devono evitarsi le controversie religiose’.

a) Sono indulgenti verso il peccato

copertina-massoneria

Albert Pike ha affermato che una parte del credo massonico è ‘essere INDULGENTI, come lo è Dio, verso la mancanza di fede, gli errori, le follie, e le colpe degli uomini; perchè tutti formano una grande fratellanza’ (Albert Pike, Morals and Dogma, pag. 531 – 26° Principe di Compassione – http://www.sacred-texts.com/mas/md/md27.htm – La parola inglese usata da Pike è CHARITABLE, che si può tradurre anche con ‘caritatevoli’ e ‘comprensivi’). E’ evidente anche da queste parole che la Massoneria si è fatta un Dio su misura, perchè il solo vero Dio non è affatto indulgente verso la mancanza di fede, gli errori, le follie, e le colpe degli uomini. D’altronde la Massoneria accetta persone che professano ogni sorta di religione, e proclama la tolleranza verso tutti e verso qualsiasi credo, e quindi non poteva che proclamare quest’ennesima menzogna. E ovviamente i Massoni sono chiamati ad essere indulgenti verso le suddette cose, come lo è il loro dio.

E nelle ADI non c’è forse lo stesso credo? NEI FATTI SI’, proclamano infatti CON I FATTI un Dio che è indulgente verso le follie, le colpe, la mancanza di fede, e le colpe dei membri delle Chiese ADI; infatti non dicono mai dal pulpito che Dio castiga quei credenti che ripongono la loro fiducia negli uomini anzichè in Dio, che commettono follie (cioè per esempio che si danno alla fornicazione, all’adulterio e ai piaceri della vita, e alle buffonerie, o che si fanno sterilizzare o che impediscono il concepimento o abortiscono), che si rendono colpevoli di disonestà e torti vari nei confronti del loro prossimo, o che Dio castiga quei pastori che insegnano delle cose storte e perverse in mezzo a loro. Perchè non dicono queste cose? Perchè rifiutano di credere una simile cosa (perchè valgono sempre le parole di Paolo a tale riguardo: “Ma siccome abbiam lo stesso spirito di fede, ch’è in quella parola della Scrittura: Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo, e perciò anche parliamo” 2 Corinzi 4: 13, per cui chi non parla di ciò che è scritto e che fa parte del Consiglio di Dio vuol dire che non ci crede), e chi si permette di dire ciò invece – perchè crede a tutto quello che dice la Bibbia – viene subito dichiarato essere un ‘fanatico’, un ‘intollerante’, un ‘settario’, ‘senza amore’ e così via. Intanto però l’Iddio vivente e vero i suoi giudizi li esercita contro costoro, quantunque il loro colpevole silenzio, che poi è una maniera di accondiscendere al peccato. Chi tace acconsente, dice un detto mondano. E che esista questo diabolico sentimento verso il peccato, è dimostrato dal fatto che nelle ADI le seguenti parole di Paolo: ” …quel che v’ho scritto è di non mischiarvi con alcuno che, chiamandosi fratello, sia un fornicatore, o un avaro, o un idolatra, o un oltraggiatore, o un ubriacone, o un rapace; con un tale non dovete neppur mangiare” (1 Corinzi 5:11), è come se nella Bibbia non esistessero.

E questo ovviamente si ripercuote anche sulla condotta dei credenti, perchè anche loro quindi sono chiamati a comportarsi come si comporta l’Iddio su misura che si sono fatti, di cui i pastori ADI sono i fedeli rappresentanti sulla terra: per cui se un credente ha un amante, se commette adulterio, se impedisce il concepimento, se si fa sterilizzare, se abortisce, se si abbandona ai piaceri della vita, se ruba, se mente, se oltraggia, se si ubriaca, ecc. deve avere tutta la comprensione e l’indulgenza degli altri. E nessuno si deve permettere di giudicarlo o di riprenderlo, perchè altrimenti pagherà caro ciò: prima gli fanno un consiglio di Chiesa per ammonirlo, e poi se non accetta la loro ammonizione, lo cacceranno via. Ecco dunque chi cacciano dalle ADI: chi si santifica, e riprova il male perchè vuole che il popolo si santifichi; e non il malvagio, che invece ha le mani libere ed anche ben forti!

Fratelli, nessuno vi inganni con vani ragionamenti, Dio non è indulgente verso il peccato in quanto lo odia. Dio infatti odia le opere malvage, secondo che è scritto: “Il timore dell’Eterno è odiare il male; io odio la superbia, l’arroganza, la via del male e la bocca perversa” (Proverbi 8:13), ed anche: “Sei cose odia l’Eterno, anzi sette gli sono in abominio: gli occhi alteri, la lingua bugiarda, le mani che spandono sangue innocente, il cuore che medita disegni iniqui, i piedi che corron frettolosi al male, il falso testimonio che proferisce menzogne, e chi semina discordie tra fratelli” (Proverbi 6:16-19). E quindi noi siamo chiamati ad odiare o aborrire le opere malvage, che sono le opere infruttuose delle tenebre, e a riprovarle pubblicamente, come facevano gli apostoli e i profeti. Se manca quindi dal pulpito la riprovazione pubblica delle opere infruttuose delle tenebre, vuol dire che quelle opere non sono odiate, e se quindi coloro che compiono queste opere non vengono pubblicamente rimproverati, vuol dire che sono tollerati.

b) Vengono tollerati il peccato e l’errore dottrinale

Il massone satanista Albert Pike disse che ‘il non credere negli spiriti malvagi [è meglio] dell’ira contro la peccaminosità e contro l’errore nella dottrina, che rende gli uomini intolleranti e aspri’ (Albert Pike, Legenda and Readings of the Ancient and Accepted Scottish Rite of Freemasonry, pag. 35-36).

Un altro massone, John Heisner, che è autore di diversi libri sul simbolismo nella storia della massoneria, in un suo scritto dal titolo ‘Freemasons History – Tolerance, Brotherly Love and Freedom of Religion in the Fellowcraft Degree’ ossia ‘Storia dei Massoni – Tolleranza, Amore Fraterno e Libertà di Religione nel grado di Compagno d’Arte’ in cui si scaglia contro l’intolleranza citando il passo di Giacomo: “Non fate voi una differenza nella vostra mente, e non diventate giudici dai pensieri malvagi?” (Giacomo 2:4), afferma quanto segue: ‘La Massoneria insegna che ciascuna dottrina religiosa contiene verità ed errore, e farà per sempre così fino a che la dottrina rimane immutata …. Per i Massoni in ogni luogo nel mondo, lo sviluppo di uno stato di consapevolezza tollerante è centrale per la promozione dell’amore fraterno. Uno non può amare suo fratello, se odia la dottrina religiosa del suo fratello. Uno non può aiutare e sostenere il suo fratello, se conclude che la sua misera condizione è la volontà di Dio piombata su colui che pratica una dottrina religiosa falsa. E uno non può rallegrarsi nel benessere e nei successi del suo fratello quando egli arrogantemente crede che cammina nella verità mentre il suo fratello segue il sentiero delle tenebre …. La tolleranza, quindi, è più che semplicemente sopportare il credo religioso differente di qualcun altro: esso richiede che si abbracci e si ami la differenza’ (http://ezinearticles.com/).

Ora, tenendo presente che i massoni quando parlano del proprio fratello intendono sia ogni essere umano – perchè loro sono sostenitori dell’eresia che tutti gli uomini sono figli di Dio (infatti ogni massone viene ammaestrato sin dall’inizio a considerare tutti gli uomini come una sola famiglia) – che ogni uomo iniziato in una loggia massonica e cioè ogni massone; quello che colpisce nelle sopraccitate affermazioni è un principio che purtroppo abbiamo sentito enunciare a molti nelle Chiese ADI secondo cui se tu odii o ti indigni contro una falsa dottrina professata dal tuo fratello, o odii e ti indigni contro un suo peccato, tu non puoi dire di amare il tuo fratello, perchè sei intollerante e aspro.

E difatti nelle Chiese ADI appena contesti una falsa dottrina interna alle Chiese o uno scandalo pubblico compiuto da uno dei loro membri, vieni subito considerato come uno che odia i fratelli, uno che non ha amore, un settario, un integralista, insomma uno che non cerca il bene della Chiesa ma la sua distruzione o divisione, e soprattutto la propria soddisfazione!

E se confuti quell’errore o quel peccato mediante le Scritture, mettono subito in dubbio quello che tu gli dimostri mediante le Scritture e ti dicono: ‘E a te chi ti dice che hai ragione? Pensi di avere la verità solo tu quindi?’ O magari ti dicono: ‘Questa è la tua opinione o interpretazione!’ Esattamente come fanno i massoni.

E in alcuni casi arrivano a dirti: ‘Non pensi che possiamo avere ragione tutti e due?’ Che deve fare uno dunque quando sente insegnare false dottrine ai pastori o vede commettere scandali? Deve starsene in silenzio, pregare e sopportare. Sopportazione poi che alla fine con il tempo sfocia in un rispetto verso la falsa dottrina e il peccato, rispetto che invece non deve esistere perchè la menzogna deve essere odiata in quanto la Sapienza dice che “il giusto odia la menzogna” (Proverbi 13:5), e il male va aborrito secondo che dice Paolo: “Aborrite il male” (Romani 12:9). Sono opere infruttuose delle tenebre, e quindi vanno riprovate. Non solo, questa sopportazione porta a tollerare coloro che mentono contro la verità e compiono scandali, tolleranza che Dio detesta perchè il Signore Gesù fece scrivere all’angelo della Chiesa di Tiatiri: “Ma ho questo contro a te: che tu tolleri quella donna Jezabel, che si dice profetessa e insegna e seduce i miei servitori perché commettano fornicazione e mangino cose sacrificate agl’idoli” (Apocalisse 2:20), e Paolo scrisse ai santi di Corinto che tolleravano quello che si teneva la moglie di suo padre: “E siete gonfi, e non avete invece fatto cordoglio perché colui che ha commesso quell’azione fosse tolto di mezzo a voi! …. Togliete il malvagio di mezzo a voi stessi” (1 Corinzi 5:2, 12). Giudicate voi da persone intelligenti dunque: ‘Non ritenete che nelle Chiese ADI ci sia un sentimento massonico?’ Non c’è dubbio, lo ribadisco con forza, esse si sono massonizzate.

c) ‘Non giudicate’ dice la Massoneria …. e non ‘Non giudicate’ dicono anche le ADI

Abbiamo visto poco fa che uno dei principi su cui si fonda la Massoneria è la tolleranza del peccato e dell’errore dottrinale, e per sostenere questa tolleranza che fanno i Massoni? Citano le parole di Gesù: “Non giudicate” (Matteo 7:1).

Ecco le prove:

Albert Pike, nella sua lezione al 7° contenuta in Morals and Dogma, afferma che ‘nessuno desidera veramente giudicare l’altrui operato perchè ciò comporta gravi e pesanti responsabilità. [….] Perciò il vero massone non dimenticherà mai il solenne comandamento che deve assolutamente essere osservato in ogni momento della vita: «Non giudicare, altrimenti sarai giudicato; e ogni giudizio che esprimerai su altri nella stessa misura sarà rivolto su te» (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 2, pag. 46, 49 – 7° Prevosto e Giudice).

Sul sito della Loggia Gaio Cornelio Tacito n.740 Or:. di Terni All’obbedienza del Grande Oriente d’Italia Palazzo Giustiniani, in uno scritto dal titolo ‘Il Massone nella società moderna (1987)’ si legge quanto segue: ‘ “Non giudicare” è scritto nel Vangelo ed in quel “non giudicare” è tutta la nostra tolleranza massonica’ (http://www.loggiatacito740.it/).

Sul sito della Loggia Hochma n.182 di Trapani appartenente alla Gran Loggia Regolare d’Italia, in un documento dal titolo ‘Riflessioni sulla libera muratoria’ si legge quanto segue sulla tolleranza: ‘La tolleranza massonica è una “costruzione progressiva, un vero patto tra uomini di buona volontà, che si elabora innanzitutto per necessità vitale, e in un secondo momento grazie alla ragione. Il primo momento della tolleranza è costituito dal riconoscimento della libertà religiosa. La tolleranza è accettazione delle differenze evidenti, siano esse fisiche, socioculturali, politiche e religiose. Si tratta di “sopportare” con attitudine all’ascolto e all’apertura paziente i comportamenti altrui, anche se diversi, anzi opposti ai propri. Tale comportamento favorisce la libertà ad essere se stessi. La tolleranza consiste nell’astenersi dal giudicare a priori gli altri, e rende di nuovo attuale le parole di Gesù: non giudicare, se non vuoi essere giudicato, o ancora non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te… Questa virtù fondamentale che apre il dialogo e facilita la comunicazione, richiede una buona conoscenza di sé per mettersi di fronte al prossimo e saperlo ascoltare… Lo spirito di tolleranza impone anche di saper osservare un’attitudine di apertura, di ascolto cortese, accettando le opinioni divergenti dalle proprie come possibili complementari, al fine di favorire un fruttuoso scambio di idee, senza che le discussioni degenerino in dispute: ciò è insito nel lavoro massonico’ (http://www.hochma182.com/). Eugene Lyman Warner, un prete episcopaliano americano, scrivendo nel 1966 su The Indiana Freemason ha confermato che il rifiuto di giudicare è la tolleranza di cui parla la Massoneria. Ecco le sue parole: ‘La tolleranza è una caratteristica permanente della Massoneria: [….]. La vera tolleranza consiste non soltanto nel trattenersi dal criticare le azioni e le credenze di coloro con cui noi non siamo d’accordo; ma nel rifiutarsi di raggiungere conclusioni che altri sono necessariamente nell’errore. La tolleranza è il rifiuto di giudicare …. ‘ (citato in Forrest D. Haggard, The Clergy and the Craft, pag. 31).

E non è forse quello che fanno sostanzialmente le Chiese ADI? Che cosa infatti vogliono dire queste Chiese quando citano le parole di Gesù “Non giudicate”, se non che bisogna tollerare i peccati e le eresie presenti in mezzo alle Chiese, e quindi starsi zitti e ‘farsi i fatti propri’ per evitare che nascano dispute? Da qui si spiega la mancanza di confutazioni, di condanne pubbliche del peccato, delle opere infruttuose delle tenebre, e di messe in guardia pubbliche da coloro che operano scandali e insegnano eresie.

Ma il comandamento di non giudicare, non va inteso come lo intendono costoro, ma nel senso che non bisogna giudicare secondo l’apparenza e quindi in maniera ingiusta, ma bisogna giudicare giustamente. Per esempio Gesù disse a dei Giudei : “Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate con giusto giudizio” (Giovanni 7:24) ed ancora: “E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?” (Luca 12:57). Ed anche Paolo ha confermato che noi possiamo giudicare, quando dice ai Corinzi: “Io parlo come a persone intelligenti; giudicate voi di quello che dico” (1 Corinzi 10:15), ed anche: “Giudicatene voi stessi: E’ egli conveniente che una donna preghi Iddio senz’esser velata?” (1 Corinzi 11:13), ed ancora: “Parlino due o tre profeti, e gli altri giudichino…” (1 Corinzi 14:29).

Quindi come credenti possiamo giudicare molte cose, ma non secondo l’apparenza ma con giusto giudizio. Ricordate cosa disse Gesù a Simone quando questi rispose correttamente alla sua domanda? “Hai giudicato rettamente” (Luca 7:43), volendo dire: ‘Hai espresso un giusto giudizio’. Dunque, se noi credenti esprimiamo dei giudizi corretti, non possiamo incorrere nel giudizio di Dio. D’altronde, non ha forse detto Paolo che “l’uomo spirituale giudica d’ogni cosa” (1 Corinzi 2:15)? E non ha forse detto la Scrittura: “Apri la tua bocca, giudica con giustizia” (Proverbi 31:9)? Dunque che c’è da meravigliarsi nel sentirci dire che noi possiamo giudicare?

Ma d’altronde se noi figliuoli di Dio non potessimo giudicare in senso assoluto, come potremmo rigettare le false profezie, le false rivelazioni, e le false dottrine, che vengono diffuse in mezzo alla Chiesa di Dio? Perché per rigettarle, dobbiamo prima esaminarle alla luce della Sacra Scrittura, e poi alla fine esprimere il nostro giudizio negativo contro di esse. E come potremmo guardarci dai falsi ministri del Vangelo e dai falsi fratelli, dato che per identificarli tali dobbiamo prima valutare il loro comportamento e le loro dottrine, alla luce della Parola di Dio, ed esprimere poi anche qui il nostro giudizio negativo nei loro confronti? Ma vi rendete conto cosa succederebbe se noi non potessimo giudicare niente e nessuno? Il diavolo approfitterebbe subito della nostra attitudine facendoci accettare le sue menzogne e i suoi ministri.

E purtroppo va detto che questo è accaduto nel caso di tanti credenti che, privi di sapienza e della conoscenza della Parola di Dio, trascinati a credere che non possono giudicare chi predica la Parola come neppure quello che viene predicato, hanno finito con l’accettare false dottrine di ogni genere e cattivi operai come buoni operai. Essi sono trascinati con l’inganno a credere che qualunque cosa dica il pastore è ‘oro colato’ e quindi va accettato senza discussione, perché lui è il servitore di Dio e l’unto di Dio, e di conseguenza hanno finito con l’accettare menzogne di ogni genere.

D’altronde se non possono giudicare, come possono sentirsi autorizzati a riprovare sia privatamente che pubblicamente la dottrina che dice che il fuoco dell’inferno è simbolico? Come possono pensare di poter rigettare la gap-theory o quella che dice che la terra ha miliardi di anni? Come possono pensare di poter rigettare il rapimento segreto? Come possono pensare di essere autorizzati a dire al pastore e a sua moglie, ‘Non andate a mettervi mezzi nudi al mare, perché vi contaminereste!’? Non possono, perché se lo facessero, gli verrebbe subito detto: ‘Fratello, non giudicare!’

Dunque, ancora una volta, dobbiamo riconoscere che le Chiese ADI pensano e parlano come delle logge massoniche, e questo devo dire che a noi disturba non poco. C’è quindi ancora una volta una somiglianza tra la Massoneria e le Chiese ADI.

d) Parola d’ordine della Massoneria e delle ADI: ‘Devono evitarsi le controversie religiose’

Collegato a quanto detto poco fa, c’è anche questo, e cioè che – come abbiamo già visto – nelle Costituzioni della Massoneria c’era pure la seguente regola: ‘Ripicche personali o private querele non debbono oltrepassare la soglia della loggia; ancor più debbono evitarsi le controversie religiose, nazionali o concernenti lo stato, atteso che, nella nostra qualità di Massoni noi non professiamo che la religione universale e ci diciamo di tutte le nazioni, di tutte le lingue, di tutte le razze e possessori di tutti i linguaggi e pertanto risolutamente contrari a ogni politica, poichè essa non ha mai recato beneficio alla loggia, nè mai potrebbe apportarlo’ (VI, 2).

Il doversi evitare controversie religiose mi fa pensare alla stessa cosa che si sente in mezzo alle Chiese ADI, che considerano la controversia religiosa qualcosa da bandire dal loro mezzo esattamente come fa la Massoneria: cosa questa che non permette di difendere il Vangelo e la sana dottrina, come invece siamo chiamati a fare.

I pastori ADI dicono infatti: ‘Noi non vogliamo polemizzare! Noi non siamo di quelli che fanno polemica’, e quindi si rifiutano di confutare pubblicamente ed anche privatamente le false dottrine, pensando che sia inutile e magari dannoso. E questo perchè nelle ADI viene insegnato che il servitore del Signore ‘non si dà alla controversia’ (Francesco Toppi, «La consacrazione dei servitori», Studio biblico n. 2, durante il XV Convegno Pastorale tenutosi ad Acireale [30 Aprile 1998] – video su Youtube http://youtu.be/Sv6PA69-Yws min. 49:53-51:20)!!

Questo ovviamente non riguarda solo le chiese ADI, ma la maggior parte delle Chiese Evangeliche, tanto che possiamo dire che l’ambiente evangelico ormai è come una grande loggia massonica, in cui quasi tutti cercano di evitare controversie religiose. Basta vedere come quasi tutti i Pentecostali si rifiutano di confutare pubblicamente le false dottrine dei Battisti, dei Riformati, dei Valdesi, della Chiesa dei Fratelli, e così via, per capire che ormai lo spirito massonico è ben presente anche tra di noi Pentecostali. Qui ci sarebbe molto altro da dire, ma credo che queste poche parole siano bastate a farvi capire il concetto.


[Tratto dal libro, scaricabile gratuitamente in formato pdf, “La Massoneria Smascherata – Contro l’infiltrazione e l’influenza di questa diabolica istituzione nelle Chiese Evangeliche”, scritto da Giacinto Butindaro]

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2 commenti leave one →
  1. Massimo permalink
    23 maggio 2015 18:22

    Giuseppe, gli argomenti che hai qui trattati sono in parte proprio quelli che mi hanno convinto a lasciare questa organizzazione religiosa. Purtroppo molti hanno un velo davanti agli occhi… Basterebbe che realizzassero che essere cristiani vuol dire avere la mente di Cristo e quindi parlare come Lui ha parlato, agire come Lui ha agito”. Gesù quindi, non giudicò forse gli scribi e farisei del suo tempo, condannandoli ed appellandoli quali : “Ipocriti, divoratori di case, figli delle geenna, stolti, ciechi, guide cieche, sepolcri imbiancati, gente iniqua, figli di padri sanguinari, serpenti, razza di vipere, omicidi (Matteo 23:1-36). Gesù evitò forse le controversie con quei sommi sacerdoti che detenevano il potere religioso di allora? Molti purtroppo per vile guadagno disubbidiscono al mandato che Lui ha lasciato ai suoi discepoli : “Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo. Insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate” (Matteo 28:19-20). L’arcano quindi Giuseppe ecco svelato! Molti di loro non sono mai stati mandati dal Signore, bensì da altri uomini. La loro non è vocazione, bensì una meschina occupazione, della serie : ” C’aggia a fa’ pe’ campà”.
    Se fossero veramente servi del Signore lascerebbero l’Organizzazione ed imiterebbero Gesù e Paolo e gli apostoli secondo il Vangelo della Grazia …ma ovviamente, per tutte le organizzazioni religiose statalizzate, questa è tutta un’altra storia! Pace a te.

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  2. 23 maggio 2015 20:10

    Ancora mi trovi perfettamente d’accordo. Ora sappiamo chi c’è dietro a questa caduta spirituale e morale delle ADI: LA MASSONERIA.

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